giovedì 31 marzo 2011

Vitulazio. Scene di follia in città. Una Guardia Giurata armata di manganello aggredisce i Carabinieri

Portato in Caserma per le formalità di rito, l'uomo ha dato in escandescenza ed ha semidistrutto gli uffici della Stazione dei Carabinieri.
Scene di pura follia ieri sera a Vitulazio, tra il vai e vieni dell’Ambulanza e la follia di una guardia giurata che semina il panico prima in strada e poi cerca di danneggiare la sala di aspetto della Caserma dei Carabinieri. Nella serata di ieri, i Carabinieri del Comando Stazione di Vitulazio, su segnalazione della Centrale Operativa del 112, venivano allertati per un’aggressione che era in atto nella zona di via Marconi. I militari, intervenuti immediatamente sul posto e coadiuvati dal Luogotenente Crescenzo Iannarella, si trovavano di fronte a tre persone che tra di loro litigavano, ed in specifico, un uomo steso atterra, con la faccia in giù e trattenuto da altre due persone, una donna ed un uomo. I Carabinieri, infatti, chiedevano ai tre il motivo del litigio, ed a questo punto capivano che la persona stesa atterra, che nel contento iniziava ad inveire con pesanti offese e parolacce di ogni tipo anche contro loro, era in preda ad un raptus di follia. L’uomo, come confermavano in loco anche le altre due persone coinvolte, risultate poi essere la moglie ed il cognato dello stesso, era andato fuori di testa ed impugnava qualche arma, non identificata. A questo punto, i Carabinieri, resisi conto del pericolo che lo squilibrato poteva provocare per se stesso e per gli altri, visto che nel frattempo, nella zona si erano accalcate un centinaio di curiosi ed i balconi dei palazzi adiacenti erano pieni di persone affacciate e che lo stesso svolgeva la professione di guardia giurata “armata”, credendo che l’oggetto che impugnata ed occultava potesse essere la pistola gli era stata data in dotazione dall’Istituto di Vigilanza, del quale è dipendente, chiedevano rinforzi. Sul posto, in ausilio ai Carabinieri della Stazione di Vitulazio, si portavano i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Capua, che dopo aver allontanato le persone dalla zona, provavano ad immobilizzare l’uomo per disarmarlo. Difatti, i Carabinieri per immobilizzarlo e disarmarlo, visto che l’uomo continuava a divincolarsi, hanno fatto un bel po’ di fatica e per uno loro, come anche per il folle, è stato anche chiesto l’intervento dell’Ambulanza del 118 poiché, a causa del confusione, entrambi avevano riportato delle leggere lesioni. Difatti, i Carabinieri, dopo averlo bloccato per disarmarlo, scoprivano che l’uomo sfoderava tra le mani un’arma impropria, un manganello di ferro. La guardia giurata, benché era stata disarmata, pure quando i Carabinieri hanno di cercato a portarlo via, continuava con calci, spintoni e minacce.
Calmatosi, e trasferito in Caserma per le formalità di rito, con il Pubblico Ministero di turno che convalidava l’arresto, proposto dai Carabinieri, con le pesanti accuse di minacce, lesioni, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, oltre che il porto abusivo di arma impropria. Dopo poco l’apparente calma dell’uomo si trasforma ancora una volta in follia e, difatti, mentre l’uomo era stato fatto accomodare nella sala di attesa della caserma, la situazione si è rifatta incandescente: cerca di aggredire i militari, distrugge suppellettili e cerca perfino di auto-lesionarsi. Con il vetro sgretolatosi sul pavimento a causa della caduta di un quadro affisso nella sala di attesa della Caserma, la guardia giurata si ferisce perfino ad un braccio, spargendo sangue dappertutto. A questo, viene richiesto per la seconda volta l’ausilio del personale del 118 che, vista la profonda ferita provocatasi con un pezzo di vetro, decide di condurlo l’arrestato-ferito in Autoambulanza al pronto soccorso dell’Ospedale “Sant’Anna e Sebastiano” di Caserta, scortato e piantonato dai Carabinieri. Nel frattempo, per l’uomo preso dal raptus di follia, scatta la denuncia per danneggiamento di arredi militari e, dopo essere stato medicato e dimesso, su richiesta del Pubblico Ministero ed in attesa del rito per direttissima, previsto per la giornata di oggi, dopo le formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere. I Carabinieri, tra feriti e sala di aspetto semidistrutta, con vetro e sangue sparsi dappertutto, non si spiegano il motivo di tanta rabbia e spietatezza, ed infatti, vogliono vederci chiaro proprio sul motivo della sua presenza in paese, unitamente alla moglie e dell’altro congiunto, visto che gli stessi sono residenti nella vicina Camigliano. L’uomo, tale G.D.B. da Camigliano, Classe 1964 di professione guardia giurata, non ha mai dato segni di pericolosità e viene definita una persona laboriosa e che non ha mai creato problemi a nessuno ed ora bisogna capire il motivo che ha determinato un simile atteggiamento da parte di una persona, che fino ad ora, anche per il delicato lavoro che svolge, non ha mai assunto simili gesti.
Alfredo Di Lettera

