martedì 31 gennaio 2012

Sorpreso a rubare al Centro Commerciale Campania, aggredisce vigilantes con calci e pugni

Un 43enne originario della Serbia (ove era ricercato) decide di andare a rubare presso un negozio nell'ambito del Centro Commerciale e aggredisce i vigilantes una volta che questi lo scoprono...
Nella serata di oggi i Carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere hanno tratto in arresto per il reato di rapina impropria Pavlovic Goran nato in Serbia nel 1968, dunque 43enne, ed in Italia senza fissa dimora. Il predetto, accortosi di essere stato sorpreso a trafugare capi di abbigliamento del valore complessivo di euro 220 circa all’ interno del negozio denominato “Decathlon” del centro commerciale “Campania” di Marcianise, tentava di sottrarsi al controllo di due addetti alla vigilanza di quell’ esercizio commerciale inizialmente provando a fuggire e successivamente, vistosi raggiunto, aggredendoli con calci e pugni, prima di essere bloccato all’arrivo dei militari. A seguito di accertamenti in banca dati, al citato Pavlovic veniva anche notificato un provvedimento di cattura internazionale diramato dal tribunale di Cacak (Serbia) poiché il fermato si e’ in passato reso responsabile di un altro furto aggravato anche nel proprio paese di origine. Arrestato sarà giudicato con rito direttissimo nella mattinata di domani.

Piana di Monte Verna. Controllo del territorio e vigilanza alla Polizia Municipale? Dilettanti allo sbaraglio...

Non vuole essere un rilievo ai tre agenti 50enni che prestano servizio presso il Municipio, bensì una mera constatazione. Tre persone, disarmate, sprovviste di radio efficienti e senza auto dovrebbero combattere quel nugolo di delinquenti che circolano per il paese? Siamo alla frutta! Così un cittadino pianese ci scrive...
Ieri abbiamo pubblicato le disposizioni impartite dall'assessore delegato alla sicurezza del Comune di Piana di Monte Verna, Agostino Ferrajuolo, il quale ha stabilito di concerto con il sindaco Raffaele Santabarbara alcune novità per ciò che attiene il servizio espletato dai Vigili Urbani in forza al locale Comando. Un cittadino di Piana di Monte Verna, che ha firmato la presente, pur chiedendo di restare anonimo, ma a disposizione di chi volesse ulteriori chiarimenti in ogni sede, ci scrive:
"""Egregi redattori, leggo che l'assessore Agostino Ferrajuolo impartisce nuove disposizioni ai Vigili Urbani del paese, chiedendo loro in qualche modo di contribuire a prevenire atti illeciti e criminosi sul territorio. Delle due una: o Ferrajuolo non ha consapevolezza di come si attua una politica di prevenzione e repressione nei confronti di coloro che delinquono, e qui ho dei dubbi, atteso che egli è un agente di polizia già da tanti anni, oppure ha voluto così buttare altra polvere negli occhi dei suoi concittadini. Con tutto il rispetto per la comandante Teresa Di Monaco e per i suoi due agenti Sasà Mastroianni e Filippo Mastroianni, tutte persone oneste e rispettabilissime sul piano umano, io mi chiedo e vi chiedo, sul piano professionale quale apporto possono fornire tre persone 50enni, senza armi, senza un manganello e soprattutto comandati in servizio isolato e appiedato per le vie di una Piana di Monte Verna stradeserta? E poi l'assessore Ferrajuolo che asserisce nella sua missiva "possono contare anche sul sottoscritto..." Quando? Dove? Lei è onnipresente sul territorio? A me non risulta! E allora, (anche voi di caiazzorinasce.net che avete provveduto a divulgare una simile castroneria PERCHÈ E' UNA CASTRONERIA!), perchè si continua a buttare fumo negli occhi, soprattutto alle persone semplici, anziane e indifese? Sapete perchè dico ciò? Perchè mia zia che ha 77 anni e gode di ottima salute, questa mattina mi ha testualmente detto: "Che non dobbiamo più preoccuparci perchè il giornale dice che i controlli per il paese sono aumentati e li fanno pure i vigili!" Ecco l'unico risultato che avete creato, infondere una "non veritiera" sensazione di sicurezza nelle persone più semplici. Il sindaco Santabarbara perseguì lo scorso anno una via più che mai valida, rivolgendosi al Prefetto. Alle prime avvisaglie e soprattutto "ritorsioni" non doveva fare il passo indietro, anzi, se necessario, rilanciare e rivolgersi anche al Ministro degli Interni, insomma gonfiare il petto in faccia a questi strapagati dirigenti e politici, senza farsi intimidire da azioni che l'intera Comunità ha già classificato per quelle che sono. Invece si parla di un agente che pattuglia il paese a piedi (voglio immaginare Sasà o Filippo da soli a discutere con un manipolo di zingari e truffatori o Teresa placcare qualche ladro che agisce in maniera indisturbata per il paese), la macchina che va a Villa Santa Croce un paio di volte la settimana e i controlli in via Masseria Corte che ogni giorno diventa sempre di più un budello, inaccessibile e pericoloso. Avete caricato solo la responsabilità su tre impiegati dello Stato, facendoli assurgere dalla sera alla mattina (e magari pretendendolo pure) che si trasformino in una sorte di "Starsky e Huthc" all'italiana. Ma siamo seri! Organizzate incontri, manifestazioni e mettete in condizione il Comando dei Vigili di portare a termine l'ordinario, perchè lo straordinario non fa per loro. E questa chiosa finale non vuole essere ne una critica e ne tantomeno una mancanza di rispetto nei confronti dei tre agenti che in cuor loro lo sanno benissimo che la lettera di Ferrajuolo è un capitolo del "Libro dei Sogni". E sono consapevoli pure che gli avete scaricato addosso una patata bollente. Ho esercitato il diritto previsto dall'art.21 della Costituzione e continuerò nei prossimi giorni ad esercitarlo. Sono un contribuente di Piana di Monte Verna e nei prossimi giorni mi rifarò vivo..."""
LETTERA FIRMATA
LEGGI L'ARTICOLO CORRELATO, LE DISPOSIZIONI DELL'ASSESSORE FERRAJUOLO...

Piedimonte Matese. Rinvenuto dal personale dell'Asl un vero e proprio cimitero di bovini ed equini macellati clandestinamente

Il problema riguarda la salute pubblica dei residenti del Matese. Infatti il sospetto è che la carne di questi giovani puledri, uccisi a colpi di pistola, sia stata immessa sul mercato locale e potrebbe causare gravi danni non solo all'economia, ma anche appunto danni alla salute. Indaga il Corpo Forestale dello Stato...
Un autentico cimitero di resti animali situato lungo uno dei sentieri CAI più suggestivi che, portano da Piedimonte Matese al Monte Cila, è stato lo spettacolo apparso ai dirigenti del Servizio Veterinario dell’amena cittadina. Una scoperta che è stata resa possibile grazie all’estrema sensibilità di alcuni componenti di un’associazione ambientalista matesina. Il luogo del ritrovamento è un’area di circa 300 metri quadrati in zona montuosa, estremamente impervia, in cui sono stati rinvenuti, complessivamente, duecento chilogrammi di resti animali equini e bovini. I primi rilievi medico-legali effettuati dai veterinari del Distretto sanitario 15, coordinati dal dott. Anastasio Napoletano, hanno evidenziato che i resti appartengono prevalentemente a giovani puledri di circa un anno di età, verosimilmente macellati clandestinamente con successiva immissione delle stesse carni nei circuiti commerciali della zona, eludendo il controllo sanitario. Particolare ancora più raccapricciante fornito dai medici veterinari è stato il rilievo di fori, a livello dei crani equini rinvenuti, ascrivibili a proiettili di arma da fuoco. Il dott. Napoletano ha così commentato l’accaduto “è amareggiante constatare come di fronte all’impegno crescente che i veterinari infondono nella salvaguardia della tutela del consumatore, malgrado le croniche carenze di personale e fondi, possano verificarsi atavici rituali di macellazione clandestina e maltrattamento animale”. Prosegue intanto, congiuntamente al Corpo Forestale dello Stato, coinvolto per le specifiche competenze, l’azione finalizzata al sequestro e alla rapida bonifica dell’area interessata al ritrovamento, a salvaguardia e tutela della salute pubblica, della fauna domestica e soprattutto selvatica. Gli aspetti di tutela del territorio trovano sempre pronti e sensibili i dirigenti del Servizio Veterinario, aldilà degli specifici compiti assegnati, come dimostra l’opera prestata negli scorsi anni nelle severe emergenze verificatesi all’interno del territorio del Parco Regionale Matesino.

