Maxi truffa con false attivazioni di utenze telefoniche. Tassa di concessione governativa per telefoni cellulari. Arrivano a raffica gli avvisi di accertamento per omesso pagamento, ma ignari cittadini scoprono di non aver mai attivato le utenze telefoniche “incriminate”. Si tratta della scoperta in massa di una truffa. Ed un caso così è avvenuto anche nel capoluogo matesino. Un rappresentante delle forze dell'ordine si è ritrovato due abbonamenti di telefonia mobile intestati...
Molteplici segnalazioni giungono allo “Sportello dei Diritti” perché in queste ultime settimane stanno arrivando a raffica migliaia di avvisi di accertamento da parte dell’Agenzia dell’Entrate per omesso versamento della tassa di concessione governativa per i telefoni cellulari. Sin qui nulla di nuovo, perché quando una tassa anche la più odiosa è dovuta la si deve pagare, ma il fatto eclatante è che migliaia di cittadini - qualche bene informato parla di ben 5.000 casi analoghi segnalati solo all’Agenzia delle Entrate di Lecce (ma anche a Piedimonte Matese come in seguito andremo a spiegare, ndr) - hanno negato di aver mai attivato le utenze telefoniche “incriminate” e che quindi sono stati vittime di raggiri che alla fine hanno portato nei confronti di ignari gli atti da parte degli uffici dell’ente che si occupa dell’accertamento di questo tributo. A parere di Giovanni D’Agata fondatore dello “Sportello dei Diritti” non si tratta altro che della scoperta, questa volta in massa, del cosiddetto furto d’identità. Una prassi assai in voga tra i truffatori nostrani che consente attraverso la duplicazione di documenti ed a volte con la complicità degli operatori dei vari settori, l’attivazione di servizi a pagamento, utenze, conti correnti bancari a discapito di malcapitati cittadini. Una volta ricevuto l’avviso e verificata la propria estraneità, il consiglio dello “Sportello dei Diritti” è, quindi, di recarsi immediatamente presso la competente autorità giudiziaria e denunciarne il fatto, comunicandolo senza alcuna attesa presso l’ufficio territoriale dell’Agenzia dell’Entrate per evitare di dover pagare anche ulteriori aggravi.
DUE UTENZE DI TELEFONIA MOBILE INTESTATE AD UN IGNARO CITTADINO, APPARTENENTE ALLE FORZE DELL'ORDINE. - Un caso come quelli denunciati da Giovanni D'Agata è capitato anche a Piedimonte Matese e denunciato ai Carabinieri tempo fa. Infatti ad un appartenente alle forze dell'ordine gli fu notificato dall'Agenzia delle Entrate un avviso di accertamento perchè non aveva pagato la tassa di concessione governativa su due abbonamenti telefonici (telefonia mobile) a lui intestati. Lo stesso provvide a fare denuncia ai Carabinieri per segnalare l'episodio. Quando avvengono queste cose, il più delle volte ad agire è proprio qualche lavoratore nelle rivendite di telefoni cellulari che rappresenta anche qualche compagnia nazionale, il quale per avere il telefono "gratis" laddove previsto (rapporti della durata di un minimo di trenta mesi) intesta i contratti ad ignari cittadini che magari erano passati prima per intestarsi una semplice scheda prepagata o avevano richiesto l'intervento della compagnia nazionale per qualche problema. Il lavoratore in "malafede" ne approfitta e così riesce ad ottenere qualche telefono di ultima generazione "gratis". E intanto però le bollette sono intestate ad ignari utenti che se ne accorgono appunto, solo dopo qualche anno, ovvero quando arriva l'accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate. Occhio quindi, quando si forniscono i dati personali, soprattutto nei grandi centri.







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