martedì 31 luglio 2012

Roccamonfina. Premio "Rocca" assegnato alla leggiadra Katia Polidori, ex Ministro del Governo Berlusconi

L'onorevole Polidori è rimasta affascinata dal piccolo Comune all'ombra del Vulcano e dall'accoglienza ricevuta dal chirurgo plastico Angelo Fusco, padrone di casa davvero impareggiabile...
Successo di pubblico e di critica, per il premio “ Rocca” promosso dal chirurgo plastico Angelo Fusco, da anni impegnato a portare in alto il nome del suo paese Roccamonfina. La vera arte, con tutte le sue molteplici sfaccettature , e quei sapori antichi che, riaccendono nei cuori i ricordi di un passato mai dimenticato, hanno caratterizzato la consegna del premio “Rocca” , tenutosi l’altra sera in Piazza Amore ed assegnato all’ex Ministro Catia Polidori della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo. L’evento organizzato dal professionista Angelo Fusco, ha permesso all’intera cittadinanza del Comune di Roccamonfina per un sera di stare a stretto contatto , con le massime autorità civili istituzionali, con grandi firme dell’arte, dello spettacolo, del panorama politico, nonché con l’Onorevole Polidori che, ha lasciato un segno tangibile del suo operato attuato nel governo del Premier Silvio Berlusconi. “ Trovami con tutti voi, mi riempie di gioia- ha asserito l’ex Ministro Polidori – ma ricevere l’illustre premio mi gratifica in quanto il vostro territorio cosi splendido, è a me caro come la mia amata Umbria. Nel mio mandato ministeriale, ho cercato di preservare e tutelare le nostre ricchezze naturalistiche e paesaggistiche. Ringrazio la commissione per l’assegnazione, ma un particolare ringraziamento va al mio carissimo amico Fusco”. Centinaia di persone hanno preso parte alla manifestazione che, ha avuto il suo momento clou nel vicolo antico “ Cinque Ponti” allorquando la tradizionale usanza contadina di mangiare “ Taralli e Vino” è stato servita a tutti i presenti. A fare da cornice all’evento mediatico,la spettacolare cantina, rinvenuta nel nuovo negozio di cravatte sette pieghe dello stilista Fusco, scavata nel tufo e lunga metri, luogo dove i vecchi proprietari conservavano le botti ricolme del nettare di bacco, ed altri alimenti al riparo della calura estiva. Le luci della ribalta, lunedì sera hanno messo in evidenza, la classe dell’ex Ministro Polidori, la squisita accoglienza del padrone di casa Fusco, e la compostezza degli invitati che, hanno gioito del momento culturale e conviviale che, ha dato lustro al Comune di Roccamonfina.
Nella foto Katia Polidori Ministro nell'ultimo Governo targato Berlusconi

Anna Izzo

Ailano. Determine non pubblicate sul portale del Comune. Il consigliere comunale Giovanni Cantelmo interroga il sindaco

E' paventata una palese violazione della legge, atteso che da oltre un anno c'è l'obbligo di pubblicare ogni tipo di provvedimento sull'albo pretorio online del Municipio. Il consigliere comunale del gruppo di opposizione Cantelmo chiede spiegazioni per iscritto al sindaco...
Il sottoscritto consigliere comunale del gruppo “ Il Sole per Ailano”, Giovanni Cantelmo (nella foto),
Premesso che:

• la legge n. 69 del 18 giugno 2009 riconosce l’effetto di pubblicità legale solamente per quegli atti e/o provvedimenti amministrativi pubblicati dagli Enti Pubblici sui propri siti informatici;
• l’art. 32, comma 1 della suddetta legge ha sancito che a far data dall' 1.1.2010 gli obblighi di pubblicazione si intendono assolti con la pubblicazione sui propri siti informatici. Inoltre, il successivo comma 5 dello stesso art. 32 precisa che “a decorrere dal 1 luglio 2010 le pubblicazioni in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale”, termine, poi, prorogato al 1 gennaio 2011;
• l’obbligo della pubblicazione all’Albo Pretorio delle determinazioni dirigenziali è prescritto dalla normativa vigente (DL 267/2000; L. 69/2009), vedasi decisione del Consiglio di Stato 1370/2006.
Rilevato che:
• a decorrere da alcuni mesi codesta maggioranza ha ritenuto di omettere la pubblicazione del testo delle determine limitandola al solo titolo, non rendendo, tra l'altro, note le motivazioni di tale scelta; al pari non sono mai stati pubblicati gli avvisi di convocazione del Consiglio Comunale;
• da un excursus sui siti di numerosi Enti territoriali del circondario e, in particolare ed a solo titolo esemplificativo, dei Comuni di Pratella, Prata Sannita, Piedimonte Matese, Alife, Sant'Angelo d'Alife, Valle Agricola, Raviscanina, Vairano Patenora, oltre a quello della Comunità Montana del Matese, tutti pubblicano per esteso le determine dirigenziali e, pertanto, è il solo Comune di Ailano a distinguersi per tale omissione.
Ritenuto inoltre che:
• tale scelta lede il principio della trasparenza dell’operato amministrativo, sempre sbandierato da codesta maggioranza nelle campagne elettorali e negli interventi pubblici, e la garanzia del diritto di informazione dei cittadini;
• la mancata pubblicazione incide, in ogni caso, sul termine di impugnazione che decorre dal momento in cui l'interessato ha piena conoscenza dell'atto e può, dunque, prefigurare anche il danno erariale, nel caso di invalidità degli atti, per il quale i responsabili sarebbero chiamati a risponderne.
INTERROGA
Il Sindaco per conoscere i motivi per i quali il testo delle determinazioni dirigenziali non viene pubblicato all'Albo Pretorio, con invito a rimediare a tale pregiudizievole mancanza di trasparenza. Ai sensi delle vigenti disposizioni di Legge e di Regolamento, chiede che gli venga fornita risposta scritta.
Giovanni Cantelmo

Piedimonte Matese. Il Tribunale sarà soppresso. Anche Carinola salta. Questa è tutta la considerazione che i Parlamentari hanno dell'Alto Casertano.

Casertace.net nostro "fratello maggiore" ha annunciato in esclusiva le sedi distaccate che saranno salvate: Caserta, Marcianise ed Aversa. La Petrenga è contenta: "E' il felice risultato del coordinamento sia dei deputati del centro destra che del centro sinistra!"
Caro amico di Capriati al Volturno o di Gallo Matese o ancora Letino, ma più semplicemente cari proprietari e gestori di attività commerciali in Piazza Vincenzo Cappello a Piedimonte Matese, l'anno prossimo si vota e voi non dovete dimenticare chi, per una causa, ma anche per un contenzioso condominiale, peggio una citazione in qualità di teste, vi ha chiuso il Tribunale nell'Alto Casertano e vi percorrere circa 160 chilometri andata e ritorno, mentre chi aveva investito in attività come indotto all'ex Pretura ora si troverà con le pezze al culo. Chiudono le sezioni distaccate del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere sia nel capoluogo matesino e sia a Carinola. E cosa volevate? Che Cosentino, Giuliano, Graziano e gli altri parlamentari che ad Aversa e Marcianise hanno un grosso serbatoio di voti si battevano per i 'peones' dell'Alto Casertano? Che la 'deputatessa' Giovanna Petrenga faceva chiudere Caserta per Piedimonte o Carinola? Anzi proprio la Petrenga ha avuto almeno il coraggio di affermare la verità e implicitamente ha 'sfanculato' un intero Alto Casertano (Agro Matesino e Sidicino) affermando testualmente agli amici di Casertace.net che hanno dato la notizia del salvataggio di Caserta, Aversa e Marcianise: “E’ il risultato di un felice coordinamento tra i parlamentari casertani sia del Centrodestra, che del Centrosinistra. Con le criticità, legate alla criminalità organizzata – sottolinea la Petrenga – la nostra provincia, non poteva consentirsi di perdere questi essenziali presidi di legalità”. E qui forse, la camorra può iniziare ad attecchire tranquillamente? Che dire: ELETTORI! CENTRODESTRA E CENTRO SINISTRA DELL'ALTO CASERTANO E DEL SIDICINO...FACIT'V' NGUL'...

Alife. Il Club Napoli "Giuseppe Bruscolotti" si aggiudica il terzo trofeo "Peppino Renzo"

La premiazione avverrà sabato 4 agosto sempre a Piazza della Liberazione nell'ambito delle premiazioni previste per il Torneo di calcetto "Silvio Mauro Accarino". Esordio per il giovanissimo Alessandro Renzo, nipote di Peppino e dopo 20 anni di assenza dai campi di calcio, disputava uno scampolo di partita anche il Sindaco di Alife, tifoso del Napoli, dott. Peppino Avecone...
Nella splendida cornice di Piazza della Liberazione di Alife la compagine del Club Napoli Alife "G. Bruscolotti" (nella foto) guidata dal nostro vice Presidente, in veste di allenatore, Alberto Di Matteo Macchiarelli si è aggiudicata il 3° Memorial "Peppino Renzo". Il mini torneo che vedeva impegnati oltre al club Napoli Alife anche il club Juventus Doc di Alife, il Milan Club Alto Casertano “ A. Izzo” di Alife e il Club Inter “Niki Paterno” di Piedimonte Matese si è svolto sul sintetico messo a disposizione dagli organizzatori del trofeo "Silvio Mauro Accarino", con la formula del girone all'italiana con partite uniche. Il Club Napoli vince il torneo con 7 punti, uscendo imbattuto dalla competizione, al secondo posto il club Milan con 6 punti, terzo il club Inter a 4 punti e ultimo a zero punti il club Juventus. La perfetta organizzazione del torneo resa possibile dalla sinergia tra i ragazzi del Torneo di calcetto "Silvio Mauro Accarino" l'ASD Alife, il club Napoli, il Comune di Alife, la Pro Loco Alifana e la famiglia Renzo, oltre naturalmente ai club partecipanti, ha degnamente celebrato la memoria di Peppino Renzo, noto commerciante alifano e grande tifoso del Napoli.Il Club Napoli scende in campo per la prima partita contro il Club Milan e dopo una partita avvincente prevale per 2 a 1 con le reti di Bruno Del Giudice e Napoletano Alessandro. Nella seconda partita il Napoli prevale per 3 a 1 contro il Club Juventus Alife con le reti di Napoletano (nomen omen) che va a segno due volte e di Mariano Ginocchio che allo scadere arrotonda il risultato dando un doppio significato alla sua marcatura in quanto tifoso granata e tesserato e simpatizzante del Napoli. Per il club Juve il gol della bandiera è messo a segno dal geometra Pasquale Altieri. Dopo i due risultati positivi il mister Di Matteo si portava ad un passo dalla vittoria, in attesa dei risultati delle altre partite, ma nell'aria di respirava già aria di vittoria. Il prosieguo del torneo vedeva la debacle del club Juventus che veniva sconfitto sia dal Club Inter per 3 a 2 sia dal club Milan con un secco 5 a 1. Grande delusione per i tifosi della Juventus club, già vincitori della scorsa edizione del Memorial, che non sono riusciti a bissare il successo rimanendo a zero nella classifica. L'ultima partita tra il club Inter e Club Napoli diveniva fondamentale per la vittoria del torneo con il club Napoli che aveva a disposizione 2 risultati su 3 e sapientemente portava a casa un pareggio per 1 a 1 con reti di Bruno Del Giudice per il club Napoli e Ferrucci per l'Inter Club. Alla conclusione del torneo grande gioia da parte di tutti i tesserati e simpatizzanti del Napoli con il Presidente del club Napoli Alife Roberto Frattolillo che quest'anno è rimasto a bordo campo in veste di dirigente. Da rimarcare la prestazione di Salvatore Renzo nel club Napoli, figlio del compianto Peppino, che veniva schierato in difesa dal mister Di Matteo e fino all'infortunio rappresentava una diga in difesa difficile da superare. Ottima la prestazione del portiere del club Napoli Dario Di Gregorio, intensa e rocciosa la difesa di Gerardo Comunale, mentre in attacco il duo Del Giudice Napoletano andavano a segno con regolarità. Davano apporto alla manovra avvolgente del club Napoli Farina Marcellino e Francesco Rea, mentre il già ricordato Mariano Ginocchio ha avuto la soddisfazione di mettere a segno la rete della tranquillità contro la Juve. Convincente la prestazione di Pasquale Rega nell'ultima partita, nella quale esordiva anche il giovanissimo Alessandro Renzo, nipote di Peppino, e dopo 20 anni di assenza dai campi di calcio disputava uno scampolo di partita anche il Sindaco di Alife, tifoso del Napoli, dott. Peppino Avecone. Fermato da un infortunio in allenamento il web master del nostro sito Giuseppe Calcagno giocava solo pochi minuti, insieme all’altro socio Sconcia Mauro che prendevano parte comunque alla gioia finale. La premiazione avverrà sabato 4 agosto sempre a Piazza della Liberazione nell'ambito delle premiazioni previste per il Torneo di calcetto "Silvio Mauro Accarino"
Giuseppe Versaci

