Una delegazione di lavoratori ed amministratori sessani a Roma ieri mattina. Momenti di tensione quando alcuni operai occupano l’ufficio del sindaco Tommasino. I cassintegrati hanno lasciato il Municipio in serata alle 19 dopo che dalla capitale erano giunte notizie rassicuranti...
I lavoratori dell’ex Formenti per
il momento hanno ottenuto altri tre mesi
di cassa integrazione. Il pomeriggio era
iniziato con l’arrivo di notizie negative da
Roma che hanno reso più
forte la protesta dei lavoratori
ex Formenti presenti in
Comune che hanno occupato
la stanza del sindaco e
minacciato di non voler
abbandonare il Municipio.
Una difficoltà per l’amministrazione
Tommasino e per
il vicesindaco Giuseppe
Rocco, presente nella casa
comunale che ha condiviso
la protesta, ma tecnicamente
impossibilitato a far rimanere
gli operai in uffici pubblici.
Solo per dovere istituzionale sono stati chiamati carabinieri e polizia per una protesta pacifica a difesa del loro futuro. “Siamo vicini ai lavoratori - ha sostenuto il vicesindaco Rocco - e condividiamo la protesta, ma come è noto è impossibile che possano pernottare in Comune. Ieri a Roma si è consumata un’altra debacle istituzionale per il mancato collegamento tra il ministero Economico e quello del Lavoro”. Verso le 19 gli operai si sono allontanati dal Comune in quanto da Roma è giunta la notizia che si è aperto uno spiraglio sull’intrigata vicenda. Un’intera giornata di lotta tra il presidio di una parte di cassintegrati presso il Municipio e l’altra al ministero del Tesoro e dello Sviluppo. Al tavolo trattante non si sono presentati i funzionari del ministero dello Sviluppo economico. I lavoratori oltre a chiedere una proroga della cassa integrazione in deroga hanno puntato l’attenzione sulla fattibilità dell’inserimento occupazionale delle aziende che sono in essere nel contratto di programma. “E’ stato un esito positivo in quanto i lavorati hanno ottenuto tre mesi di cassa integrazione - spiega l’assessore Di Iorio - ed in questo periodo dovrà avvenire la conciliazione con una serie di atti amministrativi che dovrà produrre il commissario liquidatore per bloccare i licenziamenti. In questi tre mesi, noi dell’amministrazione, valuteremo le manifestazioni di interesse giunte in Comune da parte di aziende interessate ad investire nell’ex opificio. Un lavoro che porteremo avanti noi dell’esecutivo di Sessa, di concerto con l’onorevole Mario Landolfi”. Gli operai sono decisi a far rispettare quanto già inserito nella delibera Cipe per un nuovo inserimento al lavoro e quindi non solo la panacea a tempo. Quando il commissario liquidatore Benedetto Cardillo avrà terminato di adempiere a tutti gli atti per bloccare i licenziamenti, le parti ritorneranno a Roma a valutare la fattibilità di quanto messo in atto negli ultimi tre mesi. Per la delegazione che si è recata a Roma, dopo una estenuante attesa, è giunta la relazione del ministero dello Sviluppo economico. Folta la rappresentanza che ha accompagnato i lavoratori: l’assessore al Lavoro Camillo Di Iorio,il commissario liquidatore Benedetto Cardillo e Domenico Porchetta inoltre erano presenti i rappresentanti provinciali delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil nelle persone di Maria Cacciapuoti, Antonio Accerso ed Angelo Spena; i lavoratori presenti: Roberto Catalano, Attilio Bizzarro e Carlo Fusciello.
Solo per dovere istituzionale sono stati chiamati carabinieri e polizia per una protesta pacifica a difesa del loro futuro. “Siamo vicini ai lavoratori - ha sostenuto il vicesindaco Rocco - e condividiamo la protesta, ma come è noto è impossibile che possano pernottare in Comune. Ieri a Roma si è consumata un’altra debacle istituzionale per il mancato collegamento tra il ministero Economico e quello del Lavoro”. Verso le 19 gli operai si sono allontanati dal Comune in quanto da Roma è giunta la notizia che si è aperto uno spiraglio sull’intrigata vicenda. Un’intera giornata di lotta tra il presidio di una parte di cassintegrati presso il Municipio e l’altra al ministero del Tesoro e dello Sviluppo. Al tavolo trattante non si sono presentati i funzionari del ministero dello Sviluppo economico. I lavoratori oltre a chiedere una proroga della cassa integrazione in deroga hanno puntato l’attenzione sulla fattibilità dell’inserimento occupazionale delle aziende che sono in essere nel contratto di programma. “E’ stato un esito positivo in quanto i lavorati hanno ottenuto tre mesi di cassa integrazione - spiega l’assessore Di Iorio - ed in questo periodo dovrà avvenire la conciliazione con una serie di atti amministrativi che dovrà produrre il commissario liquidatore per bloccare i licenziamenti. In questi tre mesi, noi dell’amministrazione, valuteremo le manifestazioni di interesse giunte in Comune da parte di aziende interessate ad investire nell’ex opificio. Un lavoro che porteremo avanti noi dell’esecutivo di Sessa, di concerto con l’onorevole Mario Landolfi”. Gli operai sono decisi a far rispettare quanto già inserito nella delibera Cipe per un nuovo inserimento al lavoro e quindi non solo la panacea a tempo. Quando il commissario liquidatore Benedetto Cardillo avrà terminato di adempiere a tutti gli atti per bloccare i licenziamenti, le parti ritorneranno a Roma a valutare la fattibilità di quanto messo in atto negli ultimi tre mesi. Per la delegazione che si è recata a Roma, dopo una estenuante attesa, è giunta la relazione del ministero dello Sviluppo economico. Folta la rappresentanza che ha accompagnato i lavoratori: l’assessore al Lavoro Camillo Di Iorio,il commissario liquidatore Benedetto Cardillo e Domenico Porchetta inoltre erano presenti i rappresentanti provinciali delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil nelle persone di Maria Cacciapuoti, Antonio Accerso ed Angelo Spena; i lavoratori presenti: Roberto Catalano, Attilio Bizzarro e Carlo Fusciello.
Carmine Di Resta







0 commenti:
Posta un commento