Fabbrica di scarpe clandestina nel casertano. Arrestato un cinese

Wu Yijan aveva affittato regolarmente una villetta a Casal di Principe. Risulta regolarmente residente a Trentola Ducenta ed aveva allestito una fabbrica con tutti i suoi connazionali assunti in nero. Ogni solo i cinesi di Napoli città, inviano 88 milioni di euro nella madre patria...
In una villetta di Casal di Principe aveva allestito una fabbrica di scarpe e gli alloggi per i dipendenti, tutti connazionali e tutti impiegati a nero. Un 42enne cinese, residente a Trentola Ducenta, in provincia di Caserta, e' stato arrestato dai carabinieri per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e sfruttamento di manodopera clandestina. I militari hanno fatto irruzione nella villetta di via del Pozzo che Wu Yijan aveva affittato regolarmente. Nel garage sono stati trovati sei cinesi, tre dei quali clandestini, intenti a lavorare pellami per calzature; tutti avevano un alloggio, trovato in pessime condizioni igienico sanitarie, al piano superiore. L'abitazione e tutte le attrezzature dell'opificio clandestino sono state sequestrate (ft).
UN GIRO DI AFFARI SOLO PER I CINESI DI NAPOLI INCREDIBILE. L'ULTIMO ANNO HANNO INVIATO NEL LORO PAESE PROFITTI PARI A 88 MILIONI DI EURO - Nemmeno la crisi li ferma. I cinesi di Napoli continuano a fare impresa, e le loro attività aumentano mese dopo mese. I dati forniti dalla Camera di Commercio per la chiusura del 2011 parlano chiaro: il maggior incremento di aziende sotto il Vesuvio ha una chiara matrice asiatica, capace ormai di assorbire oltre il 10% del comparto commerciale partenopeo. Un mercato che riesce a sfamare non solo gli immigrati cinesi presenti in provincia, ma anche i loro familiari rimasti nel paese d’origine, visto che le rimesse che da Napoli viaggiano verso Pechino sfiorano i 90 milioni di euro all’anno. C’è dunque il segno positivo nell’analisi dell’imprenditoria made in Cina, almeno per quanto riguarda la capacità di impiantare nuove attività. Il 2011 appena concluso ha fatto registrare un importante traguardo, con il superamento delle 2mila imprese cinesi presenti nell’intera Campania: 2082, per la precisione, con un incremento in dodici mesi pari al +10,8% (203 in più). Di queste aziende, oltre 1800 si tramutano in attività commerciali all’ingrosso e al dettaglio, mentre le industrie manifatturiere, perlopiù piccole, si fermano a 172 unità. Il resto è rappresentato da piccoli alberghi, ristoranti, qualche centro servizi (telefonia, trasferimenti capitale) e da un gruppetto (18) di imprese di costruzione. Il grosso è indubbiamente rappresentato dal commercio, comparto all’interno del quale è senz’altro più facile produrre nuovi investimenti, puntando sulla vendita low cost di vestiario, giochi e accessori per la casa. Napoli e Provincia, estrapolate dal quadro campano, vivono ancora più profondamente l’espansione dell’economia cinese, visto che proprio sul territorio partenopeo si concentra la stragrande maggioranza della comunità asiatica regionale. Basti pensare che, a fronte dei circa 5mila cinesi (regolari, ndr) residenti nel Napoletano, attualmente sono in attività ben 1.609 imprese. Queste, rispetto al 2010, nell’ultimo anno sono aumentate addirittura del 24%, e se confrontate con l’intero comparto commerciale partenopeo lo vanno a coprire per oltre il 10%. Numeri che distanziano ampiamente la comunità cinese da quelle degli altri immigrati: «Il maggior numero di titolari in attività proviene senza dubbio dalla Cina, visto che sono il 24,3% del totale dei titolari extracomunitari – spiegano dalla Camera di Commercio di Napoli – A distanza seguono il Marocco con 1026 titolari (15,5%) il Bangladesh con 601 (9,1%) e il Pakistan con 563 (8,5%)». Va anche detto che i negozi e le aziende cinesi vedono un cospicuo numero di titolari donna (quasi la metà del totale), che in proporzione crescono di pari passo con gli uomini. «L’espansione delle attività cinesi va senz’altro vista in controtendenza rispetto alla crisi – spiega Angelo Bruscino, presidente di Confapi Giovani Napoli e promotore dell’associazione interculturale Grandangolo –. D’altra parte le loro aziende riescono ad avere ancora proposte di prezzo basse per i consumatori, anche se questo va a svantaggio della qualità. Il vero problema però riguarda la loro fossilizzazione sull’ambito puramente commerciale. Rispetto ad altre regioni, come l’Emilia e la Toscana, la Campania non ha visto la nascita di industrie cinesi capaci di smuovere seriamente l’economia e di favorire anche la ricchezza del territorio. Abbiamo praticamente solo negozi e attività all’ingrosso». Sono tempi duri per tutti, gli imprenditori cinesi puntano, per ora, a garantirsi la mera sopravvivenza economica e familiare, ma gli incassi non mancano. I dati della Banca d’Italia parlano di oltre 88 milioni di euro di rimesse che dalla provincia di Napoli si dirigono in estremo oriente. Cifre di gran lunga superiori a quelle di altre comunità che sarebbero anche più numerose, come gli ucraini, che spediscono a casa 19 milioni l’anno, o i romeni, che si fermano a 18 milioni e 700mila euro.
Livio Coppola

CAMORRA/ Estorsioni a imprenditori edili, 4 arrestati facenti parte del clan Menditti

Giuseppe Fisio, Andrea, Alessandro e Fabrizio Menditti sono stati ammanettati stamani dalla Squadra Mobile di Caserta. I quattro arrestati all'alba di oggi dagli agenti della Squadra mobile di Caserta costrinsero l'amministratore di un locale a pagare mensilmente una tangente di 200 euro. Alla vittima si presentarono "come i soggetti che comandavano nella zona" scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare a carico di Alessandro Menditti di 38 anni, Andrea Menditti di 37, Fabrizio Menditti di 33 e Giuseppe Fisio, 35. L'imprenditore nel giro di qualche tempo pero' vide aumentare sensibilmente quella somma di 200 euro, portata poi addirittura a 5 mila euro mensili.
La Squadra Mobile di Caserta ha eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip del Tribunale su richiesta della D.D.A. partenopea, nei confronti di Alessandro, Fabrizio e Andrea Menditti più Giuseppe Fisio, in relazione al reato di estorsione continuata, aggravata dalla metodologia mafiosa, nei confronti di elementi di spicco del clan Menditti, attivo nel comprensorio di Caserta, Marcianise (CE) e l'intera area metropolitana contigua al capoluogo, alleato dei Belforte di Marcianise (CE). Le indagini della Polizia di Stato, coordinate dalla Procura Antimafia di Napoli, che gia' lo scorso dicembre avevano portato all'esecuzione di altre 11 misure restrittive nei confronti dei vertici del citato clan, hanno ulteriormente confermato la prepotente ascesa dei ''Menditti'', favorita dal progressivo indebolimento del clan Belforte, detti ''I Mazzacane'' di Marcianise (CE), scompaginato a seguito dell'arresto dei suoi capi storici e dalla scelta di collaborare con la giustizia di alcuni esponenti di spicco dell'organizzazione, ma protagonista negli anni 90' di una sanguinosa faida con l'opposto clan ''Piccolo'' con i quali, originariamente, gli stessi Menditti erano alleati. Il prosieguo delle indagini, infatti, ha svelato il coinvolgimento dei destinatari delle misure cautelari eseguite oggi in diffuse attivita' estorsive, in danno di imprenditori edili e del settore del noleggio videogiochi, che risultano particolarmente remunerativi per le organizzazioni camorristiche. In particolare, la misura cautelare ha messo in luce un'ulteriore vicenda estorsiva, commessa dal 2005 ad oggi, contro un affermato imprenditore, operante nel settore del noleggio dei videogiochi, costretto a pagare mensilmente un rateo estorsivo di 5000 euro.
I quattro arrestati all'alba di oggi dagli agenti della Squadra mobile di Caserta costrinsero l'amministratore di un locale a pagare mensilmente una tangente di 200 euro. Alla vittima si presentarono "come i soggetti che comandavano nella zona" scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare a carico di Alessandro Menditti di 38 anni, Andrea Menditti di 37, Fabrizio Menditti di 33 e Giuseppe Fisio, 35. L'imprenditore nel giro di qualche tempo pero' vide aumentare sensibilmente quella somma di 200 euro, portata poi addirittura a 5 mila euro mensili.

Dragoni. Blitz dei Carabinieri contro gli infortuni sul lavoro e l’occupazione di lavoratori in nero, impresa edile finisce nei guai.

In azione i Carabinieri di Alvignano, retti dal Luogotenente Marsilio, unitamente a militari del N.I.L - Nucleo Ispettorato Lavoro...
Nel corso di una vasta operazione predisposta dalla Compagnia Carabinieri di Piedimonte Matese, per tutelare la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro e contrastare il fenomeno dell’occupazione di lavoratori in nero, sono stati passati al setaccio numerosi cantieri edili, tra i comuni di Piedimonte Matese, Alife, Alvignano e Dragoni. E proprio in quest’ultima località, i militari della Stazione di Alvignano insieme a quelli del N.I.L. Nucleo Ispettorato del Lavoro, hanno riscontrato la presenza di un cantiere edile privato, nella zona industriale, ove è stato accertato l’impiego di lavoratori in nero, cioè non regolarizzati in misura superiore al 20% dei dipendenti della ditta. Per questi motivi è stato emesso un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale sul cantiere e sono state contestate nei confronti del rappresentante legale una serie di sanzioni amministrative per la predetta violazione. I controlli hanno riguardato anche la prevenzione degli infortuni sul lavoro, tra i quali la presenza di adeguate impalcature o ponteggi, la presenza di idonee protezioni atte ad evitare la caduta dei lavoratori, l’assenza di materiali vari posizionati in maniera disordinata in modo da non intralciare il passaggio con grave pericolo per i lavoratori, la presenza di idonei dispositivi di protezione individuale e la corretta redazione di tutta la documentazione prevista dal piano operativo di sicurezza del cantiere. Ulteriori verifiche in questo senso sono tuttora in corso da parte dei Carabinieri.

Piedimonte Matese. Ecologia Umana dell'Ambiente nell'Alto Casertano. Un recosonto storico - culturale davvero interessante

