sabato 31 marzo 2012

Alife. Parla Maddalena Di Muccio, ex sindaco fino al Maggio dello scorso anno, in merito ad un articolo che la riguarda della Gazzetta di Caserta

Il sindaco f.f. della cittadina, secondo l'articolo in questione, dovrebbe restituire il 30% delle indennità percepite durante il suo mandato, per lo sforamente del Patto di Stabilità dell'Ente: "Noi già riducemmo la nostra indennità del 50 e non già del 30%..."
L’architetto Maddalena Di Muccio, Sindaco del Comune di Alife fino al mese di maggio 2011, risponde alle notizie che ella ritiene del tutto infondate, pubblicate mercoledi 28 marzo dalla "Nuova Gazzetta di Caserta" a pag. 12 e riguardanti gli importi percepiti a titolo indennità dal Sindaco e dagli assessori del comune di Alife nel biennio 2010/2011 e sul presunto sforamento del patto di stabilità 2010 dal comune di Alife, con conseguente obbligo degli amministratori alla restituzione del 30% delle indennità:
"""Smentisco in modo categorico la notizia pubblicata dal vostro quotidiano (senza firma) sugli importi delle indennità percepite dalla Giunta comunale da me guidata. Innanzitutto preciso che io e gli assessori comunali abbiamo percepito, nel biennio 2010/2011, solamente il 50% degli importi delle indennità fissate dal D.M. n.119/2000, nonostante non fosse stata adottata dalla passata amministrazione comunale alcuna delibera che stabilisse la riduzione delle indennità previste per legge. Pertanto,in virtù della riduzione del 50% da noi applicata, l’indennità percepita dalla mia persona nel ruolo di Sindaco è stata di circa € 1.000,00 mensili netti, mentre quella corrisposta agli assessori è stata di circa € 500,00 netti al mese. È evidente che i componenti della Giunta comunale da me guidata hanno già percepito volontariamente indennità di carica ridotte del 50%, senza che vi fosse stata l’adozione di alcun atto deliberativo da parte dell’Ente, per cui non potremmo essere in alcun modo interessati dall’applicazione della normativa che prevede che, quando un Ente non rispetta il patto di stabilità, gli amministratori devono percepire indennità ridotte del 30%. Inoltre, faccio presente che, come ampiamente pubblicizzato nelle scorse settimane sui giornali e sul blog dal Sindaco Avecone, il comune di Alife, ha rispettato il patto di stabilità per l’anno 2010, al punto che è stata anche disposta dal Ministro Cancellieri la disapplicazione della sanzione precedentemente comminata all’Ente. Invito, pertanto, coloro che pubblicano notizie senza averne accertato la fondatezza e l’attendibilità delle fonti, a prestare la dovuta attenzione, anche perché non vorrei essere costretta nuovamente a rivolgermi all’Autorità Giudiziaria che ha già in corso dei procedimenti penali in cui sono parte offesa per la pubblicazione di notizie false e diffamatorie riguardanti la mia persona nello svolgimento della mia carica istituzionale di Sindaco della Città di Alife."""
Distinti Saluti, arch. Maddalena Di Muccio

Dopo la stamperia di Vitulazio, Terra di Lavoro sempre di più made in pezzotto. Clonazione carte di credito in provincia

La Polizia di Stato ha scoperto un laboratorio per clonare le carte di credito in località Castelvolturno, litorale domizio. Dopo Napoli, Terra di Lavoro sta diventando la centrale del falso in materia di soldi e carte di credito tarocco...
Un laboratorio del falso, specializzato nella clonazione di carte di credito e' stato scoperto dagli agenti del commissariato di Castelvolturno, Caserta, diretto dal vicequestore Davide Della Cioppa. La centrale del falso era a Pineta Mare, localita' del litorale domizio. Nel laboratorio sono state trovate centinaia di carte di credito, libretti bancari e documenti di identita', tutti falsificati, di elevata fattura, ma anche timbri di banche e apparecchi pos per il pagamento degli acquisti con carta di credito. Il laboratorio era situato in un appartamento in parco delle Rose, al villaggio Coppola e sono stati sequestrati computer, varie postazioni pos, probabilmente utilizzate per eseguire operazioni di trasferimento di contante attraverso l'utilizzo delle carte di credito clonate. Gli agenti del commissariato di Castelvolturno hanno anche sequestrato una grande quantita' di materiale cartaceo che i falsari utilizzavano per la realizzazione dei documenti, indispensabili per l'apertura dei conti correnti fittizi e per tutti i tipi di truffa online. Tra la documentazione sequestrata vi erano anche gli estremi di un conto corrente, con una carta bancomat, entrambi intestati allo stesso nominativo, ovvero al capo della banda, un uomo di Napoli di 36 anni. E' indagata anche la madre di questi, napoletana di 57 anni. Madre e figlio sono irreperibili. Anche una sorella del principale indagato viene ricercata dalla polizia. I tre sono indagati per truffa aggravata ai danni di numerosi istituti di credito.

Comunità Montane, iniziativa in consiglio regionale per preservare i posti di lavoro

Il vice capogruppo Del Basso De Caro chiede a Caldoro misure per i 5.000 forestali (Baif)...
"Il riordino delle Comunità Montane e, soprattutto, il definitivo assetto da dare al rapporto di lavoro con i circa 5000 forestali in Campania (centinaia nella sola provincia di Benevento)" vedono il PD regionale "impegnato in un dura battaglia con la Giunta e la maggioranza di centro destra 'irresponsabilmente incerta' sul da farsi". "Nonostante continui solleciti - afferma il vicecapogruppo PD in Consiglio regionale, Del Basso De Caro - sulla vicenda c'é ancora un silenzio irresponsabile e vergognoso del Governo regionale, in particolare sulla situazione dei forestali. Nel corso di una audizione della scorsa settimana in Commissione agricoltura, le forze sociali e politiche presenti, l'Unione delle Comunità Montane ha chiesto una risposta certa ed in tempi utili sulla vertenza forestali, sempre più ridotti di numero, e con sempre meno giornate lavorative, e meno salario, da mesi. Si tratta, sostiene De Caro, di recuperare 30 milioni di euro per il 2011 e di avere un piano, anche se minimo, per l'anno in corso con un impegno di almeno 100 milioni per assicurare la continua messa in sicurezza del territorio (ad esempio, rischio frane), che si prevengano gli incendi e che, per fare questo, non vengano mandati a casa circa 5000 forestali che vivono ed operano nei già difficili territori montani". "L'atteggiamento della giunta Caldoro, su questo terreno - sottolinea De Caro - è pericoloso: è esplosivo continuare a tenere una vastissima parte del territorio campano in una tale incertezza perché dinanzi a rischi a tutti noti, quelli geologici in generale tutti presenti in Campania, si perde tempo nell'attivare le risorse necessarie in attesa di un messianico grande progetto forestale. Che sembra una scusa per evitare di dare il dovuto agli enti di governo della Montagna, le Comunità Montane appunto. E' possibile, fa sapere De Caro, senza grandi alchimie ma operando sui fondi FAS, recuperare una parte di quanto spettante alle Comunità Montane in modo da poter riattivare livelli minimi di operatività in difesa del territorio e dare anche ossigeno alle centinaia di lavoratori in attesa dei giusti emolumenti arretrati". "A Caldoro - conclude De Caro - lanciamo un nuovo appello, sottoscrivendo quello del tavolo istituzionale, perché si attivi per liberare tutte le risorse possibili, un fatto irrisorio rispetto al bilancio regionale in modo da ricreare, soprattutto nelle zone interne, un circolo virtuoso in difesa del territorio, ed in difesa del lavoro".

Piedimonte Matese. Rapporto del Viminale sulle persone scomparse. In provincia di Caserta mancano all'appello 519 individui!

Il caso più eclatante in ordine cronologico è quello dell'imprenditore matesino Alessandro Ottaviani. A quasi quattro anni dalla sua scomparsa (22 aprile 2008) non è dato sapere nulla. E nessuno ha dimenticato il piccolo Pasqualino Porfidia...
C’è chi ha scelto di allontanarsi volontariamente da casa sua, per ricominciare, senza zavorre. Ma anche chi da casa sua è stato strappato, con violenza, e pur volendo non riesce a farvi ritorno. O non può, perché non c’è più, ma nessuno lo saprà mai. E’ l’esercito degli scomparsi, dramma che non risparmia nessuno, senza alcuna differenza di spazio o di tempo. In provincia di Caserta sono 519 le persone di cui non si sa più nulla dal 1974 ad oggi. 519 vite appese a un filo, da tanto tempo, in alcuni casi troppo per conservare la speranza. Intorno a loro, 519 famiglie distrutte da un dramma per il quale non si riesce a scrivere la parola fine, né nel bene né nel male. Lo rende noto il Ministero dell’Interno attraverso la VIII Relazione semestrale sul fenomeno delle persone scomparse, aggiornata al dicembre 2011, predisposta dall'Ufficio del Commissario straordinario e presentata ieri dal Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. Dal 1° gennaio 1974 al 31 dicembre 2011 si è accertato che le persone scomparse in Italia ancora da rintracciare sono in totale 24.912, di cui 9.280 cittadini italiani e 15.632 cittadini stranieri; quelli maggiorenni sono 14.593 di cui 7.593 italiani e 7.000 stranieri. I minori sono, invece, 10.319, di cui 1.687 italiani e 8.632 stranieri. La differenza complessiva, rispetto al dato pregresso rilevato al 31 dicembre 2010 è di 736 in più, mentre rispetto al dato riferito al 30 giugno 2011, la differenza è di 449 unità in più. A questi si aggiungono gli italiani sicuramente scomparsi all’estero ed ancora da rintracciare, che si è accertato essere in totale 137 dei quali 118
maggiorenni, 5 in meno rispetto al dato del 31 dicembre 2010, mentre resta confermato in 19 unità il dato riferito ai minori. Le Regioni dove il fenomeno assume particolare rilievo continuano ad essere il Lazio, la Lombardia, la Campania , la Sicilia e la Puglia. In trentasette anni solo a Caserta si sono perse le tracce di 1.630 persone: di queste 1.111 sono state ritrovate, 519 sembrano scomparse nel nulla. Di alcune si è riuscito in qualche modo a conservare il ricordo - perché sono legate a fatti di cronaca, perché i media e la trasmissione televisiva ‘Chi l’ha visto’ ne parlano, perché si tratta di lupare bianche - altre sono cadute nel dimenticatoio. Tutti conosciamo la storia di Pasqualino Porfidia (nella foto), il bambino di Marcianise scomparso nel 1990 mentre giocava fuori casa, o quella di Katiuscia Gabrielli, che secondo una sentenza del tribunale di Santa Maria Capua Vetere è stata uccisa dal marito bruciata nel forno della loro pizzeria, ma il cui corpo non è stato mai ritrovato. Ma per la maggior parte di noi Vincenzo Santillo, Raffaele Izzo, Crescenzo Capuozzo, Raffaele Schiavo sono solo dei nomi: non sappiamo chi siano, di dove siano, che cosa abbiano fatto. Eppure per ognuno di loro c’è qualcuno che tutti i giorni che Dio ha fatto aspetta una telefonata, il trillo del citofono, una convocazione in caserma, che dia finalmente loro una risposta. perché si può gioire di un ritorno, piangere un cadavere ma non combattere con il nulla. E’ la condizione più logorante che possa esistere. Infine nel Matese il caso più eclatante è quello della scomparsa di Alessandro Ottaviani, scomparso il 22 aprile 2008 dalla sua abitazione e del quale a distanza di quattro anni non si è saputo più nulla.
Nella foto Pasqualino Porfidia e Alessandro Ottaviani


