Per l'ex consigliere di Carate Brianza, originario del capoluogo matesino, non ci saranno gli arresti domiciliari. Lo hanno deciso i giudici del Tribunale del riesame di Milano, confermando l'ordinanza del gip di Monza...
Niente arresti domiciliari per Maurizio Altobelli. Lo hanno deciso i giudici del Tribunale del riesame di Milano, confermando l'ordinanza del gip monzese che ha disposto la custodia cautelare in carcere per il dimissionario consigliere comunale, capogruppo del Pdl e presidente della commissione urbanistica di Carate Brianza coinvolto nell'inchiesta sul Piano di governo del territorio cittadino. A presentare appello al Riesame per ottenere gli arresti domiciliari per il suo assistito era stato un difensore di Altobelli, l'avvocato Mario Marchiò di Modena. Altobelli, 55 anni, originario di Piedimonte Matese, è stato arrestato a metà luglio per corruzione insieme ad altre 5 persone su ordine di custodia cautelare in carcere del gip del Tribunale di Monza Maria Rosaria Correra nell'inchiesta del pm monzese Donata Costa sul Pgt di Carate Brianza. Insieme a lui sono finiti nel mirino della magistratura monzese l’architetto di Carate Brianza Giorgio Aldeghi, 67 anni; il geometra di Arosio (Como) Giampietro Gerosa, 63 anni; il procacciatore d'affari di Giussano Felice Tagliabue, 67 anni; Massimo Pirovano, architetto 56enne già consigliere comunale a Carate nel 1998, che si trovano agli arresti domiciliari.
Mentre a Caruso Calogero Licata, 40 anni, imprenditore di Muggiò il provvedimento di arresto è stato notificato in carcere a Opera dove è detenuto dall’aprile scorso perché coinvolto nell’operazione della Finanza «Precious Scraps», che ha permesso di scoprire un’organizzazione criminale ramificata nel commercio di materiale ferroso che attraverso società «cartiere» (rappresentate da prestanome) forniva fatture per operazioni inesistenti a imprese compiacenti per un giro d’affari di almeno 200 milioni di euro. Secondo l'accusa, i sei indagati, insieme al defunto imprenditore siciliano Paolo Vivacqua, assassinato il 14 novembre scorso nel suo ufficio a Desio, dal 2006 si sarebbero accordati per modificare il Piano di governo del territorio di Carate Brianza e trasformare così da agricole a commerciali e residenziali cinque aree e un fabbricato, in cambio di tangenti per 1 milione e 160mila euro.

Mentre a Caruso Calogero Licata, 40 anni, imprenditore di Muggiò il provvedimento di arresto è stato notificato in carcere a Opera dove è detenuto dall’aprile scorso perché coinvolto nell’operazione della Finanza «Precious Scraps», che ha permesso di scoprire un’organizzazione criminale ramificata nel commercio di materiale ferroso che attraverso società «cartiere» (rappresentate da prestanome) forniva fatture per operazioni inesistenti a imprese compiacenti per un giro d’affari di almeno 200 milioni di euro. Secondo l'accusa, i sei indagati, insieme al defunto imprenditore siciliano Paolo Vivacqua, assassinato il 14 novembre scorso nel suo ufficio a Desio, dal 2006 si sarebbero accordati per modificare il Piano di governo del territorio di Carate Brianza e trasformare così da agricole a commerciali e residenziali cinque aree e un fabbricato, in cambio di tangenti per 1 milione e 160mila euro.
Stefania Totaro






1 commenti:
Fumus persecutionis da parte dei magistrati?
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