mercoledì 3 ottobre 2012

Blitz dei Carabinieri contro la mala pugliese. Arrestato anche un 32enne della provincia di Caserta

Salvatore Costanzo, 32 anni, era collegato agli ambienti malavitosi della criminalità pugliese. Ora si trova ai domiciliari...
Estorsioni consumate o solo tentate ai danni di realta' imprenditoriali di Sannicandro garganico, in provincia di Foggia, ma anche velati tentativi di pressione a politici locali finalizzati ad ottenere concessioni per la realizzazione di parchi eolici, fotovoltaici e del centro smistamento rifiuti comunale su terreni agricoli nella disponibilita' della organizzazione: e' quanto hanno accertato i carabinieri della Compagnia di San Severo che all'alba hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Bari, Marco Guida, su richiesta dei pubblici ministeri Giuseppe Gatti della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo pugliese e Domenico Seccia della Procura della Repubblica di Lucera, applicato alla Dda, a carico di altrettanti presunti responsabili, a vario titolo, di estorsione continuata in concorso con l'aggravante di aver agito con modalita' mafiose e di possesso ed utilizzo di carte di credito clonate e falsificate. L'attivita' investigativa, svolta dai carabinieri di San Severo sotto il coordinamento della Dda di Bari e denominata 'Remake 2', rappresenta una costola dell'omonima indagine che ha portato nel settembre 2009 all'arresto per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti ed altri gravi reati di 14 persone legate a clan mafiosi garganici. 
L'indagine, svolta tra il settembre 2008 ed il marzo 2009, grazie ad una costante attivita' di monitoraggio degli indagati, ha permesso di documentare tutta una serie di estorsioni da parte del gruppo criminale capeggiato da Gennaro Giovanditto, attualmente condannato con pena definitiva per mafia.Nell'ambito delle indagini sono stati documentati, tra gli altri, il tentativo di estorsione degli indagati ai danni della societa' veneta 'Enerambiente spa', aggiudicataria dell'appalto della gestione quinquennale del servizio di raccolta rifiuti nel comune di San Nicandro Garganico, che fu fatta oggetto nell'agosto 2008 di una serie di eclatanti atti intimidatori, tra cui l'incendio di alcuni mezzi aziendali e di 400 cassonetti della nettezza urbana.
Altri episodi documentati sono l'estorsione consumata ai danni di un imprenditore edile locale, anch'egli vittima del danneggiamento di alcuni mezzi in conseguenza del ritardo nel pagamento di una delle 4 rate da 1.500 euro imposto dal sodalizio malavitoso. In particolare, il primo degli episodi risale all'agosto del 2008 quando un dipendente della ditta 'Enerambiente spa', subi' una richiesta estorsiva, alla quale i responsabili dell'azienda veneta non cedettero. Il mancato pagamento del 'pizzo' causo' la reazione del gruppo criminale, che a pochi giorni dalla richiesta, avrebbe dato alle fiamme alcuni grossi mezzi dell'azienda, parcheggiati all'interno di una zona recintata. In quella circostanza, diversamente dalle aspettative degli estorsori, l'Enerambiente decise di trasferire i mezzi all'interno del campo sportivo di San Nicandro Garganico. Le rivalse nei confronti della ditta proseguirono con la commissione di un altro attentato incendiario, verificatosi la notte tra il 26 ed il 27 agosto 2008, quando venne appiccato il fuoco a ben 400 cassonetti della spazzatura utilizzati dalla ditta per la raccolta rifiuti e situati proprio all'interno del campo sportivo. L'episodio indusse il direttore commerciale dell'azienda a maturare l'intenzione di sospendere il servizio di raccolta rifiuti per evitare ulteriori ritorsioni nei suoi confronti. 
L'altra estorsione accertata nel corso delle indagini riguarda un noto imprenditore sannicandrese titolare di una impresa di movimento terra. Quest'ultimo, sempre nel mese di agosto 2008, venne avvicinato dagli estorsori i quali, rivendicando il danneggiamento di un escavatore di proprieta' della ditta avvenuto pochi giorni prima, chiesero di completare, come pattuito, il pagamento della tangente pari a 6.000 euro, mediante il versamento di un'ulteriore rata da 1.500 euro. Ma le minacce esplicite ed i danneggiamenti non erano l'unico modo, secondo gli inquirenti, utilizzato dal gruppo composto da Gennaro Giovanditto, Michele Scanzano e Gianluca Protino (non destinatario di misura perche' deceduto nel carcere di Teramo dove si e' suicidato nell'aprile 2010) per l'attivita' estorsiva. Spesso le espressioni verbali utilizzate dagli indagati per avanzare le richieste erano solo all'apparenza pacate ed accomodanti: il gruppo godeva di una fama tale e di un tale potere intimidatorio che il semplice avvicinare una delle vittime gia' permetteva loro di raggiungere o quantomeno comunicare all'interessato il fine estorsivo. Emblematici sono i riferimenti al pagamento del cosiddetto 'caffe'', dietro cui veniva dissimulata una delle tante richieste estorsive rivolte agli imprenditori. Alle attivita' criminali del clan, avrebbero partecipato due campani (destinatari delle misure degli arresti domiciliari), specializzati nell'utilizzo di carte di credito clonate e falsificate, utilizzate per effettuare presso numerosi esercizi commerciali una serie di operazioni di acquisto, talvolta simulato, di beni e servizi di rilevante importo economico. Le operazioni sono state compiute con il beneplacito dei negozianti, che ricavavano facili guadagni percependo una percentuale della somma incassate, che poteva arrivare anche al 50% dell'intero ammontare dell'operazione. Si trattava sempre di spese ingenti e inverosimili: si passava dal pagamento del corrispettivo di un fantomatico pranzo pari a 7.500 euro, al pagamento della spesa presso un alimentari dell'ammontare di 400 euro, all'acquisto di abbigliamento del valore di 21.000 euro. L'individuazione di alcuni esercenti ha consentito di scoprire il meccanismo sotteso alle operazioni truffaldine. Le misure adottate dalla Autorita' Giudiziaria trovano giustificazione nelle evidenze investigative raccolte dai militari della Compagnia Carabinieri di San Severo, dalle quali emergono da un lato, i gravi indizi di reita' a carico degli indagati, e dall'altro l'assoluta necessita' di scongiurare il pericolo della reiterazione di cosi' gravi reati. La misura cautelare della custodia in carcere e' stata eseguita nei confronti di Gennaro Giovanditto, 38 anni, e Michele Scanzano, 45. La misura cautelare degli arresti domiciliari e' stata invece emessa nei confronti di Salvatore Costanzo, 32 anni, della provincia di Caserta, e di una quarta persona al momento irreperibile ed e' attivamente ricercato.
Anna Adriana Fusco

0 commenti: