sabato 30 aprile 2011

San Potito Sannitico inscenata la Passione di Cristo. Il backstage su Italianews.info/VIDEO

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Pazzesco!!! Picchia un'anziana donna e la scippa e poi va in Caserma dai Carabinieri a fare la denuncia del furto del suo ciclomotore

Un 21enne di Caserta, Antonio Farina, è stato arrestato dai Falchi della Squadra Mobile per scippo e violenze nei confronti di una vecchina. Subito dopo si è recato dai Carabinieri a denunciare il furto del suo ciclomotore...

Scippatore finisce dietro le sbarre dopo l’ultimo raid avvenuto in via Campania. A stringergli le manette ai polsi sono stati i Falchi della Squadra mobile. Sono intervenuti dopo una segnalazione su uno scippo appena avvenuto ai danni di un’anziana, alla quale un giovane su uno scooter nero aveva portato via la borsa. Nella circostanza la donna è stata anche trascinata e scaraventata al suolo per lo strappo violento posto in essere dal malvivente, subendo lesioni agli arti superiori, successivamente giudicate guaribili in cinque giorni da sanitari dell’ospedale di Caserta. Nel corso del sopralluogo, è stato rinvenuto e sequestrato, un motociclo Piaggio Free, utilizzato dal rapinatore ed abbandonato durante la fuga. La tempestiva attività investigativa ha consentito di ammanettate Antonio Salvatore Farina, 21 anni, di Caserta, incensurato, che è stato poco dopo rintracciato dagli investigatori all’interno della stazione dei carabinieri di Caserta, dove si era portato per denunciare falsamente il furto del ciclomotore, al fine di eludere le investigazioni che si stavano effettuando sul proprio conto. Farina, riconosciuto dalla vittima del raid, ha confessato, facendo rinvenire in un terreno in via Siani la borsa rapinata, contenente un telefono cellulare, una carta di credito, una carta bancomat e documenti personali, che sono stati restituiti a Rosa Fiorinelli. Sono in corso accertamenti per verificare se lo stesso abbia commesso analoghi reati in città nel recente passato.

UN OCCHIO SUL SANNIO/Telese Terme. L'infortunio all'operaio casertano avvenne in luogo diverso da quello dichiarato.

Denunciate alla Procura della Repubblica quattro persone. L'operaio 48enne della provincia di Caserta stava lavorando in un cantiere abusivo
Oggi, sabato 30 aprile, i Carabinieri della Stazione di Telese Terme e quelli di Solopaca hanno deferito in stato di libertà 4 persone in seguito agli accertamenti scaturiti dopo l’infortunio di un 48enne della provincia di Caserta per una caduta avvenuta il 27 aprile in un cantiere abusivo a Solopaca. L'uomo è stato ricoverato presso l’Ospedale Rummo di Benevento e giudicato in prognosi riservata per trauma spinale e rischia la perdita dell’uso delle gambe.
I militari hanno accertato che l’infortunio si è verificato in un luogo diverso da quello dichiarato e precisamente presso una civile abitazione in fase di ristrutturazione sita nel comune di Solopaca e sprovvista di qualsiasi titolo autorizzativo, del valore di circa 90.000 euro, che è stata sottoposta a sequestro. I lavori sono stati eseguiti da una ditta della Valle Telesina il cui amministratore, socio, ragioniere e anche il committente dei lavori sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento in concorso tra di loro per abusivismo edilizio, falsità ideologia commessa da privati e lesioni personali colpose nonché per varie violazioni sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.
LEGGI L'ARTICOLO DEL 27 APRILE SCORSO

Casertani che fregano casertani, fuori provincia. Un 54enne da Terra di Lavoro a SS Cosma e Damiano per fregare benzina ad una ditta di Maddaloni

Arrestato insieme al suo complice, trascorrerà il week – end al fresco…
Due persone arrestate per tentato furto aggravato. Nella mattinata di ieri i Carabinieri del Comando Stazione di Santi Cosma e Damiano a seguito di una operazione condotta la notte precedente hanno tratto in arresto due soggetti V.E. 54 anni residente nella provincia di Caserta e C.M. 24enne residente a Minturno in provincia di Latina resisi responsabili del tentato furto di numerose taniche di benzina industriale dal deposito di una ditta specializzata in estrazione da materiale da cava ubicata in località Morrone, gestita dalla ditta Caciem, avente sede a Maddaloni in provincia di Caserta. I due sono stati sorpresi mentre scavalcavano il cancello d’ingresso della ditta, all’interno del piazzale attiguo, con taniche di benzina da dieci litri vuote. All’atto della constatazione, il titolare della ditta Caciem, anche egli di Maddaloni denunciava ai Carabinieri un ammanco di 400 litri di carburante. Successive perquisizioni a casa dei due arrestati, venivano rinvenute decine di taniche questa volta piene di gasolio per le quali i due, entrambi a quanto pare incensurati, non riuscivano a fornire alcuna spiegazione valida. Sono ora in corso di accertamento, episodi analoghi verificatisi nel basso Lazio, tesi ad individuare da parte dei carabinieri, eventuali altre responsabilità a carico dei due arrestati. In ogni caso sia il 54enne V.E. che il 24enne C.M. sono ora rinchiusi nelle camere di sicurezza della Caserma dei carabinieri in attesa di affrontare il processo lunedì prossima per direttissima presso la Sezione distaccata del Tribunale di Latina, a Gaeta. Week end festivo quindi abbastanza amaro per i due ladruncoli.

Tributo ai Trombati. L'Arec Associazione ex Consiglieri Regionali si da le cariche. Enzo Cappello da Alife è il nuovo presidente

Secondo quanto riportato dal sito noiconumatori.it questo ennesimo carrozzone politico al di fuori delle pensioni che vengono corrisposte agli ex onorevoli, usufruisce di un contributo annuo di 40mila euro più 10mila per le convenzioni autostradali. E mentre gli uffici di Piano per l'assistenza ai disabili affogano letteralmente nella m...a in Regione si continuano a distribuire prebende!!!
Il casertano Enzo Cappello, già consigliere e assessore regionale nelle passate legislature, è stato eletto presidente dell'Arec Campania, l'Associazione degli ex consiglieri regionali, in occasione dell'assemblea per il rinnovo delle cariche, svoltasi presso la sede istituzionale del Consiglio regionale al Centro Direzionale di Napoli. In apertura ha relazionato sulle attività svolte dal sodalizio il vicepresidente vicario uscente Nicola Imbriaco; ha fatto seguito un articolato dibattito sui temi di impegno culturale e politico-amministrativo dell'Arec, cui hanno preso parte numerosi associati. L'incontro si è concluso con le votazioni che hanno sancito l'elezione a presidente di Vincenzo Cappello, mentre alla carica di vicepresidente vicario è stato confermato Nicola Imbriaco affiancato dall'altro vicepresidente Ugo Grippo, mentre il ruolo di Tesoriere è stato affidato a Giovanni Acocella, quello di segretario organizzativo a Gennaro Melone. Del direttivo fanno anche parte Salvatore Armato, Salvatore Aversano, Mario Del Vechio, Bruno Esposito e Ferdinando Morra in qualità di consiglieri effettivi, mentre in qualità di supplenti sono stati eletti Raffaele Reina, Francesco Casillo, Giuseppe Arborella, Giovanni Grieco e gli altri due casertani Benedetto Lombardi e Alfredo Pozzi. Eletti anche i componenti del Collegio dei Revisori: in qualità di effettivi Alfonso Di Maio, Pasquale D'Acunzi e il casertano Pietro Paolo Ferraiuolo; in qualità di supplenti Gennaro Rizzo e l'altro casertano Pasquale Puoti. Il presidente Cappello riunirà a breve il direttivo per impostare l'attività dell'Arec Campania che già nel passato si è distinta per una proficua attività di aggiornamento e approfondimento sui più importanti temi all'ordine del giorno in Campania. Fin qui il Comunicato ufficiale. Ma ci possono spiegare questi signori la funzione effettiva dell'Arec? Se oggi, un consigliere regionale in carica non può risolvere la politica spicciola in favore della cittadinanza che pure i voti glieli ha dati, cosa può fare allora un ex consigliere regionale che tale è anche perchè non è stato votato o messo da parte dal suo partito? E quei 40mila euro l'anno più i 10mila dell'autostrada non potrebbero servire per pagare qualche bisognoso che pure c'è in Campania?
LEGGI L'ANALISI E LA DISAMINA FATTA DAL SITO NOICONSUMATORI DOVE SI PARLA ANCHE DELL'AREC

