Scoperte due lapidi a ricordo di due eroi del Risorgimento, Nino Bonnet e Podio Fabbrini quest'ultimo ucciso a Caiazzo nel 1860 e facente parte della spedizione dei mille...
Due lapidi per ricordare due eroi del Risorgimento comacchiese. Si è svolta questa mattina, proprio in occasione della festa nazionale del Tricolore, la cerimonia conclusiva del ciclo di manifestazioni per festeggiare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Il luogo dell’incontro è stato caratterizzato dall’intimo e gradevole tepore della sala consigliare comacchiese, descritto dal commissario prefettizio Pinuccia Niglio come “luogo di espressione più alta della democrazia, sede del dialogo, confronto e sintesi”. Durante la cerimonia sono state scoperte così due lapidi, restaurate e riportate a nuova vita come testimonianza dello spirito di sacrificio di Nino Bonnet e Podio Fabbrini, uomini che hanno donato tanto alla comunità comacchiese. “L’onore di scoprire queste due lapidi è toccato a me – ha dichiarato la dottoressa Niglio, dopo aver illustrato accuratamente la storia dei due patrioti -. Oggi più che mai ci pare impossibile che siano esistiti uomini e donne per cui la parola Italia rappresentava un valore per cui valeva la vita”. “E’ con orgoglio che sono oggi presente alla festa del Tricolore di cui l’Emilia-Romagna è patria – è intervenuta il Prefetto di Ferrara Provvidenza Raimondo – Queste celebrazioni ci hanno mostrato quanto siano profonde le nostre radici e questa è un’occasione straordinaria per ricordare, perché a volte il tempo può annebbiare ed è giusto far emergere oggi il valore di questi due patrioti”. Sulle note dell’Inno di Mameli sono state scoperte così la lapide dedicata a Nino Bonnet, classe 1819, primo di tre fratelli, tutti patrioti, che hanno voluto lottare al fianco di Giuseppe Garibaldi. Arrestato il 7 agosto, nel 1860 si trovava ancora al fianco dell’eroe nazionale in Sicilia, dove fu promosso tenente colonnello di stato maggiore. Dopo aver combattuto anche la terza guerra d’indipendenza, morì il 31 dicembre 1890 a Comacchio, dove fu sindaco. Il 7 luglio del 1907 fu eretta nel Municipio una lapide in suo onore. A ricordare il primo eroe, una lettera del suo discendente Piero Antonio Bonnet, che per impegni di lavoro non è potuto essere presente alla cerimonia, ma che ha ammesso con calde e commoventi parole che “non è soltanto l’entusiasmo per l’impegno garibaldino che qui ha avuto inzio per i miei avi che mi fa amare tanto Comacchio, ma anche l’attaccamento della mia famiglia al tessuto culturale, storico, sociale ed economico di questa città”. La seconda lapide ad essere scoperta è stata invece quella di Podio Fabbrini, patriota comacchiese entrato insieme a Garibaldi nella Napoli del 1860, come atto conclusivo della spedizione dei Mille. Fabbrini morì a Caiazzo troppo giovane, trucidato a soli 25 anni. “Ma oggi – continua il commissario Niglio – vogliamo ricordare anche la sua famiglia composta da papà Fabio, mamma Berta e Lucia Fabbrini che accolsero nel loro podere ben 76 soldati fuggiti da un campo di concentramento veneto”. In seguito ad un grande applauso, la cerimonia è terminata con la consegna del manoscritto di Nino Bonnet sullo “Sbarco di Garibaldi a Magnavacca” ed un saluto a tutte le autorità militari e politiche presenti in sala.
Nella foto la lapide dedicata a Podio Fabbrini nell'Aula Consiliare del Comune di Comacchio (Ferrara)
Nella foto la lapide dedicata a Podio Fabbrini nell'Aula Consiliare del Comune di Comacchio (Ferrara)

8.1.12








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