Il signor Mario Q. denunciò alla Guardia di Finanza di Piedimonte Matese, il tentativo di concussione. I finanzieri arrestarono prima Gaudiosi Benito ed oggi hanno arrestato Angelo Costantino...
Stamani all'alba i finanzieri di Piedimonte Matese, hanno dato corso ad un ordine di custodia cautelare in carcere nei confronti di Angelo Costantino funzionario doganale del Porto di Napoli, scaturito a seguito delle indagini successive all’arresto dello spedizioniere di Caserta, Benito Gaudiosi, anche egli operante nel Porto di Napoli e avvenuto a Marcianise nel trascorso mese di luglio da parte di militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Piedimonte Matese. Proprio a seguito di quel precedente arresto, le indagini che seguirono hanno consentito di accertare l’ulteriore responsabilità del funzionario doganale indagato per i reati di concussione e rivelazioni del segreto d’ufficio.
Le investigazioni hanno preso spunto dalla denuncia presentata dall’imprenditore di Alife, Mario Q., il quale, sotto il costante controllo dei Finanzieri, ha provveduto a consegnare la somma richiesta al casello autostradale di Caserta sud. I militari, nella circostanza provvedevano a trarre in arresto lo spedizioniere e sottoporre a perquisizione gli uffici dello stesso e del funzionario doganale.
I successivi accertamenti consentivano di riscontrare la complicità del funzionario doganale, il quale aveva posto in essere una serie di atti attraverso i quali, tramite il concorso dello stesso spedizioniere, aveva prospettato all’imprenditore l’aggravamento dei tempi di riscontro attraverso l’attribuzione al carico proveniente dalla Cina del codice doganale “canale giallo”anziché “canale verde”, nonché minacciato l’applicazione di rilevanti sanzioni pecuniarie e infine promesso di “risolvere la vicenda” mediante il “regalo” di 6 mila euro. Le indagini a seguito dell’arresto in flagranza di reato dello spedizioniere, coordinate dallo specifico pool costituito presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, hanno permesso di accertare la responsabilità del doganiere, il quale aveva tra l’altro consentito allo spedizioniere di asportare parte della merce, agevolandone l’uscita in contrabbando dagli spazi doganali, al fine di convincere l’imprenditore della veridicità delle minacce. Il funzionario doganale è stato associato alla Casa Circondariale di Napoli mentre allo spedizioniere, già colpito da provvedimento cautelare, sono stati confermati gli arresti domiciliari. Le indagini proseguono al fine di verificare la possibilità di analoghi episodi di concussione posti in essere nei confronti di altri imprenditori.
I successivi accertamenti consentivano di riscontrare la complicità del funzionario doganale, il quale aveva posto in essere una serie di atti attraverso i quali, tramite il concorso dello stesso spedizioniere, aveva prospettato all’imprenditore l’aggravamento dei tempi di riscontro attraverso l’attribuzione al carico proveniente dalla Cina del codice doganale “canale giallo”anziché “canale verde”, nonché minacciato l’applicazione di rilevanti sanzioni pecuniarie e infine promesso di “risolvere la vicenda” mediante il “regalo” di 6 mila euro. Le indagini a seguito dell’arresto in flagranza di reato dello spedizioniere, coordinate dallo specifico pool costituito presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, hanno permesso di accertare la responsabilità del doganiere, il quale aveva tra l’altro consentito allo spedizioniere di asportare parte della merce, agevolandone l’uscita in contrabbando dagli spazi doganali, al fine di convincere l’imprenditore della veridicità delle minacce. Il funzionario doganale è stato associato alla Casa Circondariale di Napoli mentre allo spedizioniere, già colpito da provvedimento cautelare, sono stati confermati gli arresti domiciliari. Le indagini proseguono al fine di verificare la possibilità di analoghi episodi di concussione posti in essere nei confronti di altri imprenditori.







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