sabato 6 ottobre 2012

Ailano. Vicenda Fabozzi Malinconico. Stralciata la posizione di Achille Natalizio. In 15 invece rinviati a giudizio

Rito abbreviato per l'imprenditore di Ailano, il boss Maccariello e altri tre imputati. Stralciata la posizione del politico di Castello del Matese...
Appalti e clan, 15 a giudizio: sarà processato con rito ordinario anche l’ex sindaco di Villa Literno Enrico Fabozzi. Si è tenuta ieri l’udienza preliminare davanti al gip del tribunale di Napoli Isabella Iaselli. Sono dieci le persone che saranno giudicate con rito ordinario: oltre al 62enne consigliere regionale (sospeso) del Partito democratico, ci sono Nicola Caiazzo, 51 anni; Francesco Diana, 33 anni (collaboratore di giustizia); Emilio Di Caterino, 38 anni (collaboratore di giustizia); Raffaele Garofalo, 39 anni; Giuseppe Mastrominico, 54 anni; Pasquale Mastrominico, 61 anni; Massimo Iovine, 34 anni (collaboratore di giustizia); Gaetano Ziello, 32 anni, collaboratore di giustizia. e Wanda Caiazzo, 31 anni. Hanno scelto di essere giudicati invece con rito abbreviato Vincenzo Caiazzo, 58 anni; Anna Carrino (collaboratrice di giustizia), 47 anni; Luigi Guida, 56 anni (collaboratore di giustizia); Raffaele Maccariello, 40 anni; Giovanni Malinconico, 60 anni. Stralciata, invece, la posizione di Achille Natalizio (nella foto in basso), oggi in udienza. Un rinvio a giudizio quello di Fabozzi, divenuto un vero e proprio caso: i suoi legali Mario Griffo e Umberto Del Basso De Caro non hanno partecipato all’udienza preliminare di ieri, rinunciando al mandato in segno di protesta.
Per l’ex sindaco è stato dunque nominato un difensore d’ufficio. “La scelta - sottolineano i legali di Fabozzi - costituisce un diritto dell'imputato che impone al giudice di rimettere gli atti al giudice del dibattimento”. Gli avvocati Griffo e Del Basso De Caro considerano il rigetto della richiesta di rito immediato una lesione dei diritti del loro assistito anche perché riconosciuto dalla Cassazione come provvedimento illegittimo. Il consigliere regionale, che dal carcere ha chiesto di partecipare ad un dibattito pubblico per dimostrare la sua estraneità alla vicenda, è accusato dai pm della Dda di Napoli di concorso esterno in associazione camorristica, corruzione, voto di scambio e turbativa d'asta. La prima udienza del procedimento si terrà il 21 novembre presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Nel collegio difensivo gli avvocati Michele Di Fraia, Mario Mangazzo e Vittorio Giaquinto. In pratica l’ipotesi dei magistrati è quella che ci siano stati appoggi economici da parte di imprenditori vicini al clan dei Casalesi, in cambio dell'aggiudicazione di alcuni lavori ed appalti pubblici di grande rilevanza.
Andrea Terracciano

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Achille ha solo la colpa di aver dedicato tutta la sua vita alla politica senza chiedere mai niente in cambio. Grande comunista! Grande uomo di partito! Se non fosse stato per lui il matese non sarebbe quello che è oggi: la meta turistica per eccellenza, che porta soldi e ricchezza alle popolazioni. Tutti devono essere grati ad Achille e al PD. Se non fosse stato per lui che era tanto rispettato alla regione vorrei sapere che fine avrebbero fatto tutti questi politici mezze calzette e tutti quegli imprenditori con le pezze al c....o.Achille è un persona degna e molto amata, specialmente nell'agro aversano, dove la criminalità grazie a lui è stata debellata e dove i politici sono il meglio del meglio dell'attuale classe politica campana.

Achille è il superman del matese e attorno ha solo gente per bene come tutti i suoi "compar....gni storici del PICCI", gente che non ha bisogno di chiedere, ma solo prendere.