La rivolta dei Forconi è stata sedata dalle Forze dell'ordine che hanno fatto dileguare i manifestanti. Sono rimasti solo quelle vittime degli atti vandalici...
Giacciono come bisonti feriti sulla carreggiata dell’A1, grigia come non mai. Otto tir bloccati. Non certo per volontà dei loro autisti. Nella nottata qualcuno ha forato le valvole dei copertoni. Sono l’ultima testimonianza della furia degli autotrasportatori aderenti alla federazione Trasportatori Uniti che, mutuando il movimento siculo dei Forconi, da domenica notte ha presidiato i caselli autostradali del Casertano. Fino a stamattina, all’altezza della barriera di Caserta sud, se ne contavano almeno 500 di auto-trasportatori in presidio permanente. Non meno di 200 gli auto articolati bloccati. Ma all’alba, su indicazione del Viminale e della Prefettura di Caserta, sono arrivati non meno di un centinaio tra agenti della Polizia di Stato e di militari della Guardia di Finanza e dei Carabinieri. In pochi minuti, i manifestanti si sono dileguati. Per fortuna, non ci sono stati né scontri né cariche di alleggerimento. Lo sgombero è stato effettuato in seguito alle pressioni dell’Anas, proprietaria delle aree dove stazionavano i tir. Tuttavia, tempo poche ore, e verso mezzo giorno sono spuntati come funghi nuovi presidi di protesta nei pressi delle rampe di uscita dell’A1 a Marcianise, Caianello, Santa Maria Capua Vetere. Gruppi di manifestanti hanno continuato, come se nulla fosse, a fermare i tir in transito. Il tutto fino a quando non sono intervenuti sul posto gli agenti in tenuta antisommossa, con tanto di manganelli e scudi di plexiglass. Al momento non si registrano particolari disordini, ma è difficile prevedere come si evolverà la situazione. Di sicuro, l’obiettivo dei manifestanti è quello di resistere fino a giovedì, ultimo giorno di protesta autorizzato dal Garante per gli scioperi. Dopodichè, a quanto pare, scatterà la protesta dei benzinai.

24.1.12








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