Maria Bertone
LEGGI IL POST CORRELATO ALLA SCOMPARSA DI OTTAVIANI

Prata Sannita. Omicidio Imundi resta in carcere il marito Franco Ferruccio

L'uomo ribadisce la tesi fin qui portata avanti dai suoi legali: si è trattata di una disgrazia. Era lui che aveva deciso di farla finita e la moglie voleva impedirglielo...
Resta in carcere Francio Ferruccio (nella foto), il 58enne accusato dell'omicidio volontario della moglie Carmela Imundi. Il gip del Tribunale di Santa Maria C.V. Scognamiglio ha emesso nei confronti dell'ex guardia giurata un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La decisione è stata assunta all'esito dell'udienza di convalida svoltasi nella tarda mattinata dell'altro ieri presso la casa circondariale, allorché l'uomo, assistito e difeso dagli avvocati Francesco Ferraro e Daniele Lancia dello studio legale Ferraro & Lancia di Formia, è stato interrogato nuovamente dal magistrato rendendosi disponibile per la seconda volta a ricostruire i fatti. Pur in uno stato di estrema difficoltà e di profondo dolore, il 58enne ha spiegato nei minimi particolari cosa è accaduto nella casetta di campagna di località Fragneto lunedì mattina, e soprattutto le ultime ore di vita della moglie, ribadendo che si è trattato di una disgrazia, poiché, nell'intento di suicidarsi, mentre la moglie cercava di disarmarlo, senza volerlo la pistola ha attinto la vittima con l'esplosione di un colpo, risultato fatale per la 52enne accompagnata dallo stesso marito in ospedale dove poi è stato arrestato senza opporre alcuna resistenza. Il Gip Scognamiglio non ha, dunque, convalidato il fermo ma comunque disposto la restrizione dell'uomo in carcere stanti i pericoli di fuga, reiterazione del reato ed inquinamento delle prove. La difesa ha sostenuto la totale assenza di volontà dell'indagato, nonostante il reato di omicidio volontario contestatogli, tesi questa che ha trovato conforto nei primi risultati autoptici eseguiti sulla donna nel pomeriggio di giovedì presso l'obitorio di Caserta. Presenti i consulenti medico-legali dell'accusa e della difesa nominati in mattinata presso la Procura della Repubblica, unitamente al perito balistico chiesto dal PM dott.ssa Giuliana Giuliano, il perito della difesa Filippo Marino e gli avvocati Ferraro e Lancia hanno osservato durante l'autopsia l'assenza completa di escoriazioni o traumi contusivi sul corpo della Imundi, escludendo l'aggressione o colluttazione ed, invero, la morte sarebbe casualmente derivata dalla perforazione per penetrazione del proiettile nell'aorta addominale senza ledere alcun organo vitale a riprova dell'assenza di volontà omicida. In sintesi un colpo da contatto tra l'arma e la cute della donna ferma al momento dello sparo, che sarebbe stato esploso dalla Beretta 7,65 automatica ad una distanza molto ravvicinata, causato quindi da un'azione non volontaria. Intanto, nel pomeriggio di oggi si svolgeranno i funerali della donna, con inizio alle ore 15,30, nella chiesa madre di San Pancrazio Martire dove il feretro della 52enne arriverà intorno alle ore 14 direttamente dall'Istituto di Medicina Legale dell'Ospedale Civile "Sant'Anna e San Sebastiano" di Caserta.
ep

Roccamonfina. "Estate Roccana". La Corte dei conti vuole vederci chiaro. Convocate sette persone

Spese ingiustificate ed illegittime. Citati l'assessore Buonanno e due consiglieri di opposizione. Oltre questi, altri tre ex amministratori comunali...
Ingiustificate ed illegittime spese pagate per l’Estate Roccana 2007, la corte dei conti ha emesso l’atto di citazione in giudizio per l’assessore Raffaele Buonanno della maggioranza del sindaco Letizia Tari, ed i consiglieri d’opposizione Carmine Martuccelli e Adriano Sciacca. La notifica dell’atto è pervenuta anche a tre ex amministratori che oggi non ricoprono cariche istituzionali, a due Revisori di conti e due responsabili del servizio finanziario. Tutti loro il 5 febbraio 2013, dovranno comparire dinanzi alla Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Campania di Napoli, per rispondere delle contestazioni loro mosse e che, in caso di accoglimento gli stessi dovranno rifondere all’Ente Comune Roccamonfina danneggiato gli importi riportati nel fascicolo completo di undici pagine a firma del viceprocuratore generale Maurizio Stanco. Le somme che sono state contestate agli attuali amministratori riguardano: 29.757,34 + 34.454,99 euro inerenti (contributo estate roccana- interessi per anticipazioni). I suddetti importi dovranno essere ripartiti in quote per tutti coloro che sono stati chiamati in giudizio. La trance di 11.097,28 - 4.699,89 - 12.537,68 sarà a carico unicamente di tre responsabili. Gli importi subiranno un incremento per interessi e rivalutazione. Entro il 16 gennaio 2013, i destinatari dell’atto di citazione in giudizio potranno depositare ulteriori documenti per contestare la tesi avversa.
Anna Izzo

Teano. Rifiuti, il Consorzio non gestirà più il servizio in città

Atteso soltanto per la prossima settimana il nuovo affidamento dell’incarico...
Situazione di standby per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, il Comune prenderà delle decisioni nella prossima settimana. E’ finito il mese di marzo e dunque, come era stato annunciato, il Consorzio unico di bacino smette oggi di operare sul territorio di Teano. Il testimone doveva passare all’Ente che aveva preso dei provvedimenti per intraprendere la gestione autonoma del servizio quale indire un bando di gara per affidare lo stesso ad una ditta esterna e specializzata. Ma a quanto pare al momento la situazione è meno chiara di come ci si aspettava e solo nella prossima settimana i cittadini potranno venire a conoscenza del futuro riguardante la raccolta dei rifiuti nel Comune. Infatti solo lunedì saranno aperte le buste inviate dalle ditte interessate all’appalto, in seguito si procederà all’affidamento dell’incarico. La vera novità, inoltre, sta nel fatto che è pervenuta al Comune la richiesta di proroga del servizio, per altri due mesi, da parte dello stesso Consorzio unico di bacino. Questo ha avuto come conseguenza la situazione di standby, l’amministrazione a questo punto deve decidere cosa fare, se permettere al Cub di continuare ad operare sul territorio oppure affidare il servizio rifiuti ad un’altra ditta. La decisione in ogni caso va presa al più presto visto che marzo è terminato e non si può rischiare di lasciare la città senza l’importante servizio. La fase di incertezza attuale fa aumentare le incertezze della minoranza in merito al dopo Consorzio, il consigliere Carmine Corbisiero aveva già espresso le proprie perplessità: “La problematica dei rifiuti diventerà una cappa puzzolente per la città, ed i prossimi mesi saranno pesantissimi se l’amministrazione comunale non si dà una smossa, se continuerà a dormire come ha fatto finora”. La maggioranza però continua a ribadire che farà quanto dovuto per evitare che vi siano disagi per la cittadinanza, bisogna solo aspettare alla prossima settimana.
Anna Nuzzo

Sessa Aurunca. Omicido Passaro, scarcerato Carmelo Arcieri: "Ero ubriaco!"

Derubricato l'omicidio da volontario a colposo. Passa la tesi della difesa, gli avvocati Angelo Raucci, Rosaria Avenia e Antonio Gallinaro...
E’ stato scarcerato agli arresti domiciliari Carmelo Arcieri (nella foto a sx), di Cellole, arrestato per la morte di Antonio Passaro (nella foto a dx). Come sostenuto dalla difesa, gli avvocati Angelo Raucci, Rosaria Avenia e Antonio Gallinaro, è stato derubricato il reato da omicidio volontario ad omicidio colposo perché non era capace di intendere e di volere. “Non volevo ucciderlo, ero ubriaco”, questa la confessione di Carmelo Arcieri. Lunghe ore nelle quali il 35enne, originario di Giugliano, ma residente a Cellole da sette anni, ha provato a delineare i contorni dell’omicidio di Antonio Passaro. Arcieri, ascoltato dal sostituto procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Gerardina Cozzolino, ha sostenuto di aver investito Passaro involontariamente in quanto in quel momento era completamente ubriaco e in stato confusionale per un malore improvviso, avvalorando questa tesi col suo arrivo all’ospedale di Sessa Aurunca.
gv

Pignataro Maggiore. Il pentito Tavoletta in aula: "Questa città è in mano agli Schiavone!"