Alto Casertano. E' tempo di sfilate e passarelle, ma le donne del Centro Sociale Tempo Rosso si ribellano: "Le donne mortificate tutti i giorni!"

Una lettera/denuncia da parte della donne che aderiscono al Centro Sociale "Tempo Rosso" parla di maschi che sbavano sotto le passerelle di quei paesi dell'Alto Casertano sperduti, dove si svolgono ogni anno effimeri ed inutili sfilate. "Buona passerella ragazze, ma gli uomini che sbavano e vi votano, potrebbero essere gli stessi che la sera vanno a trovare quelle donne costrette a vendersi lungo le vie dell'Alto Casertano..."
Questo il comunicato ricevuto da CSOA TEMPO ROSSO:
"""Non ce ne vogliate, ma come tutte le estati, sotto il sole bollente, ritorna il solito scempio delle sfilate di Miss Italia, miss maglietta bagnata e miss etc etc… che fanno tappa anche nei "paesini sperduti" del nostro alto-casertano. Sia ben chiaro, non si tratta di moralismo o di bigottismo, né tantomeno viviamo nella repressione sessuale, ma crediamo che la volontà di poter liberare il proprio corpo sia alla base della rivendicazione che vogliamo fare. Liberare non significa scendere alla mortificazione con una giuria con tanto di paletta in mano pronta a votare il corpo migliore, e soprattutto pensiamo che non è di certo attraverso l’esposizione del corpo come oggetto che sia realizzabile il riscatto femminile. Siamo stanche della mercificazione e dell’esposizione del nostro corpo come un trofeo su un palco, con annessi maschietti arrapati che ne sbavano sotto; crediamo che in un momento di crisi, come quello in cui ci ritroviamo a vivere, la subalternità totale di noi ipersfruttate dal sistema non debba ancor di più essere ricondotta ad un ulteriore subalternità di genere, con il sogno-illusione di trovare un futuro migliore attraverso l’esposizione mercificatoria della donna tipo Ferrari, per magari farsi comprare dal miglior acquirente. Ad un sorriso inconsapevole, in una sfilata con l’abito più figo, vorremmo anteporre la rabbia, quella stessa che ci vede totalmente precarie e sotto considerate, relegate in un angolo, costrette a subire prevaricazioni, dirette ed indirette, sul posto di lavoro, a casa e troppo spesso valutate esclusivamente per le tette più grandi o per il culo più tondo; destinate ad essere guardate dall’uomo solo come la madre, la moglie e la sorella ottime per lo svolgimento delle attività di cura del focolare domestico.
Tutto ciò ci sta troppo stretto! Se la volontà di voler rappresentare la donna in tale direzione sia, da un lato, una scelta politica di sopraffazione, dall’altro rappresenta per la donna, una totale sottomissione all’immagine- oggetto che ci viene attribuita ed in cui veniamo confezionate a mo’ di bomboniera. Questa è per noi una totale forma di violenza e di discriminazione che crediamo debba essere assolutamente superata attraverso una consapevolezza di genere che vada canalizzata nella conflittualità, nella riappropriazione dei propri spazi tempi e ruoli, e non nell’assecondare ( passivamente) un’etichetta impostaci dall’alto. Di certo non vediamo soluzione attraverso l’immagine di donna soldato, molto comune negli ultimi tempi sul nostro territorio, per il sogno di un posto sicuro e (aggiungiamo) di totale sottomissione al sistema; ma crediamo che sia nelle pratiche di tutti i giorni, del non cedere ai ricatti, nell’essere libere e sicure sui posti di lavoro, a casa, per strada, di potersi sentire donna, lesbica, puttana in un'ottica libera e libertaria e “cacciare le unghie” per la rivendicazione dei diritti che ogni giorno vengono calpestati. Nell’ottica di scegliere come essere rappresentate opponiamo la volontà di essere totalmente lontane da questi discorsi di potere, rivendichiamo la necessità di una rappresentazione – altra che ci veda scegliere in prima persona; insomma, tra l’essere rappresentate e l’essere oggetto scegliamo la riappropriazione e la consapevolezza del nostro ruolo! Buona sfilata, e lasciatecelo dire, lo sguardo di chi vi valuterà non sarà diverso da quello di coloro che adescano la preda per abusarne del corpo, proprio come ogni giorno né vediamo a centinaia sulla strada nazionale che costeggia i nostri paesi (Pignataro, Calvi, Sparanise, Bellona, Vitulazio) … con la differenza che quel corpo di donna parla di dignità mista all’ amara consapevolezza dello sfruttamento ed ha un valore decisamente superiore del vostro essere vittima- felice del sistema."""
Le compagne del CSOA Tempo Rosso

CAMORRA/ Il killer sanguinario Setola voleva uccidere tutti. Giudici, Carabinieri e boss nel suo mirino

I primi che dovevano morire erano Michele Zagaria e Antonio Iovine, all'epoca latitanti e reggenti del clan dei casalesi. Poi dovevano morire, sempre secondo la volontà di Setola, i giudici della DDA e, infine anche il Colonnello dei Carabinieri Carmelo Burgio. Intanto stamani i Carabinieri hanno arrestato altri affiliati ai clan, tra cui l'esattore Reccia. Tutti i nomi...
Diversi esponenti del clan dei casalesi, tra i quali il killer Giuseppe Setola e Nicola Schiavone, figlio del boss Francesco, noto come Sandokan, avevano progettato attentati contro esponenti delle istituzioni, in particolare magistrati della Dda e appartenenti alle forze dell'ordine. Emerge dalle recenti dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Venosa, contenute nell'ordine di fermo notificato questa mattina a sei persone. Venosa conferma innanzitutto che Setola, gia' condannato a diversi ergastoli, prima di venire arrestato aveva in mente di sparare a magistrati (circostanza gia' riferita da altri collaboratori di giustizia) e addirittura ai boss Antonio Iovine e Michele Zagaria, all' epoca a loro volta latitanti. "Durante gli ultimi cinque anni di liberta' - ha detto Venosa nell' interrogatorio dell' 11 giugno scorso - ho piu' volte sentito nel clan, circolare voci di attentati a magistrati della Dda di Napoli, ad appartenenti alle forze dell'ordine ed a parenti di collaboratori di giustizia. In particolare, sin dal periodo delle stragi di Setola Giuseppe, ho avuto modo di ascoltare proprio dalla viva voce del Setola strategie di aggressione non solo agli altri capi clan casalesi, quali Michele Zagaria ed Antonio Iovine allora latitanti, ma anche di magistrati e di appartenenti alla polizia giudiziaria. In una circostanza, avvenuta nell'anno 2008, credo nel periodo estivo, Setola e Cirillo Alessandro vennero a casa mia a San Cipriano di Aversa, per lamentarsi del comportamento irriguardoso di mio fratello Giovanni. In quella circostanza, oltre a lamentarsi di mio fratello, Setola mi chiese se avevo interesse ad aggregarmi al loro gruppo, ed alle mie resistenze mi prospettò una conquista totale del clan casalese da raggiungere anche attraverso l'eliminazione fisica di Michele Zagaria e di Antonio Iovine". Alla domanda se conoscesse i nomi dei magistrati o degli esponenti delle forze dell'ordine che Setola voleva eliminare, Venosa ha risposto di ricordare solo quello del colonnello Carmelo Burgio, ex comandante provinciale dei carabinieri di Caserta, "nei confronti del quale Setola nutriva un forte rancore e risentimento".INTANTO I CARABINIERI HANNO ARRESTATO SEI AFFILIATI AI CLAN. - Intanto l'opera di repressione dei Carabinieri continua. Nel corso della notte e della mattinata, i militari del Reparto territoriale di Aversa, hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo nei confronti di sei persone, tutte appartenenti al “clan dei Casalesi”, gruppo Schiavone, operante nell’agro aversano e nel Litorale Domizio. L’operazione, legata a quella portata a termine il 5 giugno, nel corso della quale erano stati arrestati altri 10 camorristi, ha consentito di smantellare il sodalizio criminale che attualmente gestiva il racket delle estorsioni nei confronti di imprenditori ed esercenti nella provincia di Caserta. L’attività è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ed ha documentato che tutte le estorsioni sono state commesse avvalendosi del tipico metodo mafioso caratterizzato da minacce e violenze nei confronti della vittime. Tra gli arrestati questa mattina dai Carabinieri di Aversa spicca il nome di Oreste Reccia, 42enne di San Cipriano d’Aversa, indicato anche da recenti collaboratori di giustizia come l’attuale responsabile del clan per la riscossione dei ratei estorsivi su tutto l’agro aversano. Gli altri appartenenti del gruppo oggi tratto in arresto erano soliti fare capo a lui per organizzare le pervicaci attività di controllo del territorio per garantire agli appartenenti al clan ed alle famiglie dei reclusi lo stipendio mensile. Come evidenziato dalle indagini, che hanno documentato come gli imprenditori siano stati costretti al pagamento del pizzo tre volte l’anno, l’operazione di oggi ha anche lo scopo di impedire al clan di riscuotere la cosidetta rata di ferragosto.
GLI ARRESTATI - Oreste Reccia, di San Cipriano d’Aversa di anni 43, detto “Orestino recchia di lepre”; Pietro Paolo Venosa di San Cipriano D’Aversa di anni 41; Alberto Rossi, nato Villa di Briano di 52 anni residente San Cipriano detto “Scupillo”; Massimo Diana di San Cipriano di Aversa,di 35 anni,detto “ Maruzziello”; Nicola Annibale, nato Aversa di anni 33 e residente San Marcellino detto “Nicola o’specchiato”; Nunzio Clarelli di Villa di Briano, di anni 34, detto “Nunzio Bandone”.

