venerdì 30 settembre 2011

Alife. Il capogruppo consiliare Daniele Cirioli replica al comunicato del sindaco Avecone sul Consiglio Comunale di ieri

Attacco diretto e soprattutto fuorviante, visto che in Consiglio le cose non sono andate esattamente come enunciate dal sito del sindaco, poi inviate a tutti i blog locali. Questa in sostanza la replica di Cirioli...
Con incredula meraviglia e sommo rammarico constatiamo oggi la pubblicazione, su alcuni siti internet locali e sullo stesso blog del Sindaco, di un Comunicato stampa del Primo Cittadino di Alife, in cui è descritto in maniera palesemente distorta il Consiglio comunale di ieri. Il Comunicato è particolarmente fuorviante quando narra l’atteggiamento ed il comportamento della Minoranza, rappresentata dal nostro Gruppo, omettendo la realtà dei fatti accaduti in Consiglio comunale sia sul secondo punto all’Ordine del giorno (riequilibrio del bilancio) che sul terzo punto (Protezione Civile). Ci appare offensivo poi, non solo politicamente ma anche personalmente, nella parte in cui afferma che “la minoranza ha risposto con delle sterili controdeduzioni”. Tutto ciò con un contraddire quello che lo stesso Comunicato afferma nell’incipit, ossia che il Sindaco abbia chiesto ai Consiglieri una “massima apertura, pochi personalismi e molto lavoro”. Crediamo che il Comunicato sia soltanto un incidente di percorso non dipeso per nulla dalla volontà del Sindaco. Tuttavia, per una massima trasparenza – la fonte del Comunicato è del Sindaco ed è pubblicato anche sul suo blog – ci aspettiamo dal Sindaco un gesto distensivo, quale può essere un Comunicato stampa di smentita. Lo attendiamo soprattutto all’indomani di un Consiglio comunale dove a tutti i Cittadini è apparso realizzarsi un beneaugurante clima distensivo, tra Maggioranza e Minoranza, e proprio per non compromettere questa raggiunta serenità amministrativa, di cui Alife ha tanto bisogno in questo
triste periodo storico che gli è stato dato da vivere.

Pignataro Maggiore. L'ex sindaco Giorgio Magliocca e il suo vicario assolti dall'accusa di corruzione

Il procedimento penale riguarda una presunta truffa alla Regione Campania allacciato alla vicenda Biopower. Anche Mazzuoccolo è stato scagionato...
Il gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Cettina Scognamiglio, ha assolto l'ex sindaco del comune Pignataro Maggiore Giorgio Magliocca e il vicesindaco Piergiorgio Mazzuoccolo, difesi dall'avvocato Mauro Iodice, dall'accusa di corruzione per aver accettato la richiesta di costruire su territorio di Pignataro una centrale di biomasse in cambio di assunzioni e varie nomine da parte dell'azienda costruttrice. Il procedimento e' quello che riguarda una presunta associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni della regione Campania, alla corruzione di pubblici ufficiali e alla rivelazione di segreti di ufficio con la realizzazione di falsita' in atti pubblici. In pratica, due imprenditori laziali (Renzo Bracciali e Gianpiero Tombolillo) hanno costituito tre societa' (Biopower S.p.a., Natural Energy S.r.l. ed Energethic S.r.l.) aventi ad oggetto la costruzione di centrali per la produzione di energia derivante dalle biomasse, intessendo - stando alla procura - una rete di rapporti di favoritismo e di corruttela con funzionari ed amministratori pubblici. Il gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, oggi, ha anche rigettato la domanda di risarcimento del danno presentata dal comune di Pignataro Maggiore nei confronti dei due ex amministratori. Due le persone condannate che avevano chiesto il patteggiamento: Eugenio Di Santo con pena di 1 anno e 8 mesi e Gianpiero Tombolillo a 1 anno e 10 mesi. Per entrambi la pena e' stata sospesa. Gli imprenditori Giovanni e Tommaso Verazzo, invece, sono stati tutti rinviati a giudizio insieme agli altri indagati. In tutto il giudice, nell'udienza preliminare, ha valutato la posizione di 24 persone. Rigettato il patteggiamento da parte del gup per la posizione di Vincenzo Di Santo, accusato di riciclaggio per aver ricevuto da Bracciali 140 mila euro da versare su un conto a San Marino riconducibile al fratello Eugenio. Per Vincenzo Di Santo e per altri indagati e' stata fissata una nuova udienza preliminare.

Politica. Presto il rimpasto in Giunta regionale. In pole Daniela Nugnes e Angelo Polverino.

I due così liberano il posto in Consiglio a Giuseppe Sagliocco e Mimmo Ventriglia. Il sindaco di Alvignano Angelo Di Costanzo diverrebbe il primo dei non eletti...
I tempi non sembrano brevi, ma nei corridoi dei palazzi della politica campana non si parla d'altro. A tenere banco e' il rimpasto di giunta a cui dovra' provvedere il governatore Stefano Caldoro. Innanzitutto c'e' da nominare un vice: per questa posizione, una volta saldata l'alleanza con l'Udc nonostante le dimissioni di Giuseppe De Mita, il favorito e' l'attuale assessore al Personale Pasquale Sommese. Come conseguenza della sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la nomina dell'assessore Vito Amendolare per riequilibrare la presenza femminile nell'esecutivo, in attesa di conoscere l'esito del ricorso alla Corte Costituzionale proprio su questo tema, Caldoro dovra' fare a meno anche di un altro assessore. In bilico, secondo i ben informati, sarebbero anche l'assessore ai Trasporti e alle Attivita' produttive Sergio Vetrella (nell'occhio del ciclone per i disservizi e i tagli al settore) e quello alla Cultura Caterina Miraglia per una serie di polemiche emerse in questi ultimi mesi. In pole position per entrare a Palazzo Santa Lucia, anche senza l'ampliamento da 12 a 14 assessori approvato nello statuto, sono i consiglieri regionali: in primis due donne, la casertana Daniela Nugnes e l'irpina Antonia Ruggiero, ma anche Angelo Polverino (fedelissimo del vicecoordinatore Pdl Mario Landolfi) e il capogruppo Pdl Fulvio Martusciello. Tutti e quattro sperano di essere chiamati in causa, ma l'ultima parola spetta al governatore che dovra' ridistribuire un ampio pacchetto di deleghe.

Alife. Domani e dopodomani campagna gratuita di informazione sanitaria e diagnosi

L'iniziativa è stata promossa dall'assessorato alla sanità del Comune di Alife, diretto dal dr. Alfonso Santagata: domani sabato 1 e dopodomani domenica 2 ottobre i camper del "Pascale" di Napoli saranno ad Alife per screening gratuiti a tutta la cittadinanza.     
Interessante iniziativa nel campo sanitario è stata intrapresa dal dr. Alfonso Santagata, assessore con delega alla sanità al Comune di Alife. Domani, sabato 1 ottobre (dalle ore 9,00 alle 17,00 in Piazza XIX Ottobre) e dopodomani, domenica 2 ottobre (dalle ore 9,00 alle 12,00 in Piazza Vescovado), infatti, sarà avviata una campagna, totalmente gratuita per l’utenza, di informazione, educazione sanitaria e diagnosi: il progetto “Occhio al neo”, che vedrà nelle due principali piazze del paese due camper provenienti direttamente dall’Ospedale Pascale di Napoli, nonocomio specializzato in attività di prevenzione e cura di malattie tumorali. “Questo progetto è una campagna di prevenzione gratuita a cui tutti i cittadini sono invitati – precisa l’assessore Santagata – per uno screening immediato che sarà effettuato in due attrezzatissimi camper medici. Nell’ immediato futuro l’iniziativa sarà ripetuta anche per le patologie della mammella e della tiroide”. Dirigente medico primo livello presso l’Ospedale di Piedimonte Matese, Santagata non è nuovo ad iniziative del genere, nel campo sanitario e soprattutto nell'attività preventiva. Questo progetto è stato realizzato in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Locale Caserta Uno, l’Asl casertana, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’European Cancer Patient Coalition e l’associazione onlus House Hospital. Il patrocinio è del Comune di Alife, della Regione Campania, del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Ufficio Centrale per l’Orientamento e la Formazione Professionale del Lavoratori del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero della Salute e della Presidenza del Consiglio dei Ministri.             

Piedimonte Matese. Le "parole, parole, parole..." dei nostri "promettitori politici" Alla fine si sono dimostrati quello che pensano tutti...

Più che altro al momento riscontriamo che si tratta di "mettitori in quel posto". Incassano quei quattro voti che l'Alto casertano riesce a dare e scappano a Napoli e Roma. Una raccomandazione: mo' che ritornano andate a votarli in massa!
Non crediamo che tra Piedimonte Matese e Piana di Monte Verna, tanto per andare da Nord a Sud dell'Alto Casertano, oppure tra Gioia Sannitica e Capriati al Volturno volendo andare da Est a Ovest, non vi siano "eccellenze" che possano fornire il proprio contributo in Regione o in altri posti che sono andati ad occupare i nostri politici venuti in tournè da queste parti. Doveva cambiare il vento nel 2010, quando i governi provinciali e regionali furono letteralmente rovesciati a favore del centro -destra dopo anni di predominio incontrastato e "maledetto" (anche da noi di caiazzorinasce) dalle azioni di Bassolino e De Franciscis. Ed invece in appena e soli diciotto mesi il duo Caldoro - Zinzi ce li sta facendo rimpiangere amaramente con il loro modo di esercitare il potere. Ma oltre a Caldoro una menzione speciale va annoverata anche al presidente del Consiglio Regionale Paolo Romano, allorquando una volta incassata l'elezione a scapito di due politici locali, i sindaci di Alvignano e Piedimonte Matese Angelo Di Costanzo e Vincenzo Cappello, promise una presenza attenta e costante in queste zone. L'ultimo atto degno di memoria, la chiusura repentina e improvvisa della Segreteria politica in via Gaetani, dopo aver indicato il consigliere comunale di opposizione Nicola De Girolamo suo referente a Piedimonte (leggi qui). Romano lo inviò più volte anche presso l'ospedale cittadino per capire i problemi da risolvere che attanagliano il nosocomio e la cosa bella è che De Girolamo veramente ci andava!!! Romano aveva in serbo di inserire alla SMA, società che si occupa degli incendi boschivi ed opera molto anche nelle aree dell'Alto Casertano un rappresentante politico locale che fosse stato di sua espressione e tutto riconduceva al sindaco di Alvignano Angelo Di Costanzo che con i suoi 14mila voti aveva comunque provveduto a spedire lui e tutto il resto della combriccola pidiellina a Palazzo Santa Lucia. E Di Costanzo sta ancora aspettando!!! Ma anche per provvedimenti spiccioli, quella azione incisiva di Romano non si è vista da queste parti. Insomma abbandonati a se stessi i residenti di questa area depressa sul piano economico devono solo aspettare le prossime elezioni, quando questi e altri si ripresenteranno e chiederanno ancora voti. E c'è da giurare che come un leit -motiv "vintage" tutti correranno alle urne tanto: "Hanno promesso prima o poi che sistemeranno mio figlio..."
IL NUOVO INNO PER LE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE E AMMINISTRATIVE

Alife. Seminario su "la relazione paesaggistica" al Manfredi Bosco

Introdotti dal geom. Virginio Bianco, i lavori al professioanle alifano (nella foto, un momento dell'evento) hanno registrato la presenza, tra le altre, del presidente dell'Ordine provinciale geometri, Paolo Parente, il sindaco di Alife Giuseppe Avecone, l'ing. Da Pos Valerio, i responsabili degli uffici tecnici dei Comuni di Arienzo, Cervino, Maddaloni, e numerosi liberi professionisti.   

