Il portale dell'agro caleno, pubblica altre intercettazioni telefoniche riguardanti il presidente della partecipata comunale Pignataro patrimonio. Quelle telefonate, come quelle di Mario Di Cosmo di Piedimonte Matese, sono state offerte dai cittadini pignataresi, secondo quanto emerge dai due articoli che vi proponiamo, quello su Vitiello e appunto Di Cosmo...
Lui, l'innamorato, in data 17 aprile 2010 alle ore 19,26, usando il telefono della “Pignataro patrimonio srl”, cioè a spese dei cittadini di Pignataro Maggiore: “Tesoro mio, solo per dirti che ti voglio bene. Un bacione tesoro mio, solo per dirti che ti voglio bene. Un bacione”. Lei, l'innamorata, alle ore 19,59, rispondendo con lo stesso mezzo, ma per fortuna paga di tasca sua: “Ti amo tanto e mi manchi da impazzire. Ho bisogno del tuo amore, di sentire il tuo abbraccio... ” e via elencando le solite cose che si dicono gli innamorati. Niente di nuovo sotto il sole, né si tratta di vicende che avrebbero rilevanza pubblica, se il protagonista maschile delle telefonate non fosse l'allora presidente della municipalizzata per la raccolta dei rifiuti “Pignataro patrimonio srl”, l'ingegnere Giuseppe Vitiello, noto come il “Vitiello d'oro” per gli sperperi con i quali – insieme con gli altri due membri del consiglio d'amministrazione, Mario Di Cosmo e Pietro Ricciardi conosciuti come i “Vitiellini d'argento” - ha messo in ginocchio il carrozzone clientelare voluto dall'ex sindaco Giorgio Magliocca.
Giuseppe Vitiello (originario di Torre Annunziata, dove è nato nel 1956, ma proveniente dalla provincia di Lucca, dove nessuno lo rimpiange per i carrozzoni locali che ha diretto) è stato sottoposto ad intercettazione telefonica dal 12 aprile 2010 al 24 aprile 2010 nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere denominata “Biopower 2”, pubblico ministero il dottor Maurizio Giordano, polizia giudiziaria operante la Guardia di Finanza di Caserta. Imputato di turbativa d'asta, il “Vitiello d'oro” è stato assolto in primo grado, con il rito abbreviato, dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Maria Capua Vetere”; il “Vitiellino d'argento” Mario Di Cosmo, invece, è stato rinviato a giudizio. Le intercettazioni telefoniche, 1135 in appena dodici giorni, quelle in uscita naturalmente a spese dei malcapitati pignataresi, sono la dimostrazione che l'ing. Giuseppe Vitiello a Pignataro Maggiore aveva davvero trovato l'America, grazie a Giorgio Magliocca. E mai a Vitiello gli è venuto in mente di non dover usare il telefono della “Pignataro patrimonio srl” per le sue chiamate amorose o per curare i suoi molteplici affari personali, non riguardanti gli impegni con la municipalizzata pignatarese. Perché dobbiamo pagarle noi pignataresi tirate telefoniche del genere? Ecco quella del 20 aprile 2010, ore 6,15: “Buongiorno piccola mia, sono già in treno. Ho riletto i messaggi che mi hai scritto, sono stupendamente ricchi di parole d'amore e mi coccolano, in attesa delle altre coccole che ci faremo quando ci incontreremo. Appena puoi chiamami, un abbraccio fortissimo”. Non appena si è diffusa la voce delle telefonate sentimentali di Giuseppe Vitiello intercettate, i buontemponi di Piazza Umberto I – sempre pronti a fustigare ridancianamente la casta – hanno subito sottolineato che l'ex presidente della “Pignataro patrimonio srl” non merita solo l'appellativo di “Vitiello d'oro” per gli sperperi, ma pure quello (sicuramente eccessivo) di “Vitiello Toro” per l'intensa presunta attività amorosa. Un sospetto, quello del “Vitiello Toro”, che deve essersi insinuato nella sua “lei” se alle ore 22,30 del 20 aprile 2010 lo ammonisce così: “Tesoro, è inutile dirti di andare a letto presto e da SOLO. Mille kiss”. Alle 22,46 la risposta (pagata dai pignataresi) del “Vitiello d'oro e Toro”: “Ho appena finito di cenare e di vedere, con altri maschietti, la partita... Sarà mica un brutto segno???!!!”