Giuseppe Pace, con un articolato discorso, illustra il modo di vivere dei cittadini - residenti del Matese ed in particolar modo nel capoluogo, Piedimonte, anche con aneddoti e curiosità. Uno scritto da leggere tutto di un fiato...
L’ambiente attuale del vasto territorio casertano, esteso 2.639 kmq, è multiforme e appare, non solo ai suoi oltre 900 mila residenti (con densità di oltre 350 kmq in area pianeggiante e meno di 100 sul Matese), ma anche a soprattutto ai presenti e ai turisti, diverso socialmente, economicamente e tradizionalmente. Esso va da un’ampia superficie pianeggiante dell’antica Terra Laboris o fertile, intorno a Caserta, con tanti comuni, tra i quali, Maddaloni, Capua, Mondragone, Aversa, Casal di Principe, ecc. a Teano, Caianello e Sessa Aurunca sui monti Aurunci e al preappennino campano con: Pignataro Maggiore, Triflisco, Piana di Monte Verna, Liberi, Castel Campagnano, Castel di Sasso, Caiazzo, ecc. fino all’area matesina. Quest’ultima ha la città di Piedimonte Matese, epicentrale di un vasto territorio che va da Capriati al Volturno, che confina con Venafro a Gallo Matese, Letino, San Gregorio Matese e Castello Matese, che, confinano con il Molise e continua con Gioia Sannitica, che confina con il beneventano matesino. Piedimonte, di quasi 12 mila residenti, è punto di riferimento amministrativo, economico e scolastico-culturale di quasi 100 mila persone. Piedimonte ha un ambiente densamente abitato solo nel suo ristretto territorio pedemontano matesino nella confluenza della bassa valle del Torano con quella Paterno. A nord sul Matese ha il territorio dell’antico feudo dei nobili locali, i Gaetani dell’Acquila d’Aragona e Conti di Laurenzana (uno di questi è stato compagno di classe dello scrivente). A sud confina con la più antica, pianeggiante e vicinissima Alife ancora con splendide mura romane nelle quali vivono quasi 8 mila residenti. A Piedimonte l’ambiente sociale non è più di paese, ma nemmeno di città. Per i piedimontesi doc, anche se diplomati e più di qualcuno pure laureato, la comunità locale è stata invasa dai forestieri, meno affezionati ai problemi piedimontesi (mi sussurra un indigeno doc, mio compagno di classe nel 1963). Per i forestieri, invece, i loro concittadini doc, sono spesso “falsi e cortesi”. In realtà, a parte i pregiudizi, vivono entrambi un’atmosfera sociale di transizione tra il piccolo centro e quello grande come Caserta e Napoli, città collegate dal 1914 dal trenino della ferrovia alifana, esaminata nel saggio del colto dr. G.G. Caracciolo, che non è un piedimontese doc. Oltre 5000 alunni frequentano le scuole a Piedimonte e moltissimi sono i professionisti delle più varie arti liberali, che vi risiedono o fanno i pendolari dai circa 50 comuni epicentrali. Questa cittadina ma anche il vasto territorio della valle del medio corso del fiume Volturno è stata descritta dal compianto prof. Dante Bruno Marrocco, morto nel 2006 a 91 anni. Oggi la sua creatura culturale, l’Associazione Storica Medio Volturno, appare in più silente fervore di attività culturali. Egli rinominò la paterna (il padre Raffaele ne fu un attivo fondatore e scrittore, a lui è dedicato oggi il Museo Civico locale) Associazione Storica del Sannio Alifano del 1915 in Medio Volturno del 1965, mentre dopo propose ed ottenne anche, da filosofo e letterato campanilista e borbonico, il cambio del predicato Alife con Matese: i politici, che a Piedimonte avevano più elettori, approvarono l’errore storico. Il prof. Marrocco è stato ricordato, anche per i suoi meriti, nel mio recente saggio “Piedimonte Matese e Letino tra Campania e Sannio”, al quale si rimanda il lettore, ma che non pare interessi gli attuali politicanti in auge a Piedimonte, visto che non rispondono alle mie e mail: il Sindaco e 2 Assessori. Forse non sono stato abbastanza accorto nell’osannarli e addirittura mi sono permesso di criticarli. Ma vediamo l’Ecologia Umana, di cui il mio saggio citato ne è un applicazione. L’Ecologia Umana, in Italia, ha pochi cultori. Essi sono soprattutto in pianura Padano-Veneta, dove all’Università di Padova, chi scrive vi frequentò un interessante corso biennale postlaurea di valenza internazionale e con altre 8 università europee. In Italia, rispetto alla cultura anglosassone ad esempio, è più marcato il solco tra cultura umanistica e scientifica. Da noi lo sviluppo ambientale viene inteso quasi negativamente, mentre da loro si intende positivamente come “maturazione ambientale”. L’Ecologia Umana è come una sorta di ponticello, a doppio senso di marcia, dove transitano, dopo essere state selezionate dall’Ecologo umano, le conoscenze settoriali delle scienze naturali e di quelle umane. Le scienze naturali, tra le altre, sono: zoologia, antropologia, botanica, biologia, medicina, fisica, chimica, ingegneria, geologia ed ecologia (animale, vegetale, forestale, agraria, generale, ecc.). Le scienze umane, tra le altre, sono: religione, letteratura, linguistica, giurisprudenza, sociologia, psicologia, filosofia.
Le discipline umanistiche, in particolare, sono molto più vicine alla sensibilità generale e dei contemporanei, ma lo sono state ancora di più con le generazioni del passato remoto e prossimo. Nel Medio Evo, ad esempio, era dominante non la chimica, sostituita dall’alchimia, la medicina dalla magia come ancora domina in alcuni ambienti e territori africani, ma anche nelle nostre avanzate società con sette, fattucchiere e maghi a iosa. In alcune province del settentrione, ad esempio, si citano dati raccapriccianti: 30% dei residenti si rivolge ai maghi e altri impostori come la premiata trasmissione "Striscia la Notizia" documenta spesso. La locuzione latina Felix qui potuit rerum cognoscere causas, tradotta letteralmente, significa fortunato colui che ha potuto conoscere le cause delle cose. (Virgilio, Georgiche, lI, 489). Virgilio chiama beato chi sa elevarsi oltre la mentalità ed i pregiudizi del volgo, spaziando in un’atmosfera superiore. La vera sapienza è infatti definita in questo modo: “cognitio rei per causas” (Conoscenza della cosa attraverso le cause). Dal tempo di Virgilio al nostro, né è passata di acqua sotto i ponti! Il nostro ponte metaforico dell’Ecologia Umana non è molto transitato nei due sensi di marcia per paura di voli pindarici nel sottostante fiume, denominato tuttologia. Tale fiume, pure metaforico viene navigato troppo dai mass media e soprattutto dalla classe degli “sprovveduti” politicanti, di tutti i partiti, del nostro tempo. Le conoscenze settoriali sia delle prime scienze che delle seconde, non possono permettersi di studiare da sole l’ambiente, che è un insieme di natura e di cultura. Ecco che non l’Ecologia, ma quella Umana può tentare un approccio realistico del complesso ambiente biofisico e sociale di un determinato territorio. Una qualche sperimentazione chi scrive l’ha tentata in più territori sia italiani che stranieri e in tutte e 4 le coordinate geografiche (nord, sud, est ed ovest) senza dare peso eccessivo ai luoghi comuni e alle tradizioni. L’Ecologia Umana dunque permetterebbe un’analisi territoriale ed ambientale meno approssimativa di altre scienze naturali e umane. Essa potrebbe trovare più spazio ad una certa età quando l’esperienza si coniuga meglio con la saggezza? Non sempre se l’operatore o l’Ecologo umano è vissuto in un ambiente ristretto, dove prevale la cultura dominante locale e gli integrali condizionamenti ambientali di un determinato territorio. Il sistema ambiente è un insieme di relazioni che escono ed entrano da un determinato territorio, amministrato da uno o più Enti Locali, spesso doppioni burocratici come sono oggi le Province e forse anche un po’ le Regioni, salvando i comuni per un consolante attaccamento al passato. Un anno d’insegnamento in una piccolissima regione meridionale, hanno consentito a chi scrive di osservare il rifiuto dei giovani studenti, a maggioranza, dell’ambiente sociale del proprio paesetto. Si registrava la tendenza a migrare, lontano da quasi tutte le 136 comunità civili e in città, più nel genere femminile che maschile. Forse quei giovani vedevano la tradizione in modo negativo e con occhi pieni di immagini (televisive soprattutto) di altri territori, dove le tradizioni sono quasi sparite da più decenni. Era il 1989 e allora relazionai, a giovani guide turistiche molisane, di “Punti di attrazione turistica del Matese”, e a Tecnici ambientali di “Ecologia Umana dei monti del Matese e di galleria di valico del Matese”. La galleria proposta è stata riportata sul sito web PIEDIMONTE MATESE con il Museo Civico, che langue in schermagli politichesi locali. Il Matese, montagna di Napoli secondo alcuni e cuore del Sannio secondo altri, abbraccia parti di 4 territori provinciali: CB, IS, BN e CE. In sociologia spesso, si sostiene che gli ambienti delle città e soprattutto delle metropoli sono più aperti al nuovo di quelli paesani, ma alcuni sociologi come il francese L. Strauss ed altri propongono ”Il ritorno al villaggio”o più in generale ai più lenti ritmi naturali e circadiani come nel film ambientato in Siberia, Derz. Upzala, oppure nel recente romanzo dell’americano-africano Paul Boweles. In tempo di crisi internazionale ed occidentale, come quella attuale, sembrano prevalere i consiglieri del ritorno al villaggio, ma dimenticano che l’uscire dal villaggio globale non significa andare al piccolo paese, da dove ancora si continua a migrare, quasi scappando per altri con più servizi sociali, vedi: Ciorlano, Letino, Gallo M., Liberi, Valle Agricola, ecc.. Globalizzazione e localizzazione appaiono oggi due volti della stessa medaglia. Nei grandi magazzini si trovano merci a più basso costo dei piccoli negozi, che, invece, resistono e prosperano solo se vendono merci di qualità più elevata anche se a costi più alti. In tempo di crisi però la globalizzazione impera ancora di più e si espande anche negli ambienti e territori ad economia meno avanzata. La Provincia di Caserta, purtroppo, risulta spesso in fondo alla graduatoria che periodicamente Il Sole 24 Ore pubblica. La città di Caserta, cresciuta del 40% circa dopo il luttuoso “terremoto del cratere” del 1980, ha oggi quasi gli stessi problemi endemici di Napoli metropoli: caos del traffico, immondizia per strada e non riciclata, elevata instabilità amministrativa, invadenza partitocratica con sottobosco clientelare e familismo notevoli. L’area epicentrale di Piedimonte Matese, invece, appare, non a tutti, ancora abitata da molte persone più sobrie nello stile di vita, più ordinatamente in fila negli uffici e a scuola, più attente al mantenimento della parola data e degli impegni leciti assunti. Tale sobrietà e semplicità appare meno presente a Piedimonte-Castello-San Gregorio-San Potito, rispetto ad Alife, Dragoni, Baia Latina, Alvignano, Caiazzo, Ruviano, Caiazzo, Piana di Monte Verna, Capriati al Volturno, Ciorlano, Fontegreca, Prata Sannita, Pratella, Gallo Matese, Letino, Aialano, Valle A., Raviscanina, Sant’Angelo d’Alife (unico paese dove il predicato Alife è rimasto, mentre a Piedimonte, Castello e San Gregorio lo hanno sostituito con Matese). Luigi Cimino, ex Sindaco di Valle Agricola e scrittore matesino, nel saggio “Sprazzi sul Matese”, pubblicato dalla locale Comunità Montana circa 40 anni fa, scriveva che vi era stata una sorta di Piedimontesizzazione del Matese occidentale. In realtà lo viluppo vorticoso dell’epoca del miracolo o boom economico-sociale italiano(1953-73) era stato più vistoso a Piedimonte d’Alife, dove vi era la quasi la massima occupazione(cotonificio, centrale elettrica, cartiera, scuole di ogni ordine e grado, esclusa l’università, 2 ospedali, molti Uffici pubblici decentrati da Caserta, ecc.). Fu allora che Piedimonte, d’Alife (nata da Alife dopo le incursioni dei Saraceni) prima e Piedimonte Matese poi (1970), perse il carattere quasi paesano per divenire quasi cittadino con flussi crescenti di relazioni interne(tra piedimontesi nativi e non) e verso l’esterno(pendolarismo, maggiore commercio di merci e servizi). I politici dell’ambiente casertano, ma dell’antico territorio del Sannio o matesino-alifano- piedimontese, divisi negli schieramenti dell’epoca, apparivano meno dipendenti dal voto della vasta area pianeggiante casertana. Il collegio senatoriale era Piedimonte-Sessa Aurunca. Lo stesso Sen. D.C., Giacinto Bosco, in giovane età si laureò ed ebbe la cattedra giuridica all’Università e poi sedette in Parlamento. A Piedimonte allora, primeggiava il politico D. C., dr. Dante Cappello, che fu più volte Consingliere in Regione e 1 volta anche Deputato (votato anche dall’area a sud di Caserta), oggi appellato ”patriarca” dai suoi ex e neo elettori (il nipote fa il Sindaco DS a Piedimonte). Presiedeva allora la Comunità Montana Matese, con sede a Piedimonte, l’avv. ed ex Sindaco d’Alife Giovanni Fappiano, sostenitore della Regione Sannio o Molisannio anche per le popolazioni residenti nella vasta area matesina fino a Caiazzo. A Fappiano e ad altri innamorati del Sannio fu intimato allora dai politici di non indicare il Sannio, ma Caserta e Napoli le “stelle polari” di riferimento per Piedimonte e il suo vasto epicentro. Insomma altra epoca? Oggi un gruppo di piedimontesi, alcuni vecchi altri giovani, associati e liberi, chiedono, di nuovo, il Sannio per il matese casertano e intanto c’è chi si preoccupa a preparare il non facile rito delle primavere sacre e della fondazione di Bojanum vetus, VER SACRUM (lo scrivente nel 2006 fece il Sacerdote Sannita nella X edizione di Bojano), sulle sorgenti del Torano, dove i Sanniti celebravano il rito della fecondità e ai Campi di Marte a Bojano riunivano le tribù federate in caso di necessità, soprattutto per le tante battaglie delle 3 guerre sannitiche e di quella delle Forche Caudine del 321 a. C.. Si ricostruirà il “nostro” Sannio come Regione amministrativa e non solo storica, tanto caro ai molti studiosi locali? Chi vivrà vedrà!
Giuseppe Pace

