giovedì 25 ottobre 2012

Caiazzo. Vicenda abuso edilizio De Iulio. Primo round a favore del Comune.

Rigettato il ricorso al Tar proposto dal figlio dell'ex Pretore di Piedimonte Matese, col quale chiedeva l'annullamento dell'efficacia del dispositivo numero 26 del 25 maggio scorso ovvero del ripristino dello Stato dei luoghi. De Iulio condannato a pagare anche le spese. Leggi il dispositivo... 
L'Ottava Sezione del Tar di Napoli presieduta dal Giudice Paolo Corciulo, Renata Emma Ianigro consigliere e Olindo Di Polo estensore, ha rigettato la domanda incidentale di sospensione del provvedimento con cui Marcello De Iulio, figlio dell'ex pretore di Piedimonte Matese, chiedeva l'annullamento dell'efficacia del dispositivo numero 26 del 25 maggio scorso a firma del Geometra Pino Grasso, il quale con tale provvedimento ha di fatto ritirato il permesso a costruire e consequenzialmente obbligo del ripristino dello stato e dei luoghi al De Iulio. Questo il succo del dispositivo numero 26 del 25 maggio scorso a firma di Grasso Responsabile del settore, che ha revocato il permesso concesso a seguito della richiesta che il De Iulio presentò in data 6 giugno 2007 con la quale richiese un permesso di costruire non oneroso, in deroga allo strumento urbanistica vigente, per la realizzazione di garage pertinenziali da realizzare in Caiazzo alla via Cattabeni.
A seguito di ciò il presidente pro - tempore della Provincia nominava l’ing. Giovanni Cirella quale commissario ad acta per la definizione della citata richiesta e lo stesso in data 2 ottobre 2008 rilasciava permesso di costruire con il quale il sig. De Iulio Marcello veniva autorizzato alla realizzazione di garage pertinenziali secondo la progettazione a firma dell’arch. Adriano De Matteo; in data 30 gennaio 2012, prot. 1117, perveniva istanza con la quale il sig. De Iulio Marcello chiedeva la proroga dei termini di validità del permesso di costruire autorizzativo della realizzazione dei succitati garage pertinenziali rilasciato dal commissario ad acta e in merito a quanto sostenuto, con nota datata 27 febbraio 2012, prot. 1905, il settore tecnico comunicava al sig. De Iulio che: “Considerato che il permesso di costruire rilasciato per la realizzazione di garage scade decorsi 36 mesi dal suo rilascio considerato, inoltre, è prevista la possibilità della proroga dei termini di validità per fatti sopravvenuti estranei al titolare del permesso di costruire." Il Settore Urbanistica della Regione Campania, a seguito di specifica richiesta del locale Comando di Polizia Municipale all’uopo delegato dalla Magistratura, rappresentava la non conformità alla normativa regionale vigente in materia, delle opere autorizzate con il permesso di costruire rilasciato in data 2 ottobre 2008 dal commissario ad acta. Con sentenza del TAR Campania – sede di Napoli – Sezione VIII, n. 03051/2007 e successiva sentenza del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione IV – n. 1986/2012 è stato confermato quanto disposto per cui il Comune di Caiazzo tutt’ora cede a carico del sig. De Iulio Marcello l’obbligo della remissione in pristino. Per molti cittadini che hanno seguito la vicenda da vicino, visto il lunghissimo braccio di ferro del De Iulio, figlio di Magistrato consigliere della Corte di Cassazione, si tratta soprattutto del ripristino delle regole, in virtù delle sentenze emanate dagli appositi tribunali, sentenze che come affermato dall'allora consigliere comunale Fabio Sgueglia: "Vanno rispettate!" Il De Iulio è stato condannato a pagare anche le spese liquidate in mille euro, così suddivise: 500 euro al Comune e 500 euro alla Regione Campania. L'Ente caiatino era difeso dall'avvocato amministrativista Pasquale Marotta, mentre gli interessi del De Iulio erano curati dallo Studio legale Abbamonte.
Nella foto l'avvocato Marotta che ha messo ko nella vicenda i legali del De Iulio.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Un grande Avvocato per una delicata questione. Un plauso all'ottimo avvocato Marotta che ha saputo rappresentare ai giudici amministrativi una delicata questione che si trascina ormai da anni. E' questo però il round finale poichè a ben leggere il disposito del TAR è ormai chiaro a tutti ( anche a quelli che non masticano di urbanistica) che l'area dove si volevano realizzare parcheggi non è AREA LIBERA, presupposto essenziale per il rilascio del permesso a costruire. A Parte la vicenda Penale che vede coinvolti il proprietario del sito ed il tecnico incaricato al rilascio dell'atto a costruire, questa TELENOVELLA non può che finire con il lieto fine che, personalemente nella mia mente psico-legale-ambientalista, mi immagino essere: " ...e venne ripristinato quello che un tempo era il giardino di PALAZZO MATURI dove tutti i cittadini di Caiazzo, nelle ore calde d'estate, andavano a riposare ed attingere acqua dal pozzo". Grazie Lino per la tua grande compentenza professionale.