Il 26 Settembre scorso presso l’Istituto Professionale Industraia ed Artigianato “Manfredi Bosco” di Alife l'importante evento promosso dal “Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Caserta” sul tema: " La Relazione Paesaggistica", strumento fondamentale come allegato progettuale valido per i Comuni sottoposti a vincoli ambientali. La manifestazione ha visto, oltre alla massiccia partecipazione dei Geometri di tutta la provincia, anche l’intervento di altri professionisti quali Periti Edili, Periti Agrari, Ingegneri e Architetti. Altra nota lieta l’adesione di figure professionali dipendenti come responsabili tecnici dei Comuni di Arienzo, Cervino e Maddaloni. Il seminario è stato introdotto dal geom. Virginio Bianco consigliere del territorio Alifano e dal Presidente del “Collegio dei Geometri di Caserta” Paolo Parente che ha illustrato l'importanza della relazione paesaggistica e il mantenimento e la cura del patrimonio urbanistico dei nostri centri. Di notevole importanza l’intervento del Sindaco di Alife, dott. Giuseppe Avecone che, oltre ad aver concesso il patrocinio dell'evento, ha ringraziato la categoria e gli intervenuti per aver scelto Alife e di essere stati così numerosi, sottolineando la volontà di rimanere a disposizione della categoria per qualsiasi altro la stessa può necessitare in seguito. Va dato un altro ringraziamento al Dirigente scolastico dell'I.P.I.A. di Alife per aver concesso a titolo gratuito la sala convegno e la disponibilità del personale. Il seminario è stato condotto dall'Ing. Da Pos Valerio che ha bene evidenziato la normativa e la fase tecnica con particolare attenzione al foto-inserimento. A tutti i partecipanti sarà rilasciato un attestato di partecipazione, inoltre ai geometri saranno riconosciuti anche 4 crediti formativi.

False assunzioni alla Provincia. Il Pm Maurizio Giordano chiede le condanne per sei dei sette imputati

Fu sentito anche il presidente della Provincia pro -tempore Riccardo Ventre sulla vicenda. Ovviamente era del tutto estraneo alle "magagne" che si verificavano
Sono state richieste le condanne per i sei imputati nel processo sulle false assunzioni presso la polizia provinciale di Caserta in cambio di denaro chiesto dagli indagati ad ignari giovani della provincia di Caserta che erano sicuri di entrare a far parte dell'organismo provinciale. Il pm della procura di Santa Maria Capua Vetere, Maurizio Giordano, questa mattina durante la discussione finale del processo, ha chiesto la condanna a 6 anni di reclusione per i principali imputati: Piero Rispoli e Gianfranco Zorzi, responsabili, secondo la procura, di associazione per delinquere, truffa e millantato credito. Chiesti 2 anni e 8 mesi di pena per Fausta Piccirillo, 3 anni per Ines Albano e 1 anno e 6 mesi per Mena e Antonio Caruso. Assoluzione e' stata richiesta, invece, per un settimo indagato. I giudici della prima sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere emetteranno la sentenza ad ottobre. Stando alle indagini svolte all'epoca dei fatti, Rispoli e Zorzi avrebbero promesso assunzioni nella polizia provinciale facendosi corrispondere dalle famiglie dei giovani aspiranti agenti, una somma di denaro dai 5 mila fino ai 10 mila euro. Ma l'assunzione non avvenne e i truffati sporsero denuncia all'autorita' giudiziaria facendo avviare le indagini sul caso.
IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA PRO -TEMPORE: NON CONOSCEVO NEMMENO GLI IMPUTATI - "Non ho mai firmato gli inviti a comparire per le selezioni per entrare a far parte del nucleo della polizia provinciale di Caserta e non ricordo di aver mai conosciuto gli imputati". Così Riccardo Ventre nella sua deposizione del giugno scorso innanzi ai giudici del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ascoltato in qualità di presidente della Provincia di Caserta pro -tempore. Ventre chiarì anche: "Feci divulgare un comunicato stampa nel quale smentivo queste voci che erano circolate e chiarivo che i reclutamenti nel nuovo corpo appena istituito sarebbero stati svolti tra i dipendenti gia' in servizio all'ente provinciale".
LEGGI L'ARTICOLO DEL 21 APRILE DI CAIAZZORINASCE

SIAMO TUTTI DEI POVERI FESSI!!! I (rac) "comandati" in Regione. Provedimento approvato da tutti i partiti, destra, centro e sinistra! E 71 babbà...

...Attendono ancora il Concorso!!! La proposta dei comandati è stata "avanzata" dall'Idv attraverso il consigliere - questore Nicola Marrazzo. Avallata senza se e senza ma da Pdl, Pd, Udc e Nuovo Psi...CAMPA CAVALLO!!!
La bufera si abbatte sul Consiglio regionale a poche ore dalla notizia dell'arrivo di nuovi 130 impiegati "comandati". Cinquanta dipendenti pubblici (40 già in funzione da una decina di giorni, 13 nominati mercoledì con delibera di presidenza ma il tetto massimo assegnato è 130) sono già stati trasferiti nella sede dell'aula consiliare, a carico del bilancio dell'assemblea. Posti distribuiti alle segreterie di presidenza del Consiglio, ai gruppi consiliari o alle strutture a corto di personale ma soprattutto assegnati a tutti i partiti. Non manca nessuno: nell'elenco ci sono Pdl, Pd, Udc, Nuovo Psi. Posizioni da remunerare con stipendi, per i quali è stata chiesta una variazione di 3 milioni al bilancio di previsione (ancora da approvare). "Mi sembra uno schiaffo alla disoccupazione - attacca Luigi Muro, segretario regionale Fli - andare a scegliere collaboratori fuori dal mercato del lavoro in un momento di grave crisi occupazionale. È strano che il presidente Caldoro lo abbia avallato. Si sa, i comandati sono i soliti amici degli amici". La proposta è stata presentata dal consigliere questore Idv Nicola Marrazzo. "Siamo passati da 280 comandati a 130 - si difende il consigliere - mi sembra un grande risultato. Nessuno è un dirigente di fascia alta, nessuno di loro guadagna 6000 euro. Quelli più alti in carica, al massimo, ne guadagnano 4000, incluso il salario accessorio che spetta ai dipendenti regionali. E ora in carica a quel costo ce n'è soltanto uno. Ci sono i soldi per pagarli, prima si spendeva più di 10 milioni ora ne servono solo 3". Ma il segretario regionale Idv, Nello Formisano: "Chiamerò subito Marrazzo. Qualunque provvedimento che aggravi la spesa della Regione è sbagliato e un numero così alto di comandati comporta una cifra rilevante". I tre milioni necessari sono stati inseriti nella variazione di bilancio. "Il Consiglio per il 2010 ha avuto uno stanziamento di circa 83 milioni - conferma l'assessore al Bilancio Gaetano Giancane - mentre per il 2011 abbiamo dovuto ridurre a 70 milioni ma altri 3 sono inseriti nella variazione al bilancio. Beati loro che riescono ad investire nonostante i tagli", ironizza.
Tra i nominati, però, emergono le prime irregolarità. I lavori della commissione di inchiesta della Hydrogest sono stati chiusi una settimana fa ma il Consiglio ha assegnato comunque alla presidenza un segretario. Intanto ieri il Consiglio ha approvato la proposta di legge che dà la possibilità alla Regione di costituirsi parte civile nei confronti del consigliere regionale condannato. Bocciato l'emendamento presentato dal capogruppo Pd Peppe Russo per abolire il 50 per cento dell'indennità di carica del condannato. Intanto esplode la rabbia dei concorsisti. "A maggio dovevamo fare la prova orale dopo due anni di attesa - racconta L., 37 anni - ma una settimana prima ci hanno comunicato che la prova era rinviata a data da destinarsi. Da allora non abbiamo saputo più nulla e ora veniamo a sapere che chiameranno 130 comandati? E noi cosa faremo?".Sei anni fa al concorso si erano presentati in 800. Quarantamila domande inviate, una marea di giovani laureati e diplomati per soli 39 posti di coadiutore amministrativo al Consiglio regionale. In 71 hanno superato la prova scritta e da più di due anni attendono di concludere l'iter con la prova orale e finalmente varcare di diritto le soglie del Consiglio. Un giorno che, ora, alla luce della vicenda comandati, sembra allontanarsi sempre più. La rabbia dei giovani esplode anche sul web. Sul forum del ministero dell'Interno compaiono i commenti dei candidati, nessun nome ma nickname per non essere riconosciuti e rischiare di perdere la possibile assunzione. "Oltre il danno anche la beffa - scrive "Scandaloso" alle 9,26 di ieri - Studiamo, ci prepariamo al meglio e poi alla fine assumono comandati che non hanno nemmeno la terza media. Vergognatevi. Siamo ragazzi laureati, giovani capaci e non ci permettete di sognare, nemmeno di comprare una casa per mettere su famiglia". Nel corso della giornata si fa strada l'idea di presentare un esposto in Procura. "Sono scioccato - scrive "Eccomi" alle 11,57 - aderisco anche io a qualunque iniziativa. Finora ho atteso tranquillo pensando fosse un rinvio per motivi tecnici, invece i soliti imbrogli". "Mi sento a metà fra l'indignato e il depresso - scrive "Giù" alle 10,39 - Possibile che nel Consiglio non ci sia stato uno dei consiglieri che abbia ricordato che esistono 71 persone che aspettano un concorso da 6 anni?". "È assurdo - scrive Abc alle 12,42 - assumono persone che già hanno un posto di lavoro sicuro". Dalla Regione assicurano che il concorso andrà avanti. Resta da capire quando.