Alvignano. La cittadina Regina della birra a febbraio e marzo con il Master of Food

Un vero e proprio stage che si svolgerà presso la pizzeria Elite di Rossi, ubicata in Corso Umberto I° . Tra i docenti Gianluca Polini, molto affermato nel settore...
Master sulla Birra ad Alvignano organizzato dalla condotta Slow Food Volturno, in collaborazione con la pizzeria “Élite”. Il ristorante che, con ai fornelli Pasqualino Rossi, ha raggiunto livelli qualitativi particolarmente apprezzati. Lo stage rappresenta una ulteriore conferma per la ricerca, da parte della pizzeria “Élite”, del raccordo tra bevanda e pasto per una migliore intesa. Nel caso specifico lo studio della birra, con la sua storia e tradizione millenaria. Anche perché probabilmente è la più antica bevanda alcolica dell’umanità: già presso i Sumeri, pare, tutti i ceti sociali avevano diritto a una certa quantità di birra. Con la particolare attenzione dovuta altresì al fatto che oggi è la bevanda più diffusa tra i giovani. Pensando pure che, con la sua relativa facilità di produzione, se ne è sviluppata la diffusione in moltissimi luoghi diversi per geografia, storia, cultura. Le lezioni il 15 e 22 febbraio e 7 e 14 marzo. Si parlerà di materie prime, di tecniche produttive, di stili e geografia, senza trascurare le modalità di conservazione, di servizio, la scelta dei bicchieri e gli abbinamenti. Durante il Master of Food si avrà la possibilità di assaggiare una ventina di birre, italiane e non. Le lezioni si svolgeranno presso la pizzeria “Élite Rossi” di Alvignano e saranno condotte da Gianluca Polini, esperto-docente Master of Food.
Vincenzo Corniello

Piedimonte Matese. Sciopero degli operatori ecologici il 7 febbraio prossimo. Raccolta dei rifiuti a rischio

Gli addetti alla raccolta dei rifiuti lamentano ancora spettanze arretrate. Continua il braccio di ferro tra i Comuni ed il Consorzio Unico di Bacino...
Sciopero di massa dei netturbini il prossimo 7 febbraio. A scatenare la protesta degli operatori ecologici è stato il mancato pagamento degli stipendi di dicembre da parte del Consorzio Unico di Bacino che, non avendo incassato le quote dovute da parte dei comuni del Matese e del Monte Maggiore, non ha potuto fare fronte agli impegni assunti nel corso del tavolo convocato dal Prefetto di Caserta e svoltosi lo scorso 16 gennaio presso il Palazzo di Governo, alla presenza dei vertici consortili e dei sindacati di base e di categoria che avevano chiesto precise garanzie sulla corresponsione dei salari, ricevendo in cambio la promessa di poterli riscuotere entro fine mese. Un impegno che spinse il commissario liquidatore dell’articolazione casertana del Cub Gaetano Farina Briamonte, in una lettera indirizzata anche al neo Prefetto di Caserta Carmela Pagano e al presidente della Provincia di Caserta Domenico Zinzi, a porre un ultimatum ai sindaci dei comuni di Piedimonte Matese, Ailano, Baia e Latina, Castel Campagnano, Dragoni, Formicola, Liberi, Piana di Monte Verna, Prata Sannita, Raviscanina, San Potito Sannitico, Riardo, Giano Vetusto, Pietramelara ed altri affinchè versassero entro lunedì della scorsa settimana “almeno gli ultimi due canoni scaduti, anche al netto di eventuali somme anticipate per azioni sostitutive”. Una disperata richiesta d’aiuto rimasta caduta, però, nel vuoto atteso che i comuni non hanno provveduto a saldare i propri debiti, anche a causa della già difficile situazione di cassa che vivono da ormai troppi mesi per i continui tagli decisi dal Governo centrale, e quindi il Consorzio non ha potuto pagare gli stipendi entro oggi, ultimo giorno di gennaio che ha visto maturare un’ulteriore mensilità vantata dagli spazzini. Di fronte al mancato rispetto degli accordi sanciti in Prefettura, dove pure i sindacati si erano impegnati a garantire il servizio senza interruzioni né blocchi che avrebbero potuto provocare conseguenze ancora peggiori sul piano dell’igiene pubblica e anche della regolarità della raccolta differenziata in quei comuni dove sta raggiungendo livelli davvero buoni, lo scorso venerdì le federazioni provinciali Cgil, FitCisl e Uil Trasporti hanno proclamato in maniera congiunta una giornata di sciopero per il prossimo martedì, allorchè il servizio di raccolta e smaltimenti dei rifiuti solidi urbani nei comuni dell’alto casertano quasi sicuramente non verrà garantito dal Consorzio per mancanza di personale, tanto che l’Ente ha già provveduto ad avvisare preventivamente le amministrazioni comunali.
Enzo Perretta

Teano. Licenze edilizie, udienza preliminare per il sindaco Raffaele Picierno

Il primo cittadino è indagato insieme ad altri 52 soggetti per la bufera giudiziaria delle licenze edilizie scoppiata quattro anni orsono...
Oggi l’udienza preliminare per i 53 indagati coinvolti nella bufera giudiziaria delle attività produttive. E’ terminato il conto alla rovescia per i cittadini teanesi interessati da una vicenda che ha suscitato molto scandalo in città soprattutto perché vede coinvolto in primis il primo cittadino Raffaele Picierno e parte della sua famiglia. L’appuntamento è appunto per questa mattina quando i 53 coinvolti potranno difendere le proprie posizioni. Diversi sono i capi di imputazione dei quali i più gravi sembrano essere l’associazione a delinquere e l’abuso in atti di ufficio. Come è noto le indagini in merito alle licenze legate alle attività produttive si sono chiuse dopo circa quattro lunghi anni in cui si è cercato di definire i ruoli e le responsabilità in una vicenda che senz’altro ha paralizzato un intero settore, quello dell’attività edilizia privata, penalizzando le sorti della città. La prima data scelta per la convocazione presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere emessa dal Gip De Simone per l’udienza preliminare era il 20 settembre scorso ma poi vi fu il rinvio come del resto era stato annunciato qualche giorno prima. Questo perché per molti dei coinvolti nella vicenda nota è stata creata confusione nella consegna delle notifiche, se qualcuno degli avvocati non l’ha proprio ricevuta, qualcuno dei difensori l’ha ricevuta solo per una parte degli assistiti e non per tutti. Ma c’è anche chi ha ricevuto la notifica oltre il termine stabilito. Dunque i vizi riscontrati nell’atto di notifica hanno fatto si che si verificassero le condizioni tali da rendere certo un rinvio dell’attesa udienza preliminare.
Marisa Garofalo

Vairano Patenora. Controlli alle case popolari del borgo. Qualcuna di esse potrebbe essere occupata abusivamente

I vigili urbani stanno verificando la presenza di qualche soggetto che ha occupato illegittimamente gli appartamenti realizzati in zona Porta Oliva...
I vigili urbani effettuano controlli alle case popolari costruite all'interno del borgo mediale, da anni la struttura è abbandonata e vittima di atti vandalici. Costruite nel 1992 le case popolari site in località Porta Oliva non sono state mai completate, il problema risale alla costruzione degli edifici poiché la ditta che all'epoca si aggiudicò il bando non riuscì a terminare i lavori. La ditta in questione aveva presentato una proposta a ribasso senza calcolare se con quei soldi sarebbe riuscita a terminare i lavori di costruzione, ci fu quindi tra il comune di Patenora e l'impresa appaltatrice un contenzioso ancora oggi in corso. Gli edifici furono dapprima presi di mira dai vandali che, sfondando i portoncini in legno, riuscirono a portar via tutti i sanitari dei bagni e qualche infisso, in questi giorni invece gira voce che uno degli appartamenti sito al primo piano sia stato occupato abusivamente. È proprio su questa irregolarità, dopo alcune segnalazioni, che i vigili urbani stanno lavorando, infatti in questi giorni stanno controllando tutti gli appartamenti e in più si sta provvedendo a richiudere quelli aperti. L'amministrazione comunale ha in più provveduto a chiedere ulteriori finanziamenti per completare la messa in opera della struttura ma come per tanti comuni dell'alto casertano, la regione ha bloccato le richieste poiché non ci sono più fondi. Sono tanti i cittadini che purtroppo non riescono ad arrivare alla fine del mese o per colpa degli stipendi troppo bassi o perché disoccupati da qui anche la difficoltà a pagare un affitto che nel territorio vairanese parte da un minimo di 350 euro, questo problema potrebbe essere risolto da un bando per l'affido delle case popolari alle famiglie più bisognose. Purtroppo però il via libera deve arrivare dalla Regione e non dall'amministrazione comunale, infatti il sindaco Giovanni Robbio ha più volte sollecitato per ottenere i dovuti finanziamenti per il completamento dei lavori.
Valentina Pinelli

