E per 3 mila precari nei servizi di
emergenza, urgenza e assistenza
diretta, se non verranno
prorogati i contratti in
scadenza rischiano di ritrovarsi
senza lavoro...
L’integrazione piano di
rientro dal deficit della sanità
imposto dal governo nazionale
alla Regione Campania
potrebbe alimentare una
grave tensione occupazionale
e ulteriori disagi per l’utenza.
Gli organici degli
ospedali sono carenti da
almeno quindici anni.
Occorrono almeno 5 mila
operatori sanitari, mentre per
3 mila precari nei servizi di
emergenza, urgenza e assistenza
diretta se non verranno
prorogati i contratti in
scadenza rischiano di ritrovarsi
senza lavoro. Intanto,
la giunta regionale sarebbe
orientata ad introdurre nuove
regole per l’acquisizione di
beni e servizi da parte delle
aziende sanitarie laddove il
prezzo dei beni di consumo
si discosti da quello delle
altre per lo stesso prodotto.
In questi casi scatta un obbligo
di rinegoziazione del
costo della fornitura. Nuove
regole anche per l’adozione
della tessera sanitaria elettronica
e la sospensiva di quelle
parti delle leggi regionali
adottate nel 2011 in materia
sanitaria e in contrasto con i
programmi operativi del
piano di rientro.
All’emergenza occupazione
bisogna poi aggiungere le
inadempienze rilevate dai
tecnici di Palazzo Chigi: l’inadeguato
e incompleto riordino
della rete ospedaliera; il
mancato potenziamento della
rete territoriale dei servizi
sanitari; l’aumento delle liste
d’attesa; la crescita della
spesa sanitaria privata (nel
2011 è stata di circa 2 miliardi
di euro con un aumento
costante del fatturato dell’intramoenia).
Da rivedere
anche l’assistenza domiciliare:
In Campania è del 2 per
mille (cioè due posti su mille
over 65), un dato negativo se
si considera che regioni
come Veneto, Emilia Romagna
e Lombardia superano il
6 per mille. Alla Regione va
comunque dato atto di aver
abbattuto consistentemente il
deficit sanitario, contenendo
il disavanzo.
Nel 2009 il disavanzo della sanità in Campania era pari a 773 milioni di euro; l’anno successivo è sceso a 492 milioni mentre nel 2011 si è certificato un passivo di circa 250 milioni; il governo regionale punta chiudere il 2012 in pareggio. Questo consentirebbe di mettere fine al commissariamento e di sbloccare le assunzioni che non comporteranno spese aggiuntive. Infatti, nel 2011 la spesa per gli stipendi degli operatori sanitari è stata di 3 miliardi. L’anno prima erano stati sborsati 180 milioni in più. A causa del blocco del turn over in servizio ci sono 9500 dipendenti in meno, ma i costi del personale continuano ad essere alti per colpa degli straordinari. La giunta regionale chiede l’approvazione di un emendamento al decreto salute che la Regione Campania che prevede una deroga del 20 per cento al blocco del turn over sul personale nelle Regioni sottoposte a piano di rientro dal deficit della sanità. Se il correttivo verrà approvato potrebbero essere assunti almeno 500 operatori sanitari.
Nel 2009 il disavanzo della sanità in Campania era pari a 773 milioni di euro; l’anno successivo è sceso a 492 milioni mentre nel 2011 si è certificato un passivo di circa 250 milioni; il governo regionale punta chiudere il 2012 in pareggio. Questo consentirebbe di mettere fine al commissariamento e di sbloccare le assunzioni che non comporteranno spese aggiuntive. Infatti, nel 2011 la spesa per gli stipendi degli operatori sanitari è stata di 3 miliardi. L’anno prima erano stati sborsati 180 milioni in più. A causa del blocco del turn over in servizio ci sono 9500 dipendenti in meno, ma i costi del personale continuano ad essere alti per colpa degli straordinari. La giunta regionale chiede l’approvazione di un emendamento al decreto salute che la Regione Campania che prevede una deroga del 20 per cento al blocco del turn over sul personale nelle Regioni sottoposte a piano di rientro dal deficit della sanità. Se il correttivo verrà approvato potrebbero essere assunti almeno 500 operatori sanitari.
Ciro Crescentini







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