Le ferite sul corpo sarebbero compatibili più con quelle di una azione premeditata che con quelle di un incidente. La prima versione fu quella di un investimento per guida in stato di ebbrezza...
L'avrebbe
ucciso volontariamente,
rinviato a giudizio
per omicidio Carmelo
Arcieri. Il gup Scognamiglio,
ieri, ha disposto il processo
per il 35enne, originario
di Giugliano, ma residente
a Cellole, accusato dell'assassinio
di Antonio
Passaro, 38 anni, di Sessa
Aurunca. Era lo scorso 20
marzo, quando Passaro,
lungo corso Freda a Cellole,
venne investito da un'Alfa
156 Station Wagon. Passaro
morì per le ferite riportate
nello schianto dopo diverse
ore all'ospedale. In un primo
momento si pensò ad un
incidente, ma nel corso del
tempo, il quadro indiziario
portò gli inquirenti a pensarla
diversamente.
In particolare tra le prove a carico di Arcieri, il pm aveva portato una dettagliata perizia effettuata dai carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche proprio sul corpo della vittima. L'esito dell'esame avrebbe evidenziato che le ferite riscontrate sul corpo del 38enne sarebbero compatibili più con quelle di un'azione premeditata che con quelle di un incidente stradale. Elementi che sarebbero stati integrati con le immagini delle telecamere di videosorveglianza di una banca di Cellole che avrebbero evidenziato il passaggio dell'auto, un'Alfa 156 Station Wagon, che avrebbe investito in pieno Passaro, salendo addirittura sul marciapiedi. Arcieri si costituì spontaneamente alle forze dell'ordine alcuni giorni dopo la morte del 38enne. Secondo la sua versione, avrebbe investito per caso la vittima mentre era ubriaco alla guida della sua vettura, poi si sarebbe dileguato senza prestargli soccorso. Il corpo della vittima, poi, fu notato da alcuni passanti che avvertirono il 118. Il giudice, al termine della fase preliminare, ieri, ha deciso di rinviare a giudizio Arcieri per omicidio volontario, accogliendo sia la richiesta del pubblico ministero, che quella dell'avvocato della famiglia della povera vittima, costituitasi parte civile con Luigi Iannettone. Il processo si aprirà il prossimo 29 gennaio dinanzi alla Prima Sezione della Corte d'Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. L'imputato, Carmelo Arcieri, è attualmente recluso ai domiciliari.
In particolare tra le prove a carico di Arcieri, il pm aveva portato una dettagliata perizia effettuata dai carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche proprio sul corpo della vittima. L'esito dell'esame avrebbe evidenziato che le ferite riscontrate sul corpo del 38enne sarebbero compatibili più con quelle di un'azione premeditata che con quelle di un incidente stradale. Elementi che sarebbero stati integrati con le immagini delle telecamere di videosorveglianza di una banca di Cellole che avrebbero evidenziato il passaggio dell'auto, un'Alfa 156 Station Wagon, che avrebbe investito in pieno Passaro, salendo addirittura sul marciapiedi. Arcieri si costituì spontaneamente alle forze dell'ordine alcuni giorni dopo la morte del 38enne. Secondo la sua versione, avrebbe investito per caso la vittima mentre era ubriaco alla guida della sua vettura, poi si sarebbe dileguato senza prestargli soccorso. Il corpo della vittima, poi, fu notato da alcuni passanti che avvertirono il 118. Il giudice, al termine della fase preliminare, ieri, ha deciso di rinviare a giudizio Arcieri per omicidio volontario, accogliendo sia la richiesta del pubblico ministero, che quella dell'avvocato della famiglia della povera vittima, costituitasi parte civile con Luigi Iannettone. Il processo si aprirà il prossimo 29 gennaio dinanzi alla Prima Sezione della Corte d'Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. L'imputato, Carmelo Arcieri, è attualmente recluso ai domiciliari.
Antonella Giannattasio







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