San Gregorio Matese, verso le elezioni. Tre domande ai candidati/aspiranti sindaci del paese

Continua il viaggio de "Il Mattino" nei Comuni al voto. San Gregorio Matese ha vissuto un periodo d'oro negli anni '60 e '70. Oggi invece, c'è molto da lavorare per recuperarlo dal degrado
Perla del turismo di montagna fra gli anni Sessanta e Settanta, pietra dello scandalo oggi per la questione dei depuratori comunali, sequestrati alcune settimane fa dai carabinieri perché fuori uso e bisognosi di ammodernamento e manutenzione. Un trauma per il paesino incastonato nella roccia calcarea del Matese e che, proprio dall’omonimo parco regionale, dovrebbe trarre il suo naturale nutrimento, per avviare un serio progetto di sviluppo. San Gregorio Matese, terra di brigantaggio nel periodo post-unitario, da anni aspetta l’ora della rinascita. L’amarcord della bella stagione che furono i Sessanta e i Settanta ha come epicentri la bella villa comunale che troneggia sulla valle e il lago Matese, che ancora attende di trasformarsi in punto nevralgico del turismo ambientale, caposaldo di una direttrice di sviluppo che permetterebbe a tanti giovani di poter immaginare qui il proprio futuro.
L’amministrazione uscente, capeggiata dal sindaco Antonio De Lellis, ha gettato la spugna prima del tempo: crisi amministrativa di lungo corso e scioglimento del consiglio comunale. Al momento le sorti del Comune sono rette dal commissario prefettizio, che si è trovato in balìa delle tempeste: dichiarazione del dissesto finanziario e sequestro del depuratore comunale. Insomma, davvero un quadro a tinte fosche, con i cittadini desiderosi di veder messe a frutto le infinite potenzialità di un paese dove una parziale operazione di maquillage e di recupero del centro storico è stata avviata, negli anni scorsi, permettendo al borgo antico di diventare teatro naturale della bella manifestazione «Le Notti dei Briganti». In campo per la scelta del futuro amministrativo ci sono due avvocati: Linda Stocchetti, alla sua prima volta in politica, Giuseppe Mallardo, già sindaco di San Gregorio negli anni Novanta.
Le domande ai candidati
1) Il problema del mancato funzionamento dei depuratori comunali ha creato scandalo. Come si interverrà e in che tempi?
2) Un tempo San Gregorio era la perla del turismo montano in Campania. Quali le prospettive per un serio rilancio turistico?
3) I rifiuti abbandonati lungo le sponde del lago Matese sono uno scempio. Ci sarà un consigliere delegato al parco?
Giuseppe Mallardo. Una task-force contro chi lascia i sacchetti di rifiuti intorno al lago.-

1) «In merito al depuratore comunale, in attesa che le indagini in corso facciano chiarezza, va individuata una soluzione tecnica, quella, cioè, di conferire un incarico ad hoc e procedere con la messa in sicurezza degli impianti, chiaramente nel rispetto dei dovuti tempi richiesti».
2) «Le risorse su cui San Gregorio Matese può contare per il proprio sviluppo socioeconomico sono chiaramente quelle ambientali. Bisogna, perciò, certamente puntare sul turismo e prima di ogni iniziativa occorre potenziare il sistema della ricettività alberghiera, assolutamente inadatto, in termini di posti letto disponibili, ad accogliere un considerevole numero di turisti. L’ambiente e il patrimonio naturale sono l’emblema di questo paese e ogni politica di sviluppo non può prescindere, di conseguenza, dalla valorizzazione dei siti maggiormente interessanti da questo punto di vista».
3) «Il problema dei rifiuti abbandonati va affrontato alla radice: le mini discariche abusive sorte in prossimità del lago Matese dovranno scomparire per sempre. Ma occorrerà anche adottare strategie di contrasto al fenomeno e quindi lavorare sulla prevenzione, individuando una sorta di ticket d’ingresso, i cui proventi saranno destinati allo smaltimento dei rifiuti, o consegnando ai turisti dei sacchetti da restituire pieni al termine di un picnic sul Matese. In più, bisognerà creare delle task force fra vigili urbani e polizia provinciale, installando, inoltre, impianti di videosorveglianza nelle aree maggiormente frequentate».
Linda Stocchetti. Creare una rete con i paesi vicini per dare impulso al turismo sportivo.-
1) «In riferimento al problema della depurazione non siamo ancora riusciti ad avere un chiaro quadro della situazione, anche perché il caso è sottoposto ad accertamenti da parte della magistratura. Considerata anche la situazione patrimoniale in cui versa il Comune di San Gregorio, il nostro impegno sarà in ogni caso teso al massimo nel ripristinare nel più breve tempo possibile il funzionamento del depuratore comunale».
2) «Il nostro territorio presenta tutte le caratteristiche ambientali, sociali ed economiche per proporsi come punto di riferimento per il mondo dello sport all’aria aperta. È nostra intenzione guidare e stimolare uno sviluppo dello sport «outdoor» quale opportunità sociale, economica e di difesa del territorio. È soprattutto attraverso questo indirizzo, in rete con i paesi vicini che già lavorano in tal senso, il turismo ed in particolare quello che si sviluppa in ambito sportivo potrebbe diventare la prima industria del nostro sistema territoriale».
3) «Crediamo fermamente che il futuro di San Gregorio e dei paesi limitrofi sia saldamente legato al Parco Regionale. Non v’è dubbio, infatti, che il Parco Regionale del Matese si avvia a diventare un marchio di qualità, un brand riconosciuto, sotto il quale tutta la filiera produttiva prende valore. Un consigliere, quindi, si occuperà di tutte le problematiche relative al parco e sarà l’interfaccia tra l’Amministrazione Comunale e l’Ente Parco».

Caiazzo. Il Comune chiede un parere pro – veritate sull’insediamento del Maxi Store Decò in città e la vicenda finisce sui media provinciali.

