Conclusa l’indagine delle commissioni Anticamorra e Trasparenza: sotto la lente gli affidamenti con somma urgenza dal 2001 al 2010. “Gestione regionale anomala e singolare”: atti inviati anche ai prefetti e all’Antimafia...
Quei ribassi troppo
bassi. Quei lavori affidati così in
fretta. Quelle ditte, sempre le stesse,
ormai ‘di casa’ presso gli impianti
idrici della Regione. Cosa sia successo
lì in dieci anni nell’affidamento
degli appalti pubblici lo stabilirà
l’autorita giudiziaria ora che è
in possesso di tutta la documentazione
necessaria. E’ il frutto dell’inchiesta
congiunta condotta dalle
commissioni consiliari “Anticamorra”
e “Trasparenza” della Regione,
che ha lavorato per chiarire come
siano stati affidati i lavori di riparazione
degli impianti idrici regionali
della province di Napoli e Caserta
eseguito con “procedura della
somma urgenza”.
Questa particolare fattispecie
riguarda situazioni eccezionali di
pericolo, che obbligano l'amministrazione
ad intervenire, a prescindere
da qualsiasi previa negoziazione
e copertura della spesa. Per questo
motivo, in deroga ai principi
contrattualistici della previa negoziazione
e copertura economica, il
funzionario della amministrazione,
intervenuto sul luogo caratterizzato
dalla situazione di somma urgenza,
deve provvedere ad ordinare la
immediata esecuzione dei lavori,
reperendo uno o più soggetti idonei
ad assicurare la rimozione dello
stato di somma urgenza ed affidando
loro, anche in modo informale, i
lavori stessi. Il rapporto contrattuale
con l'esecutore si perfeziona immediatamente
prima, contestualmente,
ovvero dopo l'esecuzione dell'intervento,
attraverso il dialettico rapporto
con il rappresentante dell'amministrazione.
Trattandosi di interventi indifferibili, è possibile che l'esecuzione avvenga anche in mancanza di un accordo economico con l'affidatario dei lavori: in questi casi, l'esecutore può esplicare le sue richieste, inserendo nel registro contabile le corrispondenti domande di indennità e indicando con precisione il compenso cui ritiene aver diritto, nonché le ragioni di ciascuna domanda. La questione, di regola, viene risolta attraverso un contraddittorio in sede amministrativa, sulla base di un'apposita relazione del responsabile del procedimento, tenendo anche conto delle particolari situazioni in cui l'esecutore si è trovato ad operare. L’inchiesta, avviata a seguito di articoli di stampa che denunciavano l’esborso di centinaia di milioni di euro e collusioni fra politica e clan criminali, ha confermato, in particolare nel periodo 2001 – 2010, il facile ricorso alla procedura della somma urgenza, con affidamento diretto e ripetuto dei lavori ad imprese specializzate ed un notevole esborso di denaro, in palese violazione della norma. “L’indagine esperita dalle Commissioni – dichiarano i presidenti Gianfranco Valiante e Nicola Caputo (nella foto) – ha confermato una gestione regionale “anomala e singolare, per un non breve periodo”. Le emergenze dell’inchiesta ed il materiale probatorio acquisito sono state trasmesse alla competente autorità giudiziaria, ai prefetti di Napoli e Caserta, alla Commissione Centrale Antimafia.
Trattandosi di interventi indifferibili, è possibile che l'esecuzione avvenga anche in mancanza di un accordo economico con l'affidatario dei lavori: in questi casi, l'esecutore può esplicare le sue richieste, inserendo nel registro contabile le corrispondenti domande di indennità e indicando con precisione il compenso cui ritiene aver diritto, nonché le ragioni di ciascuna domanda. La questione, di regola, viene risolta attraverso un contraddittorio in sede amministrativa, sulla base di un'apposita relazione del responsabile del procedimento, tenendo anche conto delle particolari situazioni in cui l'esecutore si è trovato ad operare. L’inchiesta, avviata a seguito di articoli di stampa che denunciavano l’esborso di centinaia di milioni di euro e collusioni fra politica e clan criminali, ha confermato, in particolare nel periodo 2001 – 2010, il facile ricorso alla procedura della somma urgenza, con affidamento diretto e ripetuto dei lavori ad imprese specializzate ed un notevole esborso di denaro, in palese violazione della norma. “L’indagine esperita dalle Commissioni – dichiarano i presidenti Gianfranco Valiante e Nicola Caputo (nella foto) – ha confermato una gestione regionale “anomala e singolare, per un non breve periodo”. Le emergenze dell’inchiesta ed il materiale probatorio acquisito sono state trasmesse alla competente autorità giudiziaria, ai prefetti di Napoli e Caserta, alla Commissione Centrale Antimafia.






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