Egregio Curatore del Blog CAIAZZO RINASCE, sono il Dottor Vincenzo D’Agostino, in riferimento al mio commento sul Vostro Blog avente come tema il ritorno della DC, ove mi è stata formulata l’accusa di apologia del fascismo e addirittura del nazismo, mi rincresce e mi duole farVi osservare come il mio pensiero sia stato frainteso, al punto che qualche anonimo commentatore, abile a strumentalizzare ogni frase pronunciata nel porre gli altri in cattiva luce, ha persino ravvisato gli estremi di una possibile denuncia penale che non mi spaventa affatto, poiché in questo sede intendo chiarire - non scusarmi ne tantomeno correggere il tiro - il travisamento dei fatti. E’ probabile non essermi spiegato bene anche a causa del breve spazio disponibile sui Blog, scusandomi se sono prolisso, ma necessario in questo caso, nel difendermi da ingiuste accuse che mi sono state formulate. Vi prego quindi di seguire attentamente a scanso di ulteriori equivoci la mia riflessione logica. In primo luogo prendo l’occasione di ringraziarVi per aver comunque pubblicato il mio commento, pregandoVi e ringraziandoVi anticipatamente di pubblicare l’attuale, in modo che possa anche questo essere sottoposto al giudizio dei lettori, stavolta sarò curioso di conoscerne le reazioni, ed inizio il mio discorso con la seguente premessa: non ho, ne mai ho avuto e avrò, tessere di partito, mi sono sempre rifiutato di averne, per la semplice ragione che considero superata ed inutile la contrapposizione partitico-ideologico. Le persone degne di rispetto, sono presenti ovunque, e lo stesso dicasi di coloro che non hanno qualità morali; in breve gli onesti e i disonesti sono dappertutto, e non possono essere distinti in quanto appartenenti a questo o quello schieramento strano possa sembrare, quindi non sono politicamente schierato, ma libero pensatore che guarda al soggetto umano in se. L’unica tessera di cui ero in possesso è dell’Azione Cattolica, non più rinnovata per impegni lavorativi e familiari. Fatta questa breve premessa vengo al dunque: l’equivoco di fondo ruota intorno agli aggettivi qualificativi di “grande” che ho attribuito ad Albert Speer, l’architetto del diavolo, e quello di “buonanima” attribuito al Duce. Quindi comprendo l’allergia procurataVi. In primo luogo nel dire “ buonanima” al Duce volevo riferirmi ad una persona che non c’è più, come d’abitudine vengono definiti gli scomparsi, e rispondere per le rime alle provocazioni degli anonimi, in riferimento all’uso del voi, lei e tu. Ma per quanto attiene l’aggettivo “grande” il discorso cambia. L’aggettivo qualificativo “grande” non sempre è da considerare nella sua accezione positiva, a volte lo è a volte no, e riferito al collaboratore del tiranno nazista assume certo un significato negativo.
Il mio intento era dire, come in alcune circostanze alcuni esempi, utili e validi (paradossale e strano possa essere), provengono anche da soggetti negativi ed a riguardo gli esempi traboccano. In merito alla parola “grande” anche l’acuto osservatore, giornalista, scrittore e profondo conoscitore dell’Asia Tiziano Terzani, definì Mao Tse Tung “ grande stratega, politico, militare, statista e assassino, ma grande, in tutte queste sue azioni”, incluso esser stato un assassino. In un’occasione mi è capitato sentire “anche l’inferno ha i suoi eroi”, quindi se ne deduce che gli eroi vanno distinti in due categorie: eroi positivi ed eroi negativi. In un precedente commento alle vicende amministrative Dragonesi ho dichiarato “date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio”, alludendo al neoletto Lavornia, nel riconoscergli quelle qualità di carisma, ascendente, simpatia, improvvisata abilità oratoria e magnetismo, ma al tempo stesso, visto che lo conosco da anni, ho affermato che non tutte le qualità attribuitegli vanno considerate nella loro accezione positiva. Certo il professor Lavornia è un mostro della politica, ma non nell’accezione del tutto negativa, quindi siamo lontani da considerarlo alla stregua di mostri come Hitler (il secondo anticristo per Nostradamus, il primo a suo dire fu Napoleone, quindi, anche lui eroe negativo), Stalin, Polt Pot ed altri. Ma se gli eroi si distinguono in positivi e negativi tra i positivi, vanno considerate quelle grandi personalità (che in questa sede è impossibile trascriverne i nomi) che posero in atto opere di solidarietà e altruismo rischiando la propria vita e persino rimettendo la propria; e tra i negativi (eroi degli inferi), persone come Hitler, Stalin, Pol Pot, Mao Tse Tung, Genghis Khan, solo per citarne alcuni, le cui azioni provocarono milioni di vittime. Perché non ho citato Mussolini? Per la semplice ragione che viene considerato dagli storici accademici (non da me) come il meno peggio di tutti. Certamente Mussolini non è da considerare un eroe del paradiso per i suoi errori e qualche orrore, ma gli storici non lo considerano un eroe degli inferi, almeno non alla pari degli altri mostri.
