Il Prefetto Andrea De Martino ha ripreso don Maurizio Patriciello perchè invece di chiamare 'Prefetto' o magari 'Vostra Maestà' la dott.ssa Pagano, l'ha chiamata signora...
Uno "spiacevole incidente" che sta facendo discutere la rete. E' quello che vede come protagonisti il prefetto di Napoli Andrea De Martino e don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano (Napoli), impegnato sul fronte anti roghi tossici, avvenuto nel corso di una riunione, qualche settimana fa in Prefettura, alla presenza dei sindaci della cosiddetta 'terra dei fuochi'. Nell'intervento il parroco si rivolge al prefetto di Caserta Carmela Pagano chiamandola "signora", scatenando l'ira di De Martino che lo invita bruscamente a chiamarla "signora prefetto". Il video ha fatto il giro della rete. A quest'ultimo il prefetto ha risposto dando quella che definisce "la giusta connotazione dei fatti". "Eravamo tutti riuniti nell'intento condiviso di contrastare il fenomeno dei roghi di rifiuti - ha detto - Al contrario di quanto e' stato evidenziato, al di la' dei toni anche accesi, e dei quali mi dolgo, dettati dalla forte partecipazione di tutti alla problematica, nell'occasione non si e' registrata alcuna distanza tra istituzioni e cittadini ma un clima di intensa e proficua collaborazione, pur se nell'ambito di un confronto dialettico, che sono certo dara' ancora una volta ulteriori risultati importanti anche con il contributo di don Patriciello".
Quanto all'episodio, scrive De Martino, "tengo a precisare che il parroco don Maurizio Patriciello conosceva il prefetto Carmela Pagano e il suo ruolo perche' era stato ricevuto in piu' occasioni presso la prefettura di Caserta. Pertanto dopo averla chiamata per ben tre volte signora in presenza dei rappresentanti di altre istituzioni, piu' di 20 sindaci, il questore, i comandanti dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco, i rappresentanti della Regione, della Provincia e delle Asl, ho ritenuto doveroso invitare don Patriciello a rivolgersi al responsabile della prefettura di Caserta utilizzando il titolo di prefetto, perche' riconoscesse nel suo interlocutore, agli occhi di tutti, il ruolo e le responsabilita' che sono affidate al rappresentante del Governo". "Il rispetto dei ruoli ancor piu' se di livello istituzionale e connessi a incarichi di elevata responsabilita' - aggiunge De Martino - e' la prima regola per aver un confronto costruttivo. Don Patriciello e' stato invitato alla riunione per offrire il proprio contributo nella lotta al fenomeno dei roghi riconoscendo in lui quel ruolo di sacerdote capace di impegnarsi attivamente nella necessaria forte opera di sensibilizzazione di tutti i cittadini a rispettare e far rispettare l'ambiente. Se qualcuno si fosse rivolto a don Patriciello, appellandolo come signore, avrei chiesto ugualmente il rispetto per l'istituzione che rappresenta e per le funzioni che svolge e sono certo che nessuno avrebbe avuto nulla da ridire''.
''Il tavolo a cui ha preso parte ultimamente anche don Patriciello ha prodotto, ancora una volta grazie allo straordinario impegno delle Forze di polizia, risultati importanti. Solo nell'ultimo anno, le persone controllate sono state oltre 3.500 e 800 quelle denunciate e arrestate per crimini ambientali. Gli altri dati sono riepilogati nell'allegato prospetto - continua - Ma proprio le operazioni delle Forze di polizia hanno evidenziato che per superare il problema dei roghi non basta la repressione. A monte dei roghi c'e' lo sversamento abusivo di rifiuti che a sua volta trae origine dal comportamento scorretto di quanti quotidianamente offendono l'ambiente procurando danni irreparabili all'intera comunita'. Molti scarichi abusivi sono frutto di cicli di produzione clandestina nel settore dei gommisti, delle lavorazioni agricole, del tessile e della pelletteria, delle ristrutturazioni edilizie". Per il prefetto "occorre allora una partecipazione attiva di tutti i cittadini chiamati a non rivolgersi al mercato abusivo perche' dietro un'apparente opportunita', dietro un piccolo risparmio si celano danni gravissimi per l'ambiente e quindi per la salute e il benessere dell'intera comunita'. E' questo lo spirito giusto che deve vedere ancora una volta cittadini e istituzioni uniti nell'affrontare ogni forma di illegalita' e di abuso". "Si e' trattato, in conclusione, di un incidente di lavoro davvero spiacevole, lo riconosco, chiusosi pero' sul momento e suggellato ieri a Cardito, in occasione del funerale della giovane vittima Pasquale Romano, quando intravisto don Patriciello di spalle, l'ho avvicinato facendogli una carezza sulla nuca", conclude De Martino.