Gioia Sannitica. Denunciato per furto di alberi un 50enne del posto. Il derubato è un 66enne suo concittadino

Furti e droga: un vero e proprio allarme sociale nell'Alto casertano. Nel mese di settembre sono state settanta le persone finite nella rete dei Carabinieri per vari reati
E’ stato denunciato per il reato di furto avvenuto all’interno di un fondo privato di Gioia Sannitica, si tratta di un 50enne del posto, che dopo essersi introdotto nella proprietà privata di un 66enne, ha asportato quindici piante di olmi dell’altezza media di circa due metri. Per portare via la refurtiva l’autore del furto ha utilizzato un mezzo agricolo. A lui i Carabinieri sono arrivati dopo una breve attività investigativa e grazie anche ad alcune testimonianze. Un 20enne di Piedimonte Matese è finito invece nei guai perché sorpreso con un involucro contenente “hashish”, che teneva nascosto nelle tasche del giubbotto. Il giovane è stato denunciato per detenzione illegale di sostanze stupefacenti, mentre la droga rinvenuta è finita sotto sequestro. Quelli del furto e dello spaccio di stupefacenti sono tra i reati che creano maggior allarme sociale, ed è su questi fenomeni che durante tutto il mese di settembre si è concentrata prevalentemente l’azione dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese. Il bilancio è stato di cinque arresti, 65 persone denunciate all’Autorità Giudiziaria e decine di sequestri. Le attività portate avanti ininterrottamente giorno per giorno dai militari delle locali Stazioni e del Nucleo Operativo e Radiomobile, hanno consentito di perseguire reati che vanno dal furto allo spaccio di stupefacenti, dal trasporto allo smaltimento illecito di rifiuti speciali, dallo stalking ai maltrattamenti in famiglia, dalla truffa alla ricettazione, dalla tentata estorsione alle lesioni, dalle minacce al danneggiamento, dai reati in materia di sicurezza stradale come la guida in stato di ebbrezza alcolica a quelli contro la salute dei cittadini, dall’abusivismo edilizio alle attività di commercio abusivo. Nel corso delle varie operazioni sono finiti sotto sequestro oltre dieci quintali di rifiuti speciali, fabbricati abusivi per un valore di oltre mezzo milione di euro, oltre venticinque quintali di prodotti alimentari per motivi igienico sanitari, settecento capi di abbigliamento contraffatti, numerose dosi di sostanze stupefacenti in particolare “hashish” e “marijuana” e altro materiale ritenuto di interesse investigativo.

Teano. Furto di acqua potabile, un 40enne nei guai. Utilizzava un allaccio abusivo collegato al serbatoio che serve alcune frazioni

La denuncia è scattata dopo un sopralluogo della polizia municipale nel pescheto di sua proprietà
Un quarantenne è stato denunciato dal personale della polizia municipale locale perché ritenuto responsabile del reato di furto aggravato di acqua potabile. Si tratta di L. C., residente nell'agro aversano e colono di un fondo agricolo molto vasto che si trova nel Comune sidicino. Gli agenti della polizia municipale, nel corso di un sopralluogo in località Cipriani e dopo aver ricevuto alcune segnalazioni sull'illecito, hanno scoperto in un pescheto l'esistenza di una derivazione abusiva dalla rete idrica comunale priva di contatore che consentiva la fruizione di acqua all'impianto di irrigazione del fondo agricolo. L'uomo denunciato, era riuscito ad allacciare abusivamente alla condotta di proprietà dell'Ente un tubo di notevoli dimensioni che gli permetteva di prelevare molti litri d'acqua che riuscivano a svuotare velocemente il serbatoio che serve alcune frazioni della zona. La scoperta è avvenuta qualche giorno fa, ma solo adesso è stato possibile risalire al responsabile del reato e per lui è scattata la denuncia. Intanto in questi giorni i tecnici hanno provveduto a ripristinare lo stato dei luoghi e a eliminare la manomissione messa in pratica dal colono. L'azione di controllo e repressione dell'abusivismo idrico, voluta dall'amministrazione comunale guidata dal primo cittadino Raffaele Picierno e coordinata dal locale comando dei vigili urbani guidati dal comandante Antonio Di Nardo, continua ad essere proficua. Fino ad oggi ci sono state molte verifiche sul territorio e i vigili hanno ammonito più volte anche coloro che venivano sorpresi ad utilizzare l'acqua in modo improprio magari per il lavaggio delle auto o per l'irrigazione di un piccolo giardino. E i controlli, in tal senso, continueranno nell'ambito delle attività volte ad alleviare gli effetti della crisi idrica che spesso colpisce il territorio. Crisi determinata anche dal fenomeno dell'abusivismo, che accentua le difficoltà esistenti nella gestione delle risorse disponibili. Gli abitanti delle frazioni, servite dal serbatoio svuotato dal colono dell'agro aversano, cioè Versano, Santa Maria Versano e Borgonuovo, fanno sapere che da quando l'allaccio abusivo è stato eliminato non riscontrano più le difficoltà che hanno dovuto sopportare per anni.
Anna Nuzzo

Piedimonte Matese. Trasporto pubblico, i sindaci protestano perchè il nuovo piano prevede numerosi tagli alle corse e la soppressione di due Stazioni

Cappello annuncia una manifestazione a Napoli contro i tagli: “Assurda la decisione di chiudere la stazione di Alife”. Ma anche la Stazione di Piana di Monte Verna, secondo fonti sindacali, è a rischio...
Importante riunione sul piano dei trasporti provinciale presso l'auditorium di San Domenico a Piedimonte Matese, centro di riferimento di tutto l'alto casertano. All'incontro hanno preso parte l'assessore ai Trasporti della Provincia di Caserta, l'ingegnere Luigi Maffei, il sindaco di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello e un buon numero dei sindaci dei comuni del comprensorio matesino, interessati al problema. Il rilevante incontro è servito per illustrare il nuovo piano di trasporti provinciale. Infatti, l'ingegnere Maffei, dopo una premessa sull'importanza della collaborazione tra le diverse amministrazioni comunali, sulla corretta programmazione, troppo spesso assente, dei servizi, su una razionalizzazione e redistribuzione delle comunicazioni su ferro e gomma anche a causa delle risorse limitate, ha spiegato concretamente il nuovo piano dei trasporti, ponendo l'accento sulle difficoltà incontrate nel territorio dell'alto casertano, a causa della vastità del territorio. Il nuovo piano prevede, per quanto riguarda i treni e quindi i servizi della MetroCampania NordEst, un taglio graduale del 25 %,rispetto ai tagli del 50% avutisi nelle province limitrofe, passandosi da 14 a 11 corse giornaliere, andata e ritorno; per quanto riguarda il trasporto su gomma, il nuovo disegno prevede un potenziamento del servizio "prettamente" scolastico nelle prime ore del mattino ed una concentrazione di quello ordinario nelle fasce orarie più calde: dalla 7 alle 9, dalle 13 alle 15 e dalle 17 alle 19. La copertura, durante il resto della giornata, invece non sarà ampia e, nei giorni festivi, i servizi, di entrambi i tipi, saranno di molto ridotti, con un forte danno per l'attività turistica di alcune zone. Fronte comune dei sindaci presenti, che, con diversi interventi, hanno espresso le proprie perplessità circa il nuovo programma per i trasporti, mettendo in evidenza come siano ancora più penalizzate zone della provincia che sono già geograficamente distanti dai centri maggiori. Apprezzabile l'intervento del primo cittadino Cappello che ha voluto denunciare l'assurda decisione della chiusura della stazione di Alife, sede di un importante Istituto Professionale, ed evidenziare come la riduzione di alcune corse ferroviarie per Piedimonte Matese non permetta ad alcuni studenti di raggiungere Istituti Superiori, come ad esempio quello Alberghiero, ledendo un sacro diritto che è quello dello studio. Tra l'altro- ha sottolineato ancora il sindaco piedimontese- dal prossimo 13 dicembre la tratta Santa Maria Capua Vetere-Napoli non è stata presa in consegna da MetroCampania NordEst, con un ulteriore danno a carico di tutti i pendolari che giornalmente si recano nel napoletano per lavoro o studio. Infine lo stesso sindaco ha concluso il proprio intervento invitando tutti i sindaci del comprensorio, la popolazione, le autorità chiamate in causa, all'organizzazione di una grande manifestazione a Napoli, per far sentire le ragioni di un territorio troppo spesso vessato e dimenticato.
Mario Burrelli
Caiazzorinasce: Secondi fonti sindacali, anche la Stazione di Piana di Monte Verna è a rischio chiusura. Il sindaco del paese Raffaele Santabarbara infatti sta chiedendo lumi per capire la fondatezza della notizia.