Piedimonte Matese. Prosegue la prevenzione e repressione dei reati da parte della Compagnia dei Carabinieri matesina e delle Stazioni dipendenti

Con l'arresto di Gaetano De Simone effettuato ieri perchè aveva rapinato una 75enne di Alife, sono sette gli arresti messi a segno dai Carabinieri...
Sono sette gli arresti, l’ultimo in ordine di tempo quello di Gaetano De Simone, eseguito nella giornata di ieri, per una rapina in abitazione e sequestro di persona ai danni di una anziana donna di Alife, centoventi le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria o sottoposte a misura di prevenzione e decine i sequestri da parte dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, nel corso delle operazioni predisposte a partire dall’ultima decade del mese di giugno per garantire un’estate sicura a cittadini e vacanzieri. L’impegno delle sette Stazioni dislocate sul territorio matesino, Piedimonte, Alife, Alvignano, Ailano, Prata, Capriati e San Gregorio, con competenza giurisdizionale su ben diciannove comuni dell’Alto Casertano, unitamente ai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile e agli altri Reparti Speciali dell’Arma, ha portato a rilevanti risultati ottenuti giorno per giorno nel contrasto ad ogni forma di criminalità e di illegalità. Gli arresti e le denunce sono stati eseguiti oltre che per la rapina e il sequestro di persona, anche per reati che vanno dal furto alla ricettazione, dalla tentata estorsione allo spaccio di sostanze stupefacenti, dalla detenzione illegale di armi alla rissa aggravata, dall’abusivismo edilizio ad altri reati contro l’ambiente, dall’assenteismo nella pubblica amministrazione alla truffa, dai reati in materia di sicurezza stradale come la guida in stato di ebbrezza a quelli contro la salute dei cittadini ed altri reati contro il patrimonio e la persona, quali lesioni, minacce, danneggiamento, appropriazione indebita, peculato e falso. Nel corso dell’operazione denominata “Estate Sicura”, sono stati inoltre sottoposti a sequestro numerose dosi di eroina, hashish e marijuana; quattordici armi da fuoco di vario calibro e relative munizioni; quattro fabbricati e cantieri edili per un valore di oltre mezzo milione di euro, in quanto costruiti abusivamente e in zone sottoposte a vincolo paesaggistico, come il Parco Regionale del Matese, nonché in violazione alle norme in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro e sulla regolarità occupazionale dei lavoratori. Inoltre è finito sotto sequestro altro materiale di interesse investigativo e recuperata refurtiva per un valore di circa ventimila euro, restituita ai legittimi proprietari.

Piedimonte Matese. Il Tar riconosce le ragioni del Consorzio di Bonifica Sannio Alifano. Stop al trasferimento di sedici unità della Valle Telesina

Dichiarato illegittimo il passaggio dal disciolto ente di bonifica della Valle Telesina. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato dal presidente Pietro Andrea Cappella...
Arriva lo stop al trasferimento di 16 dipendenti dal disciolto consorzio di Bonifica della Valle Telesina all'Ente consortile del Sannio Alifano. Il provvedimento arriva dal Tar della Campania che, in accoglimento del ricorso cautelare urgente e provvisorio presentato nelle scorse settimane dalla deputazione amministrativa presieduta da Pietro Andrea Cappella (nella foto), attraverso gli avvocati Luigi Maria D'Angiolella ed Eleonora Marzano, avverso la circolare con cui il settore Bonifica ed Irrigazione dell'area Agricoltura della Regione Campania aveva invitato il vertice dell'Ente di viale della Libertà a procedere subito all'assunzione delle 16 unità di personale, pena la nomina di un commissario ad acta e addirittura in caso di reiterate violazioni di legge, lo scioglimento del Consiglio dei Delegati. Con proprio decreto, il Giudice delegato della prima sezione del Tribunale amministrativo regionale Carlo Dell'Olio ha accolto l’istanza di misure cautelari provvisorie e per l’effetto sospeso l'efficacia della gravata nota regionale prot. n. 0535734 del 12 luglio scorso, considerato che "ricorrono le condizioni di estrema gravità - come si legge mel dispositivo - ed urgenza prospettata nel ricorso per motivi aggiunti, ed attesa la necessità di evitare che, nelle more della trattazione dell’istanza cautelare, possa essere compromesso l’attuale assetto degli organi del Consorzio ricorrente". Nel contempo, il magistrato ha fissato per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 12 settembre prossimo, quando si discuterà anche della legittimità o meno della nota prot. n. 367256 del 15/05/2012 della Regione Campania e della nota 515 del 24/05/2012 con la quale il Commissario liquidatore invitava il presidente del Consorzio di bonifica del Sannio Alifano ad organizzare gli adempimenti necessari per attivare concretamente il traferimento del personale del soppresso consorzio di bonifica della Valle Telesina e di ogni altro atto connesso e conseguenziale.
Enzo Perretta

Vairano Patenora. Fuoco nei pressi della torre medievale. Terzo incendio in poco tempo

Sul posto arriva il personale della Novap. Erano presenti anche delle bombole di gas vuote...
Terzo incendio per il borgo medievale questa volta a rimanere vittima delle fiamme una delle storiche torri sul posto alcune bombole del gas vuote; la Novap doma il fuoco ma queste spiacevoli giornate si tingono di giallo. Ancora una volta il centro storico ha assistito a quella che poteva essere la distruzioni di ettari di boschi e il danneggiamento di svariate opere architettoniche di epoca medievale. È successo ieri alle ore 15 in punto all'interno del centro storico i volontari della Novap al momento dell'incendio si trovavano in località Verdesca, per il controllo giornaliero del territorio, appresa però la notizia si sono recati sul posto. Sono bastati solo pochi minuti al capo della protezione civile Romeo Liberatore per capire che l'incendio era di tipo doloso e durante l'intervento si è accorto che sul posto, proprio accanto alla torre incendiata, vi erano svariate bombole del gas che gli stessi volontari hanno provveduto a rimuovere. Una situazione spiacevole che vede la Novap impegnata in una lotta che non sembra avere fine poiché per la terza domenica di fila il borgo medievale è stato vittima dei piromani che hanno preso di mira il posto che sta più a cuore ai cittadini. Ogni domenica la protezione civile viene allertata da qualche cittadino o abitante del borgo che nota le fiamme divampare, la cosa più strana è che sembra essere diventato una specie di rito poiché gli incendi avvengono sempre intorno alle ore 15.
Valentina Pinelli

Teano. Finisce la corsa in una scarpata. Ferita una ragazza.

L’incidente è avvenuto sulla Provinciale. Dopo aver perso il controllo dell’auto la giovane è finita oltre il guard-rail. Nella mattinata di ieri a pochi chilometri un tamponamento senza conseguenze alle persone...
Attimi di paura nella giornata di domenica a causa di un incidente stradale che ha visto coinvolta una ragazza di Vairano Patenora, P. I.. Il sinistro è avvenuto sulla strada provinciale che da Maiorisi conduce a Teano, nel territorio di Teano. Stando ai primissimi accertamenti, la ragazza era alla guida della sua Fiat Cinquecento e stava per fare ritorno a casa quando, per cause ancora in corso di accertamento ha terminato la sua corsa fuori strada. La ragazza alla guida della Cinquecento avrebbe infatti perso improvvisamente il controllo della vettura. A quel punto non sarebbe stata più in grado di riportare la sua vettura sul rettilineo. L’auto è così andata a schiantarsi contro il guard-rail che è andato praticamente distrutto nell’impatto. Dopo il volo di circa un paio di metri e l’“atterraggio nella piccola scarpata che costeggia la Provinciale. A lanciare l’allarme sono stati alcuni automobilisti che, vista la macchina giù nella scarpata, hanno temuto il peggio. La ragazza alla guida della vettura è stata soccorsa dagli uomini del 118 che l’hanno accompagnata in ospedale. Le sue ferite sono state giudicate poco gravi dai medici. Nella mattinata di ieri, a poca distanza, si è registrato un tamponamento tra due automobili. I conducenti sono però usciti praticamente illesi dalle auto.
Di.Ri.

POLITICANDO/ Vicenda assessori provinciali. Ad oltre due anni dalle elezioni c'è ancora il tira e molla tra Zinzi e il Pdl

Dello Vicario, Giaquinto, Zaccariello e Mazzarella in corsa, ma Zinzi potrebbe salvaguardare la Cincotti. Ieri l’accordo fra i consiglieri, oggi il capogruppo Garofalo dal coordinatore Giuliano...
I consiglieri provinciali del Pdl confermano la richiesta al presidente Domenico Zinzi di nominare assessori i quattro “interni” Gianpaolo Dello Vicario, Stefano Giaquinto, Francesco Zaccariello e Filippo Mazzarella. Ma a ostacolare il rimpasto potrebbe essere il desiderio di Zinzi di salvaguardare l’incarico conferito a Franca Cosima Cincotti. Questi gli ultimi sviluppi della telenovela rimpasto, che ieri ha fatto segnare un nuovo capitolo con l’incontro dei consiglieri nella sede del gruppo a corso Trieste (assenti giustificati i sindaci Gabriele Piatto e Giovanni Schiappa). Alla fine dell’incontro si è deciso di insistere con la formula dei quattro consiglieri che dovranno dimettersi dall’incarico per entrare in giunta. Una scelta meno facile di quanto sarebbe stata qualche tempo fa: la “cura dimagrante” imposta dal Governo alle Province dovrebbe infatti portare, dall’anno prossimo, al dimezzamento delle figure assessorili. Oggi il capogruppo Pdl Nicola Garofalo incontrerà il coordinatore provinciale del partito Pasquale Giuliano per sottoporgli i nomi degli assessori e, se non ci saranno problemi, subito dopo la quaterna di nomi sarà sottoposta a Zinzi. Si punta a chiudere la partita entro pochi giorni, per evitare che ci si metta di mezzo la pausa estiva e che tutto slitti a settembre. E il timore è che il presidente temporeggi per evitare la fuoriuscita dall’esecutivo della sua fedelissima Cincotti, nominata per assicurare il numero legale in giunta e alle prese, in questo periodo, con la difficile situazione degli istituti scolastici di competenza provinciale in vista del lavoro organizzativo per il nuovo anno scolastico. Il comitato istituzionale del Pdl aveva chiesto ai coordinatori di “chiarire in tempi rapidi ed in maniera definitiva la questione relativa alla inammissibile estromissione degli assessori dal governo provinciale” L’obiettivo è quello di definire in maniera positiva “il tormentato rapporto del partito e del gruppo consiliare con la presidenza della Provincia”. Il quinto assessore che dovrà entrare in giunta sarebbe quello in quota Nuovo Psi, ma in questo caso il partito ha già deciso da tempo di sostituire l’uscente Rosa Di Maio con il segretario provinciale Nicola Di Nuccio.
Renato Casella

Piedimonte Matese. Operato per una frattura al femore, gli impiantano una protesi all'anca. Il giovanotto operato ha 102 anni!