Fu lo storico Bruno Guerri alla domanda di Cecchi Paone se il Duce è da considerare un grande statista, lo storico sentenziò ”detto da noi storici può sembrare un complimento, ma nei fatti altro non è che la constatazione della realtà, ogni uomo politico che sviluppa, pone in atto una serie di leggi e un idea di stato che sopravvive a se stesso, è da considerare un grande statista”, e aggiunse “grandi statisti furono Cesare, Genghis Khan, Lenin, Mao Tse Tung, Napoleone, tutti indistintamente anche grandi assassini “ma grandi” e con una differenza che la dice tutta, alcuni furono vincitori (ed il vincitore prende tutto) morendo nel proprio letto, altri furono sconfitti, e come disse Cesare “guai ai vinti”. Albert Speer fu certamente il collaboratore del mostro Hitler, non mi è necessario leggere quanto pubblicato sul vostro Blog per saperne di più su quest’individuo, certamente negativo, lo conosco da sempre, per la semplice ragione che l’indirizzo del mio Dottorato è storico-moderno-contemporaneo, quindi (senza peccare di presunzione) è materia di mia competenza. I miei idoli storici accademici e non? La più grande penna del novecento Indro Montanelli; lo scrittore, storico, saggista ex ambasciatore nell’ex Unione Sovietica Sergio Romano; lo storico e giornalista Paolo Mieli; lo storico Angelo Del Boca; Renzo De Felice; lo storico Bruno Guerri; l’acuta storica Simona Colarizi; per non dimenticare Arrigo Petacco. Non mi dite che costoro nel raccontare vicende storiche e con esse certe realtà e scomode verità abbiano fatto apologia del fascismo o peggio del Nazismo spero, e sono tutti perseguibili penalmente? Speer oltre ad essere stato l’architetto del diavolo è stato anche uno studioso i cui progetti e opere sono tutt’oggi oggetto di studio nelle grandi Università, quindi fu anche un grande architetto, piaccia o non piaccia, per usare una frase pronunciata dal giornalista che diede la notizia della morte di Kennedy, “piaccia o non piaccia il presidente Kennedy ha subito un attentato, piaccia o non piaccia, Kennedy è morto”; fu anche l’unico ad ammettere le proprie responsabilità come collaboratore di quel regime di assassini. A questo punto viene spontanea una domanda, perché ho citato l’esempio di Speer e non di altri? Semplice, perché a volte l’acutezza di pensiero è presente anche in personaggi negativi, i quali non sono affatto privi di intelligenza come si vorrebbe credere e far credere, essi a volte sono dotati di un’intelligenza fuori dal comune, ma privi di una morale, quindi le loro azioni sono votate al male. E’ la morale che inibisce certe nostre azioni, ma il tutto si applica a chi possiede una morale non di certo a chi ne è privo. Gli individui mediocri privi di una morale non riescono a far danno oltre il dovuto, appunto perché mediocri, ma se intelligenti avendone l’occasione, oppure se i buoni rinunciano all’azione per fermarli ( come diceva Edmund Burke), si trasformano in panzer travolgendo tutto e tutti insensibili ad ogni sofferenza altrui. A questo punto viene spontaneo chiedersi, che tipo di insegnamento si trae dai soggetti malvagi? Semplice, Hitler ci ha insegnato fino a che punto può giungere la malvagità umana; Stalin fino a che punto può giungere l’effetto della paranoia e Pol Pot fino a che punto può giungere l’efferatezza. Insegnamenti che sarebbe stato preferibile evitare, certo, ma di fatto sono accaduti, purtroppo, per chi ne è stato vittima. Spesso i cattivi intelligenti mostrano una tenacia, determinazione, convinzione, azione, risolutezza che manca ai buoni.
E sono queste qualità che i buoni debbono far proprie, prendendole ad esempio anche dai cattivi, volgendole, per loro natura di persone buone, al bene. Questo in definitiva è l’insegnamento da trarne. Quindi cosa intendevo dire citando Speer? Cosa c’è da apprendere da lui? Il significato è nelle parole da Speer pronunciate in merito alla politica “ ho sempre considerato la politica come un argomento da gente senza scrupoli”, poiché questo spesso accade. Ma nel ritornare alle accuse mosse alla mia persona di apologia del nazi-fascismo nel criticare la vecchia DC, ho forse detto che il periodo della Balena Bianca fa rimpiangere il regime del ventennio? Certamente no, e di certo non ho osannato (figuriamoci) il nazismo, ho solo preso ad esempio alcune affermazioni realistiche che provengono anche da uomini negativi, e questo è il caso di Speer. Non fu Indro Montanelli a dire che in ogni uomo non vi è mai una sola persona? E’ imbarazzante per il mondo medico dire, che a un sinistro personaggio come Menghele, il medico della morte, furono attribuiti alti riconoscimenti e meriti per i suoi studi nel campo della medicina, perchè al tempo stesso fu responsabile della morte di oltre 400.000 detenuti dei Luger sfuggendo, come beffa oltre al danno, alla giustizia umana. Egregio Curatore del Blog CAIAZZO RINASCE è la passione per la storia che ci porta a guardare in faccia la realtà dei fatti, a dare spiegazione a certi avvenimenti, senza se e senza ma, per usare la Vostra espressione, la storia non è maestra di vita? Ma di certo non intendevo fare e non ho fatto apologia del nazi-fascismo. Se avessi citato una frase del tiranno Sovietico Stalin del tipo “causare la morte di un centinaio di persone è un crimine, ma causarne la morte di dieci milioni è una statistica” sarei stato accusato di apologia del comunismo? Già, dimenticavo, non esiste il crimine di apologia del comunismo. Bene avrei fatto a citare, come già in precedenza, Churchill e Toqueville. Del primo celebre la frase successiva allo scrutinio elettorale che decretò la sua sconfitta “hanno il diritto di cacciarmi via in fondo abbiamo combattuto e vinto per l’affermazione di questo diritto” seguita dalla frase “le democrazie rispetto ad altre forme di governo sono il male minore ma non sono infallibili”. Churchill non sconfisse il nazi-fascismo applicando quel tipo di violenza che il marxista Sorel avrebbe definito “violenza etica” alleandosi (parole sue) con il diavolo Stalin? E l’acutezza di Toqueville, che lo portò ad osservare come “anche nei sistemi democratici possono sorgere nuove forme di dispotismo, e cioè, la dittatura della maggioranza”. Egregio Curatore era esattamente questo che intendevo dire in riferimento al dominio della Balena Bianca, l’epoca dorotea fu una dittatura della maggioranza che durò oltre quarant’anni. Fu il coraggioso pool di mani pulite a buttarci il collirio negli occhi, evidenziando la corruzione, il marcio, l’arroganza, la prosopopea, l’ipocrisia, lo schiavismo politico sulle masse elettorali e soprattutto sui giovani disoccupati che mendicavano un posto di lavoro e l’avidità dei suoi amministratori, che ci fa rimpiangere certo non i passati e sepolti regimi dittatoriali, ma i periodi dell’Italia Umbertina e Giolittiana, dei latifondisti, della grande borghesia e dell’aristocrazia, caste sociali che seppur altezzose nei modi di pensare, almeno educate in quelle forme che mancavano del tutto agli arroganti DC. Chi ha ragione di difendere la DC si accomodi, io invece no. Sono io a provare tristezza nel vedere il mio nome affiancato ad una foto del mostro Hitler, di cui vengo accusato, a torto, di essere l’apologeta, a notare come le mie parole vengano fraintese se non strumentalizzate, al punto che l’ombroso omonimo, a cui ho già replicato, mi ha persino accusato di pormi al di sopra della legge, mentre invece faccio solerte uso della legge per difendere i miei diritti e con successo anche, quindi ad un’accusa e un’eventuale perseguimento penale per apologia del nazi-fascismo replico “non facciamo ridere i polli”, e se a Voi è venuta l’allergia al solo sentir pronunciare certi nomi, dopo tali esecrabili accuse mi sento affetto da orticaria. Concordo con Voi in merito al fatto che su Hitler e Mussolini è stato scritto di tutto e di più, di certo non c’è da aggiungere altro, e che tutto questo non c’entri un ………….nulla, per usare la Vostra espressione, con le vicende di un piccolo Comune di provincia come Dragoni, ma con la politica in generale c’entra eccome, basta rifletterci, mi sono preoccupato di esprimere la mia in questo commento. Concordo con Voi anche sul fatto che i regimi dittatoriali passati vanno condannati senza se e senza ma, e di sicuro anche la libertà di pensiero va manifestata senza se e senza ma, Voi invece, questi sacri principi di libertà, per cui è stato versato tanto sangue, me li avete posti in discussione, lo ricavo dal Vostro titolo “va bene la libertà di pensiero e di parola ma”; no, affatto,
Egregio Curatore, la libertà di pensiero e di parola non deve avere nessun ma, o è libertà oppure non lo è. Nel concludere chiarisco come nel rivolgermi alla Vostra persona, ho fatto uso del Voi e non del lei per abitudine non per contrariarVi, di certo non mi è stato imposto da quel Mussolini che non ho conosciuto se non attraverso i testi di storia, l’uso del Voi era abituale nei nostri ambienti di provincia già prima della venuta del Duce e si conserva ancora, il suo fu anche un regime che manifestò tratti gattopardiani “cambiare tutto per non cambiare nulla”, ma questa è tutt’altra storia che davvero non c’entra un …………nulla con la nostra riflessione. Nel porgerVi cordiali saluti ho da aggiungere che grazie a questo chiarimento mi è stata data l’occasione di destreggiarmi in una materia a me gradita, la storiografia, anche di questo sento il dovere di renderVi grazie.
dottor Vincenzo D'Agostino