Il collaboratore ascoltato nel processo per il delitto Lubrano: “I Ligato erano subordinati ai Casalesi”. Ieri la nuova udienza del procedimento a carico di cinque imputati...
Delitto Lubrano, ascoltato il pentito Cesare Tavoletta. Ieri, dinanzi alla Corte d'Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presidente Alaya, si è svolta una nuova udienza del procedimento a carico di Franco Bianco, 37 anni, Mario Mauro, 35 anni, Massimo Vitolo, 39 anni, Vincenzo Schiavone, alias 'o Petillo, e Giuseppe Misso per l'assassinio di Lello Lubrano. In collegamento da un sito protetto il collaboratore di giustizia che ha risposto alle domande del pubblico ministero. “Vincenzo Schiavone veniva da noi dal 1998 fino al 2002 per riscuotere i soldi delle estorsioni - ha detto Tavoletta - una volta ci venne a prendere a ci portò da Nicola Panaro che allora era latitante per discutere della gestione del gruppo”. Gli avvocati della difesa hanno cercato di sminuire l'influenza che il clan dei Casalesi avrebbe avuto nella zona di Pignataro Maggiore alla luce della presenza di altri gruppi criminali, come i Ligato, trovando però una pronta risposta del pentito: “La zona di Pignataro era gestita dagli Schiavone. C'erano i Ligato, ma erano comunque subordinati ai Casalesi”. Tavoletta ha, quindi, spiegato le ragioni che lo avrebbero spinto a collaborare con la giustizia: “Io mi sono pentito perché il gruppo faceva uso di droga e aveva iniziato a fare cose senza senso, ci finiva in mezzo anche gente che non c'entrava nulla. Così avvenne l'uccisione di Domenico Ucciero”. Nel collegio difensivo gli avvocati Carlo De Stavola, Angelo Raucci e Alfonso Baldascino.
Antonella Giannattasio

Vitulazio. Avevano messo in piedi una vera e propria stamperia di banconote da venti euro. Due scarcerati e uno ai domiciliari

Convalidato l'arresto, il Gip dispone la libertà per due cittadini della provincia di Caserta, mentre per l'albanese coinvolto disposti i domiciliari...
Si è svolta ieri mattina davanti al Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dott.ssa Paola Cervo, l'udienza di convalida per l'arresto dei tre soggetti sorpresi dalla Guardia di Finanza di Napoli nella periferia di Vitulazio, in provincia di Caserta, mentre stampavano banconote contraffatte, perfettamente identiche a quelle stampate dalla Banca Centrale. I tre, Mario Torromacco, Salvatore D'Aniello e Florin Loshi avevano dato vita ad una vera e propria "succursale" (per dirla alla Totò) della zecca che conia gli euro. Oltre alla stamperia le fiamme gialle il 27 marzo scorso hanno scoperto, già pronti per il mercato, circa due milioni di euro falsi in tagli da venti. I tre indagati erano difesi dall'avvocato Raffaele Costanzo, che aveva avanzato l'istanza di scarcerazione, mentre il pubblico ministero, la dott.ssa Ilaria Sasso Del Verme, ne aveva chiesto la conferma della custodia cautelare. Alla fine il Gip ha deciso per la scarcerazione di Torromacco e D'Aniello, entrambi di Gricignano d'Aversa, disponendo invece i domiciliari per Loshi a Firenze, laddove risulta residente.
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Caiazzo. Cambiano le regole per il parcheggio in città. Penale triplicata rispetto a quanto dovuto ed evaso

Il Comune corre ai ripari. Troppi i furbetti che parcheggiano e non pagano...
Giro di vite del Comune di Caiazzo, sui mancati pagamenti della quota di parcheggio nelle strisce blu da parte di molti utenti/automobilisti. Infatti come si evince dalla delibera di Giunta Comunale il mancato pagamento da parte dell' utente del corrispettivo dovuto per la sosta dell'autoveicolo investe in maniera assai rilevante il concessionario dell'area adibita a parcheggio, la cooperativa San Paolo onlus di Santa Maria Capua Vetere, la quale abitualmente si espone a subire la perdita della tariffa oraria o giornaliera dovuta, senza disporre di strumenti idonei da far valere nei confronti dell'inadempiente, poiché i costi delle azioni giudiziarie rendono assolutamente non conveniente le stesse, in relazione ad un credito di pochi euro o a volte di pochi centesimi di euro. Bisogna considerare, altresì, che il mancato pagamento da parte dell'utente del corrispettivo dovuto per la sosta dell' autoveicolo espone, nel contempo, a perdite anche il Comune in conseguenza della diminuzione degli incassi su cui calcolare l'aggio. Per cui la Giunta Comunale ha ravvisato, l'esigenza, di prevedere la possibilità di far pagare con certezza e rapidità, all'utente inadempiente un importo ulteriore e diverso, di spettanza del concessionario e, limitatamente all'aggio, del Comune, ovvero, la previsione di una penale. Quindi viene stabilito dall'organismo di governo caiatino che nei casi in cui la sosta avviene senza il preventivo pagamento della tariffa prescritta, o si protrae oltre l'orario prepagato, o il pagamento viene effettuato pagamento in misura inferiore rispetto alle tariffe stabilite, l'utente è tenuto al pagamento di una penale di importo pari al triplo della tariffa dovuta, per ogni periodo di violazione; il personale della concessionaria incaricato del controllo provvederà a rilevare il fatto mediante avviso informativo che lascerà sul parabrezza del veicolo; la posizione debitoria potrà essere regolarizzata dall' utente entro 72 ore dall' accertamento, con pagamento online di quanto dovuto, presso gli esercenti commerciali che stipuleranno apposita convenzione con la concessionaria e che esporranno il relativo cartello. Ovviamente al Comune spetta l'aggio sulla somma ulteriormente applicata a quanto previsto e non riscosso.

Piedimonte Matese. Cade la figlia dal motorino a causa di una buca non segnalata adeguatamente. Risarcito di 2mila euro dal Comune.

L'incidente avvenne il 13 novembre dello scorso anno. Intanto il manto stradale del centro urbano e di alcune zone periferiche è stato completamente rifatto per evitare appunto incidenti...
Lo scorso 13 novembre, verso le 13,00, una ragazza minorenne mentre era a bordo del ciclomotore del padre, cadde rovinosamente dal veicolo, poichè riferì di non essersi accorta di una buca non segnalata adeguatamente. Il genitore della giovane, il Signor Gennaro Caravella, in data 19 dicembre 2011, comunicava che sua figlia, a causa di una buca presente sulla carreggiata cadeva rovinosamente a terra, riportando sia danni fisici che danni alla motocicletta. Dalla richiesta, con apposita istanza, Caravella chiedeva di essere risarcito dei danni subiti dalla figlia minore. Il Comune di Piedimonte Matese in considerazione dell’entità dei danni e degli aggravi di spesa conseguenti alle attivate procedure legali ha ritenuto opportuno convenire per una soluzione del contenzioso mediante accordo bonario e quindi rispondeva al richiedete che c'era la disponibilità a comporre bonariamente la vertenza, accettando l’offerta – omnicomprensiva di spese legali, accessorie ed ogni e qualsiasi altra voce – di una somma pari a € 2.000,00, mentre lo stesso Caravella con la sottoscrizione della transazione ha dichiarato di rinunciare espressamente al proseguimento di ogni e qualsiasi azione legale. Ciò è stato ritenuto vantaggioso per gli interessi dell’Ente pervenire alla soluzione bonaria della controversia instaurata dal Sig. Gennaro Caravella, in considerazione della reale possibilità di soccombenza sulla scorta di quanto comunicato dal Comandante di Polizia Municipale.

venerdì 30 marzo 2012

Alife. Avecone: rispettato il patto di stabilità 2011

L'amministrazione comunale Avecone, con grande soddisfazione, annuncia alla cittadinanza il rispetto del patto di stabilità anche per l'anno 2011. Oggi stesso è stato spedito al Ministero dell'Economia e delle Finanze il certificato che ne attesta i requisiti. 
Il Sindaco della Città di Alife, Giuseppe Avecone, e tutta l’Amministrazione comunale, comunicano che il patto di stabilità 2011 è stato rispettato. Solo una attenta e oculata gestione di spesa ha consentito all’Amministrazione comunale di Alife di rispettare un così importante appuntamento finanziario. Oggi 30 marzo 2012 è stato spedito al Ministero dell’Economia e delle Finanze il certificato attestante il rispetto del patto di stabilità, a firma del Sindaco, del Dirigente ff. del settore Finanze e del Revisore dei Conti del Comune.
Non è sempre facile capire che cos’è un patto di stabilità interno e a cosa andrebbe incontro il comune che non rispetta tale patto. Il patto di stabilità, introdotto nella nostra legislazione nel 1998 (trattato di Maastricht) è l’accordo che lo Stato italiano ha assunto in sede comunitaria con gli altri Stati europei, in base al quale le autonomie locali: Regioni, Provincie e Comuni, devono contribuire a ridurre il debito pubblico osservando, di anno in anno, regole sempre più restrittive, regole che non consentono la realizzazione della programmata attività a favore della cittadinanza. 

COSA SUCCEDEREBBE AL COMUNE E, DI RIFLESSO AI CITTADINI, SE NON RISPETTASSIMO IL PATTO DI STABILITA’?

