L'uomo è coinvolto in una bancarotta fraudolenta a delinquere, truffa e riciclaggio. Ad effettuare gli arresti la Guardia di Finanza di Milano. Arrestato anche un avvocato di Caserta, Mariano Baldini, 43 anni considerato dalla Procura il capo dell'organizazione e quattro imprenditori della provincia di Caserta...
Bancarotta fraudolenta, associazione a delinquere, truffa e riciclaggio: sono i reati contestati a vario titolo nell'ordinanza eseguita dalla guardia di finanza della polizia tributaria di Milano che ha portato in carcere otto professionisti e due ai domiciliari. In cella sono finito un avvocato di Caserta, Mariano Baldini, 43 anni, considerato dalla procura ambrosiana il capo e il promotore dell'associazione, e altri quattro imprenditori della provincia di Caserta tra i quali Luigi Sagliano, 58 anni, di Casapesenna, già noto per essere stato coinvolto in un'operazione contro il clan dei Casalesi, gruppo Zagaria. Il procedimento che riguarda Sagliano è ancora in corso e quindi l'uomo è da ritenersi innocente fino alla conclusione dell'iter giudiziario. Secondo la procura, comunque, Sagliano era l'autista di Vincenzo Zagaria. Rinchiusi in galera anche Luigi Pezzella, 68 anni, di Dragoni, Rosa Struffolino di 29 anni di Maddaloni, Simmaco Zarrillo, 43 anni di Marcianise, Stefano Brusati di 30 anni di Milano, Paolo Lisi, 35enne di Lodi e Andrea Giorgio Bensi di 69 anni di Lodi. Ai domiciliari invece sono finite Gabriella Amati di 67 anni e Valentina Pagella di 43 anni di Alessandria. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari della procura di Milano Antonella Bertoja. L’avvocato Baldini è un personaggio noto alle cronache giudiziarie in quanto coinvolto nella vicenda del processo per il falso alibi al boss di Recale Antimo Perreca. Nell’ambito del procedimento contro il ras di Recale, Baldini è stato condannato in primo grado a due anni e quattro mesi. L'accusa in quel caso fu di subornazione dei testimoni e di infedeltà di patrocinio perché si sarebbe dovuto interessare anche di una eventuale revisione del processo per Giovanni Perreca. La sentenza contro Baldini non è ancora definitiva e, quindi, anche lui è da considerarsi innocente fino a prova contraria. Tornando all'inchiesta lombarda, per la procura, Mariano Baldini in qualità di dominus della società "Baldini & Partners" costituita a Milano stipendiava persone in disagiate condizioni economiche e sociali perché assumessero l'amministrazione di società decotte con l’intento di distrarre il restare patrimonio frodando i creditori e trasferendo in modo fraudolento capitali sorvegliati eludendo le disposizioni relative alla confisca.
Bancarotta fraudolenta, associazione a delinquere, truffa e riciclaggio: sono i reati contestati a vario titolo nell'ordinanza eseguita dalla guardia di finanza della polizia tributaria di Milano che ha portato in carcere otto professionisti e due ai domiciliari. In cella sono finito un avvocato di Caserta, Mariano Baldini, 43 anni, considerato dalla procura ambrosiana il capo e il promotore dell'associazione, e altri quattro imprenditori della provincia di Caserta tra i quali Luigi Sagliano, 58 anni, di Casapesenna, già noto per essere stato coinvolto in un'operazione contro il clan dei Casalesi, gruppo Zagaria. Il procedimento che riguarda Sagliano è ancora in corso e quindi l'uomo è da ritenersi innocente fino alla conclusione dell'iter giudiziario. Secondo la procura, comunque, Sagliano era l'autista di Vincenzo Zagaria. Rinchiusi in galera anche Luigi Pezzella, 68 anni, di Dragoni, Rosa Struffolino di 29 anni di Maddaloni, Simmaco Zarrillo, 43 anni di Marcianise, Stefano Brusati di 30 anni di Milano, Paolo Lisi, 35enne di Lodi e Andrea Giorgio Bensi di 69 anni di Lodi. Ai domiciliari invece sono finite Gabriella Amati di 67 anni e Valentina Pagella di 43 anni di Alessandria. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari della procura di Milano Antonella Bertoja. L’avvocato Baldini è un personaggio noto alle cronache giudiziarie in quanto coinvolto nella vicenda del processo per il falso alibi al boss di Recale Antimo Perreca. Nell’ambito del procedimento contro il ras di Recale, Baldini è stato condannato in primo grado a due anni e quattro mesi. L'accusa in quel caso fu di subornazione dei testimoni e di infedeltà di patrocinio perché si sarebbe dovuto interessare anche di una eventuale revisione del processo per Giovanni Perreca. La sentenza contro Baldini non è ancora definitiva e, quindi, anche lui è da considerarsi innocente fino a prova contraria. Tornando all'inchiesta lombarda, per la procura, Mariano Baldini in qualità di dominus della società "Baldini & Partners" costituita a Milano stipendiava persone in disagiate condizioni economiche e sociali perché assumessero l'amministrazione di società decotte con l’intento di distrarre il restare patrimonio frodando i creditori e trasferendo in modo fraudolento capitali sorvegliati eludendo le disposizioni relative alla confisca.
Un falso in bilancio societario per intascare un milione di euro.
