L'uomo ribadisce la tesi fin qui portata avanti dai suoi legali: si è trattata di una disgrazia. Era lui che aveva deciso di farla finita e la moglie voleva impedirglielo...
Resta in carcere Francio Ferruccio (nella foto), il 58enne accusato dell'omicidio volontario della moglie Carmela Imundi. Il gip del Tribunale di Santa Maria C.V. Scognamiglio ha emesso nei confronti dell'ex guardia giurata un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La decisione è stata assunta all'esito dell'udienza di convalida svoltasi nella tarda mattinata dell'altro ieri presso la casa circondariale, allorché l'uomo, assistito e difeso dagli avvocati Francesco Ferraro e Daniele Lancia dello studio legale Ferraro & Lancia di Formia, è stato interrogato nuovamente dal magistrato rendendosi disponibile per la seconda volta a ricostruire i fatti. Pur in uno stato di estrema difficoltà e di profondo dolore, il 58enne ha spiegato nei minimi particolari cosa è accaduto nella casetta di campagna di località Fragneto lunedì mattina, e soprattutto le ultime ore di vita della moglie, ribadendo che si è trattato di una disgrazia, poiché, nell'intento di suicidarsi, mentre la moglie cercava di disarmarlo, senza volerlo la pistola ha attinto la vittima con l'esplosione di un colpo, risultato fatale per la 52enne accompagnata dallo stesso marito in ospedale dove poi è stato arrestato senza opporre alcuna resistenza. Il Gip Scognamiglio non ha, dunque, convalidato il fermo ma comunque disposto la restrizione dell'uomo in carcere stanti i pericoli di fuga, reiterazione del reato ed inquinamento delle prove. La difesa ha sostenuto la totale assenza di volontà dell'indagato, nonostante il reato di omicidio volontario contestatogli, tesi questa che ha trovato conforto nei primi risultati autoptici eseguiti sulla donna nel pomeriggio di giovedì presso l'obitorio di Caserta. Presenti i consulenti medico-legali dell'accusa e della difesa nominati in mattinata presso la Procura della Repubblica, unitamente al perito balistico chiesto dal PM dott.ssa Giuliana Giuliano, il perito della difesa Filippo Marino e gli avvocati Ferraro e Lancia hanno osservato durante l'autopsia l'assenza completa di escoriazioni o traumi contusivi sul corpo della Imundi, escludendo l'aggressione o colluttazione ed, invero, la morte sarebbe casualmente derivata dalla perforazione per penetrazione del proiettile nell'aorta addominale senza ledere alcun organo vitale a riprova dell'assenza di volontà omicida. In sintesi un colpo da contatto tra l'arma e la cute della donna ferma al momento dello sparo, che sarebbe stato esploso dalla Beretta 7,65 automatica ad una distanza molto ravvicinata, causato quindi da un'azione non volontaria. Intanto, nel pomeriggio di oggi si svolgeranno i funerali della donna, con inizio alle ore 15,30, nella chiesa madre di San Pancrazio Martire dove il feretro della 52enne arriverà intorno alle ore 14 direttamente dall'Istituto di Medicina Legale dell'Ospedale Civile "Sant'Anna e San Sebastiano" di Caserta.
ep






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