Se non rispettassimo il patto di stabilità incorreremmo in una serie di sanzioni molto pesanti, fra le quali: riduzione dei trasferimenti ordinari dovuti dal Ministero al Comune (cioè soldi che lo Stato versa al Comune annualmente). Una conseguente forte riduzione delle spese correnti. In caso di mancato rispetto del patto, il Comune avrebbe dovuto azzerare le spese per le manutenzioni ordinarie (strade, verde pubblico, ecc.) e ridurre drasticamente l’erogazione dei servizi assistenziali o il sostegno a tante iniziative associative. Il divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia di contratto o la risoluzione di alcuni contratti in essere che comporterebbe un pesantissimo rallentamento dell’attività amministrativa anche in termini di risposte alle legittime istanze dei cittadini. Il divieto di ricorre all’assunzione di qualsiasi mutuo per la realizzazione di nuove opere pubbliche (strade, scuole, marciapiedi, ecc.).

L'ex candidato a sindaco di Caserta del Pdl, Paolo Maddaloni, nominato Prefetto di Lecco. Due interrogazioni parlamentari su questo caso

Due deputati del Partito Democratico, Laura Garavini ed Emanuele Fiano interrogano il Ministro degli Interni : "Inopportuna la nomina di un Prefetto indagato per reati di camorra..." Era stato già avvicendato dalla carica a Frosinone. Si candidò con il Pdl nel 2006 contro Petteruti e fu sconfitto...
"Noi crediamo che la nomina del prefetto Paolo Maddaloni sia completamente inopportuna". Lucia Codurelle e Antonio Rusconi, parlamentari del Partito democratico, hanno sottolineato come "le notizie emerse durante le indagini condotte dalla DDA di Napoli che hanno portato all'arresto, tra gli altri, del sindaco del comune di Casapesenna, Michele Zagaria, "richiedono chiarimenti in merito al ruolo del Prefetto Maddaloni il quale durante alcune conversazioni telefoniche intercettate, consigliava e rassicurava sui tempi delle procedure per lo scioglimento del Comune di Casapesenna, scioglimento provocato, secondo la DDA di Napoli, dalle minacce e dalle pressioni effettuate dallo Zagaria, anche in collegamento con il clan camorristico dei casalesi". Su queste vicende il Pd ha presentato un`interrogazione parlamentare alla Camera firmata insieme Laura Garavini ed Emanuele Fiano nella quale si chiede al ministro dell`Interno Annamaria Cancellieri "se fosse a conoscenza del comportamento del Prefetto Maddaloni e se non si ritenga necessario, per meglio tutelare l'Amministrazione e l'interesse pubblico, procedere ad un immediato avvicendamento del Prefetto destinandolo ad attività che non prevedano l'interazione con amministrazioni comunali ovunque siano situate sul territorio nazionale". "Il Prefetto Maddaloni inoltre - hanno denunciato ancora i parlamentari Pd- ha ricevuto nel 2010 un avviso di garanzia per appalti truccati quando era subcommissario sul tema rifiuti al comune di Caserta (la DDA di Napoli ne aveva chiesto l'arresto) sempre a favore di imprenditori legati alla camorra. Questo procedimento è ancora in corso e il Prefetto risulta rinviato a giudizio dopo che il procedimento originario è stato separato in due tronconi. Gli imputati nell'altro troncone, con alcuni dei quali secondo l'accusa il Prefetto intratteneva numerosi colloqui, sono stati già condannati in primo grado a pene molto pesanti (10 anni a Nicola Schiavone, 9 anni e 6 mesi a Nicola Ferraro, 7 anni e sei mesi a Luigi Ferraro. Insomma, per tutto questo noi riteniamo assolutamente inopportuna la nomina alla prefettura di Lecco di Maddaloni".

CAMORRA/ Il riesame scarcera l'ex sindaco di San Cipriano d'Aversa Enrico Martinelli

La richiesta è stata formulata dal suo legale Alfonso Quarto. Scarcerati anche Paolella e Zippo arrestati nella stessa operazione...
Il tribunale del Riesame di Napoli ha scarcerato l'ex sindaco di San Cipriano d'Aversa Enrico Martinelli (foto a sx), finito in carcere lo scorso 13 marzo per associazione per delinquere di stampo camorristico. Il legale dell'ex primo cittadino, Alfonso Quarto, lunedi' scorso aveva chiesto ai giudici del Riesame l'annullamento della misura cautelare per mancanza di gravi indizi di colpevolezza. Ieri erano stati scarcerati, sempre del Riesame di Napoli, l'ex assessore all'Ambiente del comune di San Cipriano d'Aversa, Francesco Paolella (foto a dx) e Salvatore Zippo, arrestati nella stessa operazione che aveva portato in carcere Martinelli. Il nome dell'ex sindaco, marito dell'ex primo cittadino di Gragnano, Annarita Patriarca, comparve in un "pizzino" che il boss suo omonimo Enrico Martinelli invio' all'ex sindaco di Villa Literno ed ex consigliere regionale campano Enrico Fabozzi, intimandogli di assegnare un appalto pubblico a una ditta. Da li' erano partite le indagini che avevano portato agli arresti del 13 marzo richiesti dai pm della Dda di Napoli. I pizzini erano stati recuperati dal nastro carbografico di una macchina da scrivere elettronica di marca Canon ritrovata in uno dei covi del capoclan nel 2007 ancora latitante.

Ailano. Il Gip concede i domiciliari all'imprenditore Giovanni Malinconico.