Gallo Matese. Il Prefetto scioglie l'Amministrazione Comunale. Finisce una lunga tiritera

Arriva il Commissario prefettizio Stefano Italiano. Provvedimento scaturito a seguito della mancata approvazione dello strumento ecnomico, ovvero il Bilancio
Inutile si è rivelato il tentativo in extremis del sindaco Franco Confreda (nella foto) di salvare la sua amministrazione e di evitare così lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale. Dopo aver ritirato a sorpresa le sue dimissioni nella mattinata di mercoledì, a meno di 48 ore dalla loro formalizzazione, ieri mattina il primo cittadino ha convocato per la terza volta consecutiva il Civico consesso per l'approvazione del bilancio di previsione 2011, già in precedenza bocciato dalla minoranza e poi non più riapprovato nelle successive sedute dalla maggioranza che non si è mai presentata compatta in aula. Nella serata di ieri il prefetto di Caserta, Ezio Monaco, ha disposto la sospensione del consiglio comunale a seguito della mancata approvazione dello strumento economico nominando Stefano Italiano commissario prefettizio
ep

Baia e Latina. Allarme banconote false in paese. I carabinieri indagano sui pezzi da venti euro abilmente contraffatti

Ritrovata in paese anche una vettura rubata pochi giorni prima nella provincia di Benevento, parcheggiata nella frazione Latina
Microcriminalità sempre più attiva nel piccolo comune agricolo della valle del Volturno. Dopo le recenti visite "sgradite" da parte di bande di malviventi che, indisturbate ed in piena notte, hanno agito in alcune zone sia periferiche sia centrali del comune, arrecando danni tanto ad abitazioni private quanto ai beni pubblici, dopo il ritrovamento di un'auto sospetta da parte della polizia locale, poi risultata rubata nella vicina provincia di Benevento, e "parcheggiata" nella frazione di Latina dopo essere stata utilizzata da ignoti, negli ultimi giorni alcuni commercianti della zona hanno lamentato la presenza di banconote false all'interno dei propri registratori di cassa. Tagli da venti abilmente contraffatti non individuati nel tran tran mattutino del commercio, reso intenso anche dai numerosi forestieri che abitualmente frequentano gli esercizi commerciali del luogo. Successivamente, però, le banconote, ad un occhio più esperto e con maggior calma, si mostravano chiaramente false. L'amara scoperta ha gettato un'ombra di insicurezza sulla vita "senza pensieri" del ridente paesino: oramai la criminalità, nelle sue forme più disparate, ha raggiunto anche i tranquilli paesini dell'alto casertano, un tempo completamente avulsi dai problemi dei centri più grandi della provincia. Si spera che le forze competenti sul territorio, attive su numerosi fronti per tener testa al crescente numero di reati commessi, riescano, sul nascere, a stroncare un fenomeno che può arrecar danno ai piccoli commercianti della zona, già vessati da altri problemi.
Mario Burrelli

Un altro falso odontoiatra scoperto dalla Guardia di Finanza. Stavolta lo studio è ubicato a San Nicola la Strada

Gli uomini del Capitano Salvatore Tramis, comandante la Compagnia di Caserta, ha denunciato tre ersone all'Autorità Giudiziaria
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, sotto la spinta propulsiva del Procuratore Capo della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ed in linea con i recenti orientamenti del governo in materia di contrasto all’evasione, alla lotta al sommerso d’azienda ed all’esercizio abusivo delle professioni, ha ulteriormente intensificato i controlli sul territorio, orientati a verificare la corretta applicazione della normativa fiscale e sanitaria. In particolare, i Finanzieri della Compagnia di Caserta, al termine di una attività investigativa posta in essere anche attraverso pedinamenti ed appostamenti, hanno individuato nella città capoluogo uno studio odontotecnico privo delle prescritte autorizzazioni previste dal Testo Unico delle Leggi Sanitarie. L’attività era gestita da un falso medico che non aveva mai conseguito alcun titolo per l’esercizio della professione di odontoiatra, il quale, all’atto del controllo delle Fiamme Gialle, è stato sorpreso mentre era intento ad applicare una dentiera ad una ignara cliente. Lo studio e le relative attrezzature sono state sottoposte a sequestro dai militari ed il fasullo dentista, C.M. di anni 39, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria di Santa Maria Capua Vetere per esercizio abusivo della professione medica di odontoiatra. Il particolare curioso è che il fantomatico professionista è conosciuto dai suoi pazienti come odontotecnico e al Fisco, invece, solo come assistente turistico. Egli, infatti, organizzava viaggi all’estero principalmente in Olanda, dove nell’arco di tre giorni venivano consegnate ai suoi clienti dentiere complete. Durante il controllo, le Fiamme Gialle hanno inoltre identificato una lavoratore in nero intento a ad effettuare riparazioni alle protesi dentarie. Sempre nell’ambito della stessa tipologia di servizio, su delega della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, i Finanzieri della Compagnia di Caserta hanno accertato che in un noto centro medico di San Nicola La Strada , operante nel campo della microchirurgia con apparecchiature laser, venivano effettuate operazioni chirurgiche specialistiche nei confronti di ignari pazienti, senza che lo studio fosse dotato di sale operatorie a ciò autorizzate e, quindi, sprovvisto degli strumenti diagnostici e di monitoraggio che tali interventi necessariamente richiedono. Per questi motivi sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria l’amministratore della società, G.R. di anni 50, il direttore sanitario, L.A. di anni 55, nonché un noto oculista, S.S. di anni 62, titolare anche di uno studio professiomale a Cassino, che da ulteriori controlli è risultato anch’esso del tutto privo delle autorizzazioni previste per l’esercizio dell’attività sanitaria. I Sindaci dei Comuni di S. Nicola la Strada e di Cassino , su disposizioni del Pubblico Ministero titolare delle indagini, sono stati incaricati di eseguire la chiusura dei predetti studi medici, che, secondo le prescrizioni di legge, è prevista fino a un massimo di tre mesi.

Regione Campania. Nuovi sprechi in consiglio regionale ecco 130 impiegati "comandati"

E meno male che il male era la Mastella, la quale visto il giro di andirivieni si è dimostrata davvero una signora. Leggi cosa si sono inventanti. Domani vi spiegheremo perchè Paolo Romano non concederà nulla all'Alto Casertano e soprattutto perchè non darà visibilità al sindaco di Alvignano Angelo Di Costanzo...
Impiegati pubblici trasferiti nelle stanze del consiglio regionale, a carico del bilancio dell’assemblea, contro l’austerity imposta dal patto di stabilità. Sono tredici i dipendenti provenienti da altre strutture pubbliche (chiamati “comandati”) nominati ieri, in seguito a delibera della presidenza del Consiglio, altri quaranta sono arrivati dieci giorni fa. Insomma, più di 50 comandati in dieci giorni, mentre negli uffici del presidente Stefano Caldoro non ce n’è nemmeno uno. Nel giorno in cui il governatore plaude al rigore e incoraggia a proseguire sulla strada della severità, uno scandalo si consuma nelle stanze del consiglio regionale. Sei mesi fa lo stesso Caldoro aveva inviato un ordine di servizio, imponendo il veto sui comandati, proprio in una logica di risparmio. Il “comando”, infatti, prevede che tutti gli oneri dovuti agli impiegati trasferiti siano a carico dell’ente che li ospita, e quindi a carico della Regione. La presidenza del consiglio regionale, in barba al patto di stabilità invece, ingrandisce gli uffici delle commissioni consiliari e del Capo di gabinetto. Accuse respinte con forza dal presidente Paolo Romano: «Nessuno scandalo — spiega — adesso siamo rientrati nel patto di stabilità, sono venuti meno i paletti e quindi nominiamo i comandati, come la legge prevede. Anzi, per contenere la spesa, ne avremo solo 130, invece di 250 come nell’epoca Bassolino. Quindi riduciamo del 50 per cento».
La distribuzione dei posti assegnati è equanime: nella delibera firmata ieri nessun partito resta a bocca asciutta. La proposta è arrivata dal consigliere e questore Idv Nicola Marrazzo. Quattro comandati sono assegnati agli uffici del presidente del Consiglio Paolo Romano, 3 ai gruppi del Pdl, 4 al Pd, 1 all’Udc, 1 al Nuovo Psi. Nella lista dei nomi, destinati a segreterie particolari della presidenza del Consiglio o della commissione d’inchiesta anticamorra, piuttosto che a strutture politiche di supporto del gruppo Udc o alla segreteria del gruppo consiliare Pd.
Nell’elenco, spunta a sorpresa anche la Hydrogest. La commissione di inchiesta regionale della società privata che gestiva i depuratori regionali (partecipata al 90 per cento da Termomeccanica e al 10 per cento da Giustino costruzioni), riceve un impiegato in forza alla segreteria particolare del presidente. «Per evitare equivoci — aggiunge Romano — premetto che si tratta di personale già in carico, finanziariamente e in termini di stipendio alla pubblica amministrazione e che viene ora destinato ad un’istituzione notoriamente sottodimensionata. Insomma, non assumiamo nessuno». Il Consiglio non assume, ma si carica di una spesa non prevista. I nuovi dipendenti (in carica fino a dicembre, data in cui saranno confermati a tempo indeterminato) saranno pagati con un capitolo specifico di bilancio e, comunque, secondo calcoli sommari, i compensi vanno dai 1.500 ai circa 6000 dei dirigenti. Cifre che, moltiplicate per 130 nuovi impiegati accolti al centro direzionale, possono arrivare a costare centinaia di migliaia di euro al mese. Un onere non indifferente per il budget dell’aula consiliare.
«Parliamo di compensi da 1.500, 2.000 euro al mese — nega Romano — forse qualche dirigente potrà arrivare a guadagnare 6.000 euro, ma mi pare improbabile. In ogni caso, abbiamo bisogno di un supporto esterno e, in fin dei conti, si tratta pur sempre di spesa pubblica». In realtà, su quelli che appaiono stipendi medi pesano straordinari, indennità di segreteria e di posizione che provvedono a gonfiare i compensi in busta paga. I posti più ambiti sarebbero proprio quelli dei segretari di commissione, remunerati con indennità d’oro.
Repubblica