Secondo quella analisi fatta dal sito casertace.it non ci sarebbero i presupposti per dare la concessione, mentre secondo il Municipio si. Amedeo Insero consigliere comunale di opposizione: “Esimio sindaco, questa e altre vicende commerciali vanno trattate in Consiglio Comunale...”
E’ difficile, molto difficile che prendiamo questioni trattate da altri siti internet, per altro a noi cari, come nel caso di casertace.it, ma se si parla di Caiazzo e il nostro portale trae le fondamenta da questa città, è doveroso approfondire la notizia. Fatto il preambolo, casertace.it nell’articolo parla di chiare discrasie nel rilasciare la licenza ad un ipermarket che sta sorgendo a Caiazzo, il Maxi Store Decò. Per l’istruttoria, il Responsabile del Servizio (e quindi non l’Amministrazione Comunale) ha richiesto per il tramite della Giunta, un parere pro – veritate ad un professionista, atteso che il buon Renzo Mastroianni, non è un avvocato o un professionista che conosce a memoria le leggi e, soprattutto e ancor più quando queste sono anche confusionarie! Infatti sia il Decreto Legislativo 114/98 e sia la Legge Regionale 1/2000 che ha recepito l’indicazione del primo provvedimento citato (Legge Bersani), chiariscono che in assenza del Siad “ non si possono chiedere autorizzazioni per strutture di media grandezza ” e non quindi “non si possono rilasciare autorizzazioni”. Ma vi è di più, perché una recente sentenza del T.A.R. Campania ha visto la condanna del Comune di Aversa che proprio in assenza di Siad aveva negato l’autorizzazione ad aprire per una struttura simile all’ipermarket che sta sorgendo a Caiazzo “poiché la pecca non è dell’imprenditore che investe soldi per un’attività commerciale, bensì dell’Ente che non si è dotato di uno strumento fondamentale per lo sviluppo territoriale”.D’imperio quindi quell’attività ha ottenuto il permesso per aprire i battenti. Anche il fatto del suolo agricolo, fonti del Municipio caiatino fanno sapere che è superato, visto che oltre un ventennio prima, già esisteva un’attività commerciale in quello stabile cioè l’Autovolturno, che commercializzava addirittura veicoli in nome e per conto della Fiat. La prassi di spendere quindi mille euro per investire un professionista per il parere pro – veritate è volta soprattutto ad evitare di spendere cifre decuplicate e/o addirittura centuplicate nel caso in cui o in un modo o nell’altro il Comune avesse adottato una decisione in maniera autonoma. A Tal proposito la minoranza consiliare ha presentato una interrogazione al sindaco Stefano Giaquinto e, per conoscenza sarà inviata anche al Prefetto ed ai Carabinieri di Caiazzo.
Il consigliere di opposizione Amedeo Insero ci tiene a precisare che: “Noi non abbiano nulla in contrario che sorgano nuove attività a Caiazzo. Ben venga il nuovo ipermarket. Però il sindaco ha il dovere morale e giuridico di convocare una seduta consiliare e in quella sede si deve discutere sia della nuova struttura, ma anche e soprattutto di altre vicende commerciali che pendono da anni al Comune stesso, come la pescheria del Sisa, l’altro supermercato che opera sul territorio da anni tanto per fare solo un esempio. Siamo sprovvisti di Siad, per cui rilasciare il permesso è un’attività in deroga che solo il Consiglio Comunale può adottare. Giaquinto porti questa vicenda ed anche le altre però, visto che non si capisce bene perché in questo caso, al Comune hanno messo la freccia, mentre altri attendono provvedimenti per ampliarsi da tempo. Si creino i presupposti quindi da parte di questa Amministrazione acché tutti possano sanare le loro situazioni. Spendere soldi del cittadino per un parere da chiedere ad un professionista, per noi sono soldi buttati al vento e dirò di più, è un’azione per buttare fumo negli occhi al cittadino.”

Vitulazio. Nonostante gli fosse stato sequestrato il panificio abusivo, continuava a panificare. Finisce dentro un 59enne

I carabinieri di Vitulazio avevano sequestrato il panificio ad Angelo Iodice un mese fa. Questi però è stato beccato nuovamente a panificare in quel sito privo di tutti gli elementari requisiti igienico-sanitari.
Lo scorso mese di marzo si era visto sequestrare il suo “panificio abusivo” ubicato tra Vitulazio e Capua, tra le località Molinelle e La Monaca. In quell’occasione, era il 22 Marzo scorso, oltre all’opposizione dei sigilli, poiché la struttura era fatiscente e priva di qualsiasi autorizzazione sia per la produzione che per il commercio del pane, scattarono solo le denuncie penali per panificazione abusiva finalizzata alla vendita di alimenti in cattivo stato di conservazione. Evidentemente la lezione non deve essere bastata al capuano Angelo Iodice, classe 1952, giacché gli stessi militari del Comando Stazione dei Carabinieri di Vitulazio, che gli avevano completamente suggellata l’area anche per abbandono incontrollato di rifiuti speciali e pericolosi, negli ultimi giorni rilevavano autovetture parcheggiate all’interno della stessa area.
Quindi, verso le ore 4,00 della notte scorsa, durante un controllo specifico sul territorio periferico della giurisdizione di competenza, i Carabinieri di Vitulazio, transitando in zona notavano del fumo fuoriuscire dalla canna fumaria del forno abusivo che teoricamente avrebbe dovuto essere completamente sigillato e vuoto. Scattato il blitz, i militari notavano il Iodice ed altre due persone che in tutta tranquillità stavano panificando, come se la cosa fosse del tutto normale. L’uomo, infatti, unitamente alle due donne aveva panificato circa due quintali di pane che era pronto per essere commercializzato. A questo punto, per tutti e tre i “panificatori” è scattata subito la denuncia penale per concorso in violazione della legge 283 del 1962 in materia di “sicurezza alimentare” poiché i Carabinieri rilevano gravissime violazioni della materia in termini di igienicità della produzione, del trasporto e della vendita delle sostanze alimentari che venivano confiscate ed inviate al macero per la distruzione. Per il Iodice che non si era minimamente preoccupato degli obblighi connessi alla sua nomina a custode giudiziario del forno abusivo, sentito il Magistrato di turno, scattavano anche le manette con l’accusa di violazione di sigilli aggrava. L’area in oggetto veniva di nuovo sottoposta a sequestro con la riposizione dei sigilli e del tutto veniva notiziato il Magistrato che accordava l’arresto con il trattenimento dello stesso presso le camere di sicurezza della stessa caserma, disponendo il rito direttissimo nella stessa giornata. Il Giudice, confermava l’arresto e tutti gli altri atti di sequestro e di denunce attuate dai Carabinieri di Vitulazio, guidati dal Luogotenente Crescenzo Iannarella e del Maresciallo Gaetano Pirozzi. Le due donne denunciate per la violazione della legge in materia di sicurezza alimentare sono M.E. del 1959 e A.M. del 1962 entrambe residenti a Capua. La scena era la stessa del marzo scorso, con la struttura adibita a forno fatiscente, salubre e gli alimenti da panificazione venivano prodotti con gravi carenze igienico-sanitarie. In quella occasione, ad agire unitamente ai Carabinieri, furono anche i Vigili Sanitari del Dipartimento di Prevenzione, Igiene e Sanità Pubblica del Distretto di Capua, dell’Azienda Sanitaria Locale Caserta2.
Alfredo Di Lettera
LEGGI L'ARTICOLO DEL 23 MARZO SCORSO

Piedimonte Matese. Un mese di aprile da record per i Carabinieri matesini. Arrestate 12 persone e 50 sono quelle denunciate