L'imprenditore tornerà a casa entro domani. Tuttavia la sua posizione resta ancora la stessa che lo portò ad essere arrestato il 15 novembre scorso, unitamente al sindaco di Villa Literno Enrico Fabozzi...
E' stata accolta la richiesta degli avvocati di Giovanni Malinconico (nella foto), Giuseppe Stellato e Giovanna Mastrati, di tramutare l'ordine di custodia cautelare in carcere, ai domiciliari. Esattamente dopo 4 mesi e mezzo l'imprenditore di Ailano torna nel suo paese e resta a disposizione dell'Autorità Giudiziaria che sta investigando sugli intrecci politica/clan. Malinconico è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e lo scorso novembre finì in carcere insieme ad altre otto persone. In tutto furono quindi i soggetti coinvolti nell'operazione di servizio, tra collaboratori di giustizia, imprenditori e politici tra questi il più importante il consigliere regionale Enrico Fabozzi, già sindaco di Villa Literno. Oltre a Fabozzi e Malinconico, furono coinvolti gli imprenditori di San Cipriano d'Aversa, Casal di Principe e Villa Literno: Nicola e Vincenzo Caiazzo, Raffaele Garofalo, Raffaele Meccariello, Giuseppe e Pasquale Mastrominico e Wanda Caiazzo, ora collaboratrice di giustizia. L'ordinanza di oltre 200 pagine firmata dal gip Alberto Capuano incluse nomi di imprenditori che, stando all'accusa, avrebbero ottenuto appalti grazie anche all'interessamento di Fabozzi. Una delle accuse principali scattata nei confronti dell'ex sindaco di Villa Literno e consigliere regionale nel gruppo Misto, e' quella di aver partecipato nel reimpiego dei soldi illeciti con la societa' Gruppo casa srl. Stando al pm della Dda di Napoli che ha indagato su Fabozzi, Marco del Gaudio, il legame esistente fra il sindaco Fabozzi e l'imprenditore edile in odore di camorra Vincenzo Caiazzo detto "Stefano", sta nel fatto che Caiazzo e' il padre della fidanzata di Massimo Iovine, killer assoldato dalla famiglia Bidognetti del clan dei Casalesi divenuto poi collaboratore di giustizia assieme alla fidanzata Wanda Caiazzo, studentessa universitaria alla facolta' di giurisprudenza. Da accertamenti compiuti dagli inquirenti alla banca dati camera di commercio, dal 21 novembre 2005 (data di costituzione della societa' d'interesse) fino al 20 febbraio 2008, Vincenzo Caiazzo risultava socio con quota nominale di 16.500,00 euro nell'impresa denominata "Gruppo CA.SA. s.r.l.", impegnata nella realizzazione e vendita di diverse unita' immobiliari ubicate nel comune di Mondragone. Gli altri due membri della societa' erano Enrico Fabozzi, socio maggioritario con quota nominale di 17.000,00 euro e Gennaro Santoro, con quota di 16.500,00. Circa le variazioni della compagine societaria nel tempo, il sindaco Fabozzi il 20 febbraio 2008, in periodo coincidente con l'inizio della collaborazione di Iovine (31 gennaio 2008), recedeva dalla societa' previa cessione dela intera quota in favore di Vincenzo Caiazzo. C'e' traccia di questo cambiamento nel corso dell'intercettazione del colloquio in carcere del 7 dicembre 2007, intrattenuto da Iovine e la sua fidanzata Wanda. Quest' ultima, infatti, veniva informata che la Dia aveva in corso un'attivita' investigativa nei confronti del sindaco di Villa Literno. A quel punto scatta il suggerimento di Iovine d'informare il sindaco proprio attraverso il futuro suocero, Vincenzo Caiazzo, evidentemente per poter adottare le necessarie precauzioni ed eludere possibili investigazioni nei loro confronti. Inoltre, il 13 dicembre 2007 Fabozzi partecipa alle nozze dell'altra figlia di Caiazzo, Valentina, e viene intercettato con una telefonata dalla dda di Napoli mentre discute con la moglie.
CONTINUE RICHIESTE DI DANARO A MALINCONICO - Due contributi di 10.000 euro per la squadra di calcio del Villa Literno e per i festeggiamenti del Carnevale di Villa Literno; 2.200 euro per la realizzazione di cartoline augurali da inviare ai cittadini; una sponsorizzazione di 3.000 euro per il concerto tenuto da Katia Ricciarelli nel gennaio del 2008; assunzioni di personale e una piscina all'interno della chiesa comunale. Fu questo il prezzo fissato da Enrico Fabozzi, arrestato questa mattina dai carabinieri nell'ambito di un'inchiesta su camorra e politica, per l'appalto concesso ad un'associazione temporanea di imprese quando era sindaco di Villa Literno.La circostanza emerge dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Alberto Capuano e notificata anche agli imprenditori che si aggiudicarono quell'appalto: Giovanni Malinconico, Pasquale e Giuseppe Mastrominico. Dalle intercettazioni telefoniche emerge in particolare il disappunto di Malinconico per le continue richieste di denaro che gli vengono dal sindaco, alle quali tuttavia non puo' sottrarsi.L'imprenditore e' sconcertato soprattutto per la sponsorizzazione del concerto di Katia Ricciarelli, organizzato dal sindaco e dal parroco don Giuseppe Cartesio il 4 gennaio del 2008. Conversando con il suo dipendente al quale e' stato chiesto il denaro, l'imprenditore sbotta: 'I contributi per Katia Ricciarelli? E che deve fare Katia Ricciarelli?'.L'interlocutore replica: 'Eh, dice che voi ne avete parlato con il sindaco, gli dovete dare un contributo per la manifestazione del 4 gennaio. E mi ha detto anche il prezzo il sindaco, eh'.Infastidito, Malinconico chiede: 'Quanto vanno cercando per la Katia Ricciarelli?'. Il suo collaboratore precisa: 'E' impegnata per 3.000 euro. Glieli diamo qua al prete. Glieli dobbiamo dare al prete'. Prima che la telefonata si concluda, il dipendente di Malinconico gli comunica l'ultima richiesta di Fabozzi: l'assunzione presso la loro ditta di una ragazza segnalata dal sindaco.
LE TELEFONATE TRA NATALIZIO E MALINCONICO - Dalle carte dell'inchiesta su politica e camorra a Villa Literno spunta anche il nome dell'ex assessore regionale alle attività produttive, Andrea Cozzolino, oggi europarlamentare del Pd. A parlare di lui e di un pranzo al quale entrambi prenderanno parte è Achille Natalizio, dirigente del Pd casertano in stretto contatto con l'imprenditore edile Giovanni Malinconico, arrestato oggi. Al telefono con Malinconico, che si trova proprio alla Regione per un appalto nel Comune di Cancello Arnone, Natalizio il 14 maggio 2008 spiega: "Stammi a sentire, io domani sto a pranzo con Cozzolino e come si chiama l……". Malinconico commenta: "Per la scelta politica della cosa… Ho capito, ho capito, la scelta politica, ho capito". Natalizio fornisce altri particolari: "Ormai quello va trovando che lascio Paolucci e passo con lui… Bisogna trovare una mediazione. Va bene". Per Malinconico bisogna "concretizzare subito": "Perchè‚ pure stamattina il sindaco di Ailano dice che deve aprire la sezione, la corrente, così, col... Perchè più si concretizza, più si parte subito". Scrive il gip nell'ordinanza: "Ed invero, il giorno successivo all'incontro con Cozzolino, Achille Natalizio informa Giovanni Malinconico di aver interessato sia l'assessore Andrea Cozzolino che 'le femmine', persona che la polizia giudiziaria ritiene debba essere identificata in Agostino Delle Femmine, dirigente del settore Acque, suolo e rifiuti del Servizio territoriale Arpac di Caserta. L'appalto cui Malinconico era interessato a Cancello Arnone, hanno accertato i carabinieri, riguardava "interventi per la riduzione del rischio da inondazione nell'asta terminale del fiume Volturno - Bacino del Volturno". I lavori sono stati oggetto di gara d'appalto della Regione Campania per l'importo di 9.766.000,00 euro più 274.369 euro di oneri per la sicurezza.
SECONDO UN PENTITO MALINCONICO SI AGGIUDICO' UN APPALTO DA VENTI MILIONI DI EURO - Il tribunale del Riesame confermò le accuse anche per la seconda ordinanza per l'ex sindaco di Villa Literno Enrico Fabozzi e per l'imprenditore Giovanni Malinconico di Ailano. In particolare il giudice in quella sede ha confermato le accuse per l'irregolarità delle gare di appalto. Rimane intatto il castello accusatorio dei pm della Dda Antonello Ardituro, Catello Maresca e Marco Del Gaudio per questa ordinanza che ha destato scalpore in tutta la provincia proprio per i nomi di personaggi importanti che vede coinvolti. Gli arrestati e indagati furono tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso esterno in associazione camorristica, estorsione, turbativa delle operazioni di voto mediante violenza e minaccia, corruzione, impiego di denaro di provenienza illecita e ricettazione. Fabozzi avrebbe stretto un accordo con il gruppo capeggiato dal boss Francesco Bidognetti per procurarsi appoggi elettorali in cambio di appalti. L'ex sindaco sedeva anche nella commissione consiliare d'inchiesta denominata "anticamorra" e istituita "per la vigilanza e la difesa contro la criminalità organizzata" in Regione. Fabozzi è assistito dall'avvocato Mario Griffo, mentre l'imprenditore Malinconico è difeso dall'avvocato Giuseppe Stellato. Come è stato indicato dai magistrati della Distrettuale l'accordo riguarda l'anno 2003, quando Fabozzi, a cavallo delle elezioni comunali, incontrò Luigi Guida, esponente di spicco dei Bidognetti, e Nicola Ferraro, nell'abitazione di quest'ultimo. E' il collaboratore Guida a parlarne. Dalle indagini inoltre è emerso che l'interesse prevalente dell'ex sindaco siano stati gli affari connessi all'esercizio della carica pubblica. Fabozzi deve rispondere anche dei reati di corruzione elettorale, insieme a Nicola e Vincenzo Caiazzo, e, insieme a Malinconico, di corruzione per le utilità versate dall'imprenditore al sindaco dopo l'attribuzione a suo favore dell'appalto della rete fognaria. Un contratto per ampliamento di questa rete, gara che fu vinta da Malinconico. Ecco cosa riferisce il pentito Luigi Tartarone a proposito dell'appalto delle fogne: “Si tratta di lavori compresi in un'unica gara di appalto per un ammontare di 20 milioni di euro bandita dall'allora sindaco di Villa Literno Enrico Fabozzi. Si trattava di strade, di fogne, di piazze ed altro di cui non ricordo. Venimmo a sapere noi Bidognetti di questi importanti lavori allorquando Ernesto De Luca detto "o Mastrone" legato ad Antonio Iovine detto "o' Ninno" venne a casa di Alfiero Massimo, allora reggente del clan e ci invitò a non bloccare i lavori della ditta Malinconico riconoscibili attraverso la lettura della denominazione sui cartelloni installati presso i relativi cantieri”.
L'INTERVENTO DEL PATRON DEL VILLA LITERNO MUSTO "NESSUN REGALO E' STATO FATTURATO TUTTO!"
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CAMORRA/ Sessa Aurunca arrestato Alessandro Imparolato ras dei Muzzoni, clan che opera sul litorale aurunco

L'operazione di servizio messa a segno dai poliziotti del locale Commissariato coordinato dal vicequestore Giovanni Stagliano, con l'ausilio della Squadra Mobile di Caserta. Imparolato è considerato un elemento di spicco del clan...
Nella serata di ieri giovedì, 29 marzo, gli uomini del commissariato di Polizia di Sessa Aurunca, diretti dal vice questore Giovanni Stagliano, e della squadra mobile di Caserta, diretta dal vice questore Angelo Morabito, hanno tratto in arresto a Sessa Aurunca il quarantaduenne Alessandro Imparolato, considerato elemento di spicco del clan camorristico degli Esposito alias “Muzzoni” gia’ egemone nel territorio sessano e nei comuni limitrofi del basso Lazio. Imparolato – con alle spalle una lunga militanza nel clan “Muzzoni” in conseguenza della quale era gia’ stato precedentemente condannato e sottoposto a lunghe pene detentive per associazione a delinquere di stampo camorristico ed estorsioni plurime – era attualmente sottoposto alla misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Sessa aurunca. Il quarantaduenne è stato arrestato nuovamente su ordine della Suprema corte di Cassazione, la quale ha ultimamente rigettato il ricorso contro la sentenza di condanna per emessa dalla Corte di appello di Napoli che è pertanto divenuta definitiva. Nei confronti di Imparolato e' stato emesso un provvedimento di cumulo delle pene per cui dovra’ scontare in via definitiva ben 9 (nove) anni di reclusione. Condotto presso il commissariato di p.s. di Sessa Aurunca, dopo gli adempimenti di rito e’ stato tradotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere

Terra di Lavoro. Arriva la richiesta di dismissioni di tutte le cave della provincia. Il Pdl si astiene

