martedì 30 ottobre 2012

Piedimonte Matese. Ancora disservizi in danno ai viaggiatori da parte della Ferrovia Alifana. Corse soppresse e biglietteria chiusa

Molti viaggiatori sono stati lasciati a se stessi sabato scorso, quando la corsa delle 16,26 per Napoli e quella delle 19,47 per Piedimonte Matese sono state senza alcun preavviso soppresse. Venerdì invece la biglietteria del capoluogo matesino ha chiuso i battenti alle ore 12,30 repentinamente e non ha riaperto più...
Eravamo stati fin troppo facili profeti qualche mese fa, quando da queste colonne avevamo previsto che la chiusura della biglietteria di Piedimonte Matese nelle calde giornate agostane doveva essere solo la “prova generale estiva” di un ben più ampio progetto di graduale soppressione di ogni servizio ai sempre più sfiduciati pendolari della tratta Piedimonte Matese – Napoli. Ed infatti, nei giorni scorsi, abbiamo assistito a due episodi ben più gravi. Prima, venerdì 26 ottobre, c’è stata nuovamente la chiusura della biglietteria di Piedimonte Matese, dalle ore 12,30 fino a fine turno, che questa volta ha provocato molti più disagi rispetto al mese di agosto, in quanto, con l’apertura delle scuole, sono centinaia gli studenti che usano il treno dell’Alifana per recarsi a scuola e che acquistano quotidianamente il biglietto proprio alla biglietteria di Piedimonte, visto che ormai le altre stazioni sono quasi sempre tutte chiuse già da tempo, ed inoltre non esistono altri punti vendita in città. Tutto questo a vantaggio dei viaggiatori disonesti, che approfittano di tali disservizi per imboscarsi, e a totale danno dei tanti viaggiatori onesti, che non solo non hanno materialmente la possibilità di acquistare il biglietto, ma che possono subire anche la beffa di essere multati in treno da qualche controllore particolarmente “solerte”, in quanto l’assurda legge regionale prevede l’elevazione del verbale. Sabato 27, poi, sono state soppresse improvvisamente la corsa delle ore 16,26 da Piedimonte Matese e quella delle ore 19,47 da Napoli, senza alcuna motivazione ufficiale da parte degli addetti, che, con aria estremamente imbarazzata, alla richiesta di spiegazioni da parte degli inferociti viaggiatori, non hanno saputo o voluto dare spiegazioni convincenti. Due studentesse universitarie matesine ci hanno segnalato: "È assurdo, non siamo potute rientrare a Piedimonte Matese dopo una settimana lontane da casa, e come noi altre decine di viaggiatori, perché non solo hanno cancellato inspiegabilmente l’ultima corsa per Piedimonte Matese, ma non si sono neppure preoccupati di predisporre un autobus sostitutivo, lasciando letteralmente i viaggiatori a piedi, peraltro in una serata di pioggia torrenziale. Stiamo valutando l’eventualità di intentare un’azione legale di risarcimento danni contro l’Alifana."
Negli ultimi anni abbiamo assistito a riduzioni di corse, chiusura di stazioni, mancata erogazione dei più elementari servizi alla clientela, e da qualche indiscrezione trapelata dall’ambiente, pare che con l’entrata in vigore del nuovo orario ci saranno ulteriori tagli di corse. Tutto questo proprio mentre le istituzioni cercano, per tanti validi motivi, di incentivare l’uso dei mezzi pubblici e in particolare il trasporto su ferro. Pare che comunque tutto si riduca a mancanza di personale dovuto ai sempre maggiori tagli al trasporto pubblico locale, anche se questa spiegazione contrasta fortemente con le notizie ufficiali diramate dagli organi regionali che parlano addirittura di decine se non addirittura centinaia di esuberi di personale nel trasporto regionale. Forse è più logico pensare che si tratti di scelte dei vertici aziendali (messi lì dalla politica e quindi mai in esubero, anzi costituiscono essi stessi una piccola “casta”), che percepiscono compensi stellari offrendo in cambio un servizio da terzo mondo; scelte dettate dall’incapacità o da un più ampio disegno di penalizzare sempre di più il nostro territorio a vantaggio di aree più popolate come quelle aversane o napoletane. La domanda che ci poniamo allora è la seguente: la Regione Campania, l’assessore al ramo e soprattutto i sindaci dell’Alto Casertano per quanto tempo continueranno ad assistere passivamente alla distruzione dell’Alifana da parte di questi personaggi?

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