Numeri da "far west" per un'area definita a ragion veduta "tranquilla", quella dell'Alto Casertano. Beccato anche un camorrista latitante a Pratella. Bilancio positivo per i Carabinieri
E’ di 12 arresti, 50 persone denunciate all’autorità giudiziaria o sottoposte a misura di prevenzione e decine di sequestri, il bilancio dei carabinieri della compagnia di Piedimonte Matese, nel corso di operazioni che hanno avuto come unico obiettivo quello di contrastare fenomeni di criminalità e di illegalità in tutti i comuni del matesino e dei territori limitrofi. Le attività portate avanti ininterrottamente giorno per giorno nel mese di aprile appena concluso, hanno visto un impegno straordinario da parte dei militari delle locali stazioni e del Nucleo operativo e radiomobile. Delle 12 persone tratte in arresto, sette si sono rese responsabili di reati relativi al trasporto e allo smaltimento illecito di rifiuti tossici, una per furto aggravato, una per immigrazione clandestina, una per minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, una appartenente ad un clan camorristico del casertano per associazione a delinquere e una appartenente a clan camorristico del napoletano poiché latitante da oltre un anno. 50, invece sono le persone denunciate all’autorità giudiziaria o sottoposte a misure di prevenzione, per reati che vanno dall’inquinamento ambientale a quelli contro la salute pubblica; dall’abusivismo edilizio alle violazioni in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro e in materia di igiene e sanità; dai reati contro la sicurezza stradale, come la guida in stato di ebbrezza alcolica all’immigrazione clandestina; dai reati in materia di armi e droga ad altri contro la persona ed il patrimonio come la ricettazione, riciclaggio, furto, falso, truffa, danneggiamento, minacce e lesioni personali. Nel corso delle varie operazioni sono finiti sotto sequestro fabbricati e cantieri edili per un valore complessivo di oltre centocinquantamila euro; una discarica abusiva; oltre quaranta quintali di rifiuti speciali altamente inquinanti e tre mezzi adibiti al trasporto; un impianto di depurazione; assegni di provenienza furtiva per un valore complessivo di ventitremila euro; numerose dosi di “hashish” e “marijuana”; una pistola calibro 7,65 con relative munizioni e vari arnesi atti allo scasso. Infine è di oltre trentamila euro il valore della refurtiva recuperata e della merce di provenienza illecita sottoposta a sequestro.
Nella foto una pattuglia di Carabinieri di quartiere presso la Chiesa di San Marcellino

San Potito Sannitico. I candidati della lista numero 3 "Tradizione & Innovazione" lunedì incontrano i giovani in Piazza della Vittoria

Si svolgerà un dibattito/aperitivo che funge anche da sano confronto per capire le esigenze dei ragazzi di San Potito Sannitico.
I Candidati della lista n. 3 Tradizione & Innovazione, che propone l’Avv. Antonio Santillo quale candidato a Sindaco del comune di San Potito Sannitico, incontreranno i giovani lunedì 2 maggio p.v., alle ore 19, in Piazza della Vittoria, con un dibattito/aperitivo che, in maniera del tutto informale, si pone l’obiettivo di gettare le fondamenta di un’amministrazione condivisa che ponga i giovani ed il loro futuro al centro del proprio operato. I giovani candidati della lista (si basti pensare che il settanta per cento di loro ha meno di quarant’anni), incontreranno i propri coetanei per discutere insieme delle problematiche del nostro territorio e per individuarne insieme le possibili soluzioni da perseguire.

Ma, soprattutto, l’intenzione è quella di creare nel comune un forum permanente dei giovani, esperienza che altri comuni matesini già vivono con successo: occorre porre al centro del dibattito politico e dell’iniziativa sociale il valore dei giovani. La crescita personale e l’integrazione delle nuove generazioni nella vita politica e sociale del Paese, rappresentano, nei fatti, le sfide decisive per garantire la qualità sociale e la democrazia. L’intenzione è quella di creare uno spazio per il dibattito e la condivisione di esperienze tra i giovani di diversa formazione e natura e le Istituzioni del Territorio, al quale assegnare un ruolo consultivo e propositivo in tema di Politiche Giovanili. Occorre, secondo Tradizione & Innovazione, impegnarsi per il coinvolgimento dei giovani alla vita sociale, civile e politica del Paese, coinvolgendoli nei processi decisionali del Paese. Per questo motivo l’invito all’incontro è rivolto a tutti, simpatizzanti e non della lista, cittadini di San Potito Sannitico o dei comuni limitrofi. Perché le idee e le soluzioni positive, siano esse tradizionali od innovative, sempre più spesso, nascono a margine di un costruttivo dibattito nel quale ognuno sia libero di esprimere la propria opinione.

Alvignano. I ragazzi della Protezione Civile saranno impiegati in servizio a Roma in occasione della beatificazione del Papa

Domani sono attesi a Piazza San Pietro un milione di visitatori. I ragazzi di Alvignano, coordinati da Eugenio Ferrara collaborano con i loro colleghi della Protezione Civile Nazionale
Ci saranno anche i ragazzi della protezione civile di Alvignano, il prossimo primo maggio in servizio per la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II. Sono stati scelti, i volontari cubulterini dell’Associazione vigili del fuoco in congedo, tra i diversi sodalizi di protezione civile che aspiravano a tanto privilegio, principalmente per il loro curriculum che, ormai dal 1988, li ha visti sempre in prima linea, in particolare nei momenti più dolorosi per la nostra nazione nell’ultimo decennio. Ne sono testimonianza gli interventi, anche per lunghi periodi, per le popolazioni di Crotone, di Quindici, del Molise e dell’Aquila, in occasione delle diverse calamità naturali capitate a quelle genti. Senza contare la piena collaborazione espressa in occasione di diverse manifestazioni in Alvignano, nella zona e nella Regione. “Saranno 15 i volontari alvignanesi -rivela il presidente Eugenio Ferrara- che parteciperanno alla manifestazione di Roma, per la beatificazione del Papa. Partiremo sabato pomeriggio con la colonna regionale ed assumeremo servizio in piazza Pio XII alle ore 18. Dunque il nostro gruppo sarà allertato per tutta la notte -dichiara ancora Ferrara- a salvaguardia e prevenzione dell’incolumità delle genti che accorreranno per il grande evento”. Poi con un pizzico di polemica il presidente del gruppo di volontari che fa capo all’associazione vigili del fuoco in congedo, aggiunge: “ Siamo una équipe che è abituata a lavorare in silenzio, senza fare polemiche. Siamo disponibili, come è insito nel volontariato, -dichiara ancora Ferrara- con tutti quelli che vogliono operare. In particolare siamo specializzati nell’antincendio e nel primo soccorso e proseguiamo sempre con l’aggiornamento che rimane la nostra principale arma per continuare nel nostro operato. In questi giorni abbiamo partecipato ad un corso di formazione presso l’Asso Voce di Casera titolato ‘Progettazione sociale 2011’. Che non sarà certamente l’ultimo -conclude Ferrara- per rimanere sempre pronti ed aggiornati per gli eventuali eventi che possano anche improvvisamente sopraggiungere”.
Vincenzo Corniello

Alife. Dopo i confetti, le critiche più che mai legittime nei nostri confronti. Eccole servite

