Comparelli di Conca della Campania e De Luca di Roccamonfina finiti nella rete dei militari di Roma...
I tentacoli dell’operazione Fungo, hanno avviluppato anche il 53enne Comparelli D residente nel Comune di Conca della Campania, ed il 55enne De Luca G residente nel Comune di Roccamonfina. I Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta alle prime luci dell’alba, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare, emessa nei confronti dei prevenuti per reati connessi allo sfruttamento della prostituzione. Il Concano, già noto alle forze dell’ordine, dopo le formalità di rito è stato associato presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, mentre il Roccano originario di Teano ha beneficiato della detenzione in regime degli arresti domiciliari. L’arrestato lo scorso anno era già stato deferito alla autorità giudiziaria in stato di libertà, sempre per reati connessi al fenomeno dilagante della prostituzione, infatti all’epoca dei fatti i Carabinieri individuarono alcuni appartamenti ubicati a Casagiove, nella sua disponibilità che, concedeva a soggetti di entrambi i sessi che, li utilizzavano poi per illeciti giri di affari.
Il De Luca secondo quando si è appreso, sarebbe titolare di una licenza di investigatore privato è per tanto in possesso sembra di un regolare porto d’armi che, gli permetteva di girare armato, come affermato da diversi residenti di Roccamonfina, che l’hanno segnalato più volte al Comandante della locale stazione dei carabinieri, poiché l’uomo non esitava dall’ostentare l’arma. Entro i prossimi 5 giorni, gli arrestati saranno interrogati dal GIP che, formulerà i capi di imputazione. Gli arresti odierni, si inquadrano nella più vasta operazione denominata “ Fungo” condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di 28 persone (24 in carcere e 4 agli arresti domiciliari) per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani, al favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione maschile di tipo transessuale, nonché all’introduzione e alla permanenza nel territorio nazionale di transessuali da destinare alla prostituzione. L’operazione, denominata “Fungo”, ed estesa tra il Lazio, la Campania e l’Umbria, ha consentito di accertare che l’organizzazione criminale, composta da italiani e brasiliani, era specializzata nel reclutare i transessuali nel Sud America per poi farli arrivare in Italia attraverso i confini di altri Paesi europei. Le vittime della “tratta”, per la maggior parte abitanti nelle favelas brasiliane, ricevevano direttamente a casa, via posta, il biglietto aereo con il quale imbarcarsi all’aeroporto di Rio de Janeiro per poi giungere a Parigi, Madrid, Budapest, Bucarest, Zurigo. Decine le perquisizioni nel Lazio, Campania, Umbria e Toscana, nonché 12 i decreti di sequestro preventivo di immobili già destinati all’illecita attività di meretricio.
Il De Luca secondo quando si è appreso, sarebbe titolare di una licenza di investigatore privato è per tanto in possesso sembra di un regolare porto d’armi che, gli permetteva di girare armato, come affermato da diversi residenti di Roccamonfina, che l’hanno segnalato più volte al Comandante della locale stazione dei carabinieri, poiché l’uomo non esitava dall’ostentare l’arma. Entro i prossimi 5 giorni, gli arrestati saranno interrogati dal GIP che, formulerà i capi di imputazione. Gli arresti odierni, si inquadrano nella più vasta operazione denominata “ Fungo” condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di 28 persone (24 in carcere e 4 agli arresti domiciliari) per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani, al favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione maschile di tipo transessuale, nonché all’introduzione e alla permanenza nel territorio nazionale di transessuali da destinare alla prostituzione. L’operazione, denominata “Fungo”, ed estesa tra il Lazio, la Campania e l’Umbria, ha consentito di accertare che l’organizzazione criminale, composta da italiani e brasiliani, era specializzata nel reclutare i transessuali nel Sud America per poi farli arrivare in Italia attraverso i confini di altri Paesi europei. Le vittime della “tratta”, per la maggior parte abitanti nelle favelas brasiliane, ricevevano direttamente a casa, via posta, il biglietto aereo con il quale imbarcarsi all’aeroporto di Rio de Janeiro per poi giungere a Parigi, Madrid, Budapest, Bucarest, Zurigo. Decine le perquisizioni nel Lazio, Campania, Umbria e Toscana, nonché 12 i decreti di sequestro preventivo di immobili già destinati all’illecita attività di meretricio.
Anna Izzo






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