Piedimonte Matese. La "liason" politica tra Cosentino e Michelino Izzo

Michelino, uomo della Diocesi ai tempi di don Pietro, "promise" ai Carabinieri di una località turistica del Lazio una interrogazione parlamentare per una multa ricevuta. Leggete Repubblica come l'ha "pittato"...
Un Ospedale a due corsie. Una per i malati. L'altra per i rottami della politica. È l'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta, mille posti letto e tante vecchie conoscenze della cronaca nei posti dirigenziali. Ha una suite con doccia Michele Izzo, l'uomo di Cosentino rimasto senza lavoro peri guai giudiziari del suo tutor. E nella stanza accanto il direttore di presidio (di fatto, direttore sanitario) Carmine Iovine, cugino di primo grado del boss Antonio Iovine detto «'o ninno». Impigliato anche lui tempo fa in una disavventura giudiziaria, per incompatibilità: due studi clinici di famiglia convenzionati sempre col Sant'Anna. Molti ricordano l'estate da leone dell'ex segretario del sottosegretario, Michele Izzo, uomo di massima fiducia di Nicola Cosentino e nel suo staff quando era all'Economia, già coinvolto nell'inchiesta sulla P3. Il 4 luglio 2010, mentre era in vacanza a San Felice Circeo, occupò con la sua auto un parcheggio dei carabinieri e, vedendosi elevare una contravvenzione, disse: «Farò fare un'interrogazione parlamentare». Quando Cosentino fece le valigie per le accuse di concorso esterno in associazione camorristica, anche Izzo tornò a casa: alla Provincia di Caserta, dove svolgeva le funzioni di impiegato. DAGLI altari nella polvere, ma non per molto. Cosentino parlò con chi di dovere, Luigi Annunziata, all'epoca direttore generale, sanitario e amministrativo dell'ospedale. Uno e trino, Annunziata: mai viste prima tre cariche in una in un presidio sanitario così grosso. Un'altra celebrità della "Sant'Anna story": fu lui a incastrare lady Mastella svelandone le clientele e così cadde il governo Prodi. Perso il riferimento del leader Udeur, al manager sanitario non resta che buttarsi dalla parte di Cosentino. Che gli chiede un posto al sole per Izzo. Da abbronzatura integrale, quello concessogli il 27 dicembre 2010: la direzione dell'ufficio stampa. La nomina non passa inosservata, soprattutto perché due mesi prima il governatore Caldoro aveva bloccato assunzioni e turnover della sanità. Lo dice un decreto, il 62. Ma a Caserta certe leggi non entrano in vigore. A febbraio l'ospedale viene commissariato e arriva Antonio Postiglione, dirigente regionale del personale sanitario in odore di conflitto di interessi: da maggio 2010 presiede infatti la commissione che valuta le deroghe ai blocchi di assunzione. Manco a farlo apposta, da quel momento al Sant'Anna scatta una girandola di nomine e comandi da altri enti, vengono designati comitati etici, organismi di valutazione e persino appendici di questi ultimi. I nomi, tutti riconducibili al clan di Cosentino. Il primoa entrare è un "istruttore direttivo culturale" del Comune di Caserta. Che cosa farà in corsia non si sa, ma Alfredo Fontanella viene trasferito a spese dell'azienda, in barba al congelamento fondi di Caldoro, perché vecchio amico di Izzo con cui condivide i natali a Piedimonte Matese. È proprio lì, nelle stanze della Curia piedimontese, che Nick 'o Americano ha notato - raccontano in ospedale - il talento di Izzo. «Da sempre legato agli ambienti ecclesiali - dicono di lui - un metro e 55 di devozione, il nuovo capufficio stampa è uno stakanovista della politica». Fontanella piazza subito 100 volontari dell'Amesci, per ora senza budget di spesa, in un progetto di servizio civile. Intanto il pianeta Izzo cresce. A giugno gli assegnano anche l'Urp, Ufficio relazioni con il pubblico. Ma Postiglione va oltre: fa gestire all'"esperto in comunicazioni sociali" (che si è autorizzato da solo un master telematico a pagamento organizzato dall'Università del Molisee Pegaso) l'Unità suggerimenti e reclami. Cresce anche l'ufficio stampa, che viene «manifestamente incrementato e diversificato», come dice la delibera di nomina del 28 luglio, diventando Ufficio comunicazione e marketing, con7 nuovi assunti. Gli incarichi vengono trasmessi «per mera conoscenza» alla Regione, come se non modificassero il Piano attuativo aziendale. Izzo fa un giornale che tira 3000 copie, ma dev'essere molto letto perché in ospedale è introvabile, e concepisce un piano marketing con il due per cento delle risorse: 3 milioni di euro. Ce n'è abbastanza per organizzare una non stop di convegni - da gennaio a luglio sono stati 21 -a cui invita prevalentemente ordini religiosi, insistendo su donazione organi e interruzione di gravidanza. E stipula una convenzione con l'associazione Difendere la vita con Maria, che ha inventato i cimiteri per i feti abortiti. A luglio, mese di fuoco per le vicende dell'ospedale, sempre a dispetto dei deliberata di Caldoro, viene istituito l'Organismo indipendente di valutazione (costo annuo: 40 mila euro). Trai nomi, Eugenio Russo, già commissario liquidatore del Consorzio agrario di Caserta, tra i cui fornitori di gasolio c'è l'Aversana Petroli del fratello di Cosentino, Giovanni. Ma non basta l'Organismo di valutazione: se esiste il segretario del sottosegretario, dev'esserci anche il sottocomitato del comitato. Durerà tre anni, al costo di 70 mila euro, sette i componenti. Francesco Goglia, sindaco di Casal di Principe e compagno di scuola di Cosentino, anche direttore del Consorzio rifiuti del bacino unico Napoli-Caserta. Claudio Ursomando, legato alla parlamentare cosentiniana Giovanna Petrenga. E poi Antonio Paternostro, fratello di Diego, esponente di spicco di Forza Italia, che, dimessosi nel 2009 da direttore sanitario, è tornato primario del pronto soccorso. Istituito il 28 luglio anche un Comitato etico, dove i 20 componenti più 4 segretari hanno un gettone di 500, 250 e 150 euro a seduta. Molti professori dell'università del Sacro Cuore, lo stesso onnipresente Izzo, ex candidati di Forza Italia, numerosi teologi, un docente di Ortognatodonzia, il ginecologo Lucio Romano, presidente di Scienza e vita. Non è difficile capire da quale parte vada l'etica. «Sono marcatamente cattolico - s'impunta Izzo - il comitato lo voglio così». A molte riunioni partecipa o delega anche il direttore sanitario di fatto, Iovine. Non è un caso che il dottor Iovine, sospeso dal servizio ad agosto 2009 per incompatibilità (due studi clinici di famiglia erano convenzionati con la Asl dove lavorava), rientra come dirigente. Come direttore generale ora sarebbe in pole position Flora Beneduce, moglie di una vecchia gloria della prima Repubblica, Armando De Rosa. Candidata in carico a chi? A Cosentino, naturalmente.
Stella Cervasio e Alessio Gemma
da "Repubblica"

Caiazzo. Gli rubano l'auto a Nola e la Polizia di Stato gliela ritrova a Seveso in provincia di Monza. Vicissitudine di un giovane professionista

Oltre al danno la beffa, perchè l'auto è inutilizzabile e il giovane ha dovuto ricorrere al carro attrezzi per recuperare il veicolo...
Un giovane laureato caiatino, S.A. 30enne, nel mese di agosto fu vittima del furto della sua vettura in quel di Nola, in provincia di Napoli all'interno di un grande centro commerciale, ove si era recato con la sua futura moglie per arredare la casa. Il ragazzo parcheggiò la sua nuova macchina, un'Alfa Romeo Giulietta e dopo un paio di ore al ritorno non la ritrovò più. Ovviamente si recò in Caserma ed espletò tutte le pratiche del caso, tra cui appunto la denuncia di furto e, soprattutto, visse momenti di amarezza perchè la vettura da poco acquistata seppure usata era nuova ma non assicurata per il furto. Martedì scorso, a distanza di un mese dal furto subito, S.A. riceve la telefonata da un Commissariato della provincia di Monza che la sua vettura era stata ritrovata a Seveso durante una operazione di polizia e quindi quando era pronto poteva andare in Lombardia per recuperarla. I poliziotti gli specificavano che la sua vettura era stata affidata ad una ditta di soccorso stradale e poteva con i titolari di questa concordare il ritiro. Il giovane quindi molto contento per il lieto evento la stessa giornata contattava la ditta il cui responsabile però gli spiegava che la vettura era danneggiata perchè mancavano alcune parti del motore e necessitavano se voleva riparare il veicolo a Monza 4mila euro, oppure potevano inviargliela a domicilio sempre con un carro attrezzi per la modica somma di 1800 euro! Una mazzata tremenda che a quel punto riconduceva la famiglia ad una dura e quanto canonica riflessione: "Oltre al danno del furto, la beffa di pagare ulteriori migliaia di euro."

giovedì 29 settembre 2011

Alife. Votato dalla maggioranza Avecone il riequilibrio di bilancio 2011, senza interventi correttivi.


