Il consigliere provinciale indipendente, sindaco di Orta di Atella, snocciola, dati alla mano, quelli che secondo il suo punto di vista sono veri e propri sprechi. Sull'autogrill una porzione di baccalà è costata 27 euro. Picaro, unico direttore generale in Campania fra le cinque province lo paghiamo oltre 200mila euro l'anno. Brancaccio però, dimentica che nel Comune da lui amministrato, il Pd ha chiesto l'arrivo della Commissione di Accesso al Prefetto, anche per le spese fatte...
Per un Angelo Brancaccio che denuncia gli sprechi fatti dalla Provincia di Caserta, in particolar modo dalla Giunta targata Domenico Zinzi, l'altro Angelo Brancaccio, ovvero lui stesso in veste di sindaco del suo Comune, Orta di Atella, è oggetto di strali da parte della minoranza ed in particolar modo del Pd i cui esponenti chiedono addirittura l'insediamento al Municipio della Commissione di Accesso. Ma leggiamo i due Brancaccio, il primo in veste di consigliere provinciale ed il secondo in veste di sindaco.
Questo il comunicato stampa profuso dal consigliere provinciale Brancaccio contro Zinzi:
Questo il comunicato stampa profuso dal consigliere provinciale Brancaccio contro Zinzi:
"Almeno una volta siamo come gli altri, o, forse, meglio, si fa per dire, visto che in quanto a sprechi e costi della politica non ci siamo fatti mancare proprio nulla…". E’ il consigliere provinciale indipendente Angelo Brancaccio a proiettare, sull’amministrazione provinciale di Caserta, la polemica nazionale sugli sperperi della politica. Brancaccio, come suo costume, non entra nella polemica sparando nel mucchio, ma sciorina cifre e numeri che fotografano le sue affermazioni. "Volendo seguire un sommario ordine alfabetico, vediamo che a corso Trieste in quanto a sprechi, riempiamo tutti gli spazi – ha esordito sarcastico Brancaccio – partendo dalla A di automobile, vediamo che le vetture blu della Provincia fanno più corse di quelle che dovrebbero fare i mezzi pubblici se rispettassero gli orari… La prova? Beh basta guardare lo straordinario degli autisti… Nel solo 2011 i due autisti del presidente, hanno rispettivamente, maturato mille e milletrecento ore di straordinario. Non serve aggiungere altro… Restando alla sola lettera A, la Provincia sembra essere diventata il Pozzo di San Patrizio degli Avvocati. Tra l’agosto e il dicembre del 2011, l’ente di corso Trieste ha nominato la bellezza di quarantasei avvocati". In Provincia, la B è uguale a banchetti. "Si passa dai ventisette euro del baccalà e patate pagato in autogril di ritorno da Roma ai quarantacinque mila euro per la manifestazione del 4 e 5 settembre 2011 con la commissione europea – ha detto Brancaccio – circostanze e situazioni diverse, ma un unico denominatore: paga la Provincia". Continuando nel suo giochino, il sindaco di Orta di Atella passa alla lettera C. "La C, a corso Trieste è sinonimo di consulenti – ha spiegato Brancaccio – appena si è insediato tra staffisti, consulenti vari il presidente ha messo in bilancio la bellezza di settecentocinquamila euro, manco fossimo la Casa bianca…". Scorrendo l’alfabeto si arriva alla D di dirigenti o di direttore generale. "La Provincia di Caserta è l’unico ente in Campania ad averne uno, e che direttore. Picaro, tra stipendio e premi guadagna 234 mila euro – ha spiegato – a queste somme aggiungiamo quella dei due fedelissimi, lo dicono loro, nel curriculum, Laviscio e Costagliola. Altri duecentomila euro abbondanti che, sommati ai soldi del direttore generale, fanno, per difetto mezzo milione di euro. Potrei scorrere l’intero alfabeto, ma mi fermo qui, nella speranza che qualcuno fermi questi sperperi scellerati…"
E questa invece è la situazione al Comune di Orta di Atella, guidato dal sindaco Angelo Brancaccio:
