Finite le risorse, la Regione Campania non ha altri soldi per le strutture convenzionate. Le liste di attesa negli ospedali sono destinate ad ingrossarsi...
“Anche quest’anno, a causa
dell’ennesima programmazione basata più su logiche
ragioneristiche, dal prossimo mese di ottobre le
strutture sanitarie accreditate sospenderanno la erogazione
di Tac, Risonanze Magnetiche e Pet in
accreditamento, in quanto sono finiti i pochi soldi
stanziati dalla Regione Campania”. Lo dichiara il
presidente dell’Aisa (Associazione Italiana di specialistica
ambulatoriale) Antonio Salvatore.
“A complicare le cose - nota ancora il responsabile
del sodalizio - ci si è messo anche il governo che,
con la spending review approvata lo scorso mese di
agosto, ha ulteriormente ridotto per l’anno in corso i
budget e, quindi, i pazienti campani, già tenuti a
pagare le tasse più alte d’Italia, dal prossimo mese
di ottobre dovranno mettere mano alla tasca per
farsi curare o, in alternativa, allungare le liste di
attesa del sistema pubblico o migrare in altra regione”.
Intanto, una commissione ministeriale ha rilevato, lo
scorso mese di luglio, che nelle provincie di Napoli e
Caserta le morti per malattie tumorali sono aumentate
negli ultimi anni di circa il 30 per cento, e proprio
Tac, Risonanze Magnetiche e Pet sono indagini indispensabili
per i malati di tumore.
Salvatore ha formulato una proposta all’Asl di Caserta per garantire ai malati oncologici, che risiedono nel territorio casertano, di beneficiare, anche durante il periodo di stop, di tali prestazioni sino a fine anno. La proposta prevede che anche dopo lo stop le strutture sanitarie private erogheranno ai pazienti casertani, affetti da patologie tumorali, le anzidette prestazioni, praticando all’Asl casertana uno sconto significativo sulla tariffa regionale ferma al 1998. L’iniziativa è stata condivisa dall’azienda sanitaria, che ha stanziato risorse integrative deputandole a quelle prestazioni non erogabili dal sistema pubblico in quanto carente delle necessarie apparecchiature. Il protocollo d’intesa, definito venerdì scorso, prevede un agevole accesso alla prestazione da parte degli ammalati che, senza grandi difficoltà operative, continueranno a beneficiare di tali prestazioni con oneri a carico del bilancio dell’Asl casertana e, in parte, di quello delle strutture private accreditate. Grazie all’accordo i malati tumorali casertani usufruiranno delle prestazioni oncologiche esibendo, alla struttura sanitaria accreditata che avrà aderito all’iniziativa, la propria tessera sanitaria.
Salvatore ha formulato una proposta all’Asl di Caserta per garantire ai malati oncologici, che risiedono nel territorio casertano, di beneficiare, anche durante il periodo di stop, di tali prestazioni sino a fine anno. La proposta prevede che anche dopo lo stop le strutture sanitarie private erogheranno ai pazienti casertani, affetti da patologie tumorali, le anzidette prestazioni, praticando all’Asl casertana uno sconto significativo sulla tariffa regionale ferma al 1998. L’iniziativa è stata condivisa dall’azienda sanitaria, che ha stanziato risorse integrative deputandole a quelle prestazioni non erogabili dal sistema pubblico in quanto carente delle necessarie apparecchiature. Il protocollo d’intesa, definito venerdì scorso, prevede un agevole accesso alla prestazione da parte degli ammalati che, senza grandi difficoltà operative, continueranno a beneficiare di tali prestazioni con oneri a carico del bilancio dell’Asl casertana e, in parte, di quello delle strutture private accreditate. Grazie all’accordo i malati tumorali casertani usufruiranno delle prestazioni oncologiche esibendo, alla struttura sanitaria accreditata che avrà aderito all’iniziativa, la propria tessera sanitaria.
Alfredo Stella







1 commenti:
All'ospedale in teoria continuano ad arrivare finanziamenti.....In pratica va verso la chiusura totale!
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