mercoledì 17 ottobre 2012

Ato5/ L'assessore regionale Giovanni Romano ribadisce il no alla costituzione dell'Ambito casertano

L’assessore regionale al ciclo delle acque Giovanni Romano chiede spiegazioni al presidente della Provincia Domenico Zinzi sull’avvio dell’Ambito territoriale 5 e avanza dubbi sulla legittimità dell’istituzione... 
Già diversi giorni fa girava voce che l’esponente della giunta Caldoro avesse inviato questa lettera, ma Zinzi aveva decisamente smentito l’esistenza di una simile missiva. Sta di fatto che adesso la nota, firmata da Romano e dal dirigente Michele Palmieri, è stata davvero inviata a Zinzi e a tutti i Comuni interessati, con il numero di protocollo 5997 del 12 ottobre. “Questa amministrazione - scrivono gli esponenti della Regione - ha avuto notizia dagli organi di stampa e nel corso dell’audizione presso la commissione regionale trasparenza del giorno 20 settembre 2012, della costituzione in itinere dell’Ato 5 denominato Terra di Lavoro nonché della recente nomina del Presidente dell’Assemblea”.
Nella missiva si ricorda che “le autorità d’Ambito territoriali... sono soppresse mentre quelle già costituite ed operative, sono state prorogate dapprima al 31 dicembre 2011 e successivamente al 31 dicembre 2012. Poiché la costituzione dell’Ato 5 interviene in vigenza del comma 186/bis della legge 191 del 2009, si ritiene che l’istituto della proroga può essere applicato solo agli enti già legittimamente costituiti e funzionanti a quella data. Pertanto la costituzione dell’Ato in argomento e la nomina dell’assemblea dell’ente non risultano coerenti con l’attuale quadro normativo di riferimento”. Romano, “nell’esercizio delle prerogative assegnate in materia all’ente Regione”, chiede quindi “di conoscere, nel termine di 10 giorni, se effettivamente la procedura di costituzione è avvenuta e quali sono i presupposti giuridici sui quali la stessa è stata attuata”. La lettera da Napoli segue una serie di altre contestazioni contro l’istituzione dell’Ato 5: il Comune di Macerata Campania, unico a guida Pd presente all’assemblea istitutiva, ha presentato ricorso al Tar chiedendo di annullare i verbali e il tribunale amministrativo ha negato la sospensiva in composizione monocratica, fissando la camera di consiglio per il 24 ottobre; un altro ricorso alla giustizia amministrativa è in preparazione ad opera dell’Ato2 Napoli-Volturno; sul punto si è espresso anche l’assessore comunale di Napoli Alberto Lucarelli, dichiarando che “la normativa nazionale sopravvenuta, come il recente decreto sulla spending review, vieta espressamente la costituzione di nuovi enti, agenzie e organismi da parte degli enti locali”. Il 5 ottobre scorso, l’assemblea dell’Ato ha nominato i componenti del consiglio di amministrazione. Erano presenti i rappresentanti dei Comuni di Alife, Alvignano, Aversa, Baia e Latina, Bellona, Caianello, Caiazzo, Calvi Risorta, Cancello ed Arnone, Capodrise, Capriati al Volturno, Capua, Carinaro, Carinola, Casagiove, Casaluce, Castel Campagnano, Castel Morrone, Castel Volturno, Castello del Matese, Cervino, Conca della Campania, Dragoni, Falciano del Massico, Francolise, Frignano, Gallo Matese, Liberi, Marcianise, Mondragone, Pietramelara, Pietravairano, Pontelatone, Prata Sannita, Pratella, Raviscanina, Recale, Rocca Romana, Rocchetta e Croce, San Felice a Cancello, San Prisco, Sparanise, Tora e Piccilli, Trentola Ducenta, Vairano Patenora, Valle Agricola, Villa Literno, Vitulazio. L’assemblea ha provveduto ad eleggere i componenti del consiglio di amministrazione dell’Ato5 nelle persone di Salvatore Davidde, Carlo Puoti e Carmine Palmieri che si aggiungeranno ai componenti di diritto, ovvero al presidente della Provincia e al sindaco di Caserta Pio Del Gaudio. Astenuti i rappresentanti del Comuni di Carinaro, Vairano Patenora, Marcianise e Castel Volturno.
Renato Casella

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