Gratta e Vinci. Premi milionari al Nord Italia e qualche "spicciolo" anche in provincia di Caserta. ma alla fine lo Stato stravince sempre

Ti piace vincere facile eh? Allo Stato si e tantissimo, visto che ha elargito pochi milioni di euro in vincite di prima categoria e ne ha inglombato diverse centinaia...
In Emilia Romagna a marzo sono state centrate 5 vincite di prima categoria del Gratta e Vinci, per un totale di oltre 4 milioni di euro. A Monzuno (Bologna) e' finito un Turista per Sempre (rendita da 6 mila euro al mese per 20 anni, piu' 200mila euro subito, e un bonus finale di 100 mila euro). A Bologna e' stato acquistato un Miliardario da 500 mila euro. A Milinella (Bologna) e' finito un Buon Compleanno (15mila euro per 20 anni nel giorno del proprio compleanno, piu' 100mila euro subito, e un bonus finale di 15mila euro). A Ferrara e' andati un Mega Miliardario da un milione di euro, e a Bellaria Igea Marina (Rimini), la vincita massima del Buon Compleanno. In Trentino-Alto Adige sono 2 i neo-paperoni che hanno portato a casa 5,5 milioni di euro. Nella provincia di Bolzano e' finito un MaxiMiliardario da 5 milioni di euro, la vincita in assoluto piu' alta nel mese di marzo, mentre nella provincia di Trento grazie a un fortunato si e' aggiudicato il premio da 500 mila euro del Miliardario. In Campania sono finiti 3 premi di prima categoria per un totale di oltre 3 milioni di euro. In provincia di Napoli e' stato vinto il premio di prima categoria del Turista per Sempre, nella provincia di Caserta e' stato centrato un premio da 1 milione di euro con il Mega Miliardario. In provincia di Avellino, il Miliardario ha regalato 500 mila euro.

Limatola dei 95 posti di lavoro alla Cablelettra si salvano solo 9 operai. Il resto a casa

