A formulare le richieste al Tribunale, il Pubblico Ministero Guarriello ed il Procuratore Aggiunto Gay. Sono accusati di falso, abuso d’ufficio, e turbata libertà degli incanti, reati commessi in concorso tra di loro...
L'autovelox mette nei guai sindaco e giunta del Comune di Ruviano. Il primo cittadino Cusano e i suoi assessori non avrebbero attraversato le strade di Ruviano a folle velocità, ma avrebbero violato il codice dei contratti pubblici in relazione all'affidamento per la fornitura degli impianti di autovelox. Il Sostituto Procuratore, Silvio Marco Guarriello, e il Procuratore Aggiunto della Repubblica, Luigi Gay, hanno chiesto, per questa ragione, il rinvio a giudizio per Roberto Cusano (nella foto a sinistra), sindaco, Andrea Petrazzuoli (nella foto al centro), vicesindaco, Mario Andrea Petrazzuoli (nella foto a destra), assessore, Vincenzo Mennillo Di Meo, consigliere comunale, Sandro Riccio, segretario comunale e responsabile del Settore Affari Generali, Giuseppe Treviso, responsabile del Settore di polizia municipale, e Giannadrea Monia, titolare della Sercom. Gli amministratori comunali di Ruviano e il legale rappresentante della Sercom, accusati in concorso tra loro di falso, abuso d'ufficio e turbata libertà degli incanti, hanno stipulato un contratto tra l'Ente e la società per l'affidamento della fornitura dell'apparecchiatura elettronica per il controllo del traffico, il servizio di assistenza e consulenza tecnica per il rilevamento delle infrazioni, la fornitura del materiale fotografico, materiale di consumo e moduli verbali, assistenza e consulenza amministrativa per la stampa dei verbali e la ricerca dei dati. Secondo la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, però, tali atti sono illeciti. Molteplici, infatti, le contestazioni: il Comune si sarebbe dotato del servizio autovelox senza una preventiva verifica della pericolosità delle strade; non sarebbe stato determinato il prezzo di appalto, ma il Comune avrebbe stabilito che il corrispettivo per la Sercom sarebbe stato calcolato in relazione alle sanzioni elevate; non sarebbe stata accertata la capacità della ditta affidataria; sarebbe stata la giunta a determinare la volontà di indire la gara d'appalto e non il consiglio comunale come previsto dalla legge; non sarebbe stata nominata una commissione aggiudicatrice e l'approvazione della gara sarebbe stata fatta solo dal segretario comunale e da due dipendenti comunali. Insomma, gli amministratori avrebbero, secondo la Procura, determinato intenzionalmente un ingiusto vantaggio economico per la Sercom e per l'Ente, impedendo la regolarità della gara pubblica. Nel collegio difensivo gli avvocati Vittorio Giaquinto e Raffaele Gaetano Crisileo. Antonella Giannattasio
Cr






5 commenti:
Grandi!
Stam appost mo!
Scusate e a piana di monte verna, la situazione e' andata nel dimenticatoio visto che si parla della stessa situazione. FATECI SAPERE!!!!!!!!!!!!!!!!
Tra poco anche a Piana di Monte Verna i nodi verranno al pettine.
Eh già quante persone rosicano,rosicano.... TU intanto continua a rosicare che il SINDACO CUSANO e la sua truppa ci saranno ancora per molto altro tempo a GOVERNARE il COMUNE,poi se sono anni che il SINDACO vince l'elezioni evidentemente i cittadini preferiscono lui. Per gestire un comune ci vogliono gli attributi, di sicuro non è da tutti. W L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE ATTUALE.
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