Ancora una volta un miracolo dell'equipe del Professore Bruno Di Maggio che è riuscito a ricostruire femore ed anca ad un paziente nato nel 1910!
Un' operazione di ricostruzione dell'anca e del femore che è straordinaria per la tipologia e soprattutto per l'età del paziente: 102 anni! L'intervento è stato seguito la settimana scorsa ad un paziente di Piedimonte Matese, il signor Giacomo C., nato il 6 giugno 1910 e oggi viene anche dimesso! Il delicato intervento è stato eseguito dal professore Bruno Di Maggio, primario del Reparto di Ortopedia dell'Ospedale Civile di Piedimonte Matese, assistito dal caposala Michele Italiano. Il signor Giacomo sebbene sia rimasto per diverse ore sotto i ferri ha superato brillantemente lo stress operatorio che di per se comporta un'operazione del genere ad una persona in giovane età, figurarsi poi per un soggetto che ha superato il secolo di vita. Questa vicenda ha attratto tantissime persone, soprattutto nell'ambito ospedaliero sono corsi tutti per una visita al signor Giacomo, che tra una terapia e l'altra non ha mancato di snocciolare in maniera assolutamente lucida i ricordi delle due guerre mondiali vissute, la prima da bambino e la seconda da protagonista, ricordando le sue "fiamme" conosciute nelle guerra di Libia, passando poi per tutte le vicende vissute nel dopo guerra nell'Alto Casertano in particolar modo. In questo periodo di degenza, il signor Giacomo ha voluto precisare anche che è stato trattato come un principe dallo staff di Di Maggio, partendo proprio dagli infermieri, i primi a stargli vicino per ogni evenienza. Intanto il Reparto di Ortopedia matesino è diventato l'asse trainante dell'intero ospedale, ed annovera richieste di visite e interventi per una lista di attesa di quasi sei mesi! Sovente chiedono di essere trasferiti nella struttura, pazienti provenienti anche da Salerno e da Napoli. Infine, ma ciò non guasta, anzi, un paziente di Latina ha fatto richiesta per essere ricoverato all'ospedale matesino per un piccolo intervento alla gamba. Che dire i tempi cambiano. Infatti fino a pochi mesi fa c'era la fila per recarsi all'ICOT di Latina, centro specializzato in traumatologia ed ortopedia, ed ora dal capoluogo Pontino vengono a ricoverarsi nel capoluogo matesino.
Nella foto a sinistra il professore Bruno Di Maggio e a destra il caposala Michele Italiano

Roccamonfina. Una mini "Oktober Fest" ha rovinato la pace dei turisti e dei residenti. Dopo le risse arrivano le accuse

Otto giorni di festa della birra. Praticamente una piccola emulazione della festa che si fa in Baviera. Solo che lì chi si ubriaca e provoca risse va in galera. Qui al massimo va dal dottore per indigestione...
Sindaco e gruppo di maggioranza contestati e additati dalla stragrande maggioranza dei residenti , per aver concesso l’autorizzazione a dei commerciati, per lo svolgimento della festa della birra per 8 giorni, privando loro ed i turisti della tranquillità che, contrassegna il turismo del Comune di Roccamonfina. Contestazioni a tutto il gruppo di maggioranza, senza esclusione di nessuno, ma maggiormente per il Sindaco Letizia Tari che, ha deciso di far diventare Piazza Amore un luogo da non frequentare visto la baraonda creatasi nei giorni scorsi. Tra tavoli e bancarelle sembrava di essere nei vicoli di un quartiere malfamato, dove la gente è costretta ad urtarsi per camminare. Dopo l’evento rissa da cui poteva scaturire anche il morto visto lo stato in cui versavano i litiganti, i quali non hanno fatto altro che, bere a più non posso i litri di birra che, gli veniva servita su di un vassoio d’oro- si fa per dire. i cittadini amareggiati per la poca considerazione avuta, hanno interpellato gli organi competenti affinche facciano luce sull’intera vicenda legata alla manifestazione. “ Il giorno successivo alla rissa- riferiscono alcune mamme di minorenni- abbiamo cercato di rintracciare coloro che dovrebbero provvedere all’incolumità di tutti noi, ma fatalità Assessori, Consiglieri e Sindaco erano spariti dalla circolazione. A nostro avviso, il Sindaco Tari in questa occasione ha dimostrato di non essere una mamma che, si preoccupa dei figli visto la pericolosità della manifestazione che, per giunta la si è fatta allestire nella Piazza ricercata da tutti per la tranquillità e l’aria salubre. Qualsiasi posto lontano dal centro urbano, poteva andare bene se proprio il Sindaco voleva accontentare i suoi amici, ma non lo si doveva fare ai danni di noi cittadini. In questa occasione abbiamo recepito che, forse per l’amministrazione Tari si è aperto il baratro da cui non potrà emergere politicamente ed amministrativamente”.
Anna Izzo

Piedimonte Matese. Il Tecnico Comunale, Ing. Terreri, chiarisce sulla vicenda del Cimitero, dopo le dichiarazioni della minoranza

Interviene direttamente chi ha redatto il nuovo progetto che va a sanare anche le vecchie tombe...
In merito alla richiesta di inviare la documentazione alla Procura Generale della Corte dei Conti, formulata dal gruppo di minoranza "Progetto Civico per Piedimonte" è intervenuto direttamente il Responsabile dell' Ufficio Tecnico Comunale, Ing. Pietro Terreri che ha chiarito: "Noi non stiamo facendo altro che recepire una normativa. E su questo volevo contestare il fatto del consigliere Ferrucci, il quale lui diceva è decorso il tempo. In realtà la normativa si riferisce ai vecchi lavori, cioè al vecchio ampliamento del cimitero comunale. Per poter capire la ratio di questa cosa bisogna andare a monte, ad un'ordinanza di sospensione lavori che noi abbiamo da parte del Genio Civile per il cimitero, il quale sostiene che andando a costruire i loculi in adiacenza a questo fosso Ravegone, che peraltro non è un'acqua pubblica e sul quale noi abbiamo un contenzioso al TAR per dimostrare che non sia un'acqua pubblica, noi avevamo - secondo loro, perché siamo in contenzioso su questo- costruito ad una distanza da Fosso Ravegone inferiore a quella che era prevista." Terreri continua nel suo ragionamento: "Andando a discutere la norma ed a verificare l'Art. 96 del regio decreto del 1904 in sostanza viene spiegato "guarda, che tu non puoi costruire ad una distanza dalle acque pubbliche inferiore a quella stabilita da normative locali". Quindi sancisce una prima facoltà, cioè la facoltà di fare una normativa locale che stabilisca le distanze dalle acque pubbliche. Premesso che noi non riteniamo sia un'acqua pubblica, ma acqua pubblica o non acqua pubblica dice "solo in assenza di questa normativa locale voi avete delle distanze che dovete rispettare, 4 e 10 mt.". Andando nel corso dello studio che abbiamo fatto per preparare ricorso al TAR, abbiamo verificato che quando è stato fatto il vecchio ampliamento, peraltro si vede fisicamente, tutti i loculi del muro di cinta del vecchio ampliamento è fatto in adiacenza a questo fosso, che è un canale di scolo, perché non è riportato sulle mappe, cioè questo anche a sostegno della nostra tesi che non sia un'acqua pubblica, non è censito nell'elenco delle acque pubbliche, non è di proprietà demaniale, non si rinviene nelle carte catastali."

Galluccio. Operai a tempo determinato della Comunità Montana Monte Santa Croce verso l'assunzione definitiva

Sarebbero stati recuperati i fondi presso la Regione Campania per sanare le posizioni degli OTD. Una buona notizia...
Assunzione degli operai OTD, il Presidente Pietro Delle Donne della Comunità Montana Monte Santa Croce, unitamente ai Sindaci del comprensorio Montano ha sbloccato la problematica, ottenendo un emendamento per recuperare fondi. Ieri pomeriggio, nel corso della riunione tenutasi con il Presidente Foglia dell’ottava commissione della Regione Campania, il Presidente Delle Donne impegnato da mesi a tutelare i diritti dei lavoratori OTD, è riuscito ad ottenere la presentazione di un emendamento. Il documento dopo aver avuto il benestare della commissione finanze e bilancio, sarà presentato questa mattina ai componenti del Consiglio Regionale, nell’apposita seduta che si terrà in tarda mattinata. La richiesta trascritta nell’emendamento riguarda, i fondi da reperire utili all’avvio lavorativo degli operai a tempo determinato. Gli stessi, per acquisire notizie inerenti la loro probabile assunzione, è tutto ciò che è stato fatto dagli organi istituzionali e sindacali, hanno inviato al Presidente Pietro Delle Donne, attuale Assessore del Comune di Galluccio, la richiesta di un incontro per chiarire l’intera faccenda. “ Vogliamo essere certi- riferiscono un gruppo di OTD, residenti in vari Comuni Montani- che al più presto riprenderemo il lavoro. Nel corso dell’incontro, in cui abbiamo chiesto la presenza del Presidente, dei Sindaci e Sindacati, chiederemo delucidazioni sugli ultimi risvolti politici amministrativi, con la speranza che siano di buono auspicio per tutti noi, e ci si dica la data della ripresa lavorativa”.
Anna Izzo

lunedì 30 luglio 2012

Piedimonte Matese. L'antica Ferrovia Alifana è considerata ancora un'intrusa dalle Ferrovie dello Stato! La lettera di un viaggiatore...