Volevamo creare un dibattito e ci siamo forse riusciti. Tuttavia c'è chi ci confonde con i giornalisti (e non lo siamo, questo blog non è un prodotto editoriale) e chi invece della proprietà privata altrui vuole suggerirgli come utilizzarla. Anche questo è sano confronto però...
Tropo diretto o tropo semplicione? Caro redattore dell'articolo "troppo diretti" voglio ricordarti alcune cose, la prima è che forse invece di giudicarti "troppo diretto" avresti dovuto definirti "troppo semplicione" e vengo ora a dirti per quale motivo. In primis avresti dovuto chiedere al dott. Avecone da dove prenderà i soldi per pagare le indennità e le altre spese a cui rinuncia, cioè come pareggerà il mancato introito comunale visto che dovrà comunque lavorare e impegnarsi (Lui e gli Assessori) in amministrazione. Ma la risposta, forse, è troppo ovvia per raccontarla: svolge la professione di medico di guardia dove percepisce uno stipendio di circa 3000 euro al mese. E’ uno “stipendio”: quindi arriva puntualmente a fine mese! Ma questo in verità non è molto importante. Poi avresti dovuto ancora chiederti chi ci assicura che tale fatto sia garanzia di capacità amministrativa?
Questa mossa, caro redattore mi sembra più un segno di debolezza in quanto il dott. Avecone non avendo carte migliori da giocare porta il dibattito su un argomento che ha sicuramente un forte impatto sulla popolazione, ma è comunque anche una forte provocazione personale in quanto si vuole speculare sul fatto che l'altro candidato a Sindaco, il dott. Cirioli, non ha altri introiti oltre che quelli della sua professione (non è uno “stipendiato”). Per cui, essendo un libero professionista, dovendosi impegnare per amministrare il comune di Alife, che versa in cattive acque, dovrebbe sicuramente sottrarre tempo alla sua professione e quindi avere meno introiti che verrebbero a mancare alla propria famiglia, non avendo lo stesso altre rendite.
Voglio ricordare, che l'indennità di carica, è una conquista di civiltà e di democrazia, proprio perché oggi amministrare un comune in modo serio richiede tempo, denaro, e soprattutto la salute, cosa che nessun indennizzo ti potrà mai restituire.
Inoltre voglio ancora fare qualche altra osservazione, la prima è che se non ci fosse l'indennità di carica il ruolo di amministratore comunale, provinciale, regionale, e di parlamentare dovrebbe farlo solamente colui che vive di rendita. E non è questa una provocazione alla quale giustamente il Cirioli ha risposto con fermezza e dignità? L'altra considerazione è forse meno pertinente ma più esemplificativa: anche Berlusconi che è come tutti sanno uno tra gli uomini più ricchi al mondo non ha rinunciato all'indennità di carica. Pertanto caro redattore quando scrive un articolo la prego di essere un po’ più critico. Il ruolo di un giornalista dovrebbe essere quello di elevare il livello del dibattito politico e non quello di riportare solo delle provocazioni.
Antonio Capriata, candidato nella lista INSIEME PER ALIFE.
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Sono d'accordo con quanto detto da Cirioli, più che non percepire indennità (chi lavora deve essere pagato) i sindaci devono essere ponderati nello spendere soldi pubblici.ci sono comuni dove i sindaci hanno rinunciato alle indennità ma poi hanno creato staff del sindaco costituiti da persone senza titolo ne esperienze pregresse. e perchè caiazzorinasce tace nei confronti di quei sindaci che bruciano soldi pubblici in carrozzoni inutili? E' semplice fare una piccola indagine sui comuni dotati di staf del sindaco nominati intuitu personae... Ma su questo caiazzorinasce tace li si bloccano tutti gli spetteguless e l'ironia.. ho letto l'articolo di daniele e per essere chiaro è ben articolata in tutti i punti e diciamo che caiazzorinasce ha fatto veramente una brutta figura.. però la possiamo leggere anche sotto altro aspetto magari se vince veramente avecone sulle template laterali di caiazzorinasce si aggiungerà un' altra immagine oltre dei due sindaci già presenti (e che francamente non se ne capisce il motivo, della loro presenza in politica c'è, ma prima presenti in template caiazzorinasce)...
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A rileggere gli articoli credo che Daniele Cirioli ha ragione, e grazie a questo post mi sono ritrovato nel blog di cirioli, ho letto un po di cose da lui scritte e ho avuto la netta sensazione che il sig. Cirioli sia una persona perbene. condivido anche la sua analisi sul taglio delle indennità agli amministratori, chi lavora deve essere retribuito e quindi l'annuncio del taglio delle indennità è solo populismo. anche perchè gli amministratori rinunciano alle indennità ma poi hanno un amministrare molto ma molto discutibile.... e voi di caiazzorinasce lo sapete. Spesso abbiamo visto amministratori che hanno rinunciato alle indennità ma senza arte ne parte improvvisamente hanno cambiato tenore di vita. Voi di caiazzorinasce come ve lo spiegate? Forza dottor Cirioli.
un lettore di Alvignano!

Caiazzo. Eccezionale coda di maltempo in città. La grandine ha ghiacciato la provinciale e causato danni ingentissimi.

Auto e coperture di abitazioni prese letteralmente a sassate dal ghiaccio… Eccezionale colpo di coda di questo lungo inverno che ha colpito le zone limitrofe di Caiazzo Ruviano ed Alvignano, giovedì pomeriggio intorno alle 17,00. Nonostante il meteo annunciasse pioggia nessuno immaginava invece ad una precipitazione così forte quanto violentissima del tipo monsonico trasformatosi poi in una fitta eresistente grandinata, accompagnata da lampi e tuoni di grande intensità e pericolosità. E proprio la grandine si è concentrata sulla Provinciale 330 che collega Caiazzo ad Alvignano formando uno strato di ben 10 cm di puro e resistente ghiaccio e che non poche difficoltà ha creato al traffico di auto e camion che con difficoltà riuscivano a stare correttamente sulla carreggiata. Chi non ha trovato un riparo ha subito danni da ammaccature alla propria carrozzeria. Data l'eccezionale precipitazione in tanti hanno richiesto l'intervento dei vigili del fuoco e dei mezzi della protezione civile per i vari smottamenti ed allagamenti oltre ad eventuali lesioni a coperture e tettoie. Infatti ad alcune auto si sono letteralmente frantumati i parabrezza, per non parlare poi delle ammaccature alla carrozzeria. Un’abitazione prospiciente la provinciale, all’altezza del miglio 25 ha subito danni ingentissimi agli infissi, tant’è che tre finestre con doppi vetri si sono anche esse frantumate, mentre un lampo ha lambito l’abitazione di un agricoltore in via Ponte della Vecchia, causando anche un forte corto circuito alle attrezzature che questi aveva per dare il foraggio al proprio bestiame e per prelevare il latte. Insomma si sono vissuti attimi di panico che hanno fatto addirittura pensare ad una tempesta.

venerdì 29 aprile 2011

Alife. Embè si, a volte siamo un po’ troppo diretti, lo ammettiamo. Ma è quello che la gente vuole…

