sabato 6 ottobre 2012

Vairano Patenora. Lino Martone attacca ancora la maggioranza consiliare sulla vicenda P.U.C. spiegando alcuni arcani. Ecco la sua lettera

L’approssimazione,la mancanza di una volontà politica,onesta e chiara;il tentativo di lavarsi le mani spostando su altri le responsabilità, e in questo caso i tagli drastici per almeno il 50% dell’espansione proposta dal PUC, come ha già annunciato l’ufficio della Provincia preposto; sono assai più gravi del sospetto di un possibile blocco clientelare-illegale per continuare nella distruttiva logica della rendita fondiaria urbana che ha fatto diventare Vairano una colonia senza identità...
Personalmente mi sono autoimposto di non dare ulteriore risalto stampa alla vicenda PUC di Vairano Patenora, per due motivi. Il primo perché per l’etica politica che mi è stata insegnata ne io ne gli interessi sociali che rappresento ci interessa vivere di propaganda. Secondo perché mi sembrava giusto dare, senza propagandisti devianti o boriosi, il dovuto riconoscimento alla presa d’atto del sindaco Cantelmo che ha riconosciuto utile assegnare a uno specifico Ufficio di Piano una valutazione approfondita sullo stato dell’arte del PUC, riservandosi una ulteriore riflessione politica con il suo gruppo consiliare. In ragione di tale ultima conclusione mi sono anche assunto la responsabilità di inviare una specifica nota di denuncia al Dipartimento della Provincia di Caserta preposto alla valutazione dei PUC sulla base del recente PTCP approvato e sulla base della regolamentazione normata dal regolamento 5 del 4 agosto 2011. In esecuzione a tale impegno,concordato,nella tarda mattinata successiva del Consiglio mi sono recato presso l’Ufficio tecnico Comunale per chiedere una formale dichiarazione scritta, a conferma di quanto mi era sempre stato riferito di mio Diritto come consigliere, con la quale si dichiarava che dopo le varie adozioni di Giunta non c’era un protocollo d’invio alla Provincia degli elaborati del PUC. Ho ricevuto invece la sgradita sorpresa per la quale mi viene esibita una lettera di trasmissione del Sindaco con la quale si inviavano le tavole di zonizzazione all’ufficio ambiente della Provincia per un parere, dando ordine al responsabile dell’ufficio di eseguire. Mi sono recato immediatamente all’ufficio protocollo per avere il numero di questo invio e nel frattempo che mi accingevo a fare formale lettera di diffida all’ufficio, giungeva il suo dirigente, geometra Ernesto Natale, il quale dava immediato ordine ai collaboratori di provvedere all’annullamento di detto protocollo in quanto l’ufficio della Provincia si è letteralmente rifiutato di ricevere quegli elaborati con quella motivazione e senza uno specifico atto deliberativo. E’ evidente che il Dipartimento ambiente della Provincia conosce l’incresciosa situazione del PUC di Vairano e si è ulteriormente allarmato dalle continue pressioni di raccomandazione che vengono da alcuni settori della giunta provinciale,come abbiamo saputo successivamente. Dunque, non possiamo non giudicare la cosa abbastanza grave sia nell’etica che nel comportamento adottato che ci induce ad essere assai più circospetti e incisivi per il futuro, senza per questo rinunciare alla ricerca del consenso unitario sulle grandi e fondamentali questione di interesse sociale di Vairano. Non si tratta di esprimere e fondare qui la nostra critica su una logica di sospetto, sebbene sappiamo tutti che il forte successo elettorale della lista Cantelmo è venuto da tutto lo schieramento politico uscente, preso nei 25 anni e più passati a scambiarsi l’amministrazione comunale,avendo ricevuto una possibile garanzia che nulla si toccava del PUC frettolosamente e illegalmente adottato, per questo il giorno successivo all’elezioni abbiamo affisso il manifesto con il titolo “NESSUNO S’ILLUDA”.
L’approssimazione, la mancanza di una volontà politica, onesta e chiara; il tentativo di lavarsi le mani spostando su altri le responsabilità, e in questo caso i tagli drastici per almeno il 50% dell’espansione proposta dal PUC, come ha già annunciato l’ufficio della Provincia preposto; sono assai più gravi del sospetto di un possibile blocco clientelare-illegale per continuare nella distruttiva logica della rendita fondiaria urbana che ha fatto diventare Vairano una colonia senza identità. Assai più gravi perché offendono il Consiglio Comunale e tutti i singoli consiglieri, ma soprattutto perché illude tanta gente semplice,pur se in errore che pensa di far casa dove meglio crede, e alla fine faranno affari i più furbi e i raccomandati che avranno il potere,con questo o quel consigliere o assessore provinciale, di far tagliare le zone urbanizzabili di altri e conservarsi le proprie. Sconcertante è stato,da questo punto di vista, lo stesso intervento del consigliere Di Sano che lamentava la necessità di far presto e non perdere tempo con l’impossibilità,ad esempio, di consegnare una volta per sempre un piano PIP agli artigiani. All’amico consigliere gli va ricordato che i piani PIP possono avere una loro procedura in deroga e se non ci sono è per altri motivi d’interesse che lui ben conosce. Gli vogliamo ancora ricordare che al primo giorno d’insediamento della Giunta lamentò il suo dissenso perché era stata lasciata fuori la sua unica rappresentanza del PD. E’ bene chiedergli allora, ma il PD ha una opinione e una politica sul PUC di Vairano? Se ce l’ha la tiri fuori e discutiamone. In definitiva e senza farla lunga è bene precisare pubblicamente e per la seconda volta che il PUC a Vairano,alla data attuale, non c’è. E’ stato adottato illegalmente ed è decaduto. Primo perché doveva essere adottato con la vecchia procedura della Legge 16/2004 in quanto pubblicato sul BURC a luglio 2011, prima dell’8 agosto data di pubblicazione del nuovo regolamento; delibera poi impropriamente revocata predisponendo una nuova pubblicazione a novembre 2011 sulla base del regolamento 5/2011. Secondo perché la Giunta comunale esaminò le osservazioni e i ricorsi dei cittadini dopo i novanta giorni prescritti dall’art.7 del citato regolamento, dove è sancito a chiare lettere “a pena di decadenza”. Terzo perché le osservazioni la Giunta non le ha mai inviate al Consiglio che, come recita il manuale operativo del citato regolamento 5(tra l’altro pubblicato a gennaio 2012), il parere conclusivo sulle osservazioni e la definitiva adozione del PUC spetta al Consiglio Comunale. Prima dello scioglimento del Consiglio 5 consiglieri chiesero la convocazione del Consiglio su questo argomento,ma l’amministrazione uscente illegalmente si rifiutò. Non c’è alcuna differenza tra procedura legale e sostanza programmatica del PUC,in quanto per Legge una volta adottato,fino all’approvazione,per 12 mesi possono essere date concessioni edilizie sulla base del PUC adottato. Per questo,bando alle chiacchiere e alle furbizie, quale PUC,quale destino del territorio di Vairano, quale peso dare alle aree di sviluppo e alla residenzialità con la salvaguardia dei centri storici, è oggi questione tutta aperta e allora ripetiamo, per chi ha dimenticato, “NESSUNO S’ILLUDA”.
Lino Martone

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