. Le telefonate hard, però, restano solo quelle di Mario Di Cosmo che – si veda il nostro articolo pubblicato su “Pignataro Maggiore News” il 30 giugno 2012 - ha fatto pagare ai cittadini pignataresi pure la voglia di sapere da una donna quale fosse la temperatura della “patata”, se in particolare fosse “bollente”; cosa da accertare anche – aggiungeva lo sfacciato Mario Di Cosmo - “infilando un termometro”. L'ingegner Giuseppe Vitiello, comunque, non è sempre così amorevole, ha anche un suo lato oscuro, si arrabbia di brutto quando parla dei giornalisti o riceve loro telefonate. I giornalisti pignataresi (“lo stronzo che scrive su di lui”), per Vitiello e per la donna che conversa con lui il 14 aprile 2010 alle ore 14,45, sono (la sintesi è nostra) “mafiosi”, “drogati”, “ladri”, “assassini”; manco fossero i redattori della “Gazzetta dell'Inferno”, con direttore responsabile il demonio in persona. L'ing. Giuseppe Vitiello riesce ad essere scortese pure con una signora, se è giornalista, come la cronista del quotidiano “Il Tirreno” Donatella Francesconi, che il 14 aprile 2010 tenta di avere notizie relative all'inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere sulla “Pignataro patrimonio srl”: alle ore 16,32 Vitiello dice alla Francesconi che “si risentiranno perché in riunione”, alle 17,55 dice che “lui di queste cose non ne parla per telefono”. Donatella Francesconi è avvisata: dopo aver visto questo articolo (sappiamo che la valorosa collega si è aggiunta ai nostri pochi lettori), non le venga in mente di chiedere al “Vitiello d'oro e Toro” perché usava un telefono pagato con denaro pubblico, del Comune di Pignataro Maggiore, per telefonate amorose e per affari privati che non avevano nulla a che vedere con la “Pignataro patrimonio srl”. Tanto più che queste intercettazioni telefoniche le hanno tirate fuori gli odiatissimi giornalisti pignataresi.
Giuseppe Vitiello (originario di Torre Annunziata, dove è nato nel 1956, ma proveniente dalla provincia di Lucca, dove nessuno lo rimpiange per i carrozzoni locali che ha diretto) è stato sottoposto ad intercettazione telefonica dal 12 aprile 2010 al 24 aprile 2010 nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere denominata “Biopower 2”, pubblico ministero il dottor Maurizio Giordano, polizia giudiziaria operante la Guardia di Finanza di Caserta. Imputato di turbativa d'asta, il “Vitiello d'oro” è stato assolto in primo grado, con il rito abbreviato, dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Maria Capua Vetere”; il “Vitiellino d'argento” Mario Di Cosmo, invece, è stato rinviato a giudizio. Le intercettazioni telefoniche, 1135 in appena dodici giorni, quelle in uscita naturalmente a spese dei malcapitati pignataresi, sono la dimostrazione che l'ing. Giuseppe Vitiello a Pignataro Maggiore aveva davvero trovato l'America, grazie a Giorgio Magliocca. E mai a Vitiello gli è venuto in mente di non dover usare il telefono della “Pignataro patrimonio srl” per le sue chiamate amorose o per curare i suoi molteplici affari personali, non riguardanti gli impegni con la municipalizzata pignatarese. Perché dobbiamo pagarle noi pignataresi tirate telefoniche del genere? Ecco quella del 20 aprile 2010, ore 6,15: “Buongiorno piccola mia, sono già in treno. Ho riletto i messaggi che mi hai scritto, sono stupendamente ricchi di parole d'amore e mi coccolano, in attesa delle altre coccole che ci faremo quando ci incontreremo. Appena puoi chiamami, un abbraccio fortissimo”. Non appena si è diffusa la voce delle telefonate sentimentali di Giuseppe Vitiello intercettate, i buontemponi di Piazza Umberto I – sempre pronti a fustigare ridancianamente la casta – hanno subito sottolineato che l'ex presidente della “Pignataro patrimonio srl” non merita solo l'appellativo di “Vitiello d'oro” per gli sperperi, ma pure quello (sicuramente eccessivo) di “Vitiello Toro” per l'intensa presunta attività amorosa. Un sospetto, quello del “Vitiello Toro”, che deve essersi insinuato nella sua “lei” se alle ore 22,30 del 20 aprile 2010 lo ammonisce così: “Tesoro, è inutile dirti di andare a letto presto e da SOLO. Mille kiss”. Alle 22,46 la risposta (pagata dai pignataresi) del “Vitiello d'oro e Toro”: “Ho appena finito di cenare e di vedere, con altri maschietti, la partita... Sarà mica un brutto segno???!!!”