Il giornalista non lesina critiche nei confronti di una classe politica che a dir poco considera l'Alto Casertano una sorte di pattumiera di Napoli e Caserta, puntando l'indice anche contro quei politicanti che qui vengono solo ad assorbire voti come le spugne e poi se ne fottono del fabbisogno di questa area a cura di Lorenzo Applauso*
Abbiamo voluto, come si suol dire, contare fino a dieci, cioè riflettere, verificare se tutto ciò rispondesse al vero prima di dire la nostra. Certo, non siamo così autorevoli come può essere un sindaco di Caserta, ma ci sentiamo autorizzati da molti cittadini dell’alto casertano a dire la nostra sul problema cave e non solo. Quando è parte della gente che ti delega a parlare, quasi in modo tacito, magari con un semplice: “non ha scritto nulla sulle cave nel Matese” oppure “perché non si fa promotore col suo sito di informazione per fare “ammuina” per evitare il trasferimento delle cave?” significa aver ricevuto una delega in bianco a rappresentare umilmente, (perché noi siamo solo un frammento dell’informazione) i valori di questa gente e di questa terra che è il Matese e l’alto casertano.
Detto questo, il nostro punto di vista o meglio il nostro disappunto lo esponiamo direttamente al sindaco di Caserta Del Gaudio e ai rappresentanti politici ed istituzionali di quest’area. Gentile sindaco, non mettiamo in discussione le sue capacità, non siamo contro la sua parte politica, ma il suo esordio politico-amministrativo al vertice del comune capoluogo con la volontà di voler trasferire, non si capisce cosa significa trasferire, le cave di San Clemente nel Matese è davvero un brutto segnale di quella continuità che speravamo fosse stata interrotta con una nuova compagine politica. Il Matese non può continuare ad essere la pattumiera di Napoli e Caserta, non può essere la periferia degradata dei grossi centri casertani e napoletani perché qui la gente non lo permetterà mai. Qui non ci sono baracche e disperati, non ci sono mendicanti e gente collusa con la camorra. Qui c’è gente semplice che lavora, chi ne ha la possibilità, che deve essere rispettata e tutelata incominciando da Lei che è il primo cittadino del capoluogo di provincia. Questo lo diciamo a Lei, ma anche al Presidente della provincia, On. Domenico Zinzi, che in questa terrà è cresciuto politicamente e professionalmente e che vorremmo meno presente ma più concreto nei fatti, lo diciamo all’On. Nicola Cosentino, al Senatore Carlo Sarro che è di questa terra, lo diciamo All’On Paolo Romano che è stato eletto anche qui, ma lo diciamo anche ai vertici delle più alte istituzioni dello Stato che in varie sedi ci rappresentano, e lo diciamo anche ai politici del passato recente.
Il Matese ha solo l’ambiente come ultima risorsa in cui poter investire, ma i politici non ne sono stati capaci finora e lo dimostrano i fatti: l’indice di disoccupazione, le piccole aziende che scompaiono, gli enti che in passato sono scomparsi, lo dimostra il degrado della sanità che ha come risposta convenzionale nei vertici “non ci sono soldi” mentre i cittadini malati e, quindi più deboli, sono costretti a scappare nelle strutture sanitarie molisane e laziali pur esistendo da queste parti personale e strutture capaci che andrebbero semplicemente riorganizzate. Sul Matese non si investe, non si vuole investire, perché in campagna elettorale cinque palazzi di Aversa fanno una città come Piedimonte e fare una campagna elettorale è più agevole. A Piedimonte e nel Matese diventa tutto più difficile. Lei signor sindaco si chiederà cosa c’entra in tutto questo? Proviamo a spiegarglielo: con il suo progetto sulle cave, che speriamo presto si rimangi, ha lanciato ancora una volta un pessimo messaggio e ancora una volta ha ribadito in pieno, al di là dei colori politici, che il Matese è terra di conquista e di periferia e che come tale va trattata: rifiuti e cave, un bel binomio per il futuro sviluppo del territorio e che presto diventeranno i prodotti tipici locali. Ma il turismo con cui tutti i politici di passaggio in campagna elettorale, quelli di destra e di sinistra, si sono lavati la bocca, dove è finito? Noi non siamo contro le cave, perché siamo consapevoli che anche nel momento in cui Le stiamo scrivendo, siamo seduti con la sedia su pavimenti di marmo che arriva dalle cave. Ma le cave, così come i rifiuti, ognuno se le deve fare e gestire sui propri territori.
La verità è che il Matese non ha più rappresentanti politici che difendono il territorio. Dall’era Cappelliana c’è il vuoto totale. Anche gli stessi rappresentanti degli enti locali, come Parco e Comunità montana, con tutto il rispetto, la smettessero ora di andare sui giornali con il classico sorriso a trentadue denti, o continuamente farsi vedere nelle prime file delle cerimonie religiose sotto i riflettori delle telecamere e organizzino, invece, da subito, da domani, comitati seri, senza colore politico e senza scopi di poltrone a difesa dell’alto casertano, altrimenti ci troveremo ad essere la nuova Scampia, con tutto il rispetto, con discariche ufficiali, magari nel lago del Matese, basterebbe prosciugare le acque, e con diverse cave nel massiccio del Matese. Se invece ci sono difficoltà per fare tutto ciò incominciate a pensare seriamente di dimettervi, perché evidentemente non avete l’autorevolezza sufficiente per gestire un ruolo così importante ed evitate per una volta di rimanere attaccati alla poltrona solo per interessi politici. Non trovate? Cordialmente
* direttore di italianews.info