Il treno che parte da Piedimonte Matese, una volta giunto alla Stazione di Caserta, viene parcheggiato anche per 50 minuti, prima di ottenere il via libera per Napoli. Praticamente per fare un percorso di 80 km, si impiegano 155 minuti! E si perdono anche le coincidenze...
Ci scrive un signore che ha scelto il trenino Metrocampania per recarsi a Napoli per una visita all'ospedale Monaldi. Prima l'antefatto, ovvero una mini storia dell'Alifana e poi l'odissea:
"Dal libro "Piedimonte Matese del professore Dante B Marrocco editrice Associazione Storica Medio Volturno 1980": "Finalmente con regio decreto datato 1 aprile 1900 numero 191, per la tratta ferroviaria Napoli - Piedimonte venne stipulato il contratto di concessione alla "Societé Anonyme des Tramway et des Chemins de Fer du Centre" e il 23 maggio 1909 si stipulava la convenzione tra essa l'Amministrazione dello Stato. Un altro regio decreto del 21 settembre 1909 approvava la convenzione e così il primo treno arrivò a Piedimonte d'Alife il 30 giugno 1914. Il merito principale andava all'onorevole Angelo Scorciarini Coppola. Si giunse così al 6 ottobre 1943, giorno in cui i guastatori tedeschi fecero saltare in aria i binari, uno ogni 50 metri" Aggiungo io, da tenere presente che fino al 1943 il treno con proprio percorso arrivava a Piazza Carlo Terzo, inizio di Via Foria a Napoli e dove esiste ancora il fabbricato del capolinea con scritta Ferrovia Alifana. Sempre dal precitato libro "Finalmente avuto il decreto dal Ministero dei Trasporti per la ricostruzione dei 36 kilometri da Santa Maria Capua Vetere a Piedimonte d'Alife il il 4 gennaio 1955 a Triflisco iniziarono i lavori. Intanto a Piedimonte fu costruita una nuova Stazione ed il 4 Aprile 1963 il treno vi arrivava di nuovo." Veniamo a fatti recenti. Giovedì 27 luglio u.s. dovendo andare per visita all' Ospedale Monaldi di Napoli decidevo di servirmi del treno Metrocampania. Quindi partitvo con la carrozza 7865 delle ore 6.25 con arrivo previsto a Napoli alle 8 e 2 minuti. Come fatto altre volte con lo stesso biglietto Unico Campania, valido 180 minuti da euo 6,20 avrei preso un pullman comunale, la linea OF, che siccome effettua metà percorso per la Tangenziale in 30 minuti mi faceva arrivare al capolinea, propr io nella piazzetta del Monaldi, giusto in tempo quindi, per la apertura del poliambiulatorio, previsto alle 9,00. Ma avevo fatto i conti senza le Ferrovie dello Stato! Infatti arrivati a Caserta in orario, come prassi sperimentata già altre volte, il treno veniva 'adagiato' sul binario di pertinenza, lasciando la precedenza al transito ai treni delle Ferrovie dello Stato che regolarmente proseguivano la loro marcia. Conclusione dopo una lunga attesa si ripartiva, ma giungevo a Napoli alle ore 9,00 , cioè con 50 minuti di ritardo. Ergo, per fare 80 chilometri avevamo impiegato 155 minuti! Ora sono sicuro che se fossi stato un cicloamatore, con una bici da corsa, avrei impiegato meno tempo! Intanto la conseguenza del ritardo c'è stata, perchè dovevo traversare tutta Piazza Garibaldi per arrivare vicino alla statua e il mio titolo di viaggio scadeva. Quindi ulteriore spesa di 1 euro e 20 centesimi per l'autobus OF e, altro particolare, arrivavo al Monaldi alle 10,30! Per mia fortuna fino alle 14,00 si visitava e quindi tutto liscio, se pero avessi dovuto proseguire ad esempio per Milano avrei senz'altro perso la coincidenza. Chi mi conosce sà che sono stato nel bar con mio padre da ragazzo per 50 anni e da sempre dai vecchi ferovieri della Alifana, persone anche defunte che hanno ceduto il posto ai figli, dicevano di questo trattamento discriminante adottato dalle Ferrovie dello Stato quando i nostri convogli passano sul tracciato di loro proprietà. Molte volte arrivati a Caserta diventa un handicap essere inseriti nella rete FS. Sono cambiati i funzionari , i direttori generali , i burocrati ma il problema non è mai stato risolto. Il viaggio di ritorno da Napoli di regola non subisce storture essendo il treno locale già inserito nel sistema delle Ferrovie dello Stato. Mi chiedo però come può un cittadino normale che non ha l'auto personale parlare bene del servizio reso, oltretutto un servizio per cui paghiamo anche le tasse? Mi chiedo ancora: siccome ho visto che viaggiano (come sempre) tanti pendolari, studenti universitari etc. etc. etc. è possibile che non sappiano organizzarsi e fare una giusta protesta per essere chiedere maggiore rispetto? Spero comunque che fra sei mesi quando dovrò ritornare per controllo e quidi rifare lo stesso percorso non sia costretto a servirmi dell'auto privata..."
Alfonso Ricigliano

Alvignano. La strage del 1950. Assolti padre e figlio dopo aver scontato undici anni di carcere. I gialli di cronaca nera di Fernando Terlizzi

Il primo gennaio del 1950 furono sterminate quattro persone in località "Selvapiana". Erano Concetta e Maria Carmela Paolino e i due figli, appena bambini, di quest'ultima. Furono incrimanti padre e figlio di quel tremendo delitto Antonio e Giuseppe Visca...
Padre e figlio assolti in appello a Napoli dopo avere scontato undici anni di carcere. Viva impressione ha suscitato negli ambienti forensi la sentenza dell'Assise di Appello che ha assolto, sia pure con formula dubitativa due contadini (padre e figlio) di Alvignano in provincia di Caserta, Antonio e Giuseppe Visca, già condannati, il primo all'ergastolo e l'altro a 30 anni e arrestati agli inizi del gennaio 1950: ciò significa - in base alla nuova decisione dei giudici di secondo grado - che entrambi hanno scontato ben 11 anni di carcere pur essendo -secondo il giudicato, innocenti. L'atroce delitto di cui erano imputati, accadde il 1° gennaio del 1950 a “Selvapiana”, una borgata solitaria di Alvignano. In un bosco vennero trovati orrendamente seviziati i cadaveri di una intera famiglia di contadini che furono identificati per Concetta e Maria Carmela Paolino e di due bambini, Ferdinando e Giuseppina, figli di Maria Carmela. Le indagini portarono alla immediata incriminazione dei Visca in base ad una logica causale e a numerose impressionanti prove. Infatti le sorelle Paolino avevano ceduto al Visca un loro terreno, riservandosi però l'usufrutto, che avrebbe dovuto essere pagato ad esse e - in caso di morte per almeno due decenni - ai figlioli di Maria Carmela. Era dunque evidente - ragionarono gli indagatori - che i Visca, con il loro massacro, avessero voluto liberarsi dell'obbligo di sborsare per decenni e decenni la somma pattuita. Le prove, poi, furono numerose e gravissime. In casa dei Visca venne trovata una baionetta fatto questo di notevole importanza considerando che, come dissero i periti, numerose ferite erano state causate dall’uso di un'arma bianca. Venne pure trovato un moschetto militare che, secondo gli esperti, era stato usato da poco. Ed inoltre i bossoli dei proiettili repertati sul prato del bosco avevano il calibro coincidente con quello del “91” (il famoso fucile dei soldati italiani della prima grande Guerra). Ma altre inconfutabili prove si scoprirono per il rinvenimento di alcune camicie inzuppate di sangue. L'esame ematologico accertò che il “gruppo” era lo stesso delle vittime. Tuttavia, secondo i difensori, sarebbe occorso molto meno per convincere la Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere, ove fu discusso il primo processo, a dare l'ergastolo ad Antonio Visca. Il figlio, Giuseppe, invece, in base alle “attenuanti generiche” ebbe solamente trenta anni. Bisogna poi aggiungere che Antonio Visca confessò il suo delitto, di cui accusò anche la moglie, durante la fase istruttoria. Ma dopo undici anni, nel processo d'appello, la situazione e apparve completamente mutata. L’accusa alla moglie fu ritrattata già durante il dibattito alle Assise di Santa Maria Capua Vetere e i nuovi periti balistici demolirono quanto dissero i primi circa i calibri del proiettili. Un giudice durante l'istruttoria compì una terribile prova ordinando "che fosse introdotta nelle ferite da punta e taglio riscontrate sui quattro cadaveri la baionetta trovata in casa del Visca", esperimento che riuscì alla perfezione. Ma i periti medici del secondo processo invece annullarono quell'esperimento provando che non aveva nessun valore per la conferma dell’accusa. La sentenza che assolse i due imputati in sede di Appello è stata emanata dopo tre ore dalla camera di consiglio. Il Pubblico Ministero che aveva chiesto la condanna all’ergastolo del Visca padre e l'assoluzione “per insufficienza” del figlio, presentò ricorso per Cassazione. La Suprema Corte confermò il verdetto di secondo grado.
Fernando Terlizzi

Caiazzo. Il Partito Democratico si da le cariche. Amedeo Insero è il nuovo segretario cittadino del Circolo Pd

Presente l'ex sindaco di Caiazzo Nicola Sorbo che insieme a Rosida Baia ha garantito sulla regolarità delle operazioni di voto. I complimenti del segretario provinciale del Pd Dario Abbate affidati a Rosa Castrillo...
E' Amedeo Insero, il nuovo segretario cittadino del circolo Pd di Caizzo. L'elezione è avvenuta venerdì sera, nel corso del primo congresso cittadino per il Partito Democratico caiatino. A garantire la regolarità dei lavori, cui hanno partecipato numerosi iscritti tra i quali anche l'ex sindaco Nicola Sorbo, Rosida Baia. Nel portare i saluti del Segretario provinciale Dario Abbate, la Responsabile dei Circoli Rosa Castrillo ha ribadito in apertura dei lavori congressuali quanto siano fondamentali per l'attività politica del Partito, l'impegno e le iniziative dei circoli territoriali: "E' compito delle sedi del Pd sui territori diffondere le idee e le proposte del partito democratico, essere attrattori di consensi e dimostrare che la politica non è tutta uguale".Dopo un breve dibattito incentrato sui temi delle prossime elezioni amministrative e sul ruolo che il Partito Democratico di Caiazzo dovrà giocare in questa competizione, si è passati all'elezione delle cariche direttive: per acclamazione ed all'unanimità è eletto segretario cittadino Amedeo Insero, già consigliere comunale di opposizione. Ad affiancarlo nei suoi compiti ci sarà Laura Treviso eletta vicesegretario e membro del coordinamento cittadino che è composto da sei membri tre uomini e tre donne, come prevede il regolamento del partito democratico.
Nella foto il segretario ed il vicesegretario del Pd di Caiazzo, Insero e Treviso

Castel Morrone. Blitz della Guardia di Finanza alla Rerif - Clinica delle Magnolie. Non pagate imposte per oltre sette milioni di euro