Inciuci, spetteguless e tanta ironia... così ci vogliono. Il buon Daniele Cirioli, forse si è incacchiato per l’articolo di questa mattina…Amen!
Abbiamo pubblicato un articolo stamani, sulle elezioni di Alife, dal quale si evince senza mezzi fronzoli che il vincitore delle prossime elezioni amministrative sarà Giuseppe Avecone, candidato con la lista numero 2. Non stiamo qui a riproporvelo tanto c’è il link sotto e potete farlo stesso voi. Il buon Daniele Cirioli, avversario di Avecone, ha replicato, legittimamente, sul suo sito a quell’articolo da noi scritto e fino ad un certo punto, la sua risposta è stata, secondo il modesto giudizio di questo portale e dei suoi collaboratori, ben articolata e focalizzata. Ad un certo punto però, Cirioli ha deviato il filo logico, logicissimo, del suo ragionamento ed ha iniziato a parlare di offesa per gli alifani, laddove abbiamo scritto che gli stessi al pari degli altri cittadini degli altri 103 Comuni della Provincia di Caserta, amano una politica “spicciola” e, soprattutto un’azione politica che possa in un certo qual senso dare segnali immediati. Un discorso generalizzato e che non intaccava ne l’azione politica di Cirioli e ne tampoco il suo rispettabilissimo programma elettorale. Così come non abbiamo neanche sfiorato quello della lista numero 2. Ci siamo limitati a scrivere che la cittadinanza potrebbe apprezzare risposte immediate sul campo come quella che Avecone ha dato, dichiarando di rinunciare sia lui che i suoi alleati una volta eletti, all’indennità di carica portando un risparmio nelle casse comunali di ben oltre 400mila euro per l’intera legislatura, esclusi altri soldi per le missioni e le trasferte che chi sarà eletto dovrà in ogni caso affrontare e che sempre lo stesso Avecone ha dichiarato che saranno pagate di propria tasca. Questo è stato scritto e niente di più, addirittura con un preambolo di stima (immutata, anzi immutatissima) nei confronti di Cirioli e dei suoi alleati che ha avuto il preludio di nostre scuse e perdono per essere stati così troppo diretti. D’altronde, lo ammettiamo, siamo un po’ “rozzi” qualche volta, ma è una tessera musiva del mosaico che caratterizza caiazzorinasce.net. Il candidato Cirioli l’ha buttata, tra il serio ed il faceto, sul fatto che paventare che ai cittadini di Alife possa piacere una politica un po’ più diretta e azioni più immediate, sia addirittura un’offesa. Beh! Che dire? Il dottor Cirioli o vive su Marte, oppure, forse, non è a conoscenza dell’effettiva e recondita opinione che la gente oggi ha della politica e dei politici, quella gente di tutti e 104 i Comuni della Provincia di Caserta, quindi Alife compresa, che al risanamento delle cave di San Michele o dei primi cento giorni a riscrivere lo Statuto comunale (azioni degne di persone perbene quali sono i componenti della lista “Insieme per Alife) antepongono un risparmio immediato delle casse comunali o, addirittura sperano in una svolta ancor più incredibile (da marziani, osiamo scrivere) che vede un’Amministrazione Comunale impegnata nei primi cento giorni a “recuperare” posti di lavoro per tanti che lo hanno perso o per i giovani che non lo hanno avuto. Se Daniele Cirioli non ci crede, si affacci dalla finestra della sua abitazione o studio chiami il primo che passa e gli faccia una domanda secca: “Che vorresti che facesse la politica e i politici per te?” La risposta? Eh no, caro Daniele, stavolta non te la do, perché sennò ti convinci davvero che qui a caiazzorinasce.net siamo degli stregoni…
Un abbraccio e un sentito in bocca al lupo a te e ai tuoi alleati/amici/collaboratori
LEGGI L'ARTICOLO DI STAMANI DI CAIAZZORINASCE
LEGGI LA RISPOSTA DI DANIELE CIRIOLI
DANIE' PER FARTI FARE SOLO UN'IDEA...


Alife. Ecco il comizio integrale che ha fatto il candidato sindaco per la lista "Insieme per Alife" ieri sera