Pace fatta in giunta, Zinzi al Pdl: ora datemi i nomi degli assessori

Ieri sera il vertice tra Zinzi, Coronella e Giuliano. Il sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto e Francesco Zaccariello di Villa Literno i primi due assessori provinciali...
Dopo mesi di tentennamenti, ieri sera è stata finalmente siglata la pace tra il Pdl e il presidente della Provincia Domenico Zinzi. I coordinatori del partito di Berlusconi, Pasquale Giuliano e Gennaro Coronella hanno deciso di riaprire il dialogo dopo mesi di chiusura e di tornare in giunta. Si è deciso quindi di tornare a ragionare dell’attività amministrativa e politica dell’Ente di corso Trieste. Su questo però, Coronella e Giuliano si sono espressi solo sommariamente manifestando la volontà del partito di ‘riaggregarsi’ alla maggioranza che sostiene Zinzi. Il problema ora è costituito dai nomi da proporre a Zinzi. Il presidente, da parte sua, ha accolto di buon grado la risoluzione della controversia ma ha anche chiesto agli azzurri di fare subito i nomi dei quattro delegati, visto che di tempo se n’è perso anche troppo. Ma su questi si deve ancora tentare un accordo interno al partito, tra i vertici provinciali e i consiglieri. Ieri mattina, prima e dopo l’incontro con Vetrella sull’aeroporto di Grazzanise, si è tentato di dipanare la matassa. Invano. La convergenza c’è solo su due dei quattro nomi: Stefano Giaquinto e Francesco Zaccariello. Sugli altri due c’è tutto un mondo da esplorare. I vertici provinciali hanno chiesto che i due assessori siano rappresentanti dei territori di Aversa e di Caserta. In questo senso l’indicazione potrebbe portare a un ritorno di Nicola Golia o alla scelta di Sergio Di Meo; per quanto riguarda Caserta invece c’è chi sulla scia del reintegro degli assessori dimessi vorrebbe far rientrare nell’esecutivo Gimmy Cangiano, chi invece vorrebbe premiare il consigliere comunale Antonello Acconcia. Una cosa è certa: già domani, alla Camera, Zinzi, Giuliano e Coronella avranno un ulteriore incontro: se in quella sede i due coordinatori del Pdl faranno i nomi dei quattro assessori al presidente, allora questi sarà pronto a nominarli nella stessa giornata. Risolto un problema, comunque, ce n’è subito un altro dietro l’angolo: in che modo portare avanti l’alleanza. La necessità di chiarirsi su questo passa per le nomine da fare all’Asl. La scelta di Danzi e le richieste del Pdl sulle direzioni di Asl e Ospedale non piacciono a Zinzi che aspetta ancora lo ‘sdoganamento’ di Cosima Cincotti. E se si tratta di discutere di alleanze non si può non ragionare pure di questo.
Iolanda Chiuchiolo

Vairano Patenora. Castello medioevale, fondi per 8 milioni di euro. Il finanziamento regionale permetterà il recupero della struttura antica

L’amministrazione ha sollecitato palazzo Santa Lucia ad allentare i cordoni della borsa. Il sito una volta riportato all'antico splendore rappresenterebbe un volano per il turismo...
Si torna in questi giorni a parlare di borgo medievale, tante le proposte e le idee che vengono da movimenti politici e singoli cittadini e intanto l’amministrazione comunale sollecita la Regione Campania per ottenere i fondi. Proprio lo scorso sabato il sindaco Giovanni Robbio ha appreso nuove informazioni dalla Regione Campania, ovvero la notizia che il progetto per la ristrutturazione del borgo medievale è stato approvato per la cifra di 8 milioni di euro. La grossa somma di denaro permetterà di ristrutturare interamente il castello e di realizzare ulteriori idee per lo sviluppo e il miglioramento del centro storico. I fondi però non verranno erogati nelle casse comunali almeno per ora poiché il progetto è passato allo Stato, ovvero quest’ultimo vuole valutare il piano di ristrutturazione presentato e in più accertarsi che il progetto stesso valga tutta la cifra. Un intervento necessario che comunque porterà prestigio e turismo nel comune del vairanese poiché la realizzazione di un simile progetto non farà altro che accrescere il numero di visitatori. L’idea dell’amministrazione comunale è quella di ripristinare non solo il castello ma anche di riportare alla luce le tante bellezze del centro storico che fino ad ora non erano visitabili, inoltre ridare splendore alle tante opere presenti nel borgo. Il finanziamento servirà inoltre per completare il lavoro iniziato nel 2004 dall’ex amministrazione Visco, ricordiamo infatti che la messa in sicurezza delle torri costò al comune di Patenora 400mila euro e negli anni successivi furono richiesti altri finanziamenti. Ci vorrà però qualche anno prima che i cittadini vairanesi possano vedere lo splendore dell’opera e forse le amministrazioni future si ritroveranno a portare a termine un progetto di grande importanza.
va.pi.

Teano. Il Corpo di Polizia Municipale si unisce con quello dei colleghi di Carinola. Il Cmandante sidicino De Nardo: "Costi ridotti per i cittadini"

L’incontro è stato chiesto dal sindaco di Carinola ed è stato fissato per il 2 febbraio prossimo. Il responsabile Di Nardo: la collaborazione è un fattore strategico di sviluppo...
Convocata la riunione della delegazione trattante per discutere dell’unione della polizia municipale di Teano con quella della città di Carinola. L’appuntamento è per il 2 di febbraio alle ore 11. L’importante incontro non poteva essere più rimandato, è da troppo che si discute della questione senza che vi siano concreti passi in avanti ed il primo cittadino di Carinola Luigi De Risi aveva anche sollecitato, circa 10 giorni fa, l’amministrazione sidicina a prendere una decisione. In città in ogni caso la maggior parte degli abitanti non sembra d’accordo con l’iniziativa che secondo molti andrebbe solo a penalizzare il servizio che attualmente si svolge sul territorio. Non sono poche le polemiche che si sono scatenate in merito indirizzate a spingere l’amministrazione a ripensarci considerando seriamente tutti i contro che ne deriverebbero per la città a fronte dei pochi, o pochissimi, pro. A difendere il progetto e a far notare quali e quanti siano i vantaggi per l’Ente sidicino è il comandante della polizia municipale locale Antonio Di Nardo (nella foto). Egli ha infatti precisato: “Per quanto riguarda l’unione del servizio di polizia municipale tra il Comune di Teano ed il Comune di Carinola, mi dispiace se la collettività non ha saputo carpire i vantaggi che brevemente vado ad illustrare, nell’ultimo decennio la gestione associata dei servizi ha costituito un sistema di strategie di innovazione delle amministrazioni pubbliche e che l’evoluzione del contesto socioeconomico e le recenti riforme legislative evidenziano, con sempre maggiore chiarezza che la capacità di dare concreta attuazione a relazioni stabili di collaborazione costituisce un importante fattore strategico per lo sviluppo e il recupero di efficienza e competitività delle amministrazioni pubbliche”. I vantaggi più concreti dunque sarebbero il risparmio economico grazie a minori spese, minori costi fissi e la possibilità di accedere a finanziamenti regionali, un ottimizzazione delle risorse umane, l’incremento, o meglio, il risparmio delle risorse finanziarie, professionali, tecnologiche ed organizzative e le sinergie derivanti dalla gestione associata consentono di migliorare le caratteristiche qualitative del servizio offerto. Di Nardo conclude dicendo: “Sono certo di aver chiarito qualche dubbio, almeno per la cittadinanza più attenta e realmente interessata ai problemi del territorio” . Incerto l’esito dell’incontro: la possibilità dell’unione delle due polizie municipali sembra non incontrare il gradimento di tutte le forze politiche carinolesi.
Anna Nuzzo

Caiazzo. Geometri i piazza per ‘competenze’, ci sarà anche il sindaco Giaquinto

Il primo cittadino caiatino e consigliere provinciale: “Essenziale la presenza di tutti gli iscritti, gli studenti e i praticanti...”
Ci sarà anche Stefano Giaquinto, in qualità di componente del Collegio ed amministratore locale e provinciale, alla manifestazione formata da studenti, praticanti e geometri iscritti all’Albo della provincia di Caserta organizzata “per tutelare le competenze in edilizia e protestare contro le direzioni dei lavori che vengono rigettate senza motivo dal Genio Civile”. 1 febbraio alle ore 9.30: il raduno nei pressi del Collegio dei Geometri di Corso Trieste per costituire il numerosissimo corteo e recarsi presso la sede del Genio Civile e della Prefettura di Caserta. La categoria chiederà di essere ricevuta per consegnare una memoria sulle competenze di edilizia e ricordare l’attuale validità dei principi menzionati dalla Corte Costituzionale con decisione n. 193 del 1999 e dal Ctr della Regione Campania del 1994 e 1996, mai abrogate, che “sono puntualmente disattese senza giusta ragione, non sono nemmeno lette dai funzionari e dagli organismi istituzionali”: Presso il Palazzo di Governo sarà anche consegnato un documento per sollecitare l’iter parlamentare del disegno di legge n. 1895 della senatrice Simona Vicari del 22 dicembre 2009 sulle competenze della categoria. “E’ essenziale la presenza di tutti gli iscritti e coloro che si stanno formando per diventare geometri di professione – sostiene Giaquinto seguendo la linea del presidente Paolo Parente – dobbiamo dimostrare la nostra forza intellettuale, sensibilizzare gli organismi regionali e bloccare una sorta di avversione nei confronti della categoria”.

Piana di Monte Verna. Crisi Tecnogen presentata una interrogazione al Parlamento Europeo

E' la vicepresidente dell'organismo europeo Roberta Angelilli a spiegare che la situazione del centro ricerche pianese è davvero assurda...
A seguito dell'annuncio da parte della societa' farmaceutica Sigma -Tau di Pomezia di ricorrere alla cassa integrazione per 569 lavoratori ho presentato insieme agli eurodeputati Alfredo Antoniozzi (Ppe/Pdl), Francesco De Angelis(Sd/Pd), Alfredo Pallone (Ppe/pdl), Potito Salatto (Ppe/Fli), David-Maria Sassoli (Sd/Pd), Marco Scurria (Ppe/Pdl) un'interrogazione alla Commissione europea". Lo rende noto il vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli. "Questa decisione - continua - insieme alla messa in liquidazione dei centri di ricerca di Milano e Piana di Monte Verna, dove erano impiegate 110 persone, fa presagire un progressivo disimpegno del Gruppo Sigma-Tau dall'intero territorio nazionale". "Una scelta inspiegabile - prosegue - per una realta' industriale che rappresenta un polo fondamentale sotto il profilo economico, sociale e occupazionale per tutto il territorio di Pomezia: un patrimonio di professionalita' di altissimo livello rischia di scomparire, sebbene i bilanci della holding fossero nel 2010 positivi".

Caiazzo. Disabile caiatino prenota una visita all'Asl di Caserta ma gli viene riferito che deve andare di persona.