La struttura è in regime di convenzione con l'Asl. E' anche il punto di riferimento nell'intera provincia di Caserta per la riabilitazione e l'assistenza alle persone anziane. Denunciato il rappresentante legale, Luigi Caterino. Le operazioni le ha condotte il Tenente Silvia Sonzogni, appena subentrata al Capitano Salvatore Tramis...
Continua incessante l’azione delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Caserta alla lotta dell’evasione fiscale su tutto il territorio provinciale. I militari della Compagnia di Caserta, retta dal Tenente Silvia Sonzogni, nel corso di indagini coordinate dalla Dott.ssa Antonella Cantiello, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, hanno eseguito una verifica fiscale nei confronti di una nota Casa di Cura, operante a Castel Morrone, al termine della quale hanno constatato che la stessa, dal 2008 al 2012, ha omesso di effettuare il versamento delle ritenute alla fonte operate nei confronti dei dipendenti della struttura sanitaria, per un importo di oltre 7 milioni euro. La società verificata gestisce la casa di cura in Castel Morrone e opera in regime di convenzione stipulata con la Regione Campania – ASL Caserta, presso la quale la stessa risulta accreditata. Nel corso delle operazioni, a seguito di un meticoloso esame e riscontro della documentazione fiscale, sono state ricostruite, per anni d’imposta, le ritenute alla fonte operate e non versate nei confronti dei circa 200 dipendenti. Il responsabile, Luigi Caterino di anni 53 di Casal di Principe, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in quanto, pur avendo operato le ritenute fiscali sui lavoratori dipendenti, sulla base degli scaglioni di reddito da ognuno percepito e quelle a titolo di acconto in capo ai professionisti sulle certificazioni dei compensi, ha omesso i relativi versamenti mensili e quelli a saldo, in violazione all’art. 10-bis del D.Lgs. 74/00, per un importo complessivo di €. 7.155.325,00. L’operazione di servizio condotta costituisce un’ulteriore conferma del controllo economico-finanziario esercitato dalla Guardia di Finanza sul territorio casertano.
comunicato stampa

Arrestati gli assassini del romeno. L'omicidio è avvenuto a Parete in provincia di Caserta. Stavano scappando dall'Italia

Nel giro di 24 ore i Carabinieri del Gruppo di Aversa hanno catturato i due assassini che sabato scorso hanno ucciso come un cane il loro connazionale. Si tratta appunto di due zingari rumeni che stavano abbandonando il territorio nazionale...
Dopo 24 ore di intense ricerche in tutta Italia i carabinieri hanno fermato nella notte i presunti responsabili della morte del ventiduenne romeno Cristian Tudor Popescu, deceduto nella notte tra sabato e domenica nella piazza centrale di Parete (Caserta) per le ferite riportate in seguito ad un investimento da parte di un'auto che lo ha schiacciato contro un muro. Si tratta dei connazionali di 37 e 23 anni Mugurel Bercianu e Ionut Costel Muram, entrambi senza fissa dimora. I due sono stati fermati con l'accusa di omicidio volontario in concorso su disposizione del pm di Santa Maria Capua Vetere Silvio Marco Guarriello mentre cercavano di lasciare l'Italia; il primo e' stato intercettato dai carabinieri del reparto operativo di Venezia a bordo di un furgone insieme ad altri connazionali, mentre il ventitreenne e' stato ammanettato alla stazione ferroviaria di Ancona, prima di provare a raggiungere il porto per imbarcarsi per l'Albania. A coordinare le indagini sono stati i carabinieri del Gruppo di Aversa, che avevano sin da subito compreso che la morte di Popescu non era stata causata da un semplice investimento. Testimoni oculari avevano parlato di una lite scoppiata al bar di piazza Giovanni XXIII tra alcuni amici del giovane e il trentasettenne Bercianu, descritto come visibilmente ubriaco. Questi, per vendicarsi, si era rivolto ad un altro connazionale, il ventitreenne Muram; i due, in auto, avevano cosi' cercato di farsi giustizia provando ad investire Popescu e gli amici, che si erano divisi nella fuga. A quel punto, mentre Bercianu tentava di colpirne due con una spranga, il complice inseguiva Popescu e un amico in auto finendo con l' investire il primo, fino a schiacciarlo contro un muro. Gli stessi amici della vittima hanno cosi' messo gli investigatori dell'Arma guidati dal tenente Giuseppe Fedele sulla pista giusta; fondamentali anche le immagini delle telecamere di sorveglianza del bar dove e' avvenuta la lite, che hanno ripreso alcuni drammatici momenti dell'investimento. I due presunti assassini sono stati intanto seguiti mentre tentavano di lasciare l'Italia e fermati con pesanti indizi di colpevolezza.

Il Sindacato Polizia Penitenziaria rende noto che c'è un traffico di sostanze stupefacenti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere

La settimana scorsa ci occupammo di questa vicenda, spiegano l'arcano, ovvero il metodo. Ora arriva anche la nota del Sappe...
Un ''pizzino sospetto'', con il quale si disponeva la spedizione di droga dall'esterno all' interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), e' stato intercettato dagli agenti di polizia penitenziaria in servizio nella casa circondariale del Casertano. Per difenderlo un detenuto trentenne di Marcianise, in carcere per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, addirittura ha aggredito un agente. L'uomo e' stato arrestato in flagranza. L'episodio e' avvenuto qualche giorno fa e viene reso noto oggi attraverso una nota del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria). Il ''pizzino'' e' stato scoperto durante una perquisizione e quando l'assistente della polizia penitenziaria ha tentato di appurarne il contenuto, il detenuto l'ha aggredito, gli ha strappato il foglietto dalle mani, lo ha ridotto in mille pezzi per poi lanciarlo dalla finestra. Il foglietto e' stato pero' ricomposto e il suo contenuto reso leggibile: la droga sarebbe stata introdotta durante i colloqui, in delle scarpe da ginnastica con le suole modificate per accoglierla. Quanto accertato dagli agenti della polizia penitenziaria e' stato trasmesso attraverso una informativa alla Procura della Repubblica.
LEGGI L'ARTICOLO DI SETTE GIORNI FA...

Alife. Rapinò una donna anziana all'interno della sua casa. Arrestato Gaetano De Simone 33 anni di San Nicola la Strada

I fatti risalgono allo scorso mese di gennaio, quando il pregiudicato entrò in casa di una 75enne e l'aggredì minacciandola di morte e spedendola in ospedale. Stamani i Carabinieri lo hanno arrestato...
Nell’ambito di una attività investigativa predisposta dalla Compagnia Carabinieri di Piedimonte Matese, finalizzata a contrastare il fenomeno delle rapine in abitazione ai danni di persone anziane, che ha visto purtroppo il verificarsi di qualche episodio anche nei territori del matesino, i militari della Stazione di Alife, hanno arrestato nella mattinata odierna un pregiudicato ritenuto responsabile di rapina aggravata e sequestro di persona. Si tratta di Gaetano De Simone 33 anni di San Nicola la Strada (nella foto). L’operazione di questa mattina, segue alcune analoghe attività che portarono all’inizio di gennaio di quest’anno all’arresto di due pregiudicati responsabili di una rapina in abitazione ai danni di una 80enne, a cui seguì l’arresto di una banda di quattro rumeni il successivo mese di marzo, e poi altri arresti e denunce eseguiti successivamente tra Piedimonte, Alife, Alvignano, Dragoni, Prata, Capriati, San Potito e Gioia Sannitica. L’arresto di oggi, riguarda una rapina ai danni di F.M., 75enne di Alife, che a metà dello scorso mese di gennaio, fu aggredita all’interno della sua abitazione da uno sconosciuto, che dopo averla colpita alla testa la minacciò di morte se non gli avesse consegnato i gioielli che aveva in casa. Arraffato il bottino, il malvivente rinchiuse l’anziana donna all’interno dell’abitazione e si diede alla fuga. La vittima riportò una ferita alla testa e fu ricoverata presso l’Ospedale di Piedimonte Matese. Scattarono quindi le indagini dei militari della Stazione di Alife, supportate anche da attività tecniche, che oggi hanno avuto il loro epilogo con l’arresto su ordine di custodia cautelare in carcere del responsabile, appunto il De Simone, già con numerosi precedenti di reato a carico, il quale dopo le formalità di rito è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Le indagini continuano per accertare se il pregiudicato sia coinvolto anche in altre vicende analoghe verificatesi nei territori dell’alto casertano e sulla eventuale presenza di qualche complice. Quest’ultima operazione dimostra ancora una volta la massima attenzione che i Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese stanno dedicando ad uno di quei fenomeni che creano indubbiamente maggior allarme sociale.

Piedimonte Matese. Vicenda Cimitero, per il gruppo "Progetto Civico per Piedimonte" il fosso Ravegone è un corso d'acqua

La maggioranza invece ha fatto intervenire nella seduta consiliare il tecnico comunale Ing. Pietro Terreri che ha ribadito che il "Ravegone" è un fosso e non risulta nemmeno sulle mappe catastali. La diatriba continua...
La variante al piano regolatore del cimitero comunale approvata nell'ultima seduta di Consiglio comunale svoltasi la scorsa settimana è palesemente illegittima. A dichiararlo è il gruppo di Progetto Civico per Piedimonte che, nell'esporre la propria convinta contrarietà alla delibera portata all'esame del civico consesso dall'amministrazione retta dal sindaco Vincenzo Cappello, ha smontato punto per punto il progetto della maggioranza. Partendo dalla constatazione che "la delibera di Consiglio Comunale n. 3 del 07.01.1988 non costituisce variante al P.d.F. in quanto l'art. 1 della Legge 1/1978 non attribuisce tale specifica valenza ai progetti di opere pubbliche, pur se urgenti ed indifferibili. Inoltre, i commi 4 e 5 dell'articolo 1 citato che consentivano la realizzazione di interventi, in deroga alle specifiche destinazioni di piano e senza necessità di varianti alla strumento urbanistico, non erano più efficaci ormai da anni all'epoca dell'approvazione della Delibera n. 3/1988: infatti, l'efficacia delle suddette norme è stata prorogata dall'art. 1 del D.L. 901/1984 solo ed esclusivamente fino al 31 dicembre 1985", il centrodestra ricorda che "In ogni caso, gli effetti della dichiarazione di pubblica utilità derivante dall'approvazione, ex art. 1 Legge 1/1978, del progetto di opera pubblica in questione sono ormai cessati per effetto del mancato inizio delle opere entro il termine inderogabile di tre anni dall'approvazione del progetto, termine prescritto dall'art. 1, comma 3, della Legge 1/1978", senza contare che "Ove mai l'intendimento fosse di utilizzare la procedura speciale di cui all'art. 1 della Legge n.1/1978 per l'approvazione, in data odierna, della variante di piano, si rappresenta che l'art. 1 citato non è più vigente in quanto abrogato con l'entrata in vigore del D.P.R. 325/2001". Per l'opposizione, Ferrucci cita l'art. 142 del D.Lgs. 42/2004 che individua "in mt. 150 dalle sponde dei corsi d'acqua, la fascia di rispetto entro la quale sussiste un vincolo di inedificabilità assoluta, non derogabile da alcun livello di pianificazione territoriale. Tanto più il richiamo all'art. 96 del R.D. n. 523/1905 è assolutamente inconferente e non introduce alcuna "disciplina specifica locale", limitandosi la norma in questione ad elencare i lavori e gli atti vietati in modo assoluto sulle acque pubbliche". Alla luce di quanto esposto anche in aula, la minoranza chiede che gli atti vengano trasmessi senza indugio alla Procura Regionale della Corte dei Conti.
Enzo Perretta

