A tanto ammontano i lavoratori in forza al Comune caiatino. E' impossibile per il piccolo Ente assorbire una così vasta forza lavorativa...
Più che una notizia è una vera e propria "fiondata" per ventidue unità lavorative di Caiazzo, in forza al Comune con il contratto di LSU (Lavoratori Socialmente Utili). Infatti la Regione Campania, attraverso l'assessore Severino Nappi, ha fatto sapere che per il 2013 manca la copertura finanziaria per continuare a sostenere l'opera degli Lsu, confermata implicitamente anche da altri due assessori regionali presenti ad un riunione coi segretari regionali dei sindacati, ovvero Pasquale Sommese e Giancarlo Giancane, quest'ultimo spintosi oltre, spiegando che le risorse fino al 31 dicembre di quest'anno ci sono, ma poi a partire dal 2013 per migliaia di Lsu di tutta la Campania è buio pesto. Il vertice è nato su richiesta degli stessi sindacalisti che facevano notare il problema delle spettanze in carico alla Regione da destinare ai lavoratori, inerenti i mesi di gennaio e febbraio. In quel contesto è emersa tutta la drammaticità della situazione. C'è da aggiungere che sia Giancane che Sommese hanno chiarito che la stessa Regione non potrà stabilizzare i lavoratori e la palla quindi passa ai Comuni. Il problema però è che un Comune come Caiazzo, non può assolutamente far fronte a ventidue nuove assunzioni, poichè ciò rappresenterebbe una catastrofe per le casse comunali, viste le risorse esigue che arrivano appunto ai piccoli Comuni dal Governo centrale e che nel 2013 si assottiglieranno ulteriormente. Insomma per ventidue persone che da anni lavorano per il Municipio, il 2013 che si approssima ad arrivare si preannuncia davvero oscuro. Questi i lavoratori in forza: Carlo Albanese, Alessandro Altieri, Raffaele Altieri, Angelo Bencivenga, Angelina Bruno, Filomena Cammarota, Antonietta Civitella, Giovanni D’Andrea, Maria Antonietta D’Angelo, Filomena De Sorbo, Concetta Fusco, Antonietta Giannelli, Elvira Iannucci, Nicola Mandato, Giovanni Massadoro, Michelina Mattiello, Pietro Rolli, Nicola Rolli, Simonetta Rossi, Giovanna Sampogna, Giovanni Sangiovanni e Gianrufo Sparano.
Nella foto Giovanni D'Andrea, Lsu e Rappresentante sindacale Cisas
Nella foto Giovanni D'Andrea, Lsu e Rappresentante sindacale Cisas






6 commenti:
La mia speranza è che venga rifinanziato il progetto per alcuni di questi LSU.Essi svolgono a pieno i compiti a loro assegnati e lo fanno con coscienza. Gli altri non hanno bisogno di questo lavoro e quindi se ne possono stare a casa anche perchè lo svolgono svogliatamente.
Sagge parole anonimo delle 12:59
hai toccato il vero dramma caro amico. Molti lsu sono necessari al comune mentre alcuni di loro, si sa di chi parliamo, svolgono il proprio ruolo con svogliatezza. Ma quando la cacciate fuori?
alcune mogli di..ce le possiamo risparmiare
C'e' da dire anche che alcune vanno a "lavoro" dopo aver fatto la spesa!!!!!!!!!!!!!!!!con comodo.
Spero in verità che questa situazione venga risolta nel modo più felice per tutti, ma se non si può e si deve far fronte a dei tagli bisogna guardare in faccia alla realtà!Se si devono fare delle scelte, il comune o chi che sia che metta a disposizione fondi, guardi a chi ha lavorato con dedizione, chi per diversi decenni si è rotto la schiena, chi ha lavorato con serietà indifferentemente dalla retribuzione alquanto misera. L'Lsu è per status un lavoratore precario si, ma bisogna anche ammettere che fra quelli menzionati nell'articolo c'è gente che per forza di cose ha accresciuto la propria professionalità e il proprio lavoro, fino ad arrivare ad un livello che permette di avere una conoscenza del proprio mestiere imparagonabile a qualsiasi altra persona! C'è gente fra queste che il loro lavoro lo possono fare solo loro, e non è un gioco di lavoro ma la realtà! E cosa più di questo può evidenziare chi premiare e chi no?
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