Pubblichiamo integralmente il comizio che il candidato sindaco per la lista "Insieme per Alife" ha tenuto ieri sera, Giovedì 28 aprile, in piazza Vessella. Lo dobbiamo anche e soprattutto alle tante persone che non sono potute andarci perchè ammalate o lontane dal loro paese natio e c'è lo hanno richiesto. Eccovi serviti:
"Dopo solo due anni, ci ritroviamo di nuovo immersi nel pieno di una campagna elettorale: c’è da decidere chi dovrà governare la nostra Città i prossimi cinque anni. Io sono il capitano di questa squadra, il candidato alla carica di Sindaco della Lista N. 1, “Insieme per Alife”, che si contende il voto con l’altra Lista, la N. 2, capeggiata da Peppino Avecone. Con sincerità e con affetto invio un caloroso saluto e un “in bocca al lupo” a Peppino e ai singoli Candidati alla carica di consigliere comunale nella sua Lista. Sono certo di interpretare anche il loro pensiero augurando a tutti noi, ad Alife, una campagna elettorale fattiva, concreta e garbata. Una campagna elettorale che prende avvio con una settimana di ritardo, per aver dato il giusto silenzio ai giorni che hanno preceduto la festività della Santa Pasqua. Adesso bisogna recuperare tempo e fornire i Cittadini di ogni informazione sulle Liste e soprattutto sui programmi amministrativi affinché possano esprimere un voto consapevole. Speriamo di avere comizi appassionati ed entusiasmanti; speriamo soprattutto di mettere in discussione tante e valide idee per superare questo particolare momento storico che vive la nostra cara Alife. Il futuro che ci attende, cari amici, deve essere il tempo della ricostruzione sociale ed economica della nostra comunità. Un tempo di speranza, di risveglio sociale e di ripresa economica. Ci lasciamo alle spalle anni di amministrazione che non hanno precedenti nella storia del nostro Municipio. Adesso bisogna voltare pagina: urge ripartire e bisogna farlo con nuovi Amministratori, capaci e competenti, con le idee chiare di quello che si vuole per la nostra Città e, in particolare, per il futuro dei Cittadini e dei figli di questa terra.
La squadra di “Insieme per Alife” ha tutti questi requisiti. La mia esperienza amministrativa comincia due anni fa circa. Insieme a un gruppo di amici, in occasione delle elezioni amministrative del 2009 mettemmo su la Lista ViviAlife che riuscì ad eleggere un consigliere di minoranza. Il gruppo è andato avanti in questi due anni; mi ha sempre accompagnato e sostenuto in ogni azione amministrativa e sociale. Sono stati due anni di intensa attività di opposizione che ha prodotto i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Una cosa devo sottolineare: siamo stati sempre e solo dalla parte dei Cittadini. Cittadini con i quali abbiamo voluto sintonizzarci su un canale informativo costante, quotidiano, utilizzando anche i mezzi della moderna tecnologia. Lo abbiamo fatto perché siamo convinti che soltanto se il Cittadino è informato può controllare l’operato dei propri amministratori. Lo abbiamo fatto con un blog su internet, con un giornale periodico (la Rinascita) e con articoli sui quotidiani locali che, dietro ad un caffè, ogni mattina, sono il primo approccio al sociale nei bar cittadini. In questi due anni ci siamo assunti le nostre responsabilità, in ogni sede dovuta e opportuna. Abbiamo risposto in questa maniera al nostro compito di Opposizione che ci era stato affidato dal Vostro voto: non abbiamo mai voltato la faccia dall’altra parte per poter dire di non aver visto; non ci siamo mai turati gli orecchi per poter dire di non aver sentito; non ci siamo mai tirati indietro quando bisognava testimoniare la realtà dei fatti. Il tutto – e lo dico con il cuore in mano – perché convinti di fare bene per la nostra comunità e per Alife, in uno squisito spirito di servizio.
La Lista “Insieme per Alife” che mi candida a Sindaco, cari amici, conserva questa concezione di vita amministrativa, completandola e perfezionandola con altre forze partitiche e civili di Alife. “Insieme per Alife” è una lista civica. Lo ripeto: è una lista civica. Non si ispira né al centro sinistra né al centro destra del panorama politico: si ispira solo ed esclusivamente al bene comune dei Cittadini. “Insieme per Alife” è una Lista formata da persone che hanno anche una tessera partitica (Pdl, Pd, Idv, Sel per esempio); ma questo non condiziona e non condizionerà in nessun modo l’attività amministrativa che sarà rivolta al fine esclusivo del bene comune. Mi faccio personalmente garante che nessun ordine di scuderia partitica prevarrà mai sull’obiettivo del bene dei Cittadini di Alife: vi garantisco che nessuna logica di schieramento partitico o di potentati familiari prenderanno mai il sopravvento nelle decisioni, così da farci rinunciare alla libertà di amministrare senza lacci e lacciuli di convenienza e opportunismo. Ne abbiamo visti fin troppi di onorevoli Deputati e Senatori cavalcare le scene dei comizi elettorali. Ma – chiedo a Voi – mica ci hanno tutelato dallo stato di decadenza in cui è finito il nostro vivere sociale? Noi di “Insieme per Alife” abbiamo una grande ricchezza da donarvi: la libertà di un autogoverno. Cioè la possibilità di gestire questo nostro Comune perseguendo il bene della nostra terra e della nostra gente. Siamo persone che viviamo il quotidiano ad Alife, che portiamo a scuola i nostri figli, che vorremmo far crescere ad Alife anche i figli dei nostri figli. Siamo una squadra! Non siamo infatti tredici persone che si sono ritrovate unite per caso, no! Il nostro è un “gruppo” affiatato, un gruppo convinto che solo facendo unione e squadra, che solo contando sempre sull’appoggio degli altri dodici della Lista, si può avere il vero cambiamento per Alife.
Siamo tredici persone, ciascuna con una propria personalità, con proprie competenze, con un proprio carattere, con proprie aspirazioni…..e tutte – veramente “tutte” – con un’esuberante voglia di “fare” e “fare bene” per Alife, per gli alifani, per il futuro della nostra terra. Il futuro che ci attende, cari amici, deve essere il tempo della ricostruzione sociale ed economica della nostra comunità. Un tempo di speranza, di risveglio sociale e di ripresa economica. La mia principale attenzione, nei due anni di amministrazione, è stata rivolta principalmente alla questione contabile del nostro Comune. Il contabile – le risorse finanziarie comunali – non è qualcosa di secondario per amministrare una città: è la parte fondamentale. La politica, oggi, è diversa da quella degli anni passati. Un tempo, il politico doveva solo decidere quali azioni mettere in atto e i soldi arrivavano dallo Stato, dal governo centrale. Oggi non è più così, ma anzi il processo funziona all’incontrario. Lo Stato, il governo centrale, mette a disposizione del Comune un certo ammontare di soldi e sulla base di questi gli amministratori devono decidere le iniziative sul territorio. Dunque non è più la politica che fissa i soldi da spendere, ma sono i soldi a stabilire le azioni da svolgere sul territorio. E’ come una torta da dividere in tante fette: una fetta ai servizi sociali, una all’urbanistica, un’altra alle scuole, un’altra agli investimenti. Questa torta, in termini burocratici, si può chiamare con due termini: Bilancio e Rendiconto. Due termini che sono tornati spesso alla ribalta in questi due anni di amministrazione sui giornali, nelle piazze e nei discorsi porta a porta. La contabilità del nostro Comune, cari amici, era praticamente inesistente. Bilanci e Rendiconti con numeri a dir poco surreali. Dunque, la prima azione che occorre fare sul Comune, oggi, è una messa in ordine dei conti e dei bilanci. In un anno solare vanno sempre approvati due documenti: il Bilancio e il Rendiconto. Per rendervi l’idea di quello che sto dicendo, sappiate che la prossima amministrazione, appena si insedierà, dovrà approvare il Rendiconto dell’anno 2009 (oggi approvato dalla Giunta comunale), il Rendiconto dell’anno 2010 e il Bilancio di previsione dell’anno corrente. E’ una situazione di “stallo” finanziario quella in cui versa il nostro Comune. Una situazione difficile, molto difficile, ma non impossibile da risolvere. L’importante è non far ricadere sui Cittadini gli oneri del risanamento.