Teano. C'è attesa per la seduta consiliare di domani sera. Si parla dell'aumento delle tasse

Ad aumentare sono la Cosap, la Tarsu e l’Imu che sale dell’1,9%. Il ritardo nella redazione del documento perchè mancavano all’appello ben 450mila euro...
Sarà battaglia in aula, domani a partire dalle 19, quando si riunirà il consiglio comunale. L’aumento della pressione fiscale non è stato digerito dai consiglieri d’apposizione, che già sono pronti a contestare uno per uno i punti del documento finanziario licenziato dalla giunta Picierno. Ad aumentare sono in particolare la Cosap, tassa per l'occupazione del suolo pubblico, la Tarsu sui rifiuti e infine l'Imu. Per quanto riguarda quest'ultima è previsto l'aumento dell'aliquota per l'abitazione principale e pertinenze di 0,50% e l'aumento dell'aliquota base di 1,9% . Uno degli altri argomenti che vedranno maggioranza ed opposizione confrontarsi sarà proprio la determinazione delle aliquote e le detrazioni Imu. Si discuterà inoltre del riconoscimento dei debiti fuori bilancio, dell'approvazione del conto consuntivo dell'esercizio finanziario dell'anno 2011 ma di sicuro ci sarà un passaggio su un ‘particolare’ che ha molto agitato gli animi nei giorni scorsi: la ‘scomparsa’ di 450 mila euro, poi ovviamente ‘ritrovati’, che ha fatto slittare l’approvazione dello schema di bilancio annuale 2012 e del bilancio pluriennale 2012/2014. Ma non sarà una seduta solo ‘finanziaria’: spazio anche alle opere pubbliche. Dovrà essere approvato il piano annuale e triennale delle opere pubbliche su cui relazionerà il sindaco Raffaele Picierno che ha conservato la delega ai Lavori Pubblici dopo l'uscita dall'esecutivo dell'ex assessore Flavio Toscano. Ultimo argomento poi è il piano di alienazione e valorizzazione del patrimonio disponibile dell'Ente, per l'esercizio 2012 è stata prevista l'alienazione di immobili pari ad 1 milione e 956mila euro (cm).

Vairano Patenora. Riparata (due volte) la perdita d'acqua in via Paolo Antonio D'Arezzo

Il Consorzio Idrco è dovuto intervenire due volte, perchè la prima non era andato tutto come si doveva. Infatti i tubi hanno continuato a perdere acqua. L'intervento del sindaco Cantelmo e dell'assessore Zanfagna è stato risolutore...
Il consorzio idrico ripara la perdita in via Paolo Antonio D'Arezzo ma l'altro ieri verso le ore 19,00 il guasto idrico si è ripresentato creando problemi ai residenti della zona; a risolvere il problema ci pensano il sindaco Bartolomeo Cantelmo e l'assessore Marco Zanfagna. Nella giornata di ieri una delle condutture idriche, aggiustate dal consorzio, ha continuato a perdere acqua lasciando a secco i rubinetti di alcuni cittadini e creando vari disagi alla circolazione e ai pedoni. Non solo il dissesto stradale poiché la perdita ha, per ben due giorni, allagato la via riversando sull'asfalto diversi litri di acqua, inoltre per svariate ore i residenti della zona hanno sofferto la mancanza di acqua e rinunciato ai bisogni primari. Nella mattinata di ieri il consorzio era intervenuto per risolvere il problema ma a quanto pare, dopo svariate ore di lavoro, la perdita non era stata aggiustata a dovere. A questo proposito i cittadini si sono rivolti al sindaco il quale insieme all'assessore Zanfagna si è recato sul posto portando con sé alcuni operai del consorzio. Lo stesso sindaco ha seguito i lavori fino a notte tarda per accertarsi che la perdita si fermasse e per assicurarsi che le abitazioni potessero usufruire ancora del servizio idrico. La presenza dell'amministrazione comunale ha ancora una volta stupito e soddisfatto i cittadini che, negli ultimi anni, si erano allontanati dalle istituzioni e da quella che è la politica locale.
Valentina Pinelli

Pillole dall'Alto Casertano. Camigliano, Pignataro Maggiore e Alife

Camigliano. Una donna, pensionata e la sua badante sono state picchiate in casa da dei bastardi che hanno racimolato anche 200 euro...
Un’azione criminale vergognosa quella accaduta la scorsa notte a Camigliano dove una donna pensionata è stata prima legata a terra e torturata con scosse elettriche da alcuni malviventi. La tortura perpetrata dai criminali per farsi dire dalla donna dove nascondeva i soldi della pensione. E’ quanto accaduto ad un’anziana signora di Camigliano ed alla sua badante. Magro, comunque, il bottino, di soli 200 euro, nonostante le sevizie sono durate, secondo quanto ci riferiscono dei vicini, dalle 21 di sabato sera sera fino alle 2 di domenica. Una notte infernale quella vissuta dalle due donne che riapre, inseorabile, le polemiche circa i colpi nelle abitazioni dove i ladri sono sicuri della presenza di persone sole e indifese. L’ultimo evento criminoso non può che preoccupare cittadini e forze dell’ordine già messesi sulle tracce degli autori del raid (s.v.).
Pignataro Maggiore. Rubati due autocompattatori della raccolta dei rifiuti. La situazione raccolta ora si aggrava...
Messo a segno un paio di giorni fa, ma tenuto nascosto e solo ieri confermato: rubati due autocompattatori. Il colpo è stato fatto durante la notte, quando i malviventi, approfittando del buio e della assenza di un sistema di sorveglianza hanno portato via ben due automezzi. Si tratta del mezzo uso per il servizio di raccolta degli ingombranti e di uno dei mezzi Iveco adibito alla raccolta degli rifiuti solidi urbani. Un furto insolito che però non rappresenta una novità visto che in passato si sono già registrate simili azioni criminose. Un furto che solleva numerosi interrogativi e su cui sono già partite le indagini. Questa volta gli investigatori non possono contare sull’ausilio delle telecamere di videosorveglianza visto che proprio l’assenza di tali strumenti ha consentito ai ladri di poter agire indisturbati, senza dare nell’occhio e speculando sul silenzio e sul buio delle ore notturne. Il furto dei due automezzi non può che aggravare la situazione già difficile della raccolta dei rifiuti a Pignataro Maggiore (s.v.).
Alife. Terminata l'attesa in città per gli sportivi. Oggi parte il trofeo "Peppino Renzo". Gli incontri in piazza XIX Ottobre...
Grande attesa per il via ufficiale, sul campo di calcetto in Piazza XIX Ottobre, per il terzo trofeo "Peppino Renzo" in programma per il tardo pomeriggio di oggi. Un quadrangolare di calcio a 5 che vedrà impegnati i vari club calcistici del capoluogo alifano, oltre alle novità di quest'anno rappresentate dal Club Napoli Alife “G. Bruscolotti” promotore dell’iniziativa, e dai club Juventus Doc Alife, Milan Club Alto Casertano “Alfonso Izzo” di Alife e il Club Inter “Niki Paterno” di Piedimonte Matese che si affronteranno in un girone all’italiana, sotto la direzione dell’arbitro Raffaele Sannullo. Proprio grazie alla sinergia dei quattro presidenti dei club partecipanti, rispettivamente Roberto Frattolillo, Rosario Comunale, Pietro Pacilio e Sisto Di Caprio, insieme ai fratelli Salvatore, Vincenzo e Luigia Renzo, figli del compianto Peppino, anche quest’anno si darà vita ad un momento di sport tra amatori del calcio ma soprattutto di puro divertimento e amicizia tra i vari club. Il club vincitore e tutti i partecipanti verranno premiati sabato prossimo alle ore 22,00 con i trofei offerti dalla Famiglia Renzo, nella piazza vicina al comune, dove a seguire ci sarà anche la premiazione del Torneo 7° Memorial Silvio Mauro Accarino (ep).

Piedimonte Matese. La città e la pugilistica matesina si stringono intorno al loro Jahin Vittorio Parrinello

Sabato sera tutti in piazza Roma si sono fermati. La riunione di boxe sotto le stelle è stata sospesa per permettere di fare il tifo per il pugile matesino che ha battuto Matheus. E dopodomani il match decisivo con Campbell...
L’avventura di Vittorio Jahin Parrinello a Londra 2012 è cominciata con una prova di grande carattere e forza. Il boxeur alifano, classe ’83, ha battuto agevolmente per 18-7 il namibiano Jonas Matheus, con decisione e fermezza, nel primo turno della categoria pesi gallo all’Ex- Cel Arena, in un match d’esordio che lo ha visto in vantaggio sin dalla prima ripresa, seppur con qualche momento delicato in difesa. “Una grande padronanza del ring - ha commentato con il giusto entusiasmo il suo storico allenatore Geppino Corbo della Pugilistica Matesina - anche se un eccesso di sicurezza gli ha fatto incassare qualche colpo. Ha fatto senza dubbio un ottimo incontro”. A fare il tifo per il pugile 28enne, sabato, c’era anche piazza Roma a Piedimonte Matese, dove si svolgeva la manifestazione di boxe ‘sotto le stelle’, interrotta per la diretta dell’incontro dell’azzurro che ha alle spalle già l’esperienza di Pechino 2008, in cui però non raggiunse il podio. La città è da sempre centro vitale per la boxe campana e ha visto sfilare negli anni diversi campioni sfornati dalla palestra della Pugilistica Matesina, in attività dal 1971, e di cui lo stesso Corbo è stato uno dei primi pugili, prima di divenire allenatore. E’ la palestra di Jahin, quella ‘famiglia’ da cui non si è separato mai, neanche quando è entrato a far parte del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito. Corbo lo segue fin dagli inizi, da quando a 14 anni mostrava già la voglia di diventare qualcuno. Una tenacia che lo ha condotto verso la conquista di cinque titoli italiani assoluti, compresi due secondi posti e due juniores. E’ proprio quella tenacia che Corbo ricorda maggiormente, con un pizzico di orgoglio: “Ha dimostrato che nella boxe il talento non basta, c’è bisogno della volontà e dell’impegno per diventare campioni”. Nella sua palestra cerca di trasmettere, con passione, lo stesso insegnamento a tutti i ragazzi che ogni giorno, con costanza e determinazione, salgono sul ring per migliorare se stessi. Concentrazione, muscoli, ma anche disciplina e palestra di vita. E’ un luogo di formazione in cui si crede nella boxe come scuola di valori, prima che di scontro con l’avversario. “I ragazzi imparano a controllare la propria esuberanza e aggressività e migliorano nella vita di tutti i giorni”, spiega convinto l’allenatore, soddisfatto anche di avere in palestra per la prima volta, da pochi mesi, un’atleta femminile (“Ho notato che le donne sanno essere più determinate”) che ha già affrontato qualche incontro, incluso quello di sabato scorso in piazza Roma. In palestra sono sempre accolti con piacere i frequenti ritorni di Jahin, rimasto, a detta di tutti, il ragazzo di sempre, uno stimolo per i quei giovani che credono nei propri traguardi. Lo stesso Parrinello, nelle interviste, racconta sempre lo stretto legame che ha con la sua terra. C’è stato il rischio, qualche anno fa, per la Pugilistica Matesina di interrompere l’attività per via della mancanza di una sede. Dovette lasciare i locali in via Aldo Moro del liceo scientifico “Galileo Galilei”, e fu l’intervento dell’amministrazione comunale a permettere il prosieguo del lavoro in palestra. “Dobbiamo ringraziare - conclude Corbo - gli amministratori, il sindaco Vincenzo Cappello e l’allora delegato allo sport Benny Iannitti, che ci concessero l’uso di questi locali del complesso sportivo di Sepicciano”. La città vive con attenzione lo sviluppo agonistico di Parrinello alle Olimpiadi, sindaco Vincenzo Cappello in testa: “Un buon inizio che ci fa sperare bene, è un piacere per la città seguire i successi di un ragazzo della nostra terra”. Parrinello tornerà sul ring mercoledì sera per sfidare il britannico Luke Campbell, deciso a far valere ancora le sue capacità.