Proposta di legge formulata in Regione dai consiglieri regionali Psi Oliviero e Mucciolo. Stop a 442 cave esistenti in 75 dei 104 Comuni della provinia di Caserta...
La IV Commissione Consiliare della Regione ha approvato, a maggioranza dei componenti, il progetto di legge relativo alla chiusura di cave e cementifici in provincia di Caserta. La proposta è dei consiglieri regionali del Psi Oliviero e Mucciolo; il centrodestra si è diversificato nella votazione con alcuni consiglieri del Pdl che hanno deciso di astenersi. Ora la proposta di legge dovrà essere sottoposta all’attenzione del consiglio regionale per la definitiva approvazione che, se avvenisse, determinerebbe l’immediata entrata in vigore delle norme. Nella proposta di legge sono state inserite le norme che tutelano i livelli occupazionali dei lavoratori impiegati nell’attività di cava e dei cementifici, attraverso la riconversione occupazionale da ettettuarsi con un programma approvato dalla giunta regionale. La proposta di legge potrebbe avere effetto sulle 442 cave esistenti in Terra di Lavoro che interessano 75 comuni su 104. Questi dati hanno fatto in modo che il territorio casertano avesse il primato delle attività estrattive. Al primato del numero più alto di cave e del materiale estratto si è con il tempo aggiunto quello degli impianti di cementificio. Dei tre opifici presenti sul territorio regionale due insistono nei comuni di Maddaloni e Caserta, in particolar modo sul versante est dei Colli Tifatini. In questa porzione del territorio casertano è venuta a mancare la sostenibilita ambientale, a causa dalla elevata concentrazione di cave attive e di siti estrattivi di notevole dimensione che si trovano in ambito ristretto e in prossimità dei centri abitati. Per questi motivi, il piano cave entrato in vigore nel giugno 2006 considera questa porzione di territorio zona altamente critica e prevede la dismissione dell’attività estrattiva. “L’approvazione della proposta di legge rappresenta una grande conquista per restituire dignità a Terra di Lavoro, troppo spesso mortificata dalle scelte del centrodestra - hanno detto i consiglieri socialisti -. Terra di Lavoro non sarà più la pattumiera e la gruviera dell’intera Regione”. Le associazioni ambientaliste e i comitati civici, il cui impegno e le continue mobilitazioni, per anni, sono rimasti inascoltati, hanno trovato riconoscimento.
CONTEMPORANEAMENTE SUL TAVOLOR DELLA REGIONE ARRIVA LA RICHIESTA DI STOP AI CEMETIFICI -L’Amministrazione comunale di Caserta torna a chiedere la chiusura e la delocalizzazione delle cave e dei cementifici. Ciò nonostante, contro i provvedimenti che vanno in tal senso, la Cementi Moccia ha prodotto ricorso. Di questo ieri hanno discusso a un tavolo convocato dall’assessore regionale Severino Nappi sul caso Moccia, il sindaco Pio Del Gaudio, gli assessori Teresa Ucciero e Giuseppe Greco, i rappresentanti della Cementi Moccia, quelli dei sindacati e l’assessore provinciale Giovanni Mancino. La richiesta della dismissione dell’attività e della riconversione occupazionale dei lavoratori impegnati presso il sito Moccia è stata ribadita da parte del primo cittadino: “E’ una necessità che si coniuga con l’urgenza di mantenere fermi e certi i tempi di realizzazione del Policlinico, per il quale peraltro salutiamo con soddisfazione l’annuncio di una nuova riunione nella Capitale il 4 aprile prossimo”. Secondo gli amministratori comunali “Caserta e il suo territorio non possono consentire che si aprano fratture e diverse considerazioni tra diversi comparti dei lavoratori, il cui mercato è già afflitto in Terra di Lavoro da gravi e diversificate problematiche”. Durante il tavolo di confronto aperto ieri in Regione è emerso anche che la Cementi Moccia ha recentemente richiesto di continuare ad utilizzare le proprie aree per l’utilizzo dei materiali cavati. In merito a ciò il Comune ha chiesto che tali questioni “vengano trattate in una conferenza dei servizi convocata dal competente Ufficio del Genio Civile, nel corso della quale presteremo ad esse la più utile considerazione circa la chiusura di cave e cementifici, della loro delocalizzazione, della formazione della riconversione occupazionale dei lavoratori. Tutto ciò merita l’attivazione di un accordo di programma a livello nazionale. Cogliamo l’occasione - concludono - per ribadire ancora una volta l’obiettivo primario della tutela ambientale, del rispetto delle regole e dell’attivazione di sani processi di crescita e sviluppo del territorio”.

Galluccio. La fa finita impiccandosi ad un albero nel suo podere. Dramma in paese

A lanciare l’allarme un suo vicino che ha notato la sagoma del corpo vicino a una quercia...
Cinquantottenne si toglie la vita, impiccandosi ad un albero nel suo podere. La vittima, Vincenzo Pesce originario di Casavatore in provincia di Napoli, è stato rinvenuto privo di vita dalle forze dell’ordine, allertate da un proprietario terriero confinante che, nel notare la sagoma dell’uomo sempre ferma nei pressi di una quercia, si è insospettito e avvicinatosi ha constatato l’insano gesto compiuto dall’uomo. Il partenopeo che, per mesi era stato lontano dalla sua abitazione sita nel Comune di Galluccio alla via Rio Petroso, dai rilievi effettuati sembra che, dopo aver parcheggiato la macchina nello spazio antistante la casa, si è diretto sul retro in aperta campagna munito di una corda e una scala. In preda ad un malessere dell’anima che, gli ha offuscato la mente tanto da fargli desiderare la morte, il cinquantottenne salito sulla scala ha usato la corda per legarsi, e poi lanciarsi nel vuoto. I carabinieri della Stazione di Mignano Montelungo, hanno effettuato i rilievi tecnici ed un sopraluogo presso l’abitazione al fine di rinvenire eventuali scritti o altri indizi, riconducibili ai reali motivi del suicidio. Il pubblico ministero, conseguentemente ha disposto il trasferimento della salma alla Medicina legale di Cassino per l’autopsia. Circa 6 anni fa, l’uomo rispettato e benvoluto dall’intera Comunità, si era trasferito Casavatore a Galluccio per realizzare il suo sogno, quello di mettere su un podere dove poter vivere a contatto con la natura, lasciandosi alle spalle il caos della metropoli. Da uomo tranquillo e riservato quale era, ma anche bene inserito nella Comunità, Vincenzo ha lasciato sgomenti tutti coloro che, mai si sarebbero aspettati una fine cosi tragica visto che, quotidianamente affermava la sua voglia di vivere senza mai manifestare segni di insofferenza.
Anna Izzo

Caiazzo. Il consigliere comunale Amedeo Insero critica il sindaco Giaquinto per la concessione Bellandi

Praticamente l'esponente di minoranza accampa un dubbio: "La concessione alla moglie di Zinzi in cambio dell'assessorato provinciale?"
Oggi alle 17,30 arrivano i big della politica in città, a partire dal presidente del Consiglio Regionale Paolo Romano, passando per il presidente della Provincia Domenico Zinzi, per il convegno sulla solidarietà. Occasione utile per discutere anche sulla nomina dell'assessore provinciale in pectore, Stefano Giaquinto, sindaco di Caiazzo, da più parti indicato come 'papabile'. E su questa circostanza, interviene il consigliere comunale di minoranza Amedeo Insero che riconduce semplicisticamente la nomina del primo cittadino a seguito del rilascio di una concessione in variante alla moglie del presidente Zinzi, la signora Giovanna Bellandi: "La concessione in variante al piano di fabbricazione che la maggioranza di Giaquinto ha deliberato nel corso dell’ultimo consiglio comunale del 14 marzo u.s., in favore della sig.ra Bellandi Giovanna, amministratrice della società il Querceto – Società Agricola srl, presenta numerosi profili che inducono al sospetto. Innanzitutto la richiesta di permesso a costruire riguarda un Complesso Turistico- Alberghiero che esula completamente dall’oggetto sociale della suindicata società atteso che la stessa, può occuparsi solo della coltivazione dei fondi, della silvicoltura, allevamento bestiame e tutto quanto connesso all’attività agricola." Quindi Insero passa ad analizzare l'attività che si porrà in essere: "Va da sé che un Complesso Turistico- Alberghiero non ha nulla a che fare con il mondo agricolo. Vi è poi, un altro aspetto da valutare. Con la concessione in variante al piano di fabbricazione, in assenza di PRG, vengono ad essere impegnati indici notevoli di fabbricazione che dovranno necessariamente essere sottratti all’indomani dell’approvazione del PUC e ciò a danno esclusivo dei veri imprenditori agricoli caiatini." Evinto che potrebbe creare un danno, il consigliere comunale Insero chiude il suo intervento affermando: "Il via libera dato da Giaquinto alla moglie del presidente Zinzi, altro non è che l’ennesima speculazione edilizia che si perpetrerà sul nostro territorio. Il progetto, infatti, prevede una enorme colata di cemento in una zona assolutamente agricola. A questo punto una domanda nasce spontanea: perché, dietro la falsa illusione dello sviluppo del territorio, viene autorizzato uno scempio del paesaggio. Forse la risposta è più semplice di quanto possa immaginarsi. Non è un caso che all’indomani dall’approvazione in consiglio comunale, passata con i soli voti della maggioranza, il sindaco Giaquinto è ritornato alla carica per ottenere quell’assessorato provinciale mai concessogli. Vuoi vedere che è giunta l’ora? Che fa se in cambio viene devastato il nostro meraviglioso paesaggio."

Piana di Monte Verna. Sapevate che per mettere le lampade votive al Cimitero viene pagata anche una indennità di rischio?

Il servizio lampade votive del Comune pianese rientra addirittura in un progetto, costato alla Comunità oltre 6mila euro!
Nessuno finora, poteva immaginare che dietro il servizio delle lampade votive cimiteriali, offerto (a pagamento) ai cittadini ci fosse addirittura un progetto e, soprattutto, la corresponsione di alcune indennità di rischio ed altre indicate come "specifiche" che prevede anche un fondo, nella fattispecie 6.184 euro, ma globalmente per altri progetti le risorse decentrate ammontano a 10.373,60 euro per il solo 2011, al Comune di Piana di Monte Verna. Ebbene è così, atteso che in effetti per piazzare le lampadine davanti alla nicchia bisogna stilare prima il progetto e poi...affrontare il rischio nell'avvitarle. E c'è anche un responsabile del progetto o meglio un capo progetto, perchè in ogni organizzazione degna di questo nome, bisogna che ci sia il capo progetto. Ed allora leggendo la determina dell'area tecnica numero 93 del 20 marzo scorso si evince quanto segue: "Considerato che alcuni dei dipendenti del Settore Tecnico, in base alle funzioni e incombenze di servizio attribuitegli spettano le seguenti indennità: "Ricci Francesco: Indennità di Responsabilità specifiche , di rischio e progetto di produttività lampade votive. Mazzarella Raffaele:Indennità di rischio e progetto di produttività lampade votive; Tommaselli Antonio: Indennità di rischio e progetto di produttività lampade votive; Cafararo Emilio:Progetto di produttività lampade votive; Lombardo Vincenzo: Indennità di rischio e progetto di produttività lampade votive. Che il dipendente Romano Paolo, facente parte di altro ufficio, ha partecipato al progetto lampade votive. Dato atto che tutti i dipendenti hanno diligentemente e con competenza ed autonomia realizzato tutti gli obiettivi che gli erano stati affidati, raggiungendo il 100% della loro realizzazione. Ritenuto potersi procedere alla liquidazione delle competenze relative Indennità di rischio, di responsabilità specifiche e progetto di produttività per l’anno 2011 ai dipendenti dell’Ufficio Tecnico. Liquida i seguenti importi: Ricci Francesco € 1.996,00 ( € 330,00 Indennità di Rischio + € 666,00 Progetto Produttività + € 1000,00 Indennità Responsabilità specifiche ) Mazzarella Raffaele € 996,00 ( € 330,00 Indennità di Rischio + € 666,00 Progetto Produttività ) Tommaselli Antonio € 996,00 ( € 330,00 Indennità di Rischio + € 666,00 Progetto Produttività ) Cafararo Emilio € 666,00 ( € 666,00 Progetto Produttività ) Lombardo Vincenzo: 864,00 ( € 198,00 Indennità di Rischio + € 666,00 Progetto Produttività ) Romano Paolo € 666,00 Progetto Produttività. Imputa la spesa complessiva di € . 6184,00 al capitolo 2164 “Fondo per il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi” R.P. anno 2011 ."Nella foto il luogo "rischioso" dove è stato realizzato il progetto...

