E' stata accolta la richiesta degli avvocati di Giovanni Malinconico
(nella foto), Giuseppe Stellato e Giovanna Mastrati, di tramutare l'ordine di custodia cautelare in carcere, ai domiciliari. Esattamente dopo 4 mesi e mezzo l'imprenditore di Ailano torna nel suo paese e resta a disposizione dell'Autorità Giudiziaria che sta investigando sugli intrecci politica/clan. Malinconico è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e lo scorso novembre finì in carcere insieme ad altre otto persone. In tutto furono quindi i soggetti coinvolti nell'operazione di servizio, tra collaboratori di giustizia, imprenditori e politici tra questi il più importante il consigliere regionale Enrico Fabozzi, già sindaco di Villa Literno. Oltre a Fabozzi e Malinconico, furono coinvolti gli imprenditori di San Cipriano d'Aversa, Casal di Principe e Villa Literno: Nicola e Vincenzo Caiazzo, Raffaele Garofalo, Raffaele Meccariello, Giuseppe e Pasquale Mastrominico e Wanda Caiazzo, ora collaboratrice di giustizia. L'ordinanza di oltre 200 pagine firmata dal gip Alberto Capuano incluse nomi di imprenditori che, stando all'accusa, avrebbero ottenuto appalti grazie anche all'interessamento di Fabozzi. Una delle accuse principali scattata nei confronti dell'ex sindaco di Villa Literno e consigliere regionale nel gruppo Misto, e' quella di aver partecipato nel reimpiego dei soldi illeciti con la societa' Gruppo casa srl. Stando al pm della Dda di Napoli che ha indagato su Fabozzi, Marco del Gaudio, il legame esistente fra il sindaco Fabozzi e l'imprenditore edile in odore di camorra Vincenzo Caiazzo detto "Stefano", sta nel fatto che Caiazzo e' il padre della fidanzata di Massimo Iovine, killer assoldato dalla famiglia Bidognetti del clan dei Casalesi divenuto poi collaboratore di giustizia assieme alla fidanzata Wanda Caiazzo, studentessa universitaria alla facolta' di giurisprudenza. Da accertamenti compiuti dagli inquirenti alla banca dati camera di commercio, dal 21 novembre 2005 (data di costituzione della societa' d'interesse) fino al 20 febbraio 2008, Vincenzo Caiazzo risultava socio con quota nominale di 16.500,00 euro nell'impresa denominata "Gruppo CA.SA. s.r.l.", impegnata nella realizzazione e vendita di diverse unita' immobiliari ubicate nel comune di Mondragone. Gli altri due membri della societa' erano Enrico Fabozzi, socio maggioritario con quota nominale di 17.000,00 euro e Gennaro Santoro, con quota di 16.500,00. Circa le variazioni della compagine societaria nel tempo, il sindaco Fabozzi il 20 febbraio 2008, in periodo coincidente con l'inizio della collaborazione di Iovine (31 gennaio 2008), recedeva dalla societa' previa cessione dela intera quota in favore di Vincenzo Caiazzo. C'e' traccia di questo cambiamento nel corso dell'intercettazione del colloquio in carcere del 7 dicembre 2007, intrattenuto da Iovine e la sua fidanzata Wanda. Quest' ultima, infatti, veniva informata che la Dia aveva in corso un'attivita' investigativa nei confronti del sindaco di Villa Literno. A quel punto scatta il suggerimento di Iovine d'informare il sindaco proprio attraverso il futuro suocero, Vincenzo Caiazzo, evidentemente per poter adottare le necessarie precauzioni ed eludere possibili investigazioni nei loro confronti. Inoltre, il 13 dicembre 2007 Fabozzi partecipa alle nozze dell'altra figlia di Caiazzo, Valentina, e viene intercettato con una telefonata dalla dda di Napoli mentre discute con la moglie.
CONTINUE RICHIESTE DI DANARO A MALINCONICO - Due contributi di 10.000 euro per la squadra di calcio del Villa Literno e per i festeggiamenti del Carnevale di Villa Literno; 2.200 euro per la realizzazione di cartoline augurali da inviare ai cittadini; una sponsorizzazione di 3.000 euro per il concerto tenuto da Katia Ricciarelli nel gennaio del 2008; assunzioni di personale e una piscina all'interno della chiesa comunale. Fu questo il prezzo fissato da Enrico Fabozzi, arrestato questa mattina dai carabinieri nell'ambito di un'inchiesta su camorra e politica, per l'appalto concesso ad un'associazione temporanea di imprese quando era sindaco di Villa Literno.La circostanza emerge dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Alberto Capuano e notificata anche agli imprenditori che si aggiudicarono quell'appalto: Giovanni Malinconico, Pasquale e Giuseppe Mastrominico. Dalle intercettazioni telefoniche emerge in particolare il disappunto di Malinconico per le continue richieste di denaro che gli vengono dal sindaco, alle quali tuttavia non puo' sottrarsi.L'imprenditore e' sconcertato soprattutto per la sponsorizzazione del concerto di Katia Ricciarelli, organizzato dal sindaco e dal parroco don Giuseppe Cartesio il 4 gennaio del 2008. Conversando con il suo dipendente al quale e' stato chiesto il denaro, l'imprenditore sbotta: 'I contributi per Katia Ricciarelli? E che deve fare Katia Ricciarelli?'.L'interlocutore replica: 'Eh, dice che voi ne avete parlato con il sindaco, gli dovete dare un contributo per la manifestazione del 4 gennaio. E mi ha detto anche il prezzo il sindaco, eh'.Infastidito, Malinconico chiede: 'Quanto vanno cercando per la Katia Ricciarelli?'. Il suo collaboratore precisa: 'E' impegnata per 3.000 euro. Glieli diamo qua al prete. Glieli dobbiamo dare al prete'. Prima che la telefonata si concluda, il dipendente di Malinconico gli comunica l'ultima richiesta di Fabozzi: l'assunzione presso la loro ditta di una ragazza segnalata dal sindaco.LE TELEFONATE TRA NATALIZIO E MALINCONICO - Dalle carte dell'inchiesta su politica e camorra a Villa Literno spunta anche il nome dell'ex assessore regionale alle attività produttive, Andrea Cozzolino, oggi europarlamentare del Pd. A parlare di lui e di un pranzo al quale entrambi prenderanno parte è Achille Natalizio, dirigente del Pd
