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sabato 28 gennaio 2012

Bestiario Umano/ L'albanese di turno rapisce una ragazza nelle Marche e la trascina a suon di botte fino a Cervino

Uno dei tanti pezzi pregiati della casa madre Albania, Skhina Gabriel 26enne, ha rapito una 24enne a Porto d'Ascoli (AP) e, aiutato da altri suoi simili di Maddaloni i fratelli Pasquale e Antonio Di Nuzzo, l'ha riempita di botte dalle Marche a Cervino per tutta la durata del viaggio, ovvero cinque ore consecutive...
Ieri sera, gli agenti dell'Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico del Commissariato di Polizia di Stato di Maddaloni, intervenivano presso il locale ospedale su richiesta di un medico in servizio di Pronto Soccorso, per segnalazione di persona vittima di reato. Giunti sul posto, i poliziotti constatavano la presenza di una ragazza di 24 anni, tale L.M.G., di Milano, domiciliata a Porto d'Ascoli (Ap), la quale riferiva di essere stata sequestrata ad opera del suo ex fidanzato, con la complicità di altre due persone. I poliziotti iniziavano, quindi, gli accertamenti che consentivano di appurare che la denunciante aveva intrapreso da alcuni anni una relazione sentimentale con tale Shkina Gabriel, nato in Albania nel 1986, da lei conosciuto a Milano. Dopo un'iniziale serena convivenza, si erano trasferiti a Maddaloni, ove lo Shkina svolgeva l'attività di muratore. A seguito, però, di una serie di dissapori, culminati nella scoperta di un tradimento da parte dello Shkina, la denunciante decideva di interrompere la relazione e di trasferirsi a casa della madre, che, nel frattempo, si era stabilita a Porto d'Ascoli, nonostante in quella circostanza lo SHKINA le intimasse di restare con lui, minacciandola di morte nel caso in cui l'avesse lasciato. Il trasferimento non induceva l'arrestato a mutare atteggiamento, dato che lo Shkina si recava spessissimo a Porto d'Ascoli, imponendo la propria compagnia alla denunciante e trattenendosi, ogni volta, per alcuni giorni in casa. Nella circostanza lo Shkina era accompagnato da tale Di Nuzzo Pasquale cl. 1965, di Cervino, il quale, inizialmente accompagnava solo lo Shkina, per poi ripartire subito alla volta di Cervino, ma, con il tempo, aveva cominciato a trattenersi nell'abitazione, imponendo la sua compagnia anche alla madre della denunciante. La stessa L.M.G., poi, riferiva che sia lei che la madre ospitavano in casa i due solo perché venivano minacciate di morte e quindi vivevano nel terrore che potesse capitare loro qualcosa di grave. La vicenda aveva il suo culmine proprio nella decorsa giornata, allorquando, nel pomeriggio, con una scusa lo Shkina convinceva la denunciante a scendere di casa e, nonostante la sua resistenza, la costringeva ad entrare in un'autovettura, a bordo della quale vi era il Di Nuzzo Pasquale ed un'altra persona che la L.M.G. non conosceva e che, successivamente, quest'ufficio identificava per il fratello del Pasquale, tale Di Nuzzo Antonio, cl. 1986, di Maddaloni. Trattenuta accovacciata in macchina con violenza e minacce, la denunciante veniva, quindi, condotta da Porto d'Ascoli a Cervino con un viaggio durato oltre cinque ore. Qui giunta, la stessa riusciva a farsi condurre all'Ospedale di Maddaloni accentuando i sintomi di un malore effettivamente percepito, a causa delle percosse ricevute e del lungo viaggio. La vittima dei tre aguzzini, appena rimasta sola con la dottoressa del pronto soccorso, denunciava il sequestro, nonostante, per indurla a tacere, fosse stata ripetutamente minacciata. Ovviamente, all'arrivo della volante, i suoi sequestratori si erano allontanati dall'ospedale e solo grazie ad una serrata attività investigativa, gli stessi venivano rintracciati, nel corso della trascorsa nottata, in Cervino e Santa Maria a Vico. A seguito dei riscontri alle dichiarazioni della denunciante, emergevano chiari indizi di colpevolezza a carico dei tre che venivano, quindi, dichiarati in stato d'arresto per il reato di sequestro di persona in concorso e messi a disposizione del Sostituto Procuratore di turno presso la Procura della Repubblica di S. Maria Capua Vetere che, concordando con l'operato degli agenti, ne disponeva la traduzione presso la locale Casa Circondariale. Proseguono le indagini tese ad accertare altri reati posti in essere dagli arrestati anche in danno della madre della denunciante.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

... e tra un paio di giorni stanno fuori a delinquere, sta gente di merda. Bisognerebbe mettere tre pali alla rotonda di Maddaloni, attaccarglieli vicino ed aspettare la decomposizione. Sarebbe un buon esempio per tutti.

Anonimo ha detto...

da parte mia a sti buffoni che fanno i guappi e i forti solo con le donne gli taglierei le mani e le gambe con una sega a ferro.

Anonimo ha detto...

Domanda: Avreste pubblicato una notizia del genere se fosse stato un italiano e/o di un'altra nazionalità per così dire europea? NON CREDO PROPRIO CHE L'HO AVRESTE FATTO PERCHE' FATTI DEL GENERE SUCCEDONO OGNI MALEDETTO GIORNO IN ITALIA MA NESSUNO GLI PUBBLICA!!! STRUMENTALIZZARE I FATTI E FARE PROPAGANDA SPICCIOLA DA DUE SOLDI E' INDICE DI DEFICIENZA E STUPIDITA DA PARTE VOSTRA CHE PUBBLICATE QUESTE COSE!
Fatela finita perché siete SOLAMENTE RIDICOLI!!!