Calvi Risorta. Controlli a tappeto da parte della Polizia Municipale sulla statale Casilina

Si inizia ad intravedere "la mano" del nuovo responsabile dei Vigili Urbani, dott. Fabio Remino. Elevati una ventina di processi verbali per violazione del codice della strada...
Continuano, incessanti, le attività di controllo da parte della polizia municipale, per garantire la sicurezza stradale a Calvi Risorta. I caschi bianchi, agli ordini del capitano dott. Fabio Remino, e del suo Vice Antonio Bonacci, hanno sanzionato nei giorni scorsi oltre venti automobilisti per infrazioni al codice della strada, per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, per la violazione dell’obbligo di tenere accesi i fari e, infine, violazione obbligo esibizione documentazione. I caschi bianchi si sono limitati al momento, al pattugliamento della Strada Statale Casilina, ma detta attività proseguirà nelle prossime settimane e punta soprattutto all’effetto "sorpresa", con lo scopo di far rispettare il codice della strada e garantire la tranquillità dei cittadini, assicurando con la prevenzione, il rispetto del codice della strada da parte degli automobilisti e motociclisti. I controlli saranno ripetuti e avranno carattere di rotazione e riguarderanno tutte le zone urbane ed extaurbane calene e quindi anche il centro abitato della stessa città di Calvi Risorta.
Vito Taffuri

giovedì 29 marzo 2012

La Guardia di Finanza incontra gli studenti del Liceo Quercia

Unità cinofile hanno presentato ai ragazzi il lavoro prezioso che svolgono sul campo i cani addestrati dalle fiamme gialle...
Presso il Liceo “Quercia” di Marcianise si è tenuto stamattina un interessante presentazione delle attività della Guardia di Finanza, impegnata su tutto il territorio nazionale nella salvaguardia del diritto e della civile convivenza. Il Dirigente Scolastico, il professor Diamante Marotta, ha presentato alla platea degli studenti, radunati per l’occasione nella tensostruttura, gli uomini delle Fiamme Gialle Unità Cinofila, il maresciallo Benedetto Crolla e l’appuntato Antonino Consolo, del Gruppo Pronto Impiego di Napoli, e gli appuntati Fabrizio Ferrara e Claudio Lucca, del Gruppo di Aversa. Con l’ausilio di un video i finanzieri hanno evidenziato il loro campo di azione in difesa della legalità, focalizzandosi soprattutto sulla descrizione delle modalità di contrasto al traffico degli stupefacenti. Un ruolo fondamentale è rivestito dai cani pastore tedesco, che, appositamente addestrati, consentono alla Guardia di Finanza di riportare eccellenti risultati. Con una dimostrazione “pratica”, gli studenti hanno potuto apprezzare il prezioso “lavoro” svolto dai cani “in divisa”, mai come in questa occasione “amici dell’uomo”.

Piedimonte Matese. L'Asl informa: "Per il rinnovo dell'esenzione del ticket non presentate la richiesta. Sarà aggiornato automaticamente"

Una volta tanto l'Azienda Sanitaria Locale evita grossi disagi all'utenza. Niente file allo sportello di via Ferritto, come verificatosi l'ultima volta, quando la gente si alzava all'alba per l'esenzione del ticket...
La ASL di Caserta, al fine di evitare inutili ed estenuanti file agli sportelli del Distretto Sanitario di appartenenza per il rinnovo delle esenzioni ticket 2010, in scadenza il prossimo 31 marzo , informa i cittadini inclusi negli elenchi di esenzione economica con i codici E01, E03 ed E04, che percepiscono un reddito invariato rispetto alla precedente dichiarazione, di non presentare alcuna richiesta di rinnovo. Il loro nominativo, insieme a quello di coloro che si sono autocertificati nel 2011 e nei confronti dei quali è stato riscontrato il possesso dei requisiti, sarà infatti aggiornato e inserito automaticamente nelle nuove liste degli esenti. Pertanto, prima di recarsi agli sportelli ASL si consiglia, agli aventi diritto, di verificare la posizione personale direttamente dal proprio medico curante. Per quanto riguarda il rinnovo per disoccupati e i loro familiari a carico, si ricorda che possono godere dell’esenzione, codice E02, solo coloro che abbiano cessato per qualunque motivo (licenziamento, dimissioni, cessazione di un rapporto a tempo determinato) un'attività di lavoro dipendente ed abbiano un reddito complessivo familiare inferiore a 8.263,31 euro se sono soli, 11.362,05 se hanno il coniuge, ed ulteriori 516,36 euro per ogni figlio a carico. Non può avvalersi di tale codice chi non ha mai svolto attività lavorativa, né il soggetto che abbia cessato una attività di lavoro autonomo. Sono validi fino al 30 settembre 2012 i certificati di esenzione con codice E05, reddito ISEE inferiore a 10 mila euro, ed E08, trapiantati d’organo con reddito ISEE non superiore a 22 mila euro, limitatamente ai farmaci necessari per le proprie patologie, Infine, il certificato di esenzione codice E07, previsto per i cittadini extracomunitari iscritti al Servizio Sanitario con permesso di soggiorno per richiesta di asilo politico o umanitario, rimane valido per tutto il periodo in cui sussiste il diritto. E’ bene rammentare che la veridicità delle dichiarazioni di esenzione sono controllate attraverso l’incrocio dei dati riportati nell’autocertificazione e che le eventuali violazioni sono soggette al recupero delle somme non versate e punibili secondo il codice penale.
Nella foto il Distretto Sanitario di Piedimonte Matese

Piedimonte Matese. Truffa, minacce, percosse e appropriazione indebita nei guai dieci persone

Bltiz dei Carabinieri a tutto tondo. Ad Alife un 48enne avrebbe fregato 40mila euro ad una coppia di Piedimonte Matese, mentre sempre nella città delle mura un 35enne è stato fermato alla guida del veicolo completamente ubriaco...
Una operazione dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese è stata portata a termine nelle ultime ore, con l’obiettivo principale di contrastare i reati in genere e ogni forma di illegalità. Ad agire sul territorio i militari delle Stazioni di Piedimonte, Alife, Capriati e quelli del Nucleo Radiomobile. A Piedimonte Matese L.R., 30enne è stato denunciato per i reati di danneggiamento e appropriazione indebita. L’uomo nell’atto di traslocare dall’appartamento dove si trovava in affitto, ha daneggiato alcune stanze dell’abitazione, distruggendo poi numerosi arredi, tra i quali alcuni venivano asportati impossessandosene indebitamente. Sempre a Piedimonte, tre persone appartenenti ad uno stesso nucleo familiare, M.D. 37enne, C.D. 56enne e L.D. 50enne, dovranno rispondere dei reati di minaccia aggravata e percosse. I tre, per motivi di parcheggio, hanno aggredito un pensionato, loro vicino di casa, minacciandolo di morte. Per truffa aggravata è stato invece denunciato F.S., 48enne di Alife, l’uomo attraverso artifizi e raggiri, sarebbe riuscito a prelevare illecitamente, in cinque distinte operazioni bancarie, una somma complessiva di oltre quarantamila euro da un conto corrente intestato ad una coppia di Piedimonte Matese. Ad Alife, A.R., 35enne, è stato invece sorpreso alla guida della propria auto completamente ubriaco, nei suoi confronti è scattata una denuncia per guida in stato di ebrezza alcolica, il sequestro del veicolo e il ritiro della patente di guida. Ed ancora ad Alife, A.L., 38enne di Casoria (NA), è finito invece nei guai per attività di commercio ambulante abusivo durante il mercato settimanale cittadino. L’uomo aveva messo in vendita capi di abbigliamento senza le prescritte autorizzazioni amministrative, nella circostanza sono finiti sotto sequestro circa duecento capi di abbigliamento di varie marche e diversa tipologia. Infine a Capriati al Volturno, nei pressi del locale Ufficio Postale, i militari hanno intercettato tre persone a bordo di un’auto, si tratta di P.N.,26enne, con precedenti di reato per furto e rapina, V.L., 48enne, con precedenti di reato per contrabbando e F.L. 25enne, tutti di Melito di Napoli. Il gruppetto, non sapendo fornire valide giustificazioni circa la loro presenza in quel luogo è stato fermato ed accompagnato in caserma, dove nei loro confronti è scattata una misura di prevenzione che prevede il foglio di via obbligatorio con il divieto di ritorno per la durata di tre anni.