L'uomo è un 48enne costretto su una sedia a rotelle. Al telefono gli hanno risposto che è necessaria la sua presenza...
Un disabile caiatino, costretto su una sedia a rotelle e non automunito, si è ritrovato al centro di quello che lui reputa una vera e propria vicenda di disservizio pubblico. In sostanza R.D. 48 anni ha telefonato all'Asl per prenotare una visita specialistica e questa volta oggetto della discussione non sono stati tanto i tempi biblici di attesa, bensì il fatto che veniva riferito al 48enne che doveva recarsi di persona a Caserta. Ecco il suo sfogo: "Mi chiedo per quale motivo i disabili, quelli veri, devono sempre subire il doppio delle pene dalla burocrazia che è sempre più assurda. Ho telefonato questa mattina all'ASL Ce1 (ieri mattina, ndr) per prenotare una visita medica con relazione Medico Legale e con sommo stupore, l'operatore mi ha spiegato che per effettuale la prenotazione era necessario che mi recassi di persona nel capoluogo o, al limite, mandare qualcuno con tanto di delega al mio posto." Ovviamente il disabile non si arrendeva e cercava di spiegare a sua volta che aveva non solo problemi nella deambulazione, ma che se doveva inviare una persona da lui delegata, chiaramente la doveva pagare, così come la deve pagare successivamente per essere poi accompagnato ad effettuare la visita stessa. "Ma per quale motivo non posso prenotare telefonicamente? - spiega R.D. chiarendo - perche' devo pagare qualcuno per andare a prenotare e poi in effetti dovrei pagarlo due volte, successivamente anche per effettuare la visita? Io credo che episodi del genere avvengano solo qui da noi a Caserta." La circostanza che angoscia di più il signor R.D. e dovuta al fatto che lui periodicamente deve essere sottoposto a visita medico legale, perchè usufruisce di una pensione di invalidità e viene quindi controllato anche dai medici e funzionari dell'Inps presso il suo domicilio, per accertare che lo stesso abbia conservato i requisiti, come li ha conservati. " Qualche anno fa scrissi al direttore generale dell'Asl di Caserta - spiega infine R.D. - sottoponendo alla sua attenzione il problema e questi lo risolse facendo prenotare di volta in volta telefonicamente. Ora invece non è più possibile. I misteri della burocrazia che a volte affligge chi già di suo è afflitto"

Piana di Monte Verna. L'assessore Agostino Ferrajuolo dispone maggiori controlli sul territorio a cura dei Vigili Urbani

I caschi bianchi sono chiamati a vigilare sulle persone estranee che circolano in paese. Molte tra esse, come dimostrano gli ultimi eventi, hanno dimostrato di essere dei truffatori...
Arriva un segnale chiaro e deciso da parte dell'assessore con delega alla sicurezza sul territorio e quindi alla Polizia Municipale, Agostino Ferrajuolo (nella foto) che, di concerto con il sindaco di Piana di Monte Verna, Raffaele Santabarbara, ha emanato nuove disposizioni di servizio per il personale di Polizia Municipale, retto dall'Istruttore Teresa Di Monaco, coadiuvata da due unità, Salvatore e Filippo Mastroianni, tutti e tre, per altro, non dotati di pistola di ordinanza. Ferrajuolo nello specifico ha scritto alla Responsabile che: "A seguito degli eventi, recentemente accaduti nel nostro piccolo centro di Piana di Monte Verna, si ritiene indispensabile intensificare il controllo del territorio per ridare armonia e serenità alla piccola comunità Pianese. Pertanto si esorta il Comandante della Polizia Municipale di intensificare i controlli del territorio sia nel centro del Capoluogo che nella frazione di Villa Santa Croce, al fine di prevenire ulteriori eventi simili e dare maggiore sicurezza ai cittadini." Ovviamente il riferimento non è solo per l'efferato omicidio della signora Lina Santabarbara avvenuto nella sua abitazione il 5 gennaio scorso, ma anche per le continue truffe e tentativi di raggiri a cui sono sottoposti con cadenza quasi quotidiana i cittadini di Piana, soprattutto le persone anziane. Per ogni turno di servizio, l'Agente operante dovrà svolgere almeno quattro ore di controllo del territorio, e riservando le altre due per redigere eventuali atti. La vigilanza per le strade del centro urbano del capoluogo deve essere svolta, rigorosamente, appiedata. A fine turno di servizio, il Comandante o gli Agenti della P.M. preposti al controllo del territorio, hanno l'obbligo di riferire su ogni fatto di particolare rilievo avvenuto durante l'espletamento del servizio, con apposita relazione scritta. Infine Ferrajuolo dispone la vigilanza anche per la frazione Villa Santa Croce: "Durante il controllo del territorio gli operatori addetti al controllo, dovranno assicurare un'attenta perlustrazione nel centro urbano, dando maggiore interesse alla Via Masseria Corte, luogo più sensibile alla circolazione stradale. Almeno due volte a settimana gli Agenti dovranno vigilare il centro abitato e le campagne della vicina frazione, facendo delle soste in Piazzetta della Chiacchiere."
La disposizione integrale dell'assessore Ferrajuolo...
Prot. 577 del 30.01.2012
Al Comandante della P.M.
e, p.c. Al Sindaco
Al Segretario Comunale
Alla Giunta
Oggetto: Disposizioni di servizio.
A seguito degli eventi, recentemente accaduti nel nostro piccolo centro di Piana di Monte Verna, si ritiene indispensabile intensificare il controllo del territorio per ridare armonia e serenità alla piccola comunità Pianese. Pertanto si esorta il Comandante della Polizia Municipale di intensificare i controlli del territorio sia nel centro del Capoluogo che nella frazione di Villa Santa Croce, al fine di prevenire ulteriori eventi simili e dare maggiore sicurezza ai cittadini. L'Ufficiale o l'Agente di Polizia Municipale costituisce un punto di riferimento per i cittadini, quindi la maggiore presenza sul territorio non fa altro che garantire sicurezza e tranquillità agli abitanti di Piana di Monte Verna. Il Comandante della Polizia Municipale, su indicazione del Sindaco o dell'Assessore delegato, dispone le attività a cui gli Agenti della P.M. devono assolvere durante l'orario di servizio. La P.M. ha il compito e dovere di svolgere l'attività di prevenzione e repressione dei reati in genere, nel territorio comunale di appartenenza. Per tali motivi il Comandante e gli Agenti della P.M. hanno l'obbligo di vigilare e segnalare ogni circostanza ritenuta pericolosa per l'incolumità dei cittadini. Durante il controllo del territorio gli operatori addetti al controllo, dovranno assicurare un'attenta perlustrazione nel centro urbano, dando maggiore interesse alla Via Masseria Corte, luogo più sensibile alla circolazione stradale. Almeno due volte a settimana gli Agenti dovranno vigilare il centro abitato e le campagne della vicina frazione, facendo delle soste in Piazzetta della Chiacchiere. Per ogni turno di servizio, l'Agente operante dovrà svolgere almeno quattro ore di controllo del territorio, e riservando le altre due per redigere eventuali atti. La vigilanza per le strade del centro urbano del capoluogo deve essere svolta, rigorosamente, appiedata. A fine turno di servizio, il Comandante o gli Agenti della P.M. preposti al controllo del territorio, hanno l'obbligo di riferire su ogni fatto di particolare rilievo avvenuto durante l'espletamento del servizio, con apposita relazione scritta. Il Comandante provvederà al controllo delle attività svolte e a riferire settimanalmente su quanto accaduto, e nella circostanza consegnerà nelle mani del sottoscritto il riepilogo di tutte le attività svolte nella settimana. Nell'espeltamento del servizio si raccomanda particolare attenzione alle persone che per loro atteggiamento, in relazione alle specifiche circostanze di tempo e di luogo, possono destare sospetti. In tal caso, si procederà alla loro identificazione, compilando l'apposita scheda. Il controllo deve essere esteso al mezzo di trasporto ed eventuali accompagnatori. Molto spesso il nostro territorio è invaso da persone o nomadi in cerca di fortuna ai danni di persone sole o anziani. Tali persone dovranno essere identificate e invitate a lasciare il territorio comunale. Per ogni eventuale problematica, gli Agenti operanti potranno avvalersi dell'aiuto del sottoscritto. Le disposizioni di cui sopra sono da intendersi inderogabili, eventuali modifiche dovranno preventivamente essere concordate con il sottoscritto, entreranno in vigore dall'1 febbraio 2012 e saranno valide fino a nuove disposizioni scritte, e Alla presente si allegano i seguenti moduli :
a. Scheda identificativa di persone e veicoli
b. Relazione di fine turno
c. Riepilogo settimanale
Piana di Monte Verna, 27.01.2012 L'Assessore delegato alla P.M. dott. Agostino Ferrajuolo

Piedimonte Matese. Epilogo all'abuso edilizio perpetrato alla piscina comunale. C'è l'istanza di abbattimento da parte del Comune

L'Ing. Pietro Terreri ha emanato l'ordinanza numero 7 con la quale obbliga i gestori della piscina a ripristinare i luoghi...
L'Ufficio Tecnico Comunale, diretto dall'ing. Pietro Terreri ha ordinato l'abbattimento del manufatto abusivo realizzato dai gestori della piscina comunale in via Canneto, a seguito della segnalazione dei Vigili Urbani del 16 gennaio scorso. Gli agenti infatti a seguito di sopralluogo eseguito presso la struttura evinsero l’esistenza di lavori non autorizzati, in essere sul manufatto in questione e consistenti nella realizzazione di un manufatto con base in cemento armato avente una lunghezza di 3,40 ml circa x 2,20 ml di larghezza ed altezza circa 80 cm e pareti laterali in termoblocchi in fase di realizzazione. Gli operatori di Polizia Municipale rilevarono durante il sopralluogo, che le opere in questione erano in fase di esecuzione da parte della ditta D.B.S. sas di Moreno Alessandro & C., con sede in San Potito Sannitico e quindi stilarono il rapporto numero col quale chiedevano di verificare la legittimità di un ulteriore manufatto, adiacente a quello in esecuzione precedentemente menzionato, di dimensioni pari a circa 4,80 x 2,20. Scattarono gli accertamenti consequenziali e dalla consultazione degli atti di ufficio, si apprendeva che anche quest’ultimo manufatto risulta essere abusivo, in quanto privo di qualsivoglia titolo abilitativo.
Per cui, l'Ufficio Tecnico, rilevato che i predetti manufatti risultano anche essere privi della prescritta Autorizzazione Sismica ai sensi della L.R. 9/83 e rilevato che, il complesso comprendente la Piscina comunale risulta dato in concessione, mediante contratto di appalto Repertorio n.275/2005 del 2/05/2005, all’A.T.I. Giacomo Caterino Building Contractor srl (capogruppo) e società Sportiva Dilettantistica “Aqua srl", con sede in Caserta, rispettivamente, al Corso Trieste n.179 ed alla via Roosevelt n.4, ha ritenuto, visto che tale illegittimità costituisce lesione di pubblico interesse, di emanare apposita ordinanza di abbattimento e ripristino dello stato dei luoghi, in quanto relativa ad incremento volumetrico non autorizzato su suolo di proprietà comunale. Viene evidenziato altresì, nell'ordinanza dell'Ing. Terreri che, essendo le lavorazioni abusive in atto, ricorrono le motivazioni di urgenza di cui all’art.7 comma 2 della Legge 241/90 per l’adozioni diretta del provvedimento cautelare consistente nella Ordinanza di Demolizione delle opere abusivamente realizzate e quindi, di dover provvedere con urgenza ordinando sia al signor Giacomo Caterino e sia alla signora Rosa Vitale a ciascuno per le proprie competenze, di provvedere, a propria cura e spese, alla demolizione delle opere abusive realizzate.
Orlando Glorioso

lunedì 30 gennaio 2012

Alife. Il Comune ottiene dal Ministero le risposte che attendeva: risolto positivamente il Patto di Stabilità, con restituzione della sanzione