A tal proposito ho letto il 21 aprile scorso, su un quotidiano locale, la proposta che Avecone ha messo nel suo programma per il risanamento del bilancio. La proposta prevede, tra l’altro, di “procedere ad un adeguato piano di dismissione degli immobili comunali”. Questo di vendere gli immobili comunali è stato un tentativo provato dall’attuale amministrazione e al quale mi sono fortemente opposto (spero ricordiate il manifesto “Saldi di fine gestione”). Vendere gli immobili comunali per pagare i debiti non mi pare una soluzione favorevole ai Cittadini. Alcuni di questi immobili possono ben essere utilizzati per altre finalità e per altri scopi. Per attività ludiche, per esempio; oppure da dare in gestione alle nostre associazioni locali. Il problema meriterebbe molto più tempo per essere illustrato e discusso. Tuttavia, nella sintesi imposta da questo comizio elettorale, vi spiego qual è la nostra ricetta per riportare in equilibrio finanziario le casse del nostro Comune. La soluzione sarà una gestione rigorosa delle risorse finanziarie, perché tutto sommato i soldi arrivano nelle casse comunali, ma devono essere meglio gestiti. La soluzione sarà impiantare una sana e prudente gestione contabile, delle entrate e soprattutto delle spese, affiancata da un piano di rientro finanziario ripartito su due o tre anni così da soddisfare subito anche i creditori e, soprattutto, per evitare il ritardato pagamenti di stipendi. Abbiamo a cuore, più di tutto, i Cittadini: faremo in modo, pertanto, di non far ricadere un solo euro sulle loro spalle a titolo di nuovi o di maggiori oneri, sia in via diretta che indiretta come potrebbe realizzarsi con la vendita del patrimonio immobiliare. A questo proposito, poi, c’è una cosa che mi incuriosisce tanto. E’ questa: il programma di Avecone è stato condiviso da tutti i candidati alla carica di consigliere comunale? Mi spiego meglio riformulando l’interrogativo: la soluzione della vendita degli immobili è stata condivisa e sottoscritta anche da Emilio Del Giudice e da Alfonso Santagata? Dico questo perché i due consiglieri, seduti con me nei banchi dell’opposizione, si sono opposti con me e hanno votato con me contro la delibera dell’attuale maggioranza per la vendita degli immobili. Come è che adesso, invece, sono favorevoli? Perché hanno avuto questo cambio di opinione? Il nostro programma elettorale, cari amici, mira a tre principali obiettivi:
a)un’amministrazione compartecipata;
b)una maggiore e migliore vivibilità della Città;
c)lo sviluppo del territorio.
Amministrazione compartecipata significa gestire il Comune alla luce del sole, nella massima trasparenza e con il coinvolgimento dei Cittadini. Gli alifani devono sapere giorno per giorno tutto quanto succede sul Comune, le decisioni che vengono prese e quelle che non vengono prese. I Cittadini devono essere messi al corrente di ogni singolo euro che viene speso. Sono questi aspetti di fondamentale importanza su cui ho puntato molto nella mia precedente esperienza amministrativa – e credo di averne data sufficiente prova sul campo – e su cui punto tanto anche per la prossima amministrazione. Nei Cittadini deve essere sempre vivo l’interesse del sociale. La gestione della Città non è una delega in bianco data agli amministratori, i quali possono così fare e disfare a loro piacimento. No, non è così! Gli amministratori devono rendere conto del loro operato ai Cittadini giorno per giorno. Questo controllo ci può essere soltanto se i cittadini sono messi al corrente di quello che viene deciso sul Comune. Nei primi cento giorni di amministrazione provvederemo ad ammodernare la burocrazia municipale. Aggiorneremo lo Statuto e i Regolamenti per favorire le nuove tecnologie anche ai fini della fruizione di alcuni servizi (come le certificazioni da rendere attivabili via posta elettronica certificata). Provvederemo ad un sito internet aggiornato quotidianamente con tutti gli atti amministrativi del Comune, in modo tale che i Cittadini possano leggere e comprendere ciò che gli amministratori decidono per loro conto sul Comune. Il secondo punto è una maggiore e migliore vivibilità della Città. Una maggiore e migliore vivibilità della Città significa costruire una collettività. Gli amministratori devono governare la Città garantendo puntualità ed efficacia di ogni servizio affidato alla gestione pubblica. Maggiore e migliore vivibilità significa potenziare il servizio della Mensa scolastica, per esempio. Se saremo eletti, garantisco che il servizio mensa sarà gratuito per le famiglie che versano in stato di bisogno. Queste famiglie avranno i buoni mensa gratis per i loro figli per tutti i mesi e per tutti i giorni di scuola, e non soltanto per 30 o per 60 giorni come è avvenuto quest’anno. Rivedremo, a tal fine, la disciplina dell’Ise e dell’Isee mirando a favorire le famiglie che veramente stanno in condizione di bisogno, in un’ottica di vera giustizia sociale. Maggiore e migliore vivibilità significa potenziare il mercato settimanale. Che deve essere un appuntamento da sfruttare come risorsa per lo sviluppo del nostro Paese e non come un fardello per la Città. Il mercato non deve punire i Cittadini con inutili intralci del traffico e non deve neppure penalizzare i nostri negozianti. Il mercato deve aiutare allo sviluppo commerciale di Alife. Deve servire a portare la gente per le strade cittadine; deve favorire l’arrivo di risorse finanziarie dai paesi limitrofi nelle casse dei negozianti di Alife. Maggiore e migliore vivibilità significa liberare i Cittadini da potenziali rischi per la salute e, quanto meno, consentire una vita tranquilla e serena. Sotto questo aspetto, per esempio, valuteremo ogni utile iniziativa per impedire che i Cittadini della zone alte di Alife verso San Michele vivano insidiati dal pericolo della presenza di antenne e di ripetitori senza avere sufficienti risposte sulla pericolosità per la loro salute. Terzo punto, infine, è lo sviluppo del territorio. Il nostro programma prevede un vero e proprio “progetto” di rilancio socio-economico di Alife. E’ una strategia di medio-lungo periodo che porterà Alife a riprendere il cammino glorioso che aveva un tempo. Il rilancio del turismo culturale è un punto centrale del nostro programma. Riteniamo che il settore terziario e dei servizi possa essere la chiave giusta per mettere in moto l’economia del nostro territorio e possa essere la risposta giusta ai bisogni di occupazione e nuovi posti di lavoro. Oltre a favorire l’accesso di Alife nei principali circuiti turistici regionali e nazionali, prevediamo di introdurre un paio di iniziative a richiamo anche nazionale da trasformare in appuntamenti annuali a forte richiamo turistico, nella bella cornice storica di Alife. Serve poi un processo di riconversione dell’economia, da farsi anche con una certa urgenza. Prevediamo, a tal fine, di far ricorso agli strumenti normativi offerti dalle leggi nazionali per favorire gli insediamenti nella zona industriale, vincolandoli però a due precise condizioni: occupazione locale e integrazione socio-culturale. Che significa: primo, che le imprese che si insedieranno dovranno vincolarsi ad assumere manodopera locale, cioè cittadini residenti ad Alife; secondo, che lo sviluppo non dovrà mai ostacolare il rilancio socio-culturale, ma integrarsi ad esso. A tal fine, il Federalismo fiscale ormai alle porte sarà sfruttato come leva per richiamare nuovi investimenti e per rilanciare quelli esistenti. Per lo sviluppo economico del centro città puntiamo a un solo obiettivo: attirare gente nelle nostre strade. Perché non può esserci alcun rilancio economico se manca chi fa acquisti presso i nostri negozianti. Una precisa volontà politica, negli anni passati, ha fatto sì che tutte le strutture pubbliche (uffici, ospedale, scuole) venissero localizzate in un solo paese, a noi assai vicino. Questo ha permesso un forte sviluppo sociale ed economico di quel territorio, perché ha portato e porta quotidianamente migliaia di persone a spendere e fare acquisti nei negozi. A ciò si aggiunga che Alife ha sofferto un processo di de-urbanizzazione che ha favorito lo sfollamento del centro storico.
Adesso dunque ciò che serve prioritariamente per Alife è creare una “domanda”: occorre cioè attirare gente che chieda prodotti e servizi da acquistare. Un volta fatto ciò, la “offerta” seguirà naturalmente: cioè nuove imprese, nuovi insediamenti produttivi, nuovi negozi e, quindi, occupazione e posti di lavoro. Il turismo culturale, anche in tal caso, può essere la soluzione giusta per la ripresa economica. Adesso mi avvio alla fine. L’ultima cosa che ho da fare è una rassicurazione. E’ la rassicurazione che non snatureremo il Vostro voto elettorale. Quest’anno ci sono solamente due Liste. Quella che vincerà porterà dalla parte della Maggioranza otto Consiglieri più il Sindaco; quella che non vincerà eleggerà quattro Consiglieri dalla parte della Minoranza. La mia e nostra rassicurazione è questa: non stravolgeremo il voto di Voi Cittadini. Se ci darete più voti, come speriamo avvenga, andremo a governare il Paese assumendoci in pieno la responsabilità che tale compito richiede; se ci darete meno voti andremo all’Opposizione e lì eserciteremo il nostro compito. Non faremo pertanto nessuno “inciucio” politico, per usare un termine giornalistico utilizzato quando le parti contrapposte di accordano per una spartizione del potere prima di una sfida elettorale o di voto. Questa rassicurazione serva a smentire alcune voci che girano per il paese e che sostengono che, qualunque sarà il risultato elettorale, la prossima amministrazione sarà “una cosa sola” tra le due Liste. A questo diciamo fermamente di no. Siamo contrari. Ciascuna parte eletta – Maggioranza e Opposizione – dovrà assumersi le rispettive responsabilità e dovrà svolgere il proprio ruolo che verrà deciso dal voto elettorale. Adesso chiudo veramente. Vi ringrazio dell’attenzione. Tra venti giorni possiamo decidere di dare una vera svolta al nostro Paese. Noi ci stiamo seriamente provando, ma solo “insieme” possiamo farlo!
Dateci fiducia, dateci il vostro voto. Conto su di voi! Ciao.
Nella foto un momento del comizio di Giovedì 28 aprile