La fabbrica ubicata nel paese ai confini con il casertano, che annovera anche molti operai della provincia di Terra di Lavoro diventa un centro logistico e non più di produzione. Beffa per 86 famiglie
Rabbia e incredulità serpeggiano da giorni tra i lavoratori della Cablelettra di Limatola. Il piano aziendale proposto dai nuovi proprietari della Yazaki Corporation ha sgretolato i progetti di coloro che adesso si ritrovano senza lavoro e nell’incertezza assoluta. Mutui da pagare e tante altre spese rappresentano un problema insopportabile per chi, fino a poco tempo fa, non poteva prevedere una simile sciagura. Tantissime le manifestazioni di solidarietà e vicinanza che hanno visto impegnati i sindaci di differenti località della provincia di Benevento come quelli di Limatola, Sant’ Agata dei Goti e di Dugenta. L’obiettivo degli acquirenti giapponesi è infatti fare della Cablelettra di Limatola non più un centro di produzione dei cablaggi elettrici per le autovetture (che saranno realizzati altrove) ma un semplice punto logistico-amministrativo. Da ciò deriva l’esubero di personale che ha portato ai licenziamenti. I nove “fortunati” dipendenti di cui l’azienda abbisogna avranno compiti prettamente gestionali poiché il piano aziendale prevede la presenza di due manager ai quali si affiancheranno sei operai (due adibiti al controllo qualità, uno alla produzione ed alla logistica, uno al servizio clienti e uno ai servizi generali).
Forte è lo sconcerto tra i sindacati che sottolineano come questa vicenda vada a danneggiare ulteriormente la già tragica situazione occupazionale nel Sannio.
Il segretario della UIL di Benevento Fioravante Boscoha dichiarato: “La situazione nella provincia è preoccupante. Nell’ultimo biennio ci sono stati quasi 2000 licenziamenti e coloro che si trovano in cassa integrazione sono circa 4500”. I dati relativi all’ultimo anno (da febbraio 2010 a febbraio 2011) per le ore di cassa integrazione confermano questa situazione: nella sola provincia sannita le ore di cassa integrazione ordinaria ammontano a 88.150, quelle di cassa integrazione straordinaria a 36.908 e quelle di cassa integrazione in deroga a 96.904 per un totale di 221.962 ore. Occorrono interventi tempestivi da parte degli organi di competenza sia politici che sindacali in grado non solo di risolvere una vicenda che appare paradossale ma anche di valorizzare il nostro territorio attraverso un piano industriale mirato all’utilizzo della forza lavoro che deve essere intesa come una risorsa e non come un problema da risolvere. A tale scopo si sono riuniti il 14 marzo scorso, presso la Rocca dei Rettori, il presidente della Provincia Aniello Cimitile, il deputato del Pdl Nunzia De Girolamo, il deputato del Pd Costantino Boffa e i sindaci di varie località sannite per trovare una soluzione. Le conclusioni derivate da questo tavolo interistituzionale sono state la garanzia di un impegno da parte di tutte le istituzioni coinvolte e la richiesta ufficiale al presidente della Giunta Regionale della Campania Stefano Caldoro affinché venga realizzato al più presto un tavolo di confronto sulla drammatica situazione occupazionale che riguarda la provincia di Benevento. Cablelettra è solo l’ultima di una lunga serie di aziende che sono state costrette a chiudere o hanno attuato rilevanti tagli al personale a conferma della fragilità economica del Sannio, ormai, martoriato e rivolto verso un futuro buio nel quale non si scorge la luce della ripresa.
Marco Franzese

Agricoltori amatoriali, una gara per l'olio extravergine di oliva fai da te. Anche l'Alto Casertano in lizza.

