Chiamati a testimoniare gli inquirenti del 2008, il comandante pro tempore Liberato Liliano e il comandante del Nucleo Mobile che scoprì tutto, il Maresciallo Aiutante Nicola Goglia...
Lunedì prossimo a Piedimonte Matese inizia il processo nei confronti dei responsabili dell'area ex Cirio ubicata in località Totari, nel comune di Alife. Come si ricorderà, l'operazione di servizio ebbe vasta eco sulla stampa nazionale, sia televisiva, cartacea e web. Saranno escussi i maggiori responsabili di quello scempio, ovvero coloro che pro -tempore gestivano l'area anche se, successivamente fu bonificata e resa idonea grazie all'intervento di Andrea Benetton, nuovo proprietario dell'Azienda. Saranno escussi i Marescialli Liberato Liliano, comandante pro tempore della Tenenza della Guardia di Finanza di Piedimonte Matese ed il suo più stretto collaboratore, Nicola Goglia comandante del Nucleo Mobile. Tutto iniziò nell’ambito dell’attività di controllo economico del territorio dei finanzieri matesini che ebbero a compiere accertamenti d’iniziativa che hanno consentirono di individuare un’area di circa mq 60.000 adibita a discarica abusiva, nella zona di Alife (CE), in località “Totari”.
I finanzieri appartenenti al Nucleo Mobile, insospettiti dalla presenza sul terreno di materiale da risulta, da numerosi pneumatici e dal generale stato di abbandono del luogo, posero in essere una più approfondita attività ricognitiva del sito rilevando altresì, alcuni manufatti in ethernet e rifiuti speciali sversati sui campi, quali batterie e oli esausti, nonchè imballaggi contenenti residui di rifiuti pericolosi. Furono inoltre reperite, abbandonate, numerose provette contenenti prelievi di campioni ematici e, addirittura, un barattolo contenente un embrione in formaldeide. Sotto il suolo, in corrispondenza di alcuni pozzi furono rinvenuti anche una sorta di serbatoio interrato, colmo di lubrificanti usati. Con la collaborazione di personale dell’ARPAC – dipartimento Provinciale di Caserta, i finanzieri procedettero all’ individuazione e classificazione dei rifiuti scoperti, sottoponendo a sequestro l’area interessata. Nel contempo, fu individuato il titolare del terreno, segnalato alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di “attività di gestione di rifiuti non autorizzata”. L’operazione di servizio condotta all'epoca costituì ulteriore testimonianza del costante presidio economico esercitato dal Corpo sul territorio a tutela dell’ambiente e della salute del cittadino..
I finanzieri appartenenti al Nucleo Mobile, insospettiti dalla presenza sul terreno di materiale da risulta, da numerosi pneumatici e dal generale stato di abbandono del luogo, posero in essere una più approfondita attività ricognitiva del sito rilevando altresì, alcuni manufatti in ethernet e rifiuti speciali sversati sui campi, quali batterie e oli esausti, nonchè imballaggi contenenti residui di rifiuti pericolosi. Furono inoltre reperite, abbandonate, numerose provette contenenti prelievi di campioni ematici e, addirittura, un barattolo contenente un embrione in formaldeide. Sotto il suolo, in corrispondenza di alcuni pozzi furono rinvenuti anche una sorta di serbatoio interrato, colmo di lubrificanti usati. Con la collaborazione di personale dell’ARPAC – dipartimento Provinciale di Caserta, i finanzieri procedettero all’ individuazione e classificazione dei rifiuti scoperti, sottoponendo a sequestro l’area interessata. Nel contempo, fu individuato il titolare del terreno, segnalato alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di “attività di gestione di rifiuti non autorizzata”. L’operazione di servizio condotta all'epoca costituì ulteriore testimonianza del costante presidio economico esercitato dal Corpo sul territorio a tutela dell’ambiente e della salute del cittadino..







0 commenti:
Posta un commento