sabato 29 settembre 2012

Referendum pro Molisannio: presentata la petizione popolare. Ora la parola passa al Consiglio provinciale, che ha 30 giorni per decidere

Presentata questa mattina alla stampa la petizione popolare per la richiesta di Referendum tendente ad ottenere il distacco dalla regione Campania e l’adesione al Molise. "Occasione storica irripetibile", fanno sapere dal comitato.
Lunedì mattina il Comitato "Salviamo il Sannio", a nome degli oltre 4.000 cittadini che l’hanno sottoscritta, depositerà ufficialmente presso gli uffici della Provincia di Benevento le firme a corredo della Petizione. Il volume composto da circa 300 fogli sarà consegnato da una delegazione del Comitato alle 9 nelle mani del presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, e del presidente del Consiglio provinciale sannita, Giuseppe Maria Maturo. Dal momento della consegna delle firme inizierà il dei 30 giorni entro i quali il Consiglio dovrà esprimersi se accettare o meno la richiesta di Referendum Costituzionale. “Monitoreremo costantemente le attività del Consiglio Provinciale countdown – ha dichiarato Pietro Di Lorenzo – affinché i cittadini possano conoscere con chiarezza la posizione dei singoli Consiglieri, dei gruppi e con essi quella dei Partiti”. Nel corso della presentazione della petizione sono intervenuti Luigi Bocchino, Antonio Verga, Luigi Ruscello, Pietro Di Lorenzo, Cosimo Nicchiniello, Corrado De Lorenzo, Augusto Simeone e Vincenzo Lombardi.
Questa del Molisannio è un’occasione storica irripetibile – tiene a rimarcare il portavoce del Comitato Antonio Verga - che non può passare sotto silenzio. Oggi vi sono tutte le condizioni politiche e amministrative per concretizzare il lavoro e la passione civile di quanti in questi anni si sono spesi per realizzare una prospettiva diversa con un Sannio proiettato verso il futuro, libero ma soprattutto che conti per davvero nelle sue scelte. Se sfuggirà anche questa ennesima occasione, appare più che evidente che i responsabili saranno destinati ad essere ricordati dalle future generazioni come coloro che hanno annientato definitivamente il Sannio”.

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