Soddisfazione per l'amministrazione comunale del Sindaco Giuseppe Avecone: gli intensi contatti con il Ministero dell'Economie e delle Finanze hanno portato alla positiva risoluzione della problematica Patto di Stabilità interno (la questione era sorta per inadempienze delle passate amministrazioni comunali). Il Ministero non solo ha decretato che il Comune di Alife ha rispettato i criteri, ma ha anche disposto la restituzione della sanzione, ingiustamente comminata (102mila euro per il solo 2010); ora si lavora per la restituzione anche di quella per il 2009 (42mila euro).
Alife – Con nota prot. n. 15732 il Comune di Alife ha risposto al Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze in merito all’invio tardivo delle certificazioni sul rispetto del Patto di Stabilità 2010 e 2009. Con la stessa nota il Comune di Alife ha chiesto l’accredito della sanzioni per il 2010 e 2009, comminate al Comune alifano, dell’importo, rispettivamente, di € 102.555,00 ed € 42.494,51. L’amministrazione comunale del Sindaco Giuseppe Avecone, dunque, con sacrificio e grande senso di responsabilità, si è adoperata ed ha attivato tutte le misure affinché si potesse rientrare nei criteri stabiliti dalla legge per il rispetto del patto interno di stabilità: ha pertanto trasmesso le certificazioni che attestano il rispetto del Patto di Stabilità per gli anni 2010 e 2009 (per annualità, quindi, precedenti a quelle dell’amministrazione comunale attualmente in carica); con la stessa nota si è chiesto, altresì, l’accredito delle sanzioni pari ad € 102.555,00, relativamente al Patto 2010, applicata per il mancato rispetto del patto secondo la certificazione regolarmente inviata entro il 31 marzo dell’anno successivo, così come prescritto dal comma 3 dell’art. 1, Decreto Ministero Economia e Finanze del 18.03.2011, e della sanzione di € 42.494,51 relativamente all’annualità 2009. Certi del recupero della sanzione per l’annualità 2010, l’amministrazione comunale si sta adoperando affinché si riesca a recuperare anche la sanzione comminata per l’annualità 2009. Questa, comunque, la nota indirizzata al Comune di Alife che decreta il rispetto del Patto di Stabilità e la restituzione delle somme immeritatamente sanzionate: “Premesso che l’Ente in questione ha trasmesso entrambe le certificazioni relative alla verifica del rispetto del patto di stabilità interno per gli anni 2009 e 2010 in data 30 dicembre 2011, per quanto concerne le certificazioni sul patto di stabilità interno 2010 si segnala che il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 0040089 del 18 marzo 2011, disciplinante la certificazione per la verifica del rispetto degli obiettivi del patto di stabilità interno 2010, pur fissando al comma 1 dell’art. 1 alla data del 31 marzo 2011 il termine ultimo per la trasmissione della ripetuta certificazione, la comma 3 dello stesso articolo dispone che “Qualora la certificazione, sebbene in ritardo, sia trasmessa entro il 31 dicembre 2011 e attesti il rispetto del patto di stabilità interno, si applicano, sino alla data di invio, solo le disposizioni di cui al comma 4 dell’art. 76 del decreto legge n.112/2008”. Pertanto, nella fattispecie in esame, ricorrendone i presupposti, si ritiene che codesto Ministero debba procedere alla restituzione dell’importo di € 102.555,00, non trovando più applicazione la sanzione di cui al comma 2, lettera a), dell’art. 7 D.Lgs. 149/2011. Circa, invece, l’attestazione sul rispetto del patto di stabilità interno 2009, si ritiene che la richiesta di riconsiderare la sanzione comminate al Comune per effetto dell’invio della certificazione attestante il rispetto del patto di stabilità interno per l’anno 2009 non possa essere accolta, ove si consideri che il prospetto pervenuto allo scrivente non è conforme a quanto stabilito dall’art. 1, comma 2, del decreto n. 0020665 dell’8 marzo 2010, concernete la certificazione per la verifica del rispetto degli obiettivi del patto di stabilità interno 2009, atteso che lo stesso è stato elaborato manualmente e non in automatico secondo la procedura standard prevista dall’applicazione web dedicata al patto di stabilità interno che consente di desumere i dati numerici direttamente dalle informazioni presenti nel sistema inerenti al monitoraggio del patto 2009”.

Piedimonte Matese. Sapori antichi del Matese, il recupero degli alberi da frutta

Il progetto della Regione nell'Istituto agrario del capoluogo matesino: li salviamo dall'estinzione...
La frutta antica del Matese potrà ritornare con i suoi tipici colori, profumi e sapori di una volta. Tutto grazie ad un originale ed importante progetto della Regione Campania e in pochi anni finire anche nel grande mercato nazionale. I segnali positivi arrivano dall’entusiasmo dell’Istituto Agrario di Piedimonte Matese ma anche dalla competenza che la struttura scolastica, in sinergia con l’Assessorato dell’Agricoltura della Regione Campania, il Parco del Matese e l’Istituto di ricerca per la frutticoltura stanno mettendo in campo in questi giorni.
In pratica il progetto prevede il recupero di quegli alberi da frutta che sono ormai in via di estinzione e che potrebbero davvero avere l’ultima opportunità di ritornare in vita. Qualche giorno fa si è anche tenuto un vertice per fare il punto sulla situazione presso l’Istituto Agrario di Piedimonte Matese che fa appunto parte delle varie componenti istituzionali che sostengono il progetto per la tutela della frutta antica e la valorizzazione della biodiversità dell’area matesina.
E’ proprio il dirigente dell’Istituto, il prof. Vincenzo Di Franco, ad illustrare il progetto e a fare sinteticamente il punto: «Abbiamo monitorato oltre una settantina di specie di alberi da frutta del Matese che ormai stanno scomparendo. Questo, grazie anche ai tanti cittadini comuni che mettono a disposizione le pochissime specie rimaste, che conservano gelosamente nelle rispettive proprietà, ma che lasciano monitorare e seguire dal nostro osservatorio. In una prima fase ciò ci consentirà, una volta individuate località e comune di competenza, di farne un vero museo dell’antica frutta del Matese composto da melo, pero, susine. La fase successiva invece prevederà l’innesto e di conseguenza la riproduzione fino all’obiettivo finale che è quello di entrare poi sul mercato».
Lorenzo Applauso

Scuola, la Regione ridimensiona la rete degli Istituti

Il piano definitivo dopo un lungo tavolo di concertazione con le Province. Quella di Caserta perde 27 dirigenze scolastiche...
La Campania ridimensiona la rete di istituti scolastici, con una delibera della giunta regionale di accorpamento che porta a una perdita complessiva di 151 autonomie. La giunta presieduta da Stefano Caldoro, su proposta dell'assessore all'Istruzione Caterina Miraglia, ha approvato la riorganizzazione della rete scolastica per l'anno 2012 - 2013, con 151 autonomie in meno, di cui 134 per il primo ciclo e 17 per il secondo. L'obiettivo e' raggiungere quota 285, cosi' come chiesto dal ministero della Pubblica istruzione in base alla legge 111 del 2011. Napoli con la sua provincia avra' 57 autonomie in meno, Caserta 27, Salerno 38, Avellino 15 e Benevento 14. "E' stata una scelta sofferta ma necessaria", dice Miraglia. "La Campania - aggiunge - ha un gap negativo da recuperare nei confronti della altre regioni che in passato hanno gia' fatto importanti operazioni di dimensionamento e di riorganizzazione della rete scolastica. Siamo arrivati al piano definitivo dopo un lungo percorso concertato con le Province, le forze sociali e l'Anci fin dal mese di giugno allorche' condividemmo le linee guida". Per i Comuni che hanno presentato istanza di dimensionamento, stanziato 1 milione di euro per potenziare il servizio di scuolabus e alleviare i disagi che possono derivare agli studenti costretti a recarsi presso istituti piu' lontani. Istituito anche un comitato di monitoraggio per il dimensionamento 2012-2013 nel quale saranno presenti i rappresentanti delle parti sociali, delle province e dei comuni.
Nella foto Caldoro e Miraglia

Piedimonte Matese. Oculistica all'avanguardia presso la clinica Athena - Casa di Cura Villa dei Pini

clikka sulla brochure e consulta il servizio
La clinica Athena - Villa dei Pini - offre ai pazienti servizi che vanno a complementarsi con il vicino presidio ospedaliero, laddove da questi non erogati. Il laboratorio di oculistica è stato implemetato con una dotazione di attrezzature all'avanguardia...
Il territorio dell’alto casertano ha sempre sofferto una migrazione dell’utenza verso le province vicine per patologie legate alla vista, siano esse ambulatoriali che chirurgiche. Per rispondere alle esigenze dei cittadini e completare i servizi offerti dal vicino Presidio Ospedaliero di Piedimonte Matese, che non eroga tali prestazioni, la clinica Athena spa- Casa di Cura Villa dei Pini ha attivato e implementato l’ambulatorio di Oculistica con attrezzature di avanguardia e di ultima generazione.
Un’equipe di oculisti di comprovata esperienza dirige il nuovo ambulatorio che consente di effettuare tutti i gli esami diagnostici come FLUORANGIOGRAFIA RETINICA, OCT, LASERTERAPIA RETINICA, ARGON LASER e YAG LASER, CAMPO VISIVO COMPUTERIZZATO, ECOGRAFIA, ECOBIOMETRIA, TOPOGRAFIA CORNEALE, PACHIMETRIA, SONDAGGIO VIE LACRIMALI, oltre la visita specialistica.
Una buona diagnostica consente di individuare con precisione la patologia oculare e risolvere il problema in tempo. Oltre ad essere un valido strumento per i pazienti esterni, un ambulatorio attrezzato è un ausilio indispensabile per l’attività chirurgica, che può avvalersi di strumenti di ultima generazione per tutte le patologie oculari. Prima di eseguire un intervento chirurgico, infatti, il paziente viene sottoposto ad una serie di indagini strumentali in grado di individuare correttamente il problema e risolverlo in tempi brevi e con minore disagio. Oltre ad interventi minori e che possono essere eseguiti ambulatorialmente, come ad esempio il CALAZIO, le NEOFORMAZIONI PALPEBRALI, la BLEFAROPLASTICA, l’ECTROPION e l’ENTROPION, lo PTERIGIO, gli INTERVENTI sulle VIE LACRIMALI, le BORSE PALPEBRALI, etc.., l’equipe di oculistica della Casa di Cura esegue sia interventi sulla CAMERA ANTERIORE sia interventi sulla CAMERA POSTERIORE. La maggior parte degli interventi può essere eseguita in regime di day surgery in modo da ridurre i tempi di degenza del paziente.
Un progetto importante è stato attivato dalla struttura convenzionata Athena per offrire al territorio dell’alto casertano una risposta concreta alle necessità sanitarie dell’utenza del territorio sempre attenta ed esigente.
VISITA IL PORTALE DELLA CLINICA ATHENA - CASA DI CURA VILLA DEI PINI