Deliberato con i soli voti della maggioranza il riequilibrio di bilancio 2011, senza interventi correttivi, senza aggiustamenti da fare, senza squilibri nella gestione di competenza, rispettando il pareggio finanziario e tutti gli altri equilibri stabiliti in bilancio. Alla fine invito-apertura del primo cittadino, Giuseppe Avecone (nella foto, in un momento dei lavori di ieri sera), alle minoranze: "Massima apertura, pochi prsonalismi e molto lavoro; mi richiamo, e vi richiamo tutti, a questo senso di responsabilità".
“Massima apertura, pochi personalismi e molto lavoro”: con queste parole pronunciate dal Sindaco, dr. Giuseppe Avecone, durante la seduta di consiglio comunale di questa sera, è stato licenziato in aula il riequilibrio di bilancio per l’esercizio 2011, e la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi. La maggioranza di governo (fa in tempo a votare anche il consigliere Emilio Del Giudice, arrivato in ritardo, che riceve gli auguri per la nascita del secondo nipotino), converge compatta sulla proposta di deliberazione letta in aula dall’assessore al bilancio e vice sindaco, Giulio Riccio: “Vista la delibera di Consiglio Comunale n. 21 del 31.08.2011 con la quale è stato approvato il Bilancio di Previsione per l’esercizio 2011, il Bilancio Pluriennale e la Relazione Previsionale e Programmatica 2011/2013, vista la seguente verifica della situazione finanziaria ed economica alla data del 22/09/2011, effettuata dal Servizio Finanziario, dalla quale emergono le seguenti risultanze, visto come tali risultanze non presentano una situazione di squilibrio della gestione di competenza, non richiedendo quindi l’adozione di interventi correttivi da parte dell’organo consiliare in quanto vengono rispettati il pareggio finanziario e tutti gli equilibri stabiliti in bilancio, dato atto che i responsabili dei Servizi non hanno dato riscontro alla richiesta – nota prot. 10353 del 07/09/2011 circa l’esistenza di debiti fuori bilancio, acquisiti i pareri favorevoli di regolarità tecnica e contabile, emessi ai sensi dell’art. 4, comma 1, del D. Lgs. n.267/2000, delibera di approvare per quanto esposto nelle premesse e che quindi si intende integralmente riportato, di dar atto che le risultanze della gestione finanziaria per l’esercizio in corso non presentano condizioni di squilibrio in relazione alle entrate e spese di competenza e alla gestione dei residui attivi e passivi ritenendo prevedibili che tali condizioni potranno essere conservate , con le variazioni che potranno essere disposte entro il 30 novembre prossimo, di demandar ai responsabili delle aree funzionali il completamento dei programmi previsti, di dare atto che attualmente i Responsabili dei Servizi non hanno comunicato la sussistenza o la non sussistenza dei debiti fuori bilancio riconoscibili ai sensi dell’art. 194 del D. Lgs. n. 267/2000”. Ed ecco le risultanze. Titolo 1 entrate tributarie: da una previsione iniziale di 2milioni 293mila euro, la proiezione a fine anno è di 2milioni e 92mila euro, con un incasso previsto di oltre il 91%; titolo 2: contributi e trasferimenti: un milione 509mila euro ed un milione 446 mila euro rispettivamente le previsioni iniziali e finali; per il titolo 3, invece, i dati sono di 581mila euro e 321mila euro; uno scostamento maggiore lo si registra al titolo 4, trasferimenti di capitale e riscossioni di crediti: 15milioni 682mila euro contro le previsioni finali di 9milioni e 447mila euro; titolo 5, accensioni di prestiti: da 4miloni 974mila euro a 4milioni netti; titolo 6, servizi per conto terzi: un milione 666mila euro a 499mila euro. Totale previsioni iniziali 26milioni 708mila euro, previsioni accertamenti al 31/12/2011: 17milioni 808mila euro. Per le spese, dovrebbero calare quelle correnti, da 4milioni e 206mila euro a 3milioni e 681mila euro a fine anno; quelle in conto capitale, da 16milioni 469mila a 9milioni 260mila euro a fine esercizio; invariato il titolo 3 relativo al rimborso dei prestiti, fermo a 4milioni 85mila euro; servizi per conto terzi calo di previsioni da un milione 666mila a 499mila euro. Da queste risultanze si evince, dunque, un disavanzo di 281mila euro, così come indicato anche nell’ultimo Bilancio previsionale approvato. L’equilibrio economico e finanziario rispetta quanto previsto, pertanto, dal D. Lgs. n.267/2000 in merito agli equilibri di bilancio. 281mila euro è, dunque, la quota (di un terzo) del disavanzo di amministrazione (circa 844mila euro) risultante dal rendiconto 2009, che è stato di conseguenza spalmato sui tre esercizi successivi. La minoranza ha espresso voto contrario. Sul punto invece relativo all’approvazione del regolamento per la costituzione, anche al Comune d’Alife, dei Volontari della protezione civile, la maggioranza, su indicazioni del capogruppo Marco Bergamin, ha proposto un suo testo, alla quale la minoranza ha risposto con degli “emendamenti”, accolti dalla maggioranza anche perché non andavano ad intaccare il contenuto del testo, ma solo la forma. Argomento votato, alla fine, all’unanimità.

Vairano Patenora. Tentata estorsione ad un caseificio del posto. Ordine di custodia cautelare per quattro affiliati

"Ci manda Zi' Elio!" E così un gruppo criminale estorceva danaro al titolare di un caseificio di Vairano...
Nella giornata di oggi, Il 29 settembre , i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio G.I.P. presso il Tribunale di Napoli, a conferma del decreto di fermo del P.M. della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli eseguito il 10settembre 2011, nei confronti di quattro affiliati al clan “dei casalesi” - fazione Schiavone, ritenuti responsabili di tentata estorsione in concorso, aggravata dalla finalità camorristica. I provvedimenti traggono origine da un’articolata attività d’indagine, avviata nel mese di luglio 2011 e condotta attraverso attività tecniche, servizi sul territorio e penetrante attività informativa, il tutto corroborato dalle dichiarazioni rese – con grande difficoltà e a seguito di una forte reticenza iniziale – da un imprenditore operante nel settore caseario in un comune dell’alto Casertano, Vairano Patenora, che, di fronte all’evidenza delle prove acquisite dai Carabinieri ed esasperato dalle continue vessazioni a cui era sottoposto, non ha potuto far altro che confermare la propria condizione di vittima del racket, al fine di non incorrere nell’accusa di favoreggiamento. Nel corso dell’indagine è stato possibile appurare il nuovo metodo utilizzato dagli affiliati, che consisteva nel convocare presso esercizi commerciali di Casal di Principe, con la compiacenza dei titolari, imprenditori e operatori commerciali al fine di richiedere loro il pizzo sotto intimidazione. al fine di “mantenere le famiglie dei detenuti”.
Qui di seguito si riportano le generalità dei soggetti destinatari del fermo:
-CATERINO Carmine cl.’60 di San Cipriano d’Aversa (formulava la materiale richiesta estorsiva all’imprenditore di turno convocato);
-CATERINO Pasquale cl.’71 e COPPOLA Luigi cl.’83, entrambi di Casal di Principe (emissari del clan che provvedevano a contattare la vittima per invitarla a recarsi a Casal di Principe);
-BIANCO Carlo cl.’67 originario di Casal di Principe (ha provveduto ad accompagnare la vittima presso l’esercizio commerciale ove gli è stata formulata la richiesta estorsiva), ma residente a Vairano Patenora.
I carabinieri durante il primo blitz anche accertato che oltre alla classica richiesta estorsiva per il "mantenimento delle famiglie dei detenuti", all'imprenditore era stato imposto anche di cambiare assegni di dubbia provenienza: per un importo di 3.600 euro una prima volta e 1.200 euro una seconda volta. Una richiesta eseguita per conto del gruppo criminale da Gennaro Pezone che si era presentato nel caseificio "a nome di Zì Elio".
LEGGI L'OPERAZIONE DEL 10 SETTEMBRE SCORSO

UN OCCHIO SUL SANNIO/ Cronaca da Sant'Agata dei Goti, Amorosi e Telese Terme

Sant'Agata dei Goti: Arrestato 28 enne per rapina. derubò un 38enne di Airola. L'arrestato è stato rinchiuso a Capodimonte nel carcere di Benevento
Questa mattina i Carabinieri della Stazione di Sant’Agata dei Goti, in ottemperanza di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Repubblica di Benevento - ufficio esecuzioni penali, hanno rintracciato ed arrestato C. M., 28enne pregiudicato del luogo. L’uomo deve scontare una pena di 1 anno di reclusione, poiché riconosciuto responsabile di rapina commessa ai danni di un 38enne di Airola. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato associato alla casa circondariale Benevento a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Valle Telesina, servizio straordinario di controllo da parte dei Carabinieri
Ieri pomeriggio, i Carabinieri della Compagnia di Cerreto Sannita hanno attuato un servizio straordinario di controllo del territorio della Valle Telesina e dei Comuni limitrofi. Numerose le pattuglie dell'Arma a presidio delle principali arterie di collegamento che dalla provincia di Caserta portano alla provincia di Benevento, attraverso la SS 372 Telesina e Strada a Scorrimento Veloce Fondo Valle Isclero. Nel corso delle attività sono stati effettuati controlli su circa 100 persone, oltre a diverse perquisizioni nei confronti di soggetti sottoposti a misure restrittive della libertà personale. Un giovane è stato segnalato per possesso di stupefacenti, un sorvegliato speciale è stato denunciato e due fogli di via obbligatorio sono stati emanati nei confronti di soggetti provenienti dal napoletano. In particolare, ad Amorosi, i Carabinieri della locale stazione hanno intercettato un 26enne di origini polacche che da anni vive nel piccolo centro sannita. Controllato e sottoposto a perquisizione personale, il giovane è stato trovato in possesso di una bustina contenente 0.5 grammi di marijuana. Lo stesso giovane era stato segnalato nello scorso mese di agosto, essendo stato trovato in possesso di circa un grammo di hashish. Sempre gli stessi militari hanno denunciato in stato di libertà per inottemperanza alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, D.V.A., 23enne del luogo. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Benevento su proposta della Compagnia di Cerreto Sannita. Il giovane, che ha trasgredito all’obbligo di rientrare presso la propria abitazione prima del tramonto, è stato denunciato. A Telese Terme, inoltre, i militari dell'Arma hanno intercettato due soggetti, entrambi già noti, provenienti dal napoletano, che girovagavano fra le vie del centro senza fornire una valida motivazione del loro comportamento, facendo ritenere, visti i precedenti specifici, che avessero intenzioni di commettere in zona delitti contro il patrimonio. I due, pertanto, sono stati proposti per il foglio di via obbligatorio e non potranno ritornare nel Sannio per i prossimi tre anni. Il Comando provinciale dei Carabinieri annuncia che servizi continueranno anche durante il prossimo fine settimana.

