martedì 18 settembre 2012

Altro che Ato5. Il Consorzio Idrico per il 2012 prevede 600mila euro di prebende per i componenti del CdA!!!

La Provincia di Caserta, vuole rottamare questo Ente e annuncia che si opporrà a tutti i punti all’ordine del giorno della seduta odierna. D'altro canto il presidente Zinzi ha la maggioranza delle quote. L'Ato5 invece è a costo zero...
La Provincia tenterà di rottamare il consorzio idrico “Terra di Lavoro” nell’assemblea di stamattina. In una lettera protocollata venerdì scorso, il presidente dell’ente di corso Trieste Domenico Zinzi preannuncia “il voto contrario dell'Ente in relazione a tutti i punti posti all'ordine del giorno dell'Assemblea”. E la Provincia è il componente con la quota maggiore. Secondo Zinzi, il programma di ristrutturazione aziendale adottato dal Cda del Consorzio il 6 agosto scorso “in dichiarata attuazione degli impegni assunti presso la Prefettura di Caserta” il 20 giugno ed il connesso programma di rientro dal passivo non soddisfano le “esigenze di razionalizzazione ed efficientamento della spesa né risultano idonei a scongiurare definitivamente la paventata riduzione della fornitura idrica in numerosi Comuni di Terra di Lavoro per effetto dell’ingente credito vantato nei confronti del consorzio da Acqua Campania Spa”. I documenti presentati dal Consorzio sarebbero contraddittori: l’intento dichiarato è certamente quello di “assicurare il rispetto della normativa vigente in attuazione dei codificati principi di economicità ed efficienza degli enti strumentali" (ed appare, dunque, meritevole di piena condivisione), ma a queste dichiarazioni di principio non seguono “atti concreti”. Nello schema di bilancio di previsione 2012, infatti “risultano appostati 600mila euro per il pagamento delle indennità di carica in favore degli amministratori del Consorzio”. E questa è una violazione della legge 122 del 2010 che testualmente, recita: “Agli amministratori di comunità montane e di unioni di comuni e comunque di forme associative di enti locali, aventi per oggetto la gestione di servizi e funzioni pubbliche non possono essere attribuite retribuzioni, gettoni, o indennità o emolumenti in qualsiasi forma siano essi percepiti”. Ed è “del tutto pacifico ed incontestabile” che il Consorzio costituisca “una forma associativa di enti locali per la gestione di servizi e funzioni pubbliche”. La Corte dei conti ha evidenziato “l'estensione del divieto assoluto di erogare retribuzioni, gettoni e indennità o emolumenti agli amministratori di forme associative di enti locali aventi ad oggetto la gestione di servizi e funzioni pubbliche, ivi compresi gli amministratori di consorzi tra comuni... Tale norma è immediatamente applicabile, senza necessità di intermediazione di provvedimenti ministeriali”. Ci si trova quindi di fronte, nota Zinzi, ad “indebite erogazioni di denaro pubblico, con conseguente configurazione di danno erariale a carico di coloro che con condotte attive, ovvero omissive, illegittimamente le consentano”. E la stessa relazione dei revisori di accompagnamento al bilancio è “in più punti, vaga ed ambigua”, tanto che da una parte “si esprime parere prevalentemente favorevole”, ma dall’altra si manifestano pareri critici: il parere sarebbe quindi “solo formalmente positivo”, ma sostanzialmente il collegio, secondo Zinzi, “esprime forti perplessità”.
ZINZI: "L'ATO 5 E' A COSTO ZERO" E LANCIA UNA FRECCIATA ALL'AMBITO DI NAPOLI. - “L’Ato5? Funzionerà a costo zero. Così come prevede lo Statuto, infatti, i componenti del Consiglio di Amministrazione di questo organismo non percepiranno nemmeno un euro. Tutto ciò, contrariamente a quanto dice qualcuno poco informato, è perfettamente in linea con quello che prescrivono i recenti provvedimenti del Governo in materia di spending review. Non mi sembra che l’Ato2, nel quale l’azionista di maggioranza è il Comune di Napoli, rispetti questi parametri di contenimento dei costi”. A dichiararlo è stato il presidente della Provincia Domenico Zinzi, che ha voluto precisare alcuni aspetti del funzionamento dell’Ato5 (Ambito territoriale ottimale). Questo ente “non solo non comporta spese aggiuntive a carico dei cittadini ma è estremamente utile per l’intero territorio. Il ritardo di ben 5 anni nella sua costituzione, avvenuto a causa della colpevole assenza sulla questione da parte delle Amministrazioni che mi hanno preceduto, ha provocato notevoli danni, come, ad esempio, la mancata possibilità di avere a disposizione fondi regionali necessari al ciclo integrato delle acque (realizzazione delle reti fognarie, di collettori, di depuratori). Per riuscire a fare tutto ciò, infatti, è fondamentale la presenza di un Ato che abbia tali funzioni esclusivamente per i Comuni di Terra di Lavoro. L’accorpamento a Napoli per tutti questi anni ha portato la provincia di Caserta a vivere una condizione di marginalità. Un fatto, questo, che si verifica ogni volta che Napoli riesce a mettere le mani sul territorio casertano”. Va peraltro ricordato che in passato la stessa coalizione che sostiene Zinzi ha bocciato la costituzione dell’Ato 5. Zinzi ha sottolineato la scarsa attenzione riservata alla provincia di Caserta nel passato: “In questi ultimi anni gli interessi della provincia di Caserta sul ciclo integrato delle acque, proprio a causa della mancanza dell’Ato5, non sono stati per nulla tutelati. Basti pensare - ha aggiunto Zinzi - ai grandi progetti afferenti al Por Fesr 2007-2013 sul collettamento e sulla depurazione in Terra di Lavoro che non partono. E’ evidente che la mancanza di interventi del genere, assieme all’assenza di una seria ed organica attività di bonifica, comporta effetti negativi sull’intero sistema ambientale della provincia di Caserta. Conseguenze, queste, che incidono in maniera grave sullo sviluppo di attività di tipo turistico ed economico in senso più generale”.
Renato Casella

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