Alto Casertano. Entro il 30 settembre ci sarà lo "switch off" dei piccoli Comuni

Undici Comuni dell'Alto Casertano dal numero di abitanti che non raggiunge quota mille, dovranno aggregarsi con i Comuni viciniori più grandi. Ma anche per alcuni Comuni che non arrivano a quota 5mila c'è la seria probabilità che verranno accorpati dai Comuni più grandi. Piana di Monte Verna si appresta a ritornare...Piana di Caiazzo?
Dopo tanti “forse” è arrivato il momento per i comuni dell'alto casertano di riorganizzarsi. E’ fissato al 30 settembre 2012 il termine ultimo per i comuni Piccoli (fino a 5.000 abitanti) e Piccolissimi (inferiori a 1000) di associarsi, dando vita a paesi più grandi. Questa procedura è conseguenza dei nuovi tagli imposti dal governo Monti e, più precisamente, dell’emendamento Lovelli-Calvisi-Fiorio, confermato dal decreto Milleproroghe. Quando si ebbe la notizia, molti cittadini protestarono, si parla del mese di agosto e si costituirono centinaia i gruppi a tema su Internet, in particolare su Facebook, che manifetavano il dissenso dei cittadini per la decisione di tagliare le amministrazioni che ospitano meno di mille abitanti. Da Letino a Ciorlano, passando per Roccaromana per finire ai Comuni di tutta Italia, da Nord a Sud, l’intera Penisola sembrava attraversata da un’ondata di insoddisfazione per la cancellazione di molte amministrazioni e di timore per il possibile venire meno dei servizi essenziali che sono assicurati dal lavoro e dall’impegno quotidiano di sindaci, assessori e consiglieri comunali. A Caserta il fronte si compattò. Gli undici Comuni interessati dal taglio Rocchetta e Croce, Gallo Matese, Capriati al Volturno, Letino, Roccaromana, Ciorlano, San Gregorio Matese, Fontegreca, Valle Agricola, San Pietro Infine e Giano Vetusto. Adesso è iniziato il conto alla rovescia. E così è plausibile che alcune piccole municipalità ritornino alle origini, ovvero prima della riforma del 1807, due secoli fa quindi. Anche i Comuni superiori a mille abitanti che non arrivano ai cinquemila rischiano di essere assorbiti dai Comuni viciniori cosiddetti grandi. E' il caso di Piana di Monte Verna (2600 abitanti) confinante con Caiazzo (5500) o di Dragoni (2144), confinante con Alvignano (5.011), ed ancora San Potito Sannitico (2011) con Piedimonte Matese (oltre 11mila abitanti). Ma si potrebbero formulare ancora tante altre ipotesi. Bisogna ora attendere le direttive del Governo che saranno emanate a stretto giro. Al momento gli unici Comuni indiziati di "cancellazione" sono gli undici sopra menzionati.
Nella foto il centro storico di Piana di Monte Verna

Girava a Perugia con una Ferrari e la cocaina. Arrestato un 32enne della provincia di Caserta

L'uomo, pregiudicato con precedenti specifici, è stato fermato dai Carabinieri alla guida di una Ferrari FI. Sottoposto a perquisizione emergevano due involucri contenenti polvere bianca. Arrestato, processato e ora è stato anche incarcerato...
Girava a bordo di una Ferrari 430 FI un casertano di 32 anni residente a San Sepolcro arrestato per spaccio. I carabinieri della compagnia di Todi lo hanno arrestato lungo la E45 all'altezza di Citta' di Castello. Il 32enne era noto da tempo per i suoi trascorsi giudiziari agli investigatori del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Todi, che lo seguivano in attesa di un passo falso. Nei giorni scorsi, lo hanno pizzicato a bordo di una Ferrari 430 FI, condotta da un suo compaesano pregiudicato anche lui lungo la E45, bloccandolo dopo un lungo pedinamento a Citta' di Castello. Sottoposto a perquisizione, il 32 enne e' stato trovato in possesso di due involucri di cocaina per un peso di circa 10 grammi, per gli inquirenti destinati allo spaccio. E' stato dunque arrestato e processato con rito direttissimo. A conclusione dell'udienza, il giudice del Tribunale di Perugia, dopo aver convalidato l'arresto, tenuto conto dei precedenti penali, ha disposto la custodia cautelare in carcere di Capanne.

CAMORRA/ Strade costruite con immondizia tombata. 14 arresti da parte dei carabinieri

L'inchiesta ha al centro la strada a scorrimento veloce che deve collegare il Vallo di Lauro con l'A30 Caserta - Salerno. I lavori sono stati affidati a Valle di Lauro Sviluppo S.p.A. e Impresa S.p.A. ...
Un'altra strada realizzata in Campania tombando rifiuti anche speciali, con guadagno anche per i clan di camorra. E' il progetto scoperto da indagini dei carabinieri che hanno portato all'emissione di 14 misure cautelari in carcere e 11 divieti di dimora da parte del gip del tribunale di Napoli. L'inchiesta ha al centro la strada a scorrimento veloce che deve collegare il Vallo di Lauro con l'A30 Caserta-Salerno, lavori affidati a Vallo di Lauro sviluppo spa e Impresa spa, in realta' gestiti da Antonio Iovine, imprenditore di riferimento del clan Fabbrocino attraverso societa' intestate a prestanome, dato che l'uomo e' gia' stato colpito da misure di prevenzione personale e patrimoniale. Oltre a Iovine, i provvedimenti restrittivi riguardano anche subappaltatori dei lavori. L'opera viaria insiste sul territorio di Palma Campania, nel nolano, e ha un progetto di sviluppo su 8 chilometri, con lotti gia' realizzati per 2,2 chilometri. Una arteria, pero', dicono i pm della Direzione distrettuale antimafia, che anziche' fulcro di uno sviluppo industriale della zona e' in realta' una discarica illegale di rifiuti pericolosi e non miscelati con materiale da costruzione, un mix che tra l'altro pone problemi di tenuta strutturale del fondo stradale. I reati contestati agli indagati vanno dall'associazione a delinquere a reati ambientali alla truffa aggravata e frode in forniture, aggravati dalla finalita' di favorire il clan. Sequestro preventivo anche per 5 societa' per 8 mln di euro.

Teano. Interessante scoperta fatta da uno storico sidicino, Claudio Gliottone: "De Renzis, il capuano che bombardò casa"

Sul Corriere del Mezzogiorno si ha notizia che è stato trovato da un nipote del De Renzis il diario dell'ex allievo della Nunziatella che nel 1860 guidò l'attacco dei piemontesi...
«Alle 6 del mattino entro in Capua a cavallo con Ferrero. La strada ferrata, la stazione, il campo, erano rimasti senza un albero. L'aspetto della città è squallido, poca gente e certe facce sparute da far compassione. La mia casa è malridotta, tre bombe han incendiato il quarto superiore e incendiata la scala. Molti Capuani nel vedermi vengono a baciarmi la mano, veramente con effusione di buon di sofferenze fisiche e morali. Giovanni ha ritrovato tutta la sua famiglia, povero diavolo, comandava una batteria d'assedio ed aveva la moglie ed i figli dentro la città. Eppoi si parla di Bruto». È il 3 novembre 1860, sette giorni prima Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi si sono stretti la mano poco lontano da Capua, l'esercito Piemontese dei Savoia affronta le ultime sacche di resistenza borbonica, la città che fu anche di Ettore Fieramosca cade in tre giorni sotto le cannonate.
IL DIARIO RITROVATO
- A ordinare «fuoco!» c'è anche un ufficiale capuano, Francesco De Renzis, che vede sbriciolata parte della sua stessa abitazione sotto le bordate che egli stesso ha ordinato. Sta con gli assedianti, il capuano-savoiardo, e nel brano d'apertura, l'amaro riferimento a Bruto che accoltella Cesare è anche riferito a sé stesso, comandante della batteria d'assedio. La cronaca sincopata, con tratto da cronista d'agenzia, caratterizza il diario di Francesco De Renzis dal 10 ottobre 1860 al 9 marzo 1861. Un documento inedito, questo, che viene dato alle stampe da uno storico di Teano, Claudio Gliottone. «È stato un mio caro amico, Nicolò De Renzis — racconta Gliottone — a ritrovare il manoscritto del proprio bisnonno, Francesco De Renzis, barone di Montanaro e di San Bartolomeo, più volte parlamentare del Regno d'Italia, anche presidente della Provincia di Caserta nel 1884, ambasciatore a Madrid e a Londra, cognato di Sidney Sonnino, storico presidente del Consiglio dei ministri». Uno spaccato di storia italiana, gli avvenimenti raccontati dal fronte opposto ai Borbone, la descrizione delle manovre militari dei generali dell'esercito sabaudo Valfrè, Cialdini e Menabrea, gli apprezzamenti che si ebbero da Eugenio di Savoia, principe di Carignano, per il comportamento delle batterie da lui comandate nell'assedio di Gaeta («Lei è napoletano? Cio' le fa ancora più onore»), tutto è riportato con efficace sintesi nel diario.
STORIA DI UN SOLDATO
- Francesco De Renzis era nato a Capua da Ottavio e Maria Rosa Morvillo, studiò nel seminario di città ed entrò giovanissimo nel collegio militare Nunziatella di Napoli. Prestò servizio nell'esercito borbonico fino al 1860, poi si arruolò a Torino nell'esercito sabaudo. «La sua formazione ispirata ai principi liberali — dice Gliottone — era incompatibile con il governo borbonico che giudicava assolutista e reazionario. Lasciata Capua per Torino, da ufficiale fu fedele ai suoi principi anche quando fu spedito al Sud, per bombardare la sua stessa città di Capua ove ancora abitavano i suoi familiari. Intuibile il dramma interiore che ne portò, ma la sua dignità e coerenza furono sempre salve». Quasi un semestre di cronache di guerra, nel diario di De Renzis, ed anche qualche particolare singolare su personaggi che oggi sono monumenti in piazze dedicate. Come quello riferito al re Vittorio Emanuele II, la maestà che dopo aver ricevuto il saluto da Garibaldi, si occupa delle operazioni militari ma cerca anche «distrazioni». È il primo novembre, sul percorso per Sant'Angelo in Formis, De Renzis si imbatte nel convoglio di Vittorio Emanuele II.
UNO STRALCIO DELLO SCRITTO
- Dal diario: «Mentre mi ci reco a cavallo incontro il Re in carrozza. Il Re mi domanda parecchie notizie. Egli è dispiaciuto per un certo numero di prigionieri che sono rimasti in mano del nemico. S.M. mi ha domandato se in S. Maria ci sono belle donne. "V'è n' ha una quantità — gli ho risposto — con i garibaldini ce ne son tante, anzi questa mattina ne ho vista una vestita da uomo che poteva avere un vent'anni. "Vent'anni " ha esclamato il Re aprendo un paio d'occhi di desiderio». Dove si dimostra che donne, giovani soprattutto, si sono sempre incrociate con quanti di un Paese fanno cronaca e storia e ne conservano tra le mani, evidentemente, anche i destini.
Franco Tontoli