Vitulazio. Sgominata una banda di falsari. Producevano le banconote false da venti euro/VIDEO

Sequestrate banconote per un valore nominale di due milioni di euro, ma stante la produzione tre soggetti, arrestati, arrivavano a stampare anche cinque milioni di euro al mese!!!
Scoperta in una zona periferica del comune di Vitulazio, in provincia di Caserta, una stamperia clandestina specializzata nella realizzazione di banconote da 20 euro contraffatte: era all'interno di un garage sottostante ad una anonima villetta familiare di recente costruzione. Tre gli arresti. Complessivamente, sono stati sottoposti a sequestro materiali tecnici sufficienti a riprodurre banconote false per un valore nominale di oltre due milioni di euro. Il blitz dei militari della Guardia di Finanza di Napoli all'interno della zecca clandestina e' scattato con numerose perquisizioni nell'ambito delle quali, a conclusione di lunghe indagini ed appostamenti, le Fiamme Gialle hanno individuato e arrestato in flagranza di reato due italiani (uno dei quali con precedenti specifici e gia' noto alle forze di polizia) e uno di nazionalita' albanese. I tre gestivano un vero e proprio opificio, dotato di macchinari di precisione, in grado di riprodurre, in poche ore di lavoro, mediante l'impiego di materiali di altissima qualita', un ingente quantitativo di banconote.

Dragoni. Due giovani uno del posto e l'altro di Pietravairano presi a Napoli con la droga

Il 25enne del posto ed il 26enne di Pietravairano sono stati bloccati a Secondigliano. In loro possesso i carabinieri hanno trovato hashish, cocaina, crack ed eroina. Sono originari di Piedimonte Matese...
Sono stati sorpresi “in trasferta” a Napoli in possesso di una buona scorta di droga. Adesso Daniele Fusco, venticinquenne di Dragoni, e Nino Savastano, di ventisei anni, residente nel comune di Pietravairano, entrambi originari di Piedimonte Matese e praticamente insospettabili, devono rispondere dell’accusa di detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti. Ad arrestarli, in flagranza di reato, sono stati i carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli durante un servizio di controllo antidroga eseguito a Secondigliano, in una delle piazze di spaccio più calde d’Italia. Al momento del fermo i due giovani si trovavano a bordo di un’auto, una Renault Clio, e stavano percorrendo via Cupa dell’Arco. A convincere i militari dell’Arma ad operare un controllo accurato è stato il loro atteggiamento giudicato piuttosto sospetto. Il venticinquenne ed il ventiseienne, infatti, sono sembrati piuttosto infastiditi dalla presenza della pattuglia lungo la loro strada. E’ scattato così l’ordine di alt. Alla vista della “paletta” segnaletica sventolata dinanzi al cruscotto, il conducente della Clio si è immediatamente fermato. Così i carabinieri partenopei hanno eseguito una perquisizione personale successivamente estesa all’abitacolo. Durante l’ispezione sono stati così rinvenuti in possesso dei due giovani un grammo di hashish, un grammo di cocaina, dieci grammi di eroina e otto grammi di crack. La droga è stata immediatamente sottoposta a sequestro mentre i due ragazzi sono stati accompagnati in caserma per essere sottoposti alle formalità di rito ed alle operazioni di fotosegnalamento al termine delle quali sono stati dichiarati in stato di arresto per poi essere rinchiusi nella casa circondariale di Poggioreale. Sono ora in corso le indagini per stabilire la provenienza delle sostanze stupefacenti rinvenute in loro possesso e per accertare l’eventuale destinazione.
Diego Riccio

Prata Sannita. Udienza di convalida dell'arresto per Franco Ferruccio

Anche l'autopsia per la vittima, la moglie Carmela Imundi. Stasera o al massimo domani i funerali della signora...
Udienza di convalida stamani del fermo di Franco Ferruccio (nella foto), l'uomo ritenuto responsabile dell'omicidio della moglie 52enne Carmela Imundi. Il 58enne, assistito dagli avvocati Francesco Ferraro e Daniele Lancia dello Studio Legale Ferraro&Lancia di Formia, dovrà comparire dinanzi al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Santa Maria C.V. che dovrà decidere se convalidare o meno il fermo e se tramutarlo in arresto. L'accusa sarà sostenuta dal sostituto Procuratore della Repubblica Dott.ssa Giuliana Giuliano che ha formulato per l'ex guardia giurata il capo d'imputazione di omicidio volontario. Intanto, in mattinata, si terrà anche l'incidente probatorio per la nomina del medico legale e dei consulenti di parte che dovranno assistere all'autopsia sul corpo di Carmela Imundi che dovrebbe tenersi tra il pomeriggio di oggi e la mattinata di domani presso l'Istituto di Medicinale Legale dell'Ospedale Civile "Sant'Anna e San Sebastiano" di Caserta. I risultati dell'autopsia si sapranno solo nei prossimi due o tre mesi, ma intanto l'attività investigativa dei carabinieri va avanti alla ricerca di notizie necessarie a comprendere a fondo la realtà familiare ed il tipo di rapporto che si era ormai instaurato tra marito e moglie. I funerali della donna dovrebbero tenersi presumibilmente nella giornata di domani, se la salma sarà riconsegnata ai familiari entro stasera, o al massimo, la tarda mattinata di domani, con il rito funebre che sarà officiato dal parroco don Lino Izzo nella Chiesa madre di San Pancrazio Martire, santo patrono del paese.
ep

Teano. Impiegata licenziata per assenze ingiustificate. Mancava dal lavoro per settimane senza motivare la sua ‘scomparsa’

La 45enne era in servizio presso una scuola come bidella. Il sindaco pur dispiaciuto ha fatto intendere che era una misura necessaria...
Troppe assenze senza un’adeguata giustificazione, licenziata una dipendente del Comune. Il provvedimento è arrivato dopo diversi avvisi precedenti. Mancava dal proprio posto di lavoro per intere settimane senza poi giustificare la propria assenza, gli episodi si sono susseguiti in un arco temporale piuttosto ampio, addirittura per qualche anno, e così la signora A. D. S., di circa 45 anni, si è ritrovata a casa la notifica del licenziamento. La decisione presa dal responsabile dell’ufficio del Personale non è stata facile e di certo non rappresenta per la dipendente un fulmine a ciel sereno, infatti la donna che svolgeva la proprie mansioni nella scuole di Teano occupandosi del servizio igienico-sanitario, è stata più volte informata sulle possibili conseguenze delle sue continue assenze. Dunque espletato tutto il percorso indicato dal contratto nazionale dei lavoratori per questi casi è arrivata la decisione dell’Ente, il reiterato atteggiamento della dipendente anche di fronte ai continui provvedimenti presi precedentemente ha costretto chi di competenza alla famosa lettera di licenziamento notificata ieri. Il primo cittadino Raffaele Picierno dispiaciuto dell’accaduto ha confermato, come altri, che le assenze si verificavano da anni. Del resto non c’erano alternative, il fenomeno dell’assenteismo ha ripercussioni negative sull’economia della macchina amministrativa, in primis bisogna considerare la perdita di produttività potenziale dovuta alla diminuzione della forza lavoro disponibile, in più obbliga a modificare i programmi di lavoro e ad adottare provvedimenti per sostituire il lavoratore assente. A volte ci si trova di fronte al caso in cui la condotta del lavoratore non consente la prosecuzione del rapporto di lavoro per via della lesione del vincolo fiduciario. In questo caso non è corretto parlare di assenteismo, termine con cui viene comunemente indicato il lavoratore che dopo aver timbrato il cartellino, si assenta, senza autorizzazione, dal posto di lavoro, visto che la dipendente al lavoro non vi si recava affatto senza poi dare spiegazioni.
Marisa Garofalo

Sessa Aurunca. Delitto Passaro, Arcieri sostiene che era al volante ubriaco

Il 35enne non voleva uccidere l’uomo: era in stato confusionale. Almeno questa la sua versione dei fatti che però non è stata ritenuta valida dagli inquirenti. Domani l'udienza di convalida dell'arresto...
“Non volevo ucciderlo, ero ubriaco”. Carmelo Arcieri (nella foto a sinistra) ha confessato. Il suo interrogatorio è durato fino alle 7 del mattino. Lunghe ore nelle quali il 35enne, originario di Giugliano, ma residente a Cellole da sette anni, ha provato a delineare i contorni dell’omicidio di Antonio Passaro (nella foto a destra). Arcieri si è presentato, insieme al suo avvocato Antonio Gallinaro, ai carabinieri della Compagnia di Sessa Aurunca, guidata dal capitano Mattia Mulloni. La convalida del fermo del 35enne è stata, invece, fissata per la giornata di domani. Nel corso dell’interrogatorio, durato per l’intera notte tra martedì e mercoledì, Arcieri, ascoltato dal sostituto procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Gerardina Cozzolino, ha sostenuto di aver investito Passaro involontariamente in quanto in quel momento era completamente ubriaco e in stato confusionale per un malore improvviso, avvalorando questa tesi col suo arrivo all’ospedale di Sessa Aurunca. Gli investigatori, però, non gli hanno creduto e lo hanno sottoposto a fermo per il reato di omicidio volontario. Passaro è stato, infatti, condotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Decisive per la posizione delle forze dell’ordine alcune testimonianze acquisite nella mattinata di martedì e le immagini delle telecamere di videosorveglianza della vicina banca. Proprio quelle registrazioni, infatti, hanno evidenziato la presenza di un’Alfa 156 Sw di colore grigio passata per due volte in corso Freda la notte dei fatti. La stessa auto che sarebbe stata ritrovata due giorni dopo dalle forze dell’ordine. In occasione del secondo transito, le immagini della telecamera hanno evidenziato chiaramente il passaggio dell’Alfa subito dopo quello di Passaro. Dopo pochi metri Passero è stato investito dalla stessa auto che è salita sul marciapiede ed ha attinto la vittima, caricandola e poi scaraventandola al suolo. Anche i risultati dell’esame autoptico hanno accertato che Passaro sarebbe morto non per le ferite riportate nella colluttazione, ma perchè investito da un’auto. Non a caso sul corpo della vittima furono trovate tracce di pneumatici. Arcieri ritiene in maniera non voluta, gli investigatori no. Passaro fu trovato la notte di martedì della scorsa settimana in un lago di sangue. La notte seguente Passaro morì per le ferite riportate la notte precedente.
Carmine Di Resta e Andrea Terracciano