. Le telefonate hard, però, restano solo quelle di Mario Di Cosmo che – si veda il nostro articolo pubblicato su “Pignataro Maggiore News” il 30 giugno 2012 - ha fatto pagare ai cittadini pignataresi pure la voglia di sapere da una donna quale fosse la temperatura della “patata”, se in particolare fosse “bollente”; cosa da accertare anche – aggiungeva lo sfacciato Mario Di Cosmo - “infilando un termometro”. L'ingegner Giuseppe Vitiello, comunque, non è sempre così amorevole, ha anche un suo lato oscuro, si arrabbia di brutto quando parla dei giornalisti o riceve loro telefonate. I giornalisti pignataresi (“lo stronzo che scrive su di lui”), per Vitiello e per la donna che conversa con lui il 14 aprile 2010 alle ore 14,45, sono (la sintesi è nostra) “mafiosi”, “drogati”, “ladri”, “assassini”; manco fossero i redattori della “Gazzetta dell'Inferno”, con direttore responsabile il demonio in persona. L'ing. Giuseppe Vitiello riesce ad essere scortese pure con una signora, se è giornalista, come la cronista del quotidiano “Il Tirreno” Donatella Francesconi, che il 14 aprile 2010 tenta di avere notizie relative all'inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere sulla “Pignataro patrimonio srl”: alle ore 16,32 Vitiello dice alla Francesconi che “si risentiranno perché in riunione”, alle 17,55 dice che “lui di queste cose non ne parla per telefono”. Donatella Francesconi è avvisata: dopo aver visto questo articolo (sappiamo che la valorosa collega si è aggiunta ai nostri pochi lettori), non le venga in mente di chiedere al “Vitiello d'oro e Toro” perché usava un telefono pagato con denaro pubblico, del Comune di Pignataro Maggiore, per telefonate amorose e per affari privati che non avevano nulla a che vedere con la “Pignataro patrimonio srl”. Tanto più che queste intercettazioni telefoniche le hanno tirate fuori gli odiatissimi giornalisti pignataresi.
ED ECCO LE INTERCETTAZIONI PUBBLICATE SEMPRE DA PIGNATARO NEWS RIGUARDANTI IL MATESINO DOC MARIO DI COSMO. - Mentre a Pignataro Maggiore si sta svolgendo un lodevole dibattito sui costi della politica, desideriamo sottoporre ai nostri pochi lettori una serie di intercettazioni telefoniche captate nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere denominata “Biopower 2”. Chiediamo lumi per sapere se tali conversazioni telefoniche – pagate con i soldi dei cittadini pignataresi, essendo state effettuate con un cellulare di servizio della “Pignataro patrimonio srl” – possano rientrare nella normale attività di un membro del consiglio d’amministrazione della municipalizzata per la raccolta dei rifiuti o se debbano ritenersi (alla luce del loro contenuto) inopportune, anomale o addirittura illegali.Le telefonate che andiamo a riportare sono opera di Mario Di Cosmo, che appunto faceva parte del consiglio d’amministrazione della “Pignataro patrimonio srl” unitamente all’altro ex consigliere, Pietro Ricciardi (diventato uno dei più attivi fustigatori dei costi della politica, ora che non incassa più la succosa indennità), e all’ex presidente Giuseppe Vitiello, quest’ultimo conosciuto col nome d’arte di “Vitiello d’oro” a causa degli sperperi della “Pignataro patrimonio srl”. Come è noto, a Vitiello era stata riconosciuta – come per legge – una indennità pari al 70 per centro di quella del sindaco e a Di Cosmo e Ricciardi un’indennità pari al 60 per cento. Fatevi un po’ di conti, tenendo presente che la “zuppa” (così i buontemponi pignataresi definiscono le indennità dei politici) spettante dall’allora sindaco Giorgio Magliocca era di 2.788,87 Euro al mese. Ma siccome Vitiello e Di Cosmo sono due scienziati, il consiglio d’amministrazione della “Pignataro patrimonio srl” (cioè lo stesso “Vitiello d’oro” e il telefonista, unitamente al fustigatore Ricciardi) riconobbe loro rispettivamente altri 1.500 Euro quale direttore tecnico e altri 1.000 Euro al mese quale direttore operativo. Per Ricciardi nessuna “zuppa” aggiuntiva.
Mario Di Cosmo – raccontano i buontemponi della piazza del paese, scherzando - era arrivato a Pignataro Maggiore con la meritata fama di ex portaborse dell’on. Domenico Zinzi, dell’Udc (attuale presidente dell’Amministrazione provinciale di Caserta). E siccome Zinzi non poteva più assicurare a Di Cosmo una “zuppa” romana, pensò bene di chiamare l’allora vicesindaco di Pignataro Maggiore, Piergiorgio Mazzuoccolo (Udc), e – immaginano i buontemponi – gli disse: “Piergiò, lo stipendio a Mario facciamoglielo dare dai pignataresi”. E Mazzuoccolo: “Agli ordini, onorevole. Gli diamo la zuppa, più altri mille Euro di super-zuppa e pure il telefonino a spese del Comune. Così vi può telefonare per gli auguri di Natale. Viva Gesù Bambino e viva l’Udc”.
