Vincenzo Maciariello e Francesco Maiello quest'ultimo di Capua davanti alla Corte di Appello di Napoli. Il Procuratore chiede la conferma delle pene...
Il
primo grado li ha condannati
ad 8 anni per
aver contrattato telefonicamente
l’acquisto di
droga. Il procuratore
generale chiede la conferma
delle pene in
secondo grado. Ieri,
dinanzi la Corte d'Appello
di Napoli, si è
concluso il procedimento
a carico di Vincenzo
Maciariello di Riardo e
Francesco Maiello di
Capua. Entrambi sono
accusati di detenzione ai
fini di spaccio di sostanze
stupefacenti. Droga
che, in effetti, non
venne mai rinvenuta.
Maciariello e Maiello, infatti, sono finiti nei guai per aver contattato alcuni pusher nordafricani “in servizio” a Vairano. A seguito di una serie di intercettazioni telefoniche, i carabinieri di Piedimonte Matese accertarono l'esistenza di una piazza di spaccio nell'Alto Casertano. Tutte le persone coinvolte vennero portate in tribunale. Tra queste i due giovani, Maciariello e Maiello, per i quali i giudici del tribunale avevano sentenziato una condanna a 5 anni, il primo, e a 3 anni, il secondo. Il procuratore, in appello, ha chiesto ai giudici di confermare le pene.
Maciariello e Maiello, infatti, sono finiti nei guai per aver contattato alcuni pusher nordafricani “in servizio” a Vairano. A seguito di una serie di intercettazioni telefoniche, i carabinieri di Piedimonte Matese accertarono l'esistenza di una piazza di spaccio nell'Alto Casertano. Tutte le persone coinvolte vennero portate in tribunale. Tra queste i due giovani, Maciariello e Maiello, per i quali i giudici del tribunale avevano sentenziato una condanna a 5 anni, il primo, e a 3 anni, il secondo. Il procuratore, in appello, ha chiesto ai giudici di confermare le pene.
Antonella Giannattasio







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