Personaggi chiave del blitz portato a termine su ordine del tribunale del capoluogo lombardo, per la procura milanese, sono Mariano Bal
dini e Luigi Sagliano. Setti anni fa Luigi Sagliano (oggi in carcere a Santa Maria Capua Vetere) prima di essere coinvolto con l’accusa di favoreggiamento al gruppo Zagaria, fu raggiunto da un provvedimento restrittivo che coinvolse parecchi colletti bianchi per lo scandalo del burro adulterato. Irreperibile per diverso tempo, non andò mai in galera e patteggiò un anno e otto mesi con pena sospesa per associazione al clan dei Casalesi. Fu accusato anche dai collaboratori di giustizia Carmine Schiavone e Dario De Simone. Secondo le accuse della procura di Milano, Mariano Baldini in qualità di promotore e Sagliano in qualità di socio e Andrea Giorgio in qualità di liquidatore della Merlo srl, società ‘decotta’, essendo approvato un bilancio falso, riportava una perdita di oltre un milione di euro invece di 38mila euro. Baldini assieme a Pagella ponevano quindi la società in liquidazione nominando Bensi, uomo di fiducia di Baldini, pagato come testa di legno, e trasferendo la “Merlo” in liquidazione alla “Baldini Partners”; il liquidatore Bensi, sempre secondo l'accusa, non procedeva alla liquidazione, ma si trasferiva l’intero patrimonio al Trust, alla scopo di far decorrere il termine annuale previsto dalla legge. Nel frattempo il capitale veniva liquidato a Baldini distraendolo dai creditori. Dall’inchiesta sinora è emerso anche che tre degli indagati (Baldini, Bensi e Pagella) non avrebbero tenuto le scritture contabili in maniera tale da rendere possibile una corretta ricostruzione del patrimonio e dei movimenti economici di alcune società, occultando la distrazione e la dissipazione dell’intero patrimonio sociale. Per l’accusa, tale condotta sarebbe stata posta in essere con l’aggravante di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante entità e gravità economica per i creditori, configurando il comportamento come bancorotta fraudolenta. Gli investigatori, per poter contestare una serie di reati agli indagati, hanno dovuto ricostruire una serie di movimentazioni economiche di alcune delle società. In un caso, dopo aver simulato il fallimento di una società con cosneguente cancellazione dal registro delle imprese, l’organizzazione faceva in modo da liquidare una somma pari a 100mila euro verso la società di Baldini, distraendo per l’accusa la somma stessa. Tra le accuse vengono contestate anche il riciclaggio, il trasferimento fraudolento di valori, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Al centro dell’inchiesta figura proprio l’avvocato originario di Solopaca, in provincia di Benevento. Era lui, per l’accusa, il vero dominus della società utilizzata per una serie di operazioni illecite.
Personaggi chiave del blitz portato a termine su ordine del tribunale del capoluogo lombardo, per la procura milanese, sono Mariano Bal
dini e Luigi Sagliano. Setti anni fa Luigi Sagliano (oggi in carcere a Santa Maria Capua Vetere) prima di essere coinvolto con l’accusa di favoreggiamento al gruppo Zagaria, fu raggiunto da un provvedimento restrittivo che coinvolse parecchi colletti bianchi per lo scandalo del burro adulterato. Irreperibile per diverso tempo, non andò mai in galera e patteggiò un anno e otto mesi con pena sospesa per associazione al clan dei Casalesi. Fu accusato anche dai collaboratori di giustizia Carmine Schiavone e Dario De Simone. Secondo le accuse della procura di Milano, Mariano Baldini in qualità di promotore e Sagliano in qualità di socio e Andrea Giorgio in qualità di liquidatore della Merlo srl, società ‘decotta’, essendo approvato un bilancio falso, riportava una perdita di oltre un milione di euro invece di 38mila euro. Baldini assieme a Pagella ponevano quindi la società in liquidazione nominando Bensi, uomo di fiducia di Baldini, pagato come testa di legno, e trasferendo la “Merlo” in liquidazione alla “Baldini Partners”; il liquidatore Bensi, sempre secondo l'accusa, non procedeva alla liquidazione, ma si trasferiva l’intero patrimonio al Trust, alla scopo di far decorrere il termine annuale previsto dalla legge. Nel frattempo il capitale veniva liquidato a Baldini distraendolo dai creditori. Dall’inchiesta sinora è emerso anche che tre degli indagati (Baldini, Bensi e Pagella) non avrebbero tenuto le scritture contabili in maniera tale da rendere possibile una corretta ricostruzione del patrimonio e dei movimenti economici di alcune società, occultando la distrazione e la dissipazione dell’intero patrimonio sociale. Per l’accusa, tale condotta sarebbe stata posta in essere con l’aggravante di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante entità e gravità economica per i creditori, configurando il comportamento come bancorotta fraudolenta. Gli investigatori, per poter contestare una serie di reati agli indagati, hanno dovuto ricostruire una serie di movimentazioni economiche di alcune delle società. In un caso, dopo aver simulato il fallimento di una società con cosneguente cancellazione dal registro delle imprese, l’organizzazione faceva in modo da liquidare una somma pari a 100mila euro verso la società di Baldini, distraendo per l’accusa la somma stessa. Tra le accuse vengono contestate anche il riciclaggio, il trasferimento fraudolento di valori, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Al centro dell’inchiesta figura proprio l’avvocato originario di Solopaca, in provincia di Benevento. Era lui, per l’accusa, il vero dominus della società utilizzata per una serie di operazioni illecite.
Tina Palomba







1 commenti:
Perchè lo chiamate avvocato.
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