Alife. Teatri di Pietra, al via questa sera nell'incantevole cornice dell'Anfiteatro romano

La prima di "Teatri di pietra" solo questa sera, giacchè la serata inaugurale del 22 luglio fu rinviata per avverse condizioni meteo. E dopo stasera, appuntamento per l'8 e 24 agosto, sempre nella cornice naturale costituita dal "teatro di pietra" dell'Anfiteatro romano, nei pressi di Porta Napoli (nella foto, sotto): posti a sedere e... spettacolo assicurato.   
Prende il via anche ad Alife, dunque, il progetto Theatrum Theatrom, edizione 2012 in Campania dei "Teatri di Pietra", spettacoli organizzati in una rete di teatri antichi. La cittadina di Alife offre, per questo, il magnifico teatro all’aperto costituito dai resti dell’Anfiteatro romano, nei pressi di Porta Napoli. Le manifestazioni, organizzate dall’amministrazione comunale della Città di Alife, guidata dal Sindaco Giuseppe Avecone, con assessore al Patrimonio storico archeologico Gabriele Venditti, saranno realizzate grazie alla collaborazione col Ministero per i Beni e le attività culturali, la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Benevento, Avellino e Caserta, la Regione Campania e la Provincia di Caserta. Gli spettacoli si terranno nell’incantevole scenario dell’Anfiteatro romano: tappe 30 luglio, 8 e 24 agosto (oltre alla data inaugurale del 22 luglio da recuperare). Nell’ambito dell’accodo di programma Teatri di Pietra la Città di Alife è Comune capofila, unitamente a Teano, Mondragone, Piedimonte Matese e Sessa Aurunca. Il 30 luglio si potrà  assistere allo spettacolo “Pseudolo”, di Tito Maccio Plaudo, con la regia di Cristiano Roccamo, musiche di Andrea Mazzacavallo, con Massimo Venturiello. Mercoledì 8 agosto lo spettacolo “Cassandra”, da Seneca, Eschilo, Massimo Fini, Jean Baudrilland, drammaturgia Pozzi, gatti, D’Angelo, musiche di Daniele D’Angelo, con Elisabetta Pozzi. Venerdì 24 agosto lo spettacolo “Ione”, con la regia di Aurelio Gatti, musiche di Marcello Fiorini, con Ernesto Lama, Sebastiano Tringalli e Cinzia Maccagnano. Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 21,15; la biglietteria è stata organizzata presso i siti.

domenica 29 luglio 2012

Caiazzo. Gli assegnano un posto per disabili a cento metri dalla sua abitazione, puntualmente occupato nel totale disinteresse.

Un uomo con un arto amputato e con i primi sintomi del morbo di Alzheimer lasciato a se stesso dalle Istituzioni. Infervora la discussione in città...
Il j'accuse formulato dal disabile Roberto Diiorio qualche giorno fa sui social network trova conforto anche nelle immagini inviate ieri, laddove si può notare che al posto riservato dal Comune ad un disabile caiatino, a cui è stato amputata una gamba e soffre dei primi sintomi del morbo di Alzheimer, è puntualmente occupato giorno e notte da veicoli di tutti i tipi. Durante la giornata da veicoli commerciali che non permettono oltretutto nemmeno di poter camminare sui marciapiedi, mentre nelle ore serali, quel posto che ripetiamo dovrebbe essere riservato ad una persona sofferente è occupato da veicoli che del cartello ben affisso, se ne fregano letteralmente. Insomma Caiazzo come la città del "ben godi" visto che un molti qui fanno come gli pare. Ovviamente la stragrande maggioranza dei caiatini, quelli ligi alle regole e soprattutto al rispetto per il prossimo, si sentono in parte protagonisti involontari di queste consuete violazioni alle regole e alle norme comportamentali, ovvero sono costretti a subire in maniera passiva l'arroganza e la prepotenza di pochi. La settimana scorsa, una signora che abita in via Roma, non è riuscita letteralmente ad aprire la finestra della sua abitazione poichè un grosso veicolo in orario di lavoro, era parcheggiato proprio davanti agli infissi. La donna quindi chiedeva aiuto ad un nipote che interveniva sul posto e si recava in giro per la città a trovare l'autista che risultava essere un corriere espresso che stava consegnando pacchi. Alle rimostranze più che mai lecite del parente della donna, questi rispondeva che stava lavorando e non aveva tempo da perdere con i piagnistei. Solo dopo un'ora andava a spostare il veicolo, lì parcheggiato tranquillamente e senza che nessuno si sia occupato di farlo rimuovere. La stessa cosa avviene puntualmente con il parcheggio riservato al caiatino di prima. Non solo glielo hanno concesso a cento metri e circolare con la carrozzina su quei tratti di marciapiedi è proibitivo, ma è puntualmente occupato da egoisti e menefreghisti.
Nella foto il veicolo che occupa il posto riservato ai disabili...

Ruviano. Domani iniziano i festeggiamenti in onore di San Domenico, Patrono dell'omonima contrada. Piccola innovazione di don Lucio D'Abbraccio

Il parroco don Lucio D'Abbraccio porterà la statua del Santo nelle abitazioni dei residenti...
A partire da domani sera alle ore 19.30, nella contrada San Domenico in Ruviano, inizieranno i festeggiamenti in onore di San Domenico. Quest'anno per la prima volta, grazie al parroco Don Lucio D'Abbraccio, sarà celebrata non solo la novena in onore al Santo, ma la stessa statua sarà portata nelle case dei fedeli, in modo particolare dagli anziani e dagli ammalati. Questa iniziativa di Don Lucio è stata subito accolta dal comitato festeggiamenti e dal popolo della contrada san Domenico con molta gioia ed entusiasmo. Ogni sera quindi, a partire dal 30 luglio e fino al giorno 11 agosto, nelle famiglie si pregherà, insieme al parroco, davanti all'immagine del Santo. Dal 9 all'11 agosto vi sarà anche un un triduo, dove oltre alla celebrazione della Messa, sarà recitato anche il Rosario. Infatti San Domenico, fondatore dei Padri Domenicani, è colui che riceve il Santo Rosario benedetto dalla Beata Vergine Maria immortalato sul famoso quadro della Madonna di Pompei (vedi foto). I festeggiamenti si concluderanno domenica, giorno 12 agosto, con la processione dell'immagine del Santo per le vie della contrada e con una solenne santa Messa in onore di San Domenico di Guzman.
Per saperne di più su San Domenico

Roccamonfina. Festa della birra? No! Schiaffi e cazzotti a... tutta birra! Rissa in piazza Amore ieri sera

Sono intervenuti anche i Carabinieri per sedare gli animi. Quella che prima era una cittadina accogliente per i turisti, ora sta cadendo nell'oblio. Questo in sintesi anche il pensiero del consigliere comunale Michele Cestrone che ha commentato i fatti verificatisi in Piazza Nicola Amore ieri sera...
Festa della birra in Piazza Amore (nella foto un angolo della piazza), i Carabinieri intervengono per sedare le liti createsi per le bevute eccessive di diversi giovani che, per futili motivi hanno fatto volare schiaffi e pugni. I diverbi conclusisi con atti di violenza, sono iniziati prima in un noto bar centrale, poi sono proseguiti nell’area dove si stava svolgendo la festa della birra, evento non gradito a migliaia di famiglie Roccane, ma anche dell’intero comprensorio. Il Consigliere d’Opposizione Michele Cestrone del Comune di Roccamonfina, in virtù del ruolo che espleta ha dichiarato “Addio alle manifestazioni più care ai Roccani, ai carri allegorici, ai teatri, alle manifestazioni sportive sostituite oggi da: festival della birra, sangria party e cocomerate, poi ci si lamenta dell'eccessivo consumo di alcol nel paese! A mio avviso, aver concesso la piazza a dei privati per ben 8 giorni doveva far presupporre una organizzazione di livello e un minimo di controllo. Musica alta fino a tarda notte, e finale thrilling a scazzottate probabilmente per l'alcol bevuto in quantità industriale , pare siano invece state causa di lamentele di tanti residenti e turisti. Nulla contro l'iniziativa anche se otto giorni di fila, alla maggior parte di noi cittadini, sono sembrati una esagerazione” Nel concludere il Consigliere d’Opposizione Cestrone lancia una proposta "Un evento simile per i rischi che comporta, probabilmente andrebbe svolto lontano dalla piazza principale del paese, dove il fastidio eventualmente arrecato sarebbe minimo. Ma tant'è. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. E noi subiamo da anni una amministrazione sorda e cieca. Questo è un paese che va al contrario. Abbiamo assessori che, non si dimettono neanche quando è evidente il loro fallimento e una amministrazione che, non è capace in nessun modo di far rispettare nemmeno gli interessi minimi dei cittadini. Un paese dove regna l'anarchia e il non rispetto delle più elementari regole del vivere civile. Dal fallimento della raccolta dei rifiuti, a quello dell’Estate Roccana che altro si deve dire?"
Anna Izzo