Anonimo ha detto...

Condivido il commento delle 15,25 perchè mio nonno mi ha sempre parlato del Palazzo Maturi e del grande giardino e del pozzo dove tutti potevano attingere acqua. VOGLIAMO DI NUOVO QUEL GIARDINO, sig. Sindaco, VOGLIAMO CHE SIA RISPETTATA LA LEGGE E L'AMBIENTE. Un grande enorme grazie all'avv. Marotta, CAIATINO, per la sua bravura.

Anonimo ha detto...

Questa è pubblicità gratuita che non è consentita.
Dovete ancora vedere che cosa sono le cause.
Questi sono pettegolezzi di paese.
Quisquilie, pinzellacchere direbbe Totò!
Cose modeste!

Anonimo ha detto...

Un bell'esempio di legalità. La legge è uguale per tutti. A questo punto non essendo stata accolta la sospensiva il Comune di Caiazzo deve procedere con l'acquisizione al patrimonio comunale dell'area e del manufatto oggetto di demolizione. La stessa legge regionale ne prevede la demolizione o, come per legge, l'acquisizone da parte dell'Ente pubblico che, a mio avviso, potrebbe destinarla a struttura per anziani soli. Che ne pensate?

Anonimo ha detto...

E chi sei tu per dire cosa è consentito e cosa no? Solo il Magistrato può dire ciò che per legge si può o non si può fare. Tu sei Magistrato? No? e allora taci. Questi non sono pettegolezzi di paese sono esempi di legalità e di Giustizia . E poi cosa sono le cause?
Spiegacelo..siamo in religioso ascolto.

Anonimo ha detto...

Caro amico perchè il commentatore che ti ha preceduto dovrebbe tacere ?
Guarda anche tu la cosa dall'esterno e non dal punto di vista del piccolo paese cui non sembra vero togliersi il brecciolino dalla scarpa contro una famiglia che è stata sempre potente e rispettata.
La notizia ed i commenti sembrano ricordare vecchi astii.
La cause contro un diniego di licenza riguardanti garages sono cazzatelle specie quando si difendono i comuni.
Tant'è che spesso questi non si costituiscono nemmeno.
L'amministrazione è infatti sempre neutrale e trasparente, non è pervicace.
Non posso spiegarti nulla di più perchè non lo capiresti.
A Napoli nel caso come il tuo si direbbe: "nun tene nu pile 'n faccia e sfruculea 'o barbiere".


Anonimo ha detto...

Ecco che compare l'avvocato delle cause perse. (commento 18,42). Facci capire carissimo. Parli di famiglia, potente, rispettata, termini di altri tempi, che fanno un po' rabbrividire. Qui si tratta di cittadini, semplici cittadini che hanno violato leggi e regolamenti. Basta, io non ci vedo altro. E come tutti i comuni cittadini sono soggetti alla legge. Ma perchè per i cittadini potenti e rispettati c'è un'altra giustizia? Ma dove vivi ? E poi, ma come pensi, come ragioni? Secondo te un comune ( forse volevi dire amministrazione comunale) non dovrebbe costituirsi in giudizio per sostenere un provvedimento adottato da un proprio funzionario in nome della legalità? Forse vivi in un comune del Far West dove vige la legge del più forte. Noi viviamo in Italia dove c'è uno Stato di diritto. Forse che il tuo comune lo rappresenti o lo hai in passato rappresentato? Male suppongo. Ma perchè quando si tratta di taluni diventa uno scandalo applicare la legge mentre per un povero Cristo l'ordine di abbattimento di un capannone agricolo è cosa normale. Personalmente credo che in questa vicenda si debba andare fino in fondo ma per l'unico scopo: dimostrare che la legge è uguale per tutti carissimo avvocato delle cause perse e, aggiungo, con una grande lingua leccherina. Poi ricordati che anche i Barbieri prima o poi perdono i peli ed allora diventano come quelli che peli non ne hanno. Propio comm'a me che non tengo peli sulla lingua. hhahahhha ( risatan di gioia e di soddisfazione) . ciao avvocato delle cause perse, torna nel tuo Far West che a Caiazzo c'è chi pensa a far rispettare la legge...e meno male. Mi dispiace che t'abbruc' 'u cul .. ( per rimanere in tema dialettale) ma la ruota della vita gira, carissimo avvocato, e mo' gira accussi.