Pignataro Maggiore. Bancarotta Siltal: arrestato il numero uno Gabrio Caraffini

Gli arrestati avrebbero distratto circa 50 milioni di euro. Le Fiamme Gialle hanno anche eseguito sequestri di immobili per 20 milioni di euro e di conti correnti, titoli azionari, depositi bancari in 28 istituti di credito e quote societarie. Gli indagati sono in tutto 26, di cui tre della provincia di Caserta.La società liquidata a Pignataro Maggiore due settimane fa...
Bancarotta, riciclaggio, appropriazione indebita e trasferimento fraudolento di valori. Per questi reati oggi il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, guidato dal colonnello Pietro Bianchi, su richiesta del Gip di Roma, Tommaso Picazio, ha eseguito cinque misure cautelari in carcere nei confronti dell'imprenditore perugino Gabrio Caraffini, numero uno di Siltal e di Gepafim, holding a capo di un gruppo imprenditoriale attivo nei settori industriale, immobiliare e finanziario, e di quattro suoi collaboratori. Gli arresti si riferiscono alla bancarotta della Siltal, dichiarato il 22 marzo 2011 dal Tribunale di Casale Monferrato, e della Gepafim, la holding di Caraffini a capo di un gruppo imprenditoriale attivo nei settori industriale, immobiliare e finanziario, dichiarato il 18 aprile scorso. Nel 2007, attraverso la newco Siltal, Caraffini acquisto' due importanti aziende produttrici di impianti di refrigerazione di Casale Monferrato in amministrazione straordinaria, la Iar-Siltal, che allora contava 1.286 operari, e la Silia, che all'epoca contava 313 operai. Dopo essere state svuotate della parte attiva le due aziende (una serie di immobili e capannoni industriali ceduti in lease back a Intesa Leasing, societa' di Banca Intesa) sono state portate al fallimento (oggi contano in tutto 15 operai). Secondo il Procuratore aggiunto di Roma, Nello Rossi, e i Pm, Maria Francesca Loy, Giuseppe Cascini e Maria Sabina Calabretta, gli arrestati avrebbero distratto circa 50 milioni di euro. Le Fiamme Gialle hanno anche eseguito sequestri di immobili per 20 milioni di euro e di conti correnti, titoli azionari, depositi bancari in 28 istituti di credito e quote societarie. Gli indagati sono in tutto 26.
Gli arresti eseguiti oggi arrivano al termine di una indagine partita lo scorso anno. La vicenda nasce nel 2005, quando la Collefiorito e la Progetto Pluricom, due societa' del Lazio riconducibili a Caraffini, vendono all'imprenditore Raffaele Di Mario (ex presidente del Pomezia Calcio, gia' indagato a Roma per altra vicenda) alcuni terreni destinati alla costruzione del centro commerciale "Dima Shopping Bufalotta", ottenendo una plusvalenza pari a 53 milioni di euro di crediti (in gran parte inesigibili) che, attraverso il ricorso massiccio a fatturazioni per operazioni inesistenti, vengono dirottati a Caraffini, ritenuto dagli inquirenti il "dominus" dell'operazione. Circa 11 milioni sarebbero stati a questo punto distratti a vantaggio di Caraffini e di societa' a lui riconducibili, mentre oltre 40 milioni vengono usati dall'imprenditore per capitalizzare la Gepafim, holding che attraverso la newco Siltal rileva dall'amministrazione straordinaria la Iar-Siltal e al Silia spa di Casale Monferrato. Dalle indagini e' emerso che dei crediti conferiti in Gepafim solo 17 milioni si tramutano in denaro realmente disponibile, mentre il resto viene distratto a favore di societa' riconducibili sempre a Caraffini. Quanto alla Iar-Siltal e alla Silia, acquisite grazie a finanziamenti concessi a Siltal da Banca Intesa, gli arrestati avrebbero dismesso a loro vantaggio gran parte degli immobili che costituivano il residuo patrimonio aziendale. In particolare le Fiamme Gialle hanno scoperto che la cessione dei cespiti residui di Iar-Siltal e Silia (due complessi industriali ad Abbiate Grasso, in provincia di Milano, e a Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta) e' avvenuta attraverso un contratto di lease back con Intesa Leasing. Al termine dell'operazione, l'istituto bancario e' rientrato dei soldi ma nell'ordinanza con cui ha disposto gli arresti il Gip afferma che il ruolo della banca in questa vicenda, al momento sospeso, va approfondito. Chi indaga vuole capire come mai nessuno abbia vigilato sulla effettiva consistenza patrimoniale della Gepafim.
La società era stata liquidata due settimane fa. Questo il comunicato stampa del 15 settembre scorso: "Ieri mattina (14 settembre, ndr), presso i cancelli dell'ormai liquidata fabbrica Silia di Pignataro Maggiore (produzione frigoriferi e linee per il freddo) si è scatenata la protesta di alcuni ex operai per lo smembramento che la proprietà dell'industria, la Gepa, sta portando avanti, a detta dei lavoratori, senza informare la base di coordinamento delle maestranze. Ieri mattina sono state smontate e portate via due grandi presse che facevano parte della linea di montaggio più importante dello stabilimento di via del Conte a Pignataro. "Abbiamo appreso che la struttura industriale, ormai, è nella mani della Banca San Paolo Intesa - ha commentato l'assessore alle attività produttive, Giorgio Vito - ma i macchinari sono della Gepa e della Iar, le due cordate che hanno caratterizzato questo triste periodo di dismissione dello stabilimento. Un fatto che compromette seriamente la possibilità di vendere a nuovi imprenditori la struttura. Vedete, io sono sindacalista e so benissimo quanto sia importante avere una facilità di accesso alla compravendita della fabbrica, ma se le palazzine e i capannoni sono di una banca e i macchinari sono della vecchia proprietà, diventa difficile trovare qualcuno disposto a rilevare una situazione così difficile e complessa da sanare. Ieri mattina mi sono sentito personalmente con il commissario liquidatore, il dottor Michele Vigna, per avere un quadro complessivo della situazione e cercare di non far ricadere anche questo evento sulle spalle dei lavoratori. Di concerto con il sindaco, chiederemo in queste ore un tavolo di chiarimento con il ministero delle Attività Produttive per capire se esista o meno la volontà di non far diventare lo stabilimento Silia di Pignataro l'ennesimo esempio di abbandono industriale". Alle parole dell'assessore Vito, ha fatto eco l'intervento del sindaco, Raimondo Cuccaro, preoccupato dalla vicenda dello smembramento Silia. "Io non posso promettere nulla a nessuno, soprattutto agli ex operai Silia che tante prese in giro hanno dovuto sopportare da parte di industriali e politici - ha detto il sindaco di Pignataro Maggiore - ma nelle mie funzioni di sindaco e nella mia etica di cittadino di Pignataro Maggiore farò tutto ciò che è nelle mie possibilità per sostenere i lavoratori delle industrie della zona. Alle proprietà delle fabbriche e agli imprenditori dico solo di non alimentare sogni e illusioni nel cuore di lavoratori che non hanno come mettere il piatto a tavola. Questa terra ha bisogno di certezze, non di chiacchiere e comparsate televisive".

Caiazzo. Domani seduta di Consiglio Comunale. Nove argomenti all'ordine del giorno. Si parla anche di Pip

Il consiglio comunale è stato convocato dal presidente Antonino Puorto. Nella nuova sala 9 i punti all’attenzione di maggioranza e minoranza
Venerdì 30 settembre 2011 alle ore 17.30 tutti in aula a Caiazzo per il consiglio comunale, il primo consiglio che sarà celebrato nell’appena restaurata sala delle adunanze. La seduta pubblica, in sessione straordinaria, è stata convocata dal presidente dell’assemblea consiliare Antonino Puorto per la trattazione di 9 argomenti all’ordine del giorno. Si partirà con l’approvazione e il deposito dei verbali della seduta precedente. Al secondo punto ratifica deliberazione di giunta comunale del numero 89 del 10/08/2011 ad oggetto variazioni di bilancio per l’applicazione avanzo di amministrazione 2010. Poi il riequilibrio di bilancio; criteri generali per l’adozione del regolamento per uffici e servizi alla luce dei principi introdotti dal decreto legislativo numero 150 del 2009; approvazione progetto per la realizzazione di infrastrutture nell’area Pip in via Ognissanti; criteri per la ripartizione dei fondi assegnati alla Regione Campania post-sisma 1980/1981; linee programmatiche per la tutela degli ulivi secolari e comunicazioni del sindaco Stefano Giaquinto.
Nella foto l'Aula Consiliare il giorno dell'inaugurazione. Di spalle il sindaco Stefano Giaquinto e di fronte a dx il consigliere regionale Gennaro Oliviero e il dott. Nicola Sibillo

Alife. Abusi edilizi sequestrata un'intera palazzina di tre piani. Denunciati sei soggetti, al vaglio la posizione dei lavoratori

L'immobile ha un valore approssimativo di 500mila euro. I Carabinieri hanno provveduto a segnalare alla Procura della Repubblica i tre proprietari, il direttore dei lavori, il collaudatore e il legale rappresentante, mentre sono stati identificati gli operai per capire la loro posizione lavorativa...
Continuano le operazioni dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, finalizzate a contrastare il fenomeno degli abusi edilizi, per tutelare la sicurezza sui luoghi di lavoro e la regolarità occupazionale, nonché attività di commercio abusive. Nel corso dei controlli, sono state passate al setaccio varie località del comprensorio matesino particolarmente sensibili sotto il profilo ambientale, inquanto ricadenti nel Parco Regionale del Matese. Ad Alife, i militari della locale Stazione hanno proceduto al sequestro di una palazzina di tre piani, ove erano in fase di realizzazione sei appartamenti, in assenza delle prescritte concessioni edilizie. Il valore dell’immobile si aggirerebbe intorno ai cinquecentomila euro. I tre proprietari, il direttore dei lavori, il collaudatore in corso d’opera e il legale rappresentante della ditta esecutrice dei lavori, sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Nel cantiere è stata inoltre riscontrata la presenza di alcuni operai, sui i quali sono in corso accertamenti per stabilire se risultino regolarmente assunti o se lavoratori in nero. Indagini sono in corso anche sul rispetto delle norme in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Stessa vicenda sempre ad Alife, dove è finito sotto sequestro un altro fabbricato, da adibire ad autorimessa, in assenza delle prescritte concessioni edilizie. Anche in questo caso è scattata una denuncia nei confronti del proprietario. Nell’ambito di un’altra operazione, all’interno del mercato settimanale di Alife, cinque persone tutte provenienti dal napoletano, sono finite nei guai per aver esercitato una attività commerciale abusiva. In pratica avevano messo in vendita capi di abbigliamento di varie marche e diversa tipologia, in assenza delle prescritte autorizzazioni comunali. Tutta la merce, circa settecento capi di abbigliamento, su cui sono in corso ulteriori accertamenti anche per stabilire eventuali contraffazioni relative proprio alle marche dei vari capi, è stata sottoposta a sequestro.

Ore 3 di notte. Inferno a Villa di Briano, esplode un negozio a seguito di uno scoppio. E' Camorra?