Naturalmente, con zuppa, super-zuppa, la raccomandazione di Zinzi e il telefonino gratis, Mario Di Cosmo si scatenò, come è dimostrato dalle telefonate intercettate. Il 15 aprile 2010, alle ore 9,55, Mario Di Cosmo telefona a tale Ezio e – annotano gli investigatori della Guardia di Finanza di Caserta, operanti su delega del valoroso pubblico ministero Maurizio Giordano – “Mario chiede una copia dei giornali perché vuole citare il giornalista che ha scritto molte stronzate”. Lo stesso giorno, alle ore 20,11, Mario Di Cosmo spedisce questo messaggio (e i pignataresi pagano): “Davanti a te si umilia la mia anima, qual pecora morente, e s’addormenta, rabbrividendo sotto i tuoi fragili piedi come un prato che tutto s’inargenta sotto i passi furtivi della luna”. Si tratta di una telefonata di servizio, relativa alla “Pignataro patrimonio srl” che smaltisce le carcasse di pecore morte, o Mario Di Cosmo corteggia le donne con il telefono di servizio? Il moralizzatore Ricciardi può darci l’interpretazione autentica? I due (Ricciardi e Di Cosmo) erano spesso in contatto. Telefonata del 17 aprile 2010, ore 20,03: “Pietro chiede a Mario se conosce l’accesso alla posta elettronica della Pignataro patrimonio per poter leggere la mail di Vitiello”. Pietro può, adesso, chiedere a Mario che c’entra la “pecora morente” con la “Pignataro patrimonio srl”?
Un altro messaggio di Di Cosmo, stavolta del 18 aprile 2010, ore 15,47, destinataria una donna si suppone: “Prepara una valigia, mettici dentro quello che ti occorre nell’immediato e non tralasciare di riporvi i sogni e le aspettative che hai dalla vita. Poi… dimmi a che ora ti vengo a prendere per sempre! Mario”. Si tratta di una questione di donne o, azzardiamo, Mario Di Cosmo con la sua collaboratrice trasportava poeticamente i rifiuti in valigia, invece che con gli autocarri? Si potrebbe continuare a lungo, con le telefonate “private” pagate dalla grande mangiatoia della “Pignataro patrimonio srl”, anche se Mario Di Cosmo fu intercettato solo dal 12 aprile 2010 al 22 aprile 2010, una decina di giorni. Un’attività telefonica frenetica.
Ma torniamo ai contenuti delle telefonate. Alle ore 19,10 del 21 aprile 2010, una donna informa Mario Di Cosmo: “Ho preso la mozza… E’ bollente”. Attaccano. Poi Di Cosmo sente il bisogno di richiamare (qui pagano ancora i cittadini pignataresi), alle ore 19,11, per fare alla donna questa domanda imperdibile: “Come la tua patata?”. Naturalmente noi ci chiediamo se la “patata” in questione (“bollente”) sia un riferimento allo smaltimento della frazione organica della raccolta differenziata, in particolare le scorze di patata, o se Mario Di Cosmo ci sia andato un po’ pesante con le allusioni. E non finisce qui. Siccome – recita la nota pubblicità della “Amica Chips” – “la patata tira” (e figuriamoci se la “patata”, come la mozza, è “bollente”), Mario Di Cosmo si appassiona dell’argomento e sempre chiamando lo stesso numero di cellulare, alle ore 19,23 del 21 aprile 2010, chiede alla donna, con riferimento alla temperatura: “Sto tornando, posso infilare un termometro?”. La risposta della donna, con un messaggio pagato da lei per fortuna: “Infilalo alla cinese…Andrà oltre i 40 gradi… Visto che sabato vai a Modena”. Mario Di Cosmo, per conto della “Pignataro patrimonio srl”, aveva stretto rapporti per lo smaltimento dei rifiuti a Pechino?
Ultimo appello: chiediamo sempre a Pietro Ricciardi (oltre che, naturalmente, a tutti gli esperti di “patate” – indipendentemente dalla temperatura, “bollenti” o meno – e di termometri, siano essi usati in maniera tradizionale o “creativa”) se Mario Di Cosmo poteva usare il cellulare della “Pignataro patrimonio srl” per tale genere di telefonate. Attendiamo di leggere le indignate reazioni dei tardivi paladini della battaglia per la riduzione dei costi della politica. Tardivi perché arrivati troppo tardi rispetto agli sperperi e agli scandali dell’epoca Magliocca.
Nella foto sopra i membri della Pignataro patrimonio srl, mentre al centro si notano Mario Di Cosmo e Mazzuoccolo assessore comunale pro tempore
Nella foto sopra i membri della Pignataro patrimonio srl, mentre al centro si notano Mario Di Cosmo e Mazzuoccolo assessore comunale pro tempore
Rosa Parchi








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