“La Prefettura di Caserta sta valutando le iniziative da assumere nel quadro delle proprie attribuzioni” in relazione al Comune ortese. E’ quanto sostengono i consiglieri comunali del Partito democratico riferendo di un provvedimento ministeriale a definizione dell’istruttoria aperta dall’interrogazione proposta lo scorso due febbraio da nove deputati Pd. Un provvedimento che agita lo spettro di una commissione d’accesso, di uno scioglimento dell’assemblea cittadina o quantomeno di una sospensione. Ma che almeno stando ai dati dello stesso Ministero non risulta in maniera ufficiale. Di certo, lo scorso mese di giugno, il parlamentare Salvatore Piccolo si rivolse al presidente della Camera dei Deputati per sollecitare una risposta da parte del Ministro dell’Interno all’interrogazione presentata sei mesi prima. “Onorevole Piccolo, sarà cura della presidenza inoltrare, come da lei richiesto, la sua sollecitazione” si legge nei freddi resoconti stenografici delle seduta parlamentari. Piccolo aveva sostenuto come “nell’interrogazione sono dettagliatamente e documentalmente illustrati fatti di una gravità estrema, che potrebbero comportare sicuramente la nomina di una commissione d’accesso. Peraltro, dopo l’interrogazione - qui sollecito il Ministro a valutarla attentamente e ad assumere anche informazioni presso la Prefettura di Caserta - si sono verificati ulteriori gravi fatti”. “Fate presto, dimettetevi” esortano i consiglieri comunali ortesi del Pd Francesco Piccirillo, Giuseppe Roseto, Michele De Micco e Giuseppe Reccia. Nell’interrogazione parlamentare si evidenziavano anche alcune spese ed incarichi elargiti dal Comune a due dirigenti e, “in poco più di un anno, di cento incarichi legali, quindici incarichi tecnici e nove consulenze esterne”. Spesa totale: “Settecentomila euro”.
“La Prefettura di Caserta sta valutando le iniziative da assumere nel quadro delle proprie attribuzioni” in relazione al Comune ortese. E’ quanto sostengono i consiglieri comunali del Partito democratico riferendo di un provvedimento ministeriale a definizione dell’istruttoria aperta dall’interrogazione proposta lo scorso due febbraio da nove deputati Pd. Un provvedimento che agita lo spettro di una commissione d’accesso, di uno scioglimento dell’assemblea cittadina o quantomeno di una sospensione. Ma che almeno stando ai dati dello stesso Ministero non risulta in maniera ufficiale. Di certo, lo scorso mese di giugno, il parlamentare Salvatore Piccolo si rivolse al presidente della Camera dei Deputati per sollecitare una risposta da parte del Ministro dell’Interno all’interrogazione presentata sei mesi prima. “Onorevole Piccolo, sarà cura della presidenza inoltrare, come da lei richiesto, la sua sollecitazione” si legge nei freddi resoconti stenografici delle seduta parlamentari. Piccolo aveva sostenuto come “nell’interrogazione sono dettagliatamente e documentalmente illustrati fatti di una gravità estrema, che potrebbero comportare sicuramente la nomina di una commissione d’accesso. Peraltro, dopo l’interrogazione - qui sollecito il Ministro a valutarla attentamente e ad assumere anche informazioni presso la Prefettura di Caserta - si sono verificati ulteriori gravi fatti”. “Fate presto, dimettetevi” esortano i consiglieri comunali ortesi del Pd Francesco Piccirillo, Giuseppe Roseto, Michele De Micco e Giuseppe Reccia. Nell’interrogazione parlamentare si evidenziavano anche alcune spese ed incarichi elargiti dal Comune a due dirigenti e, “in poco più di un anno, di cento incarichi legali, quindici incarichi tecnici e nove consulenze esterne”. Spesa totale: “Settecentomila euro”.
Insomma una situazione, volendo essere benevoli e non populisti, quanto meno "ilare".







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