Caiazzo, Vairano Patenora e Piedimonte Matese partecipano con le loro eccellenze. Rush finale l'8 aprile a Camigliano
L’olivicoltura della provincia di Caserta, che già attualmente rappresenta una realtà produttiva di tutto rispetto, si trova in una fase evolutiva caratterizzata da un incremento qualitativo e quantitativo. L’onere di portare avanti tale processo evolutivo è senza dubbio compito di uno sforzo congiunto tra le strutture pubbliche impegnate in agricoltura ma anche e soprattutto degli operatori del settore, che, tra l’altro, ne saranno i principali beneficiari. In questo contesto si è sviluppato il fenomeno complesso dell’Hobby Farming, un esercito di agricoltori amatoriali che coltiva la terra per pura passione, lontano da logiche di mercato. Proprio alla figura degli «agricoltori per diletto» è dedicato il concorso «L’Olio di casa mia», promosso dalla Regione Campania – Stapa-Cepica di Caserta e dalle Condotte Slow Food Caserta, Massico-Roccamonfina, Matese e Volturno, in collaborazione con il Comune di Camigliano, con il patrocinio della Provincia di Caserta e dell’Associazione dei Comuni Virtuosi. Il concorso è riservato agli oli extravergini di oliva prodotti in provincia di Caserta dagli agricoltori amatoriali, ma si propone anche di evidenziare i frantoi oleari che si sono particolarmente distinti nella produzione di oli extravergini di oliva di qualità destinati all’autoconsumo. I produttori che possono partecipare al Concorso sono quei soggetti che svolgono attività non riconducibili ad un impiego lavorativo ufficiale di carattere agricolo, ma impegnati a tempo pieno in altri settori economici o pensionati. Questo il calendario delle selezioni pubbliche degli oli extravergini di oliva che partecipano al concorso «L'olio di casa mia»: oggi, ristorante «Il Frantoio Ducale» a Castel Morrone, ore 18 (per i campioni di olio consegnati alle sedi Cesa di Aversa, Capua e Caserta); domani, azienda agricola «Badevisco» a Sessa Aurunca, ore 16 (per i campioni di olio consegnati alla sede Cesa di Sessa Aurunca); sabato, ristorante «La Fortezza Normanna» di Vairano Patenora, ore 16.30 (per i campioni di olio consegnati alle sedi Cesa di Caiazzo e Vairano Patenora); domenica, chiostro di San Domenico a Piedimonte Matese, ore 10 (per i campioni di olio consegnati alla sede Cesa di Piedimonte Matese). La finale venerdì 8 aprile a Camigliano alle 18 circa, presso il centro polifunzionale del Comune, a conclusione del convegno «Olivicoltura e biodiversità: strategie di salvaguardia e valorizzazione delle cultivar locali», i cui lavori inizieranno invece alle ore 16.30.

LA LETTERA/3. Consorzio di Bonifica Sannio Alifano. Un'elezione da Circolo dei Cacciatori...

Il direttore di Italianews fa il punto della situazione dopo le elezioni svoltesi a distanza di anni per il rinnovo del Consorzio di Bonifica Sannio AlifanoSiamo alle solite, non vogliamo pensar male, né vorremmo essere catastrofici ma certi atteggiamenti non sono piu’ tollerabili. Sapevamo che le elezioni del Consorzio di Bonifica del Sannio - Alifano, si prevedevano complesse perché accese e fortemente interessate. Del resto in quale ente pubblico le elezioni si fanno ogni venti anni, forse solo all’Associazione della stampa di Caserta. Eppure noi ci siamo riusciti e non solo, abbiamo avuto anche la capacità in vent’anni di non riuscire ad organizzare una macchina elettorale (eppure di elezioni siamo specialisti), capace almeno di tappare le bocche a chi (come noi, che pure facciamo il nostro mestiere) avrebbe certamente polemizzato di fronte a quanto è avvenuto. Ma qui non è questione di polemizzare: a Vairano, ad esempio 6000 votanti, per esercitare il proprio voto, hanno dovuto fare una coda di tre ore (pensate la pazienza e la tenacia degli agricoltori), a Piedimonte Matese sono dovuti intervenire i Carabinieri, in altri centri le cose non sono andate meglio. Ci chiediamo è mai possibile che non si è pensato che con la struttura elettorale messa in piedi le cose sarebbero finite inevitabilmente in questo modo? Ora piovono ricorsi. Insomma che dire di piu’: elezioni, sotto il profilo organizzativo, al di sotto di quelle che avvengono, con tutto il rispetto, nei comitati festa o nei circoli cacciatori. Arrivederci al 2031...forse!
Lorenzo Applauso

Piedimonte Matese. La Compagnia dei Carabinieri matesina traccia il bilancio di Marzo. 15 arresti e 60 denunce