Il botto è stato udito in tutta la città. Crollati i solai della struttura i Vigili del Fuoco hanno lavorato per ore nel tentativo di domare l'incendio. Sul posto anche i Carabinieri
Un negozio di prodotti per l'igiene della casa e' saltato in aria in seguito a un scoppio. E' successo durante la notte, intorno alle 3, su Corso Umberto I a Villa Di Briano, a pochi passi da Casal di Principe. L'esplosione ha provocato la distruzione delle saracinesche del negozio, ma anche l'intero locale e' stato ridotto in cenere dal fuoco che ne e' poi derivato. I solai della struttura sono caduti. Al piano superiore si trova un'abitazione in fase di costruzione ancora disabitata, mentre a pochi passi dal negozio si trova una scuola e un'agenzia di viaggi che sono stati parzialmente interessati allo scoppio. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Aversa che hanno impiegato tutta la notte per spegnere l'incendio. Non si esclude la pista del racket delle estorsioni, ma tutte le altre piste restano aperte. Sul caso stanno indagando i carabinieri di Casal di Principe e Frignano.

Alife.Il riequilibrio di Bilancio questa sera va in Assise. L'ultima volta ci fu lo scontro tra Avecone e la minoranza

Stasera gli amministratori devono adempiere all'obbligo dell'approvazione del riequilibrio di bilancio.
Consiglio comunale questa sera nel capoluogo alifano dove i consiglieri di maggioranza e di minoranza torneranno a riunirsi per adempiere all'obbligo dell'approvazione del riequlibrio di bilancio entro il termine ultimo del 30 settembre. Il sindaco Giuseppe Avecone ha convocato una nuova seduta del civico consesso che sarà imperniata principalmente su un argomento molto importante per la vita amministrativa dell'Ente. A parte la rituale lettura ed approvazione dei verbali della seduta consiliare precedente che sarà espletata in apertura dei lavori, i consiglieri saranno chiamati ad esaminare ed approvare il riequilibrio di bilancio con la contestuale verifica dello stato di attuazione dei programmi e la ricognizione degli equilibri dello stesso strumento finanziario che regola la vita gestionale del Comune di Alife ed in base al quale l'amministrazione comunale sta operando nell'esclusivo interesse della città. I consiglieri avranno la possibilità di apportare delle modifiche e delle variazioni, secondo gli obiettivi prefissati, al bilancio di previsione approvato dalla giunta lo scorso 30 giugno e poi adottato definitivamente, ma senza alcun cambiamento, nella convulsa seduta di qualche settimana fa quando vi fu l'acceso diverbio tra il primo cittadino Avecone ed il capogruppo di minoranza Daniele Cirioli sulla famigerata pronuncia della Corte dei Conti della Campania sul conto consuntivo 2009. In quell'occasione, l'intero gruppo di opposizione di Insieme per Alife abbandonò la seduta per protesta contro "l'atteggiamento antidemocratico e irrispettoso" del sindaco che aveva interrotto l'intervento di Cirioli.
ep

Sant'Angelo d'Alife. Gli uffici del Comprensivo a rischio trasferimento

Gli uffici amministrativi scolastici, nell'ambito del piano di dimensionamento rischiano di essere trasferiti altrove...
Importanza della scuola messa a repentaglio nel piccolo comune matesino. La presidenza e gli uffici amministrativi scolastici dell'"Istituto Autonomo Comprensivo", presenti da decenni nel territorio santangiolese, rischiano, all'interno del piano di dimensionamento provinciale scolastico, di essere trasferiti altrove. Una scelta, da parte delle autorità preposte, che tiene poco conto del bacino di studenti che le strutture scolastiche del Comune collinare accolgono: le scuole santangiolesi, tra l'istituto dell'infanzia e quello dell'istruzione primaria e secondaria di primo grado, contano quasi duecento iscritti, un numero di gran lunga superiore a quello delle scuole dei Comuni limitrofi che, al massimo, arrivano a 150 alunni. Nello stesso territorio è anche presente una scuola dell'infanzia privata che conta un buon numero di bambini che, di conseguenza, andranno ad incrementare, nei prossimi anni, il numero degli iscritti alla scuola pubblica.Fondamentale, inoltre, il lavoro svolto dalla scuola pubblica santangiolese nel sociale: numerosi i progetti ministeriali portati avanti con successo nell'ambito dell'inclusione scolastica dei ragazzi portatori di handicap e svantaggiati. La perdita della presidenza comporterebbe inevitabilmente, oltre ad un decentramento di alcune strutture importanti per l'istruzione, anche ad un ulteriore svilimento del contesto socio-economico del posto, già vessato da altre problematiche. L'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Crescenzo Di Tommaso si sta muovendo affinché, anche per i prossimi anni, la direzione scolastica rimanga sul territorio comunale.
Mario Burrelli

Abbate e Correra nominano la direzione provinciale Polemiche sulla lista, Cappello si autosospende dal Pd

Sembra che per accontentare un Sacerdote, sebbene segretario di uno dei cardinali del Pd provinciale, il partito rischia di perdere un vescovo...
All'inizio dovevano essere cento e poi si sa come vanno le cose in politica, i numeri sono sempre destinati ad aumentare, soprattutto quando c'è da distribuire incarichi e donare visibilità. E così si è arrivati a cento più dodici per far quadrare i conti, ma meno uno nel giro di poche ore. Il Pd ha finalmente trovato l’accordo e definito i nomi che compongono la direzione provinciale ma Enzo Cappello, sindaco di Piedimonte Matese, attualmente il più grande dei Comuni governato dal Pd, si è autosospeso dal partito. Pare infatti che la goccia che ha fatto traboccare il vaso sia stata la pubblicazione dell’elenco dei membri della direzione provinciale, che sarebbe diverso da quello votato martedì sera. Inoltre altri punti da chiarire sarebbero quelli relativi all’elenco aggiuntivo di 12 persone e alla nomina dei tesorieri. Al più presto il sindaco Cappello convocherà una conferenza stampa per spiegare le sue ragioni. In attesa che questi aspetti vengano chiariti dalla dirigenza, ricordiamo che della direzione provinciale fanno parte, senza diritto di voto, i parlamentari nazionali e regionali del Pd, i consiglieri provinciali, i sindaci, il vice-segretario, il tesoriere, i componenti della Direzione nazionale e regionale iscritti al coordinamento di Caserta, i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil se iscritti al Partito Democratico, i presidenti provinciali delle associazioni di categoria se iscritti al Pd. L'assemblea provinciale, inoltre, ha approvato la proposta del segretario provinciale Dario Abbate di chiamare a far parte della Direzione provinciale altri 12 componenti: Giovanna Abbate, Raffaele Altieri, Pietropaolo Ciardiello, Michele De Florio, Raffaele De Rosa, Dante Del Vecchio, Filippo Fecondo, Francesco Gatto, Amendeo Insero, Mirella Sessa, Gabriele Zitiello e Rino Zullo. Durante la seduta di martedì sera si è provveduto inoltre ad eleggere la Commissione provinciale di garanzia, di cui fanno parte Luigi Maratta, Carlo Marino, Vincenzo Matarazzi, Ernesto Pagano, Paolo Parente, Felice Parisi ed Alfonso Ventrone. A norma di Statuto, è stato nominato poi il Comitato Provinciale di tesoreria nelle persone di Agostino Cerullo, Catello Curci, Tommaso Giaquinto, Mario Romano e Giuseppe Scialla. Ma chi sono i cento componenti della direzione provinciale democrat? Ecco l’elenco completo, in rigoroso ordine alfabetico: Affinito Loredana, Altieri Anna, Aurilio Fiorentino, Baia Rosida, Buanne Angela, Boccagna Andrea, Bonavolonta Rosa, Borrelli Rossella, Bovenzi Ilaria, Bruno Adriana, Calabritto Rossella, Caputo Mario, Casale Tommasina, Casazza Antonella, Catanese Imma, Centore Giovanni Matteo, Cerrone Caterina, Cipro Fabio, Colella Diana, Colella Vincenzo, Correra Vincenzo, Costagliola Pinella, Curci Francesca, D'Angelo Carlo, D'Angelo Eugenia, D'Angiolillo Fiorella, Dau Vincenzo, De Chiara Maria Grazia, De Lucia Angelo, De Lucia Carmine, De Michele Francesco, D'Errico Antonio, Di Bernardo Pietro, Di Biasio Pasquale, Di Caprio Gianfranco, Di Luca Ettore, Di Sorbo Marisa, Donisi Matteo, D'Onofrio Vincenzo, Esposito Gaetano, Esposito Lucia, Falco Gennaro, Fattopace Tommaso, Fava Erasmo, Forchia Francesco, Fratta Alessia, Freddino Corrado, Fusaro Irene, Gallo Iolanda, Giglio Sebastiano, Grieco Alessandro, Guida Antonio, Iavarazzo Nicoletta, Iorio Ida, Iovinella Domenico, Landolfi Pierluigi, Leccia Giovanni, Leuci Costantino, Lucariello Antonio, Maisto Carlo, Mammoli Maria Grazia, Marandola Luigi, Marino Francesca, Masi Biagio, Massaro Gerardo, Mastrillo Livia, Maturo Alina, Melone Rita, Migliaccio Luigia, Migliozzi Antonietta, Miraglia Francesco, Natale Alfonsina, Natale Ennio, Natale Paolo, Nostrale Luigi, Nugnes Fabiana, Nugnes Luca, Palermo Antonella, Palladino Anna, Pallonetti Alessandra, Papa Mara, Parisini Luigi, Passaretti Laura, Pezzullo Giovanni, Rainone Anna, Reccia Giuseppe, Rossi Maria Teresa, Scaringi Maria Antonietta, Sforza Clementina, Signore Palmira, Sorrentino Emilio, Sottombri Elena, Taurino Filomena, Tresca Enrico, Treviso Laura, Ucciero Nicola, Vacchio Vincenzo, Vigliotti Michele, Volpe Luciana e Zagaria Raffaella.
Caiazzorinasce: Sostanzialmente per accontentare un prete, segretario di un cardinale, si scontenta un vescovo che con la sua area di azione rischia di depauperare ulteriormente la forza degli iscritti nel Pd in provincia di Caserta un partito che al pari di altri movimenti, piccoli e grossi che siano, sposta l'ago della bilancia sempre di più nell'agro aversano lasciando l'alto casertano in balìa delle onde. La fuoriuscita di Cappello dal Pd implica automaticamente che lo seguano numerosi amministratori del Matese. A chi è convenuto non impostare un sano dialogo?