Si analizzano soprattutto le spese dell’Udeur: il consigliere regionale De Flaviis, sul quale partirono i primi accertamenti, è indagato...
L’inchiesta
sulla sospetta ripartizione
di fondi erogati dalla
Regione Campania per i
gruppi presenti nell’assemblea
si allarga. Le
indagini del nucleo di
polizia tributaria della
Guardia di Finanza
riguardano anche il precedente
consiglio regionale.
Gli uomini della
fiamme gialle stanno esaminando
le carte che i
militari si sono fatti consegnare
venerdì scorso
nel corso del blitz nella
sede del Centro Direzionale
e che si riferiscono
al quinquennio 2008-
2012. L’attenzione degli
inquirenti non è concentrata
dunque solo su
eventuali sprechi e irregolarità
addebitabili agli
attuali consiglieri ma
anche sull’attività degli
esponenti della precedente
assemblea. Solo una
volta conclusa la prima
fase investigativa si potrà
capire se ci si trova di
fronte a casi analoghi a
quelli riscontrati in altre
regioni, come il Lazio.
Tra i gruppi attenzionati
dalla magistratura inquirente
c’è quello dell’Udeur:
sotto indagine il
consigliere regionale Ugo
De Flaviis, capogruppo
dell’Udeur. Ma l’indagine
sulle spese dei gruppi
consiliari non riguarda
più solo la procura della
Repubblica di Napoli,
anche la Corte dei Conti
si sta interessando alla
vicenda. Ieri pomeriggio,
infatti, il procuratore
aggiunto Francesco
Greco, coordinatore della
sezione “reati contro la
pubblica amministrazione”,
e il pubblico ministero
Giancarlo Novelli,
che nei giorni scorsi
hanno aperto un fascicolo
ipotizzando il reato di
peculato, hanno incontrato
i colleghi della procura
regionale della Corte dei
Conti. I due uffici, sulla
base di un protocollo stipulato
nei mesi scorsi,
avranno un frequente
scambio di informazioni
e la giustizia contabile
avvierà la propria istruttoria
senza dover attendere
la conclusione dell’inchiesta
penale. Da un
primo esame dei bilanci,
gli inquirenti hanno verificato
che negli ultimi
cinque anni le somme di
bilancio stanziate non
presentano sostanziali
variazioni. I fondi sono
erogati per tre scopi: l’attività
¦ del gruppo, il
fondo per la comunicazione
e l’assistenza istituzionale
(le cifre destinate
ai cosiddetti portaborse).
Per quanto riguarda la
prima voce, nel 2008
sono stati erogati
1.107.000 euro; la somma
è rimasta immutata nel
2009, è scesa a 1.055.000
euro nel 2010 e tale è
rimasta anche nei due
anni successivi.
Nell’ambito del fondo per
la comunicazione, le
somme sono erogate
direttamente ai singoli
consiglieri che hanno
ricevuto 1.265.000 euro
nel 2008; 1.215.891 euro
nel 2009; 1.612.500 euro
nel 2010; 1.523.000 euro
nel 2011 e la stessa cifra
nel 2012. Quanto all’assistenza
istituzionale
(anche questa corrisposta
ai singoli consiglieri e
non attraverso il gruppo)
le somme erogate sono
state 1.859.245 euro nel
2008; 1.859.250 euro nel
2009; 1.911.250 nel
2010; 1.891.000 euro nel
2011 e nel 2012. In totale,
hanno calcolato gli
investigatori, i consiglieri
hanno ricevuto complessivamente
4.231.245 euro
nel 2008; 4.182.141 euro
nel 2009; 4.579.641 euro
nel 2010; 4.469.891 euro
nel 2011 e nel 2012.
TUTTO E PARTITO DALLE INDAGINI SU DE FLAVIIS. - Capire il meccanismo
relativo alla spesa e alla rendicontazione dei
gruppi consiliari della Regione Campania. E’
questo uno dei prossimi passaggi dell’inchiesta
della procura della Repubblica di Napoli.
Il pubblico ministero Giancarlo Novelli, titolare
del fascicolo, potrebbe ascoltare nei prossimi
giorni i funzionari regionali addetti al
settore proprio per avere chiarimenti in merito.
Ieri, intanto, il procuratore aggiunto Francesco
Greco e il pm Novelli hanno incontrato
gli investigatori della Finanza, che hanno la
delega alle indagini, per fare il punto della
situazione e studiare le prossime mosse. L’inchiesta
sulla sospetta ripartizione di fondi erogati
dalla regione Campania per i gruppi presenti
nell’assemblea ha mosso i primi passi da
un’indagine avviata
mesi fa sul conto del
capogruppo dell’Udeur
a Palazzo Santa Lucia
Ugo De Flaviis (nella
foto).
A luglio il politico si è
visto perquisiti l’abitazione
e l’ufficio. In
particolare la procura
stava vagliando i rapporti
tra alcuni amministratori
pubblici e la
società “Input Data
srl”, attiva nei settori
dell’elaborazione dati e
dell’elaborazione di software.
Il sospetto degli inquirenti era che l’assunzione
della ex cognata di De Flaviis presso la
Input Data fosse irregolare. Il decreto di perquisizione
affidato alla Finanza invitava ad
acquisire “documenti attinenti ai rapporti tra
De Flaviis e componenti della famiglia Brigante
(che gestisce la Input Data, ndr), ovvero
ai rapporti, anche finalizzati a favoriore l’assunzione
di Elisabetta Del Genio, ex cognata,
con Sergio Mazio, amministratore di fatto
della società Input Data srl, nonché ad acquisire
documenti attinenti ai rapporti con gli
attuali amministratori dell’Arpac Multiservizi
srl, società rispetto alla quale De Flaviis esercita
poteri di interferenza non riconducibili al
suo ruolo ufficiale di consigliere regionale”.
Nel corso delle perquisizioni eseguite a
luglio, gli uomini della guardia di finanza
avevano sequestrato alcuni computer. Da qui
ha preso il via l’indagine che sta turbando la
vita dei gruppi consiliari alla Regione.







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