venerdì 17 agosto 2012

Alto Casertano. Sagre, feste e festival, tutto nel nome della disorganizzazione generale, ringraziando sempre il popolo dei farlocchi.

E l'igiene è un fattore non di secondo e ne di terzo, ma addirittura di quart'ordine...
Ci scrive un lettore da Piedimonte Matese, il quale esprime un suo punto di vista di grande attualità che rigaurda il fenomeno estivo che ogni anno si ripropone in tutta la provincia di Caserta e soprattutto nell'Alto Casertano: Le sagre paesane...
Ogni qualvolta arriva l'estate, da una decina d'anni a questa parte capita di leggere su giornali, siti web, manifesti e locandine di questa o quella sagra e giunto (ahimè) alla veneranda età di 50 anni dico tra me e me: "Se...se!" pensando a tutti i disagi che si andranno a patire per mangiare un pezzo di pane o una frittella accompagnata ad un bicchiere di vino di chissà quale vigna, per la modica somma di quattro -cinque euro. Per non parlare poi del parcheggio dei veicoli. Se sei fortunato puoi fermarti ad un paio di chilometri dal luogo dell'evento, pagando ovviamente il balzello che in alcuni casi arriva anche a cinque euro e dannandoti poi l'anima per riuscire ad intravedere qualcosa una volta giunto a destinazione. All'indomani dell'evento, sovente su facebook capita poi di leggere lamentele, critiche e addirittura truffe in danno al povero fesso che crede ancora alla sagra "paesana". A conti fatti, la colpa di chi è? Di chi approfitta della situazione e mascherandosi dietro la "sagra" propina le porcherie più indigeste (in un paese dell'Alto Casertano sono riuscito ad osservare su una confezione di prosciutto cotto "Jambon made in China" utilizzato per confezionare piadine) o del soggetto che vuole assaggiare una "prelibatezza" e invece poi mangia veri e propri prodotti chimici? Ma è possibile che all'epoca di oggi c'è ancora gente disposta a fare la fila anche mezz'ora ad una bancarella per un panino al prosciutto o con la salsiccia di provenienza ignota? E che dire ad esempio di ciò che è capitato a Cancello ed Arnone a quegli "allocchi" che erano convinti di recarsi ad un concerto e poi si sono letteralmente ritrovati in un imbuto umano impressionante? Insomma, non voglio rubare altro spazio, ma dico questo: se sappiamo tutti che nel 99% dei casi, quando ti rechi ad una sagra o un "evento" rischi di mangiare e bere prodotti genuinamente "pezzottati" cosa ci lamentiamo a fare il giorno successivo? Mah! L'essere umano e la sua mente contorta non finirà mai di stupire...
LETTERA FIRMATA

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Che c'zzecca?
Le sagre paesane esistono in tutt'Italia, da quanto esiste l'uomo sulla faccia della terra.
Per quanto riguarda poi la genuinità dei cibi offerti questo dipende da chi organizza la sagra e dalle forze dell'ordine, come i Vigili, i Carabinieri e la Finanza nel dover controllare.
A nord si fanno Sagre di tutto rispetto. Al sud....m'bhè siamo meridionali.....