domenica 22 luglio 2012

Baia e Latina. Il sindaco del paese Santoro al fianco dei cacciatori amanti della natura

Una tavola rotonda svoltasi presso l'aula consiliare di Baia e Latina ha visto il primo cittadino schierarsi al fianco dei cacciatori che praticano questa disciplina in maniera 'corretta'. Insomma è come affermare che un macellaio si dichiara 'vegetariano...'
Si schiera al fianco dei cacciatori che amano la natura il sindaco Michele Santoro (nella foto "Santoro Jones") che, nel corso di una tavola rotonda tenutasi presso l'aula consiliare del comune e promossa dall'Atc, l'ambito territoriale della caccia di di Terra di Lavoro, ha usato parole molto chiare sul mondo delle doppiette. "In un momento di particolare difficoltà, economica e sociale, i pubblici amministratori ma anche gli stessi cittadini non devono perdere di vista l’importanza delle relazioni con l’ambiente ed il territorio; - ha esordito il primo cittadino - intesa e vissuta in questo senso la caccia è un’attività capace di stimolare in una certa misura una rinnovata cultura ambientale e nel caso di cacciatori rispettosi delle regole, l’attività venatoria diventerà pratica ecologicamente sostenibile se non addirittura indispensabile per quell’equilibrio naturale che è bene venga rispettato". Santoro ha ricordato poi che la caccia è una delle "attività più antiche dell’uomo, tuttora radicata nella cultura di molte persone che non sono “i distruttori dell’ambiente”. Anzi! Se oggi i nostri boschi sono infestati da cinghiali e vari predatori, se si è rotto un equilibrio tra le specie è anche perché l’uomo ha abbandonato la montagna e l’inquinamento è cresciuto. La salvaguardia della biodiversità è uno degli obbiettivi del cacciatore, quello Doc ovviamente, e checchè se ne dica, la caccia è il mezzo più antico ed efficiente per mantenere in perfetto equilibrio il rapporto numerico uomo animale". Il sindaco ha quindi esplicitato il concetto di "Caccia responsabile", ovvero esercitare la "propria grande passione" con la consapevolezza di ciò che le "sue azioni significano per l’ambiente, la fauna e la difesa della biodiversità, in stagione di caccia aperta e durante il resto dell’anno con le tante iniziative gestionali che lo vedono impegnato e coinvolto".
ep
Caiazzo Rinasce: Cacciatori che sparano ad uccellini e leprotti e poi sono classificati amici della natura ha il sapore di una 'beffa'. Sarebbe come se un macellaio dichiarasse di essere 'vegetariano...'

5 commenti:

Anonimo ha detto...

cosa ne ha in cambio dalla lobbie dei cacciatori questo " sindaco" per dire tante baggianate?

Anonimo ha detto...

Condividiamo ed apprezziamo in pieno il commento di Caiazzo Rinasce.C'é chi si ostina ancora a difenderla ma cosa è la caccia se non un barbaro divertimento che consiste nel massacrare esseri viventi dotati di vita relazionale, che sanno gioire e soffrire come noi. Una guerra non ad armi pari e soprattutto una sfida assurda che uno dei due contendenti non ha cercato né voluto. Una strage che da noi non ha nessuna giustificazione né alimentare né tantomeno ecologica, perché la caccia distrugge la natura, inquina, finge di porsi come alternativa ai predatori naturali creando invece ulteriori squilibri.La caccia, retaggio arcaico di una cultura barbara ed obsoleta, deve essere abolita. PierAngelo Fontana presidente dell'associazione animalista "Rifugio Mascherina Onlus" di Piedimonte Matese. P.S. Egr. Sindaco le proporrei di far costruire un monumento, nella sua bellissima cittadina, dedicato a tutti i cacciatori che muoiono ogni anno per "incidenti di caccia" chissà che non serva come deterrente....

Anonimo ha detto...

Presente, io mi "ostino" a difenderla. E non sono un cacciatore, sig. Fontana. Mai andato a caccia. E non caccio perché non riuscirei a sparare ad un animale, non lo sopporto. Allora potrà chiedersi "perché mai la difendi?". La risposta è semplice: ho ben chiaro cosa voglia dire la parola "Democrazia" e cosa sia il rispetto delle opinioni altrui ("Non condivido la tua idea ma darei la mia vita per difenderla"). Al contrario di troppi altri. Ha fatto caso, sig. Fontana, a quanto sono acuminati i suoi canini? L'uomo nasce carnivoro, e sopravvive passando dalla caccia "a mano" alle selci, alle frecce, agli archibugi, ai fucili (Darwin diceva che a sopravvivere non sono le specie più forti, ma quelle che sanno adattarsi al mutare delle condizioni). Ammette che l'uomo debba potersi cibare di carne, se vuole? Ammette che nessun animale si suicida per sfamarci, e quindi qualcuno dovrà pur "abbattere" il maiale per poterne far prosciutti? Ammette che vietare la caccia perché barbara "in quanto stermina gli animali" è un'atto di ipocrisia, almeno fin quando restano in vigore i macelli? E ammette che vietare i macelli sia un'atto di dittatura delle coscienze del tutto uguale a quelli applicati nelle "repubbliche" teocratiche? Prima di dire "vietiamo!" una persona saggia si ferma a riflettere, prende il libro di storia e legge di tutti gli altri che, sicuri di aver ragione, parlavano di "divieti", da Hitler a Stalin passando per Kohmeini e i Taliban. Vede a cosa portano i divieti. Vede come finisce (sempre, la storia riesce sempre a ripetersi ai danni di chi la ignora o finge di non conoscerla). E si chiede se è davvero il caso di auspicare quei tanto feroci "divieti". Marcello

Anonimo ha detto...

caro Marcello ma cosa vai farneticando? Ma taci

Anonimo ha detto...

Caro "anonimo", o mi smentisci obiettando razionalmente punto per punto a quello che ho detto e motivato (una risposta "razionale" è tale quando non cita i Vangeli apocrifi o lo statuto dell'associazione vegani indipendenti italiani), oppure prenditi un bell'attimo di relax per renderti conto che con quel post ad aver perso un'ottima occasione per tacere sei stato proprio tu. Marcello