Quanto all'episodio, scrive De Martino, "tengo a precisare che il parroco don Maurizio Patriciello conosceva il prefetto Carmela Pagano e il suo ruolo perche' era stato ricevuto in piu' occasioni presso la prefettura di Caserta. Pertanto dopo averla chiamata per ben tre volte signora in presenza dei rappresentanti di altre istituzioni, piu' di 20 sindaci, il questore, i comandanti dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco, i rappresentanti della Regione, della Provincia e delle Asl, ho ritenuto doveroso invitare don Patriciello a rivolgersi al responsabile della prefettura di Caserta utilizzando il titolo di prefetto, perche' riconoscesse nel suo interlocutore, agli occhi di tutti, il ruolo e le responsabilita' che sono affidate al rappresentante del Governo". "Il rispetto dei ruoli ancor piu' se di livello istituzionale e connessi a incarichi di elevata responsabilita' - aggiunge De Martino - e' la prima regola per aver un confronto costruttivo. Don Patriciello e' stato invitato alla riunione per offrire il proprio contributo nella lotta al fenomeno dei roghi riconoscendo in lui quel ruolo di sacerdote capace di impegnarsi attivamente nella necessaria forte opera di sensibilizzazione di tutti i cittadini a rispettare e far rispettare l'ambiente. Se qualcuno si fosse rivolto a don Patriciello, appellandolo come signore, avrei chiesto ugualmente il rispetto per l'istituzione che rappresenta e per le funzioni che svolge e sono certo che nessuno avrebbe avuto nulla da ridire''.
''Il tavolo a cui ha preso parte ultimamente anche don Patriciello ha prodotto, ancora una volta grazie allo straordinario impegno delle Forze di polizia, risultati importanti. Solo nell'ultimo anno, le persone controllate sono state oltre 3.500 e 800 quelle denunciate e arrestate per crimini ambientali. Gli altri dati sono riepilogati nell'allegato prospetto - continua - Ma proprio le operazioni delle Forze di polizia hanno evidenziato che per superare il problema dei roghi non basta la repressione. A monte dei roghi c'e' lo sversamento abusivo di rifiuti che a sua volta trae origine dal comportamento scorretto di quanti quotidianamente offendono l'ambiente procurando danni irreparabili all'intera comunita'. Molti scarichi abusivi sono frutto di cicli di produzione clandestina nel settore dei gommisti, delle lavorazioni agricole, del tessile e della pelletteria, delle ristrutturazioni edilizie". Per il prefetto "occorre allora una partecipazione attiva di tutti i cittadini chiamati a non rivolgersi al mercato abusivo perche' dietro un'apparente opportunita', dietro un piccolo risparmio si celano danni gravissimi per l'ambiente e quindi per la salute e il benessere dell'intera comunita'. E' questo lo spirito giusto che deve vedere ancora una volta cittadini e istituzioni uniti nell'affrontare ogni forma di illegalita' e di abuso". "Si e' trattato, in conclusione, di un incidente di lavoro davvero spiacevole, lo riconosco, chiusosi pero' sul momento e suggellato ieri a Cardito, in occasione del funerale della giovane vittima Pasquale Romano, quando intravisto don Patriciello di spalle, l'ho avvicinato facendogli una carezza sulla nuca", conclude De Martino.







6 commenti:
e nessuno si ribella come sempre già è tanto che l'ha chiamata signora aquella là
E' evidente che SUA ECCELLENZA nell'occasione è stato colto da un classico attacco senile che ha sinergizzato con qualche pizzico di arterio sclerosi latente e soprattutto con quell'arroganza tipica di chi dovrebbe rappresentare lo Stato ed invece lo Stato cerca di imporlo con prepotenza e arroganza a qualsiasi livello. SUA ECCELLENZA, dovrebbe sapere che, per senso civico, il titolo di SIGNORE/A viene prima di qualsiasi altro titolo, quindi da questa storia ne viene fuori che SUA ECCELLENZA sarà stato anche un ottimo Prefetto, ma come SIGNORE, evidentemente, lascia molto a desiderare.
E il Prefetto che dice: "se io la chiamerei signore?" E la Prefetto di Caserta che non dice una parola, sebbene "l'onta vergognosa" l'abbia subita lei? Ma dove siamo andati a finire?
COMPLIMENTI AI DUE MESSAGGI DELLE 9.15 E 9.59 AVETE COLTO IN CENTRO IL PROBLEMA ,LA NOTIZIA è ORMAI SU TUTTI I MEDIA NAZIONALI E FACCIO I MIEI COMPLIMENTI A CAIAZZO RINASCE PER LO SCOOP
Certo che se quel Prefetto è il rappresentante dello Stato che ... Iddio ci aiuti e liberi. Il volto peggiore che uno Stato che già con la Magistratura non gode stima,non parliamo poi dei politici, possa dare di se.
Ma la cosa strana che il prefetto non riusciva neppure a capire che il bravo sacerdote era sincero nelle scuse.
Ma se non è in grado di capire, perchè non si dimette?
Mi fa ricordare la splendida frase di Dante nella Divina Commedia: Ahi serva Italia di dolore ostello, non donna di province ma bordello, nave senza nocchiero in gran tempesta !!!
Questo nel 1300 e oggi ...!!!???
CHE TRISTEZZA PENSARE CHE NOI CITTADINI CI SVENIAMO DI TASSE, PER STRAPAGARE RAPPRESENTANTI ISTITUZIONALI COSI' ARROGANTI E PRESUNTUOSI, DA UMILIARE IN PUBBLICO UN PRETE. MI VERGOGNO ANCORA UNA VOLTA DI ESSERE ITALIANO.
Posta un commento