domenica 28 ottobre 2012

Sanità. Mancano all'appello 5mila posti per Operatore Sanitario in tutta la Campania. Si spera nella deroga del governo per almeno 500 posti

E per 3 mila precari nei servizi di emergenza, urgenza e assistenza diretta, se non verranno prorogati i contratti in scadenza rischiano di ritrovarsi senza lavoro...
L’integrazione piano di rientro dal deficit della sanità imposto dal governo nazionale alla Regione Campania potrebbe alimentare una grave tensione occupazionale e ulteriori disagi per l’utenza. Gli organici degli ospedali sono carenti da almeno quindici anni. Occorrono almeno 5 mila operatori sanitari, mentre per 3 mila precari nei servizi di emergenza, urgenza e assistenza diretta se non verranno prorogati i contratti in scadenza rischiano di ritrovarsi senza lavoro. Intanto, la giunta regionale sarebbe orientata ad introdurre nuove regole per l’acquisizione di beni e servizi da parte delle aziende sanitarie laddove il prezzo dei beni di consumo si discosti da quello delle altre per lo stesso prodotto. In questi casi scatta un obbligo di rinegoziazione del costo della fornitura. Nuove regole anche per l’adozione della tessera sanitaria elettronica e la sospensiva di quelle parti delle leggi regionali adottate nel 2011 in materia sanitaria e in contrasto con i programmi operativi del piano di rientro. All’emergenza occupazione bisogna poi aggiungere le inadempienze rilevate dai tecnici di Palazzo Chigi: l’inadeguato e incompleto riordino della rete ospedaliera; il mancato potenziamento della rete territoriale dei servizi sanitari; l’aumento delle liste d’attesa; la crescita della spesa sanitaria privata (nel 2011 è stata di circa 2 miliardi di euro con un aumento costante del fatturato dell’intramoenia). Da rivedere anche l’assistenza domiciliare: In Campania è del 2 per mille (cioè due posti su mille over 65), un dato negativo se si considera che regioni come Veneto, Emilia Romagna e Lombardia superano il 6 per mille. Alla Regione va comunque dato atto di aver abbattuto consistentemente il deficit sanitario, contenendo il disavanzo.
Nel 2009 il disavanzo della sanità in Campania era pari a 773 milioni di euro; l’anno successivo è sceso a 492 milioni mentre nel 2011 si è certificato un passivo di circa 250 milioni; il governo regionale punta chiudere il 2012 in pareggio. Questo consentirebbe di mettere fine al commissariamento e di sbloccare le assunzioni che non comporteranno spese aggiuntive. Infatti, nel 2011 la spesa per gli stipendi degli operatori sanitari è stata di 3 miliardi. L’anno prima erano stati sborsati 180 milioni in più. A causa del blocco del turn over in servizio ci sono 9500 dipendenti in meno, ma i costi del personale continuano ad essere alti per colpa degli straordinari. La giunta regionale chiede l’approvazione di un emendamento al decreto salute che la Regione Campania che prevede una deroga del 20 per cento al blocco del turn over sul personale nelle Regioni sottoposte a piano di rientro dal deficit della sanità. Se il correttivo verrà approvato potrebbero essere assunti almeno 500 operatori sanitari.
Ciro Crescentini

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