Il raid incendiario al locale in piazza Umberto I ha provocato danni per 8mila euro...Raid incendiario la scorsa notte in pieno centro a Bellona. Ad essere colpito dalle fiamme il bar “Gran Caffè Diaz” situato in piazza Umberto I. L’incendio, sicuramente di natura dolosa, è scattato intorno alle due della notte all’esterno del locale pubblico in quel momento chiuso. Le fiamme hanno interessato solo la zona che affaccia sulla piazza provocando danni per circa 8mila euro. In particolare il rogo ha riguardato le pareti esterne del locale, alcuni tavolini, le sedie ed il tendone messo per proteggere i clienti dal sole e, tra le altre cose, montato solamente negli ultimi giorni. A lanciare l’allarme è stato lo stesso titolare del bar, M. G.. L’uomo è stato richiamato dal fumo e dalle fiamme e si è precipitato immediatamente sul posto. Arrivato in zona ha incominciato a dare vita ad un primo intervento di spegnimento dell’incendio utilizzando un estintore. In piazza Umberto I sono poi giunti anche i vigili del fuoco allertati anche da altri residenti della zona preoccupati che il rogo potesse raggiungere anche le abitazioni presenti in zona.
Arrivati sul posto i caschi rossi si sono messi all’opera impedendo all’incendio di propagarsi e causare danni ancora più ingenti. Solo dopo avere spento anche l’ultimo focolaio è stato possibile eseguire il sopralluogo necessario per stabilire l’esatta dinamica dell’accaduto. L’accertamento non avrebbe lasciato dubbi sul fatto che il rogo sia di origine dolosa. All’esterno del locale pubblico sarebbe stato infatti gettato del liquido infiammabile. Chiare tracce di benzina sono state infatti rinvenute sui tavolini del bar. Le fiamme, infatti, sarebbero partite proprio da lì per poi arrivare a colpire anche sedie ed il tendone. Sull’accaduto sono ora in corso le indagini condotte dai carabinieri della stazione di Vitulazio e della compagnia di Capua. I militari dell’Arma, chiamati insieme ai vigili del fuoco, si sono recati in zona ed hanno preso atto della relazione dei caschi rossi accertando la natura dolosa dell’incendio. Il titolare del bar è stato a lungo ascoltato dagli inquirenti ma non sarebbe stato in grado di fornire elementi utili alle indagini: si sarebbe semplicemente limitato a dichiarare di non avere nemici e di non essere stato oggetto di minacce o di richieste “strane”. I carabinieri indagano a trecentosessanta gradi anche se tendono ad escludere la matrice estorsiva del raid. Le attività portano a credere che il movente possa essere di altra natura.

Arrivati sul posto i caschi rossi si sono messi all’opera impedendo all’incendio di propagarsi e causare danni ancora più ingenti. Solo dopo avere spento anche l’ultimo focolaio è stato possibile eseguire il sopralluogo necessario per stabilire l’esatta dinamica dell’accaduto. L’accertamento non avrebbe lasciato dubbi sul fatto che il rogo sia di origine dolosa. All’esterno del locale pubblico sarebbe stato infatti gettato del liquido infiammabile. Chiare tracce di benzina sono state infatti rinvenute sui tavolini del bar. Le fiamme, infatti, sarebbero partite proprio da lì per poi arrivare a colpire anche sedie ed il tendone. Sull’accaduto sono ora in corso le indagini condotte dai carabinieri della stazione di Vitulazio e della compagnia di Capua. I militari dell’Arma, chiamati insieme ai vigili del fuoco, si sono recati in zona ed hanno preso atto della relazione dei caschi rossi accertando la natura dolosa dell’incendio. Il titolare del bar è stato a lungo ascoltato dagli inquirenti ma non sarebbe stato in grado di fornire elementi utili alle indagini: si sarebbe semplicemente limitato a dichiarare di non avere nemici e di non essere stato oggetto di minacce o di richieste “strane”. I carabinieri indagano a trecentosessanta gradi anche se tendono ad escludere la matrice estorsiva del raid. Le attività portano a credere che il movente possa essere di altra natura.
Diego Riccio





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