Una media di due denunciati al giorno e un arresto ogni 48 ore. Bilancio impressionante se si considera che l'incidenza criminale nell'Alto Casertano è bassa...
E’ di 15 arresti, 60 persone denunciate all’Autorità Giudiziaria e decine di sequestri, il bilancio dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, nel corso di operazioni che hanno avuto come unico obiettivo quello di garantire la sicurezza in tutti i comuni del matesino e dei territori limitrofi. Le attività portate avanti ininterrottamente giorno per giorno nel mese di marzo appena concluso, hanno visto un notevole impegno da parte dei militari delle locali Stazioni e del Nucleo Operativo e Radiomobile. Le 15 persone tratte in arresto, si sono rese responsabili a vario titolo, di reati che vanno dal furto aggravato all’immigrazione clandestina, dal traffico e spaccio di stupefacenti al trasporto e smaltimento illecito di rifiuti speciali. Le 60 persone denunciate all’Autorità Giudiziaria, dovranno invece rispondere a vario titolo di reati contro l’ambiente e la salute pubblica, come l’abusivismo edilizio o violazioni in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro e in materia di igiene e sanità; di reati contro la sicurezza stradale, come la guida in stato di ebbrezza alcolica; dai reati contro la persona ed il patrimonio come la ricettazione, truffa, giuoco d’azzardo ai reati di falso o in materia di armi e droga, fino all’inosservanza dell’obbligo di istruzione ai figli minori, nel tentativo di contrastare anche il drammatico fenomeno della dispersione scolastica. Nel corso delle varie operazioni sono finiti sotto sequestro due fabbricati e un cantiere edile per un valore complessivo di oltre trecentomila euro; quattro discariche abusive; venti quintali di rifiuti speciali altamente inquinanti e tre mezzi adibiti al trasporto; un impianto di depurazione; video-poker illegali; gioielli, documenti e timbri falsi; un fucile calibro 12, una pistola calibro 6,35 e ventitré munizioni; numerose dosi di stupefacenti del tipo eroina, cocaina, hashish e marijuana e vari chilogrammi di prodotti alimentari per motivi sanitari. Inoltre sono ben quindici i pregiudicati nei cui confronti sono state emesse misure di prevenzione, mentre è di oltre ventimila euro il valore complessivo della refurtiva recuperata e restituita ai legittimi proprietari e della merce di provenienza illecita sottoposta a sequestro.

San Gregorio Matese. I dipendenti comunali sono senza stipendio da tre mesi

L'ultima spettanza a gennaio. La situazione si è venuta a creare per via del dissesto dichiarato dal Commissario Delle Curti
Dipendenti comunali senza stipendio da tre mesi nel piccolo centro montano. È dallo scorso gennaio, difatti, che i 9 dipendenti del Comune e la segretaria comunale Stefania Iavarone non percepiscono alcuna spettanza retributiva a causa delle gravissime condizioni finanziarie in cui si ritrova l'Ente ormai sommerso dai debiti tanto da essere stato dichiarato, proprio nei giorni scorsi, in dissesto finanziario dal commissario straordinario Immacolata Delli Curti. Una situazione ormai non più tollerabile che vede i dipendenti continuare comunque a prestare servizio e a rimanere al loro posto al Municipio con grande senso di responsabilità e senso civico, nonostante all'orizzonte non si profili nulla di positivo né si sappia quando e come percepiranno gli stipendi, atteso che anche per i prossimi mesi difficilmente potranno riscuotere i dovuti salari. Del resto, l'indagine conoscitiva sulla situazione finanziaria del Comune avviata dal commissario Delli Curti nelle scorse settimane ha riscontrato, come si legge nella delibera di dichiarazione del dissesto, "l'esistenza di debiti liquidi ed esigibili ai quali l'Ente non può fare validamente fronte per mancanza di idonee risorse economiche e finanziarie", e in particolare, è emerso che il Comune si trova "nell