casertano in stretto contatto con l'imprenditore edile Giovanni Malinconico, arrestato oggi. Al telefono con Malinconico, che si trova proprio alla Regione per un appalto nel Comune di Cancello Arnone, Natalizio il 14 maggio 2008 spiega: "Stammi a sentire, io domani sto a pranzo con Cozzolino e come si chiama l……". Malinconico commenta: "Per la scelta politica della cosa… Ho capito, ho capito, la scelta politica, ho capito". Natalizio fornisce altri particolari: "Ormai quello va trovando che lascio Paolucci e passo con lui… Bisogna trovare una mediazione. Va bene". Per Malinconico bisogna "concretizzare subito": "Perchè‚ pure stamattina il sindaco di Ailano dice che deve aprire la sezione, la corrente, così, col... Perchè più si concretizza, più si parte subito". Scrive il gip nell'ordinanza: "Ed invero, il giorno successivo all'incontro con Cozzolino, Achille Natalizio informa Giovanni Malinconico di aver interessato sia l'assessore Andrea Cozzolino che 'le femmine', persona che la polizia giudiziaria ritiene debba essere identificata in Agostino Delle Femmine, dirigente del settore Acque, suolo e rifiuti del Servizio territoriale Arpac di
Caserta. L'appalto cui Malinconico era interessato a Cancello Arnone, hanno accertato i carabinieri, riguardava "interventi per la riduzione del rischio da inondazione nell'asta terminale del fiume Volturno - Bacino del Volturno". I lavori sono stati oggetto di gara d'appalto della Regione Campania per l'importo di 9.766.000,00 euro più 274.369 euro di oneri per la sicurezza.
SECONDO UN PENTITO MALINCONICO SI AGGIUDICO' UN APPALTO DA VENTI MILIONI DI EURO - Il tribunale del Riesame confermò le accuse anche per la seconda ordinanza per l'ex sindaco di Villa Literno Enrico Fabozzi e per l'imprenditore Giovanni Malinconico di Ailano. In particolare il giudice in quella sede ha confermato le accuse per l'irregolarità delle gare di appalto. Rimane intatto il castello accusatorio dei pm della Dda Antonello Ardituro, Catello Maresca e Marco Del Gaudio per questa ordinanza che ha destato scalpore in tutta la provincia proprio per i nomi di personaggi importanti che vede coinvolti. Gli arrestati e indagati furono tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso esterno in associazione camorristica, estorsione, turbativa delle operazioni di voto mediante violenza e minaccia, corruzione, impiego di denaro di provenienza illecita e ricettazione. Fabozzi avrebbe stretto un accordo con il gruppo capeggiato dal boss Francesco Bidognetti per procurarsi appoggi elettorali in cambio di appalti. L'ex sindaco sedeva anche nella commissione consiliare d'inchiesta denominata "anticamorra" e istituita "per la vigilanza e la difesa contro la criminalità organizzata" in Regione. Fabozzi è assistito dall'avvocato Mario Griffo, mentre l'imprenditore Malinconico è difeso dall'avvocato Giuseppe Stellato. Come è stato indicato dai magistrati della Distrettuale l'accordo riguarda l'anno 2003, quando Fabozzi, a cavallo delle elezioni comunali, incontrò Luigi Guida, esponente di spicco dei Bidognetti, e Nicola Ferraro, nell'abitazione di quest'ultimo. E' il collaboratore Guida a parlarne. Dalle indagini inoltre è emerso che l'interesse prevalente dell'ex sindaco siano stati gli affari connessi all'esercizio della carica pubblica. Fabozzi deve rispondere anche dei reati di corruzione elettorale, insieme a Nicola e Vincenzo Caiazzo, e, insieme a Malinconico, di corruzione per le utilità versate dall'imprenditore al sindaco dopo l'attribuzione a suo favore dell'appalto della rete fognaria. Un contratto per ampliamento di questa rete, gara che fu vinta da Malinconico. Ecco cosa riferisce il pentito Luigi Tartarone a proposito dell'appalto delle fogne: “Si tratta di lavori compresi in un'unica gara di appalto per un ammontare di 20 milioni di euro bandita dall'allora sindaco di Villa Literno Enrico Fabozzi. Si trattava di strade, di fogne, di piazze ed altro di cui non ricordo. Venimmo a sapere noi Bidognetti di questi importanti lavori allorquando Ernesto De Luca detto "o Mastrone" legato ad Antonio Iovine detto "o' Ninno" venne a casa di Alfiero Massimo, allora reggente del clan e ci invitò a non bloccare i lavori della ditta Malinconico riconoscibili attraverso la lettura della denominazione sui cartelloni installati presso i relativi cantieri”.
L'INTERVENTO DEL PATRON DEL VILLA LITERNO MUSTO "NESSUN REGALO E' STATO FATTURATO TUTTO!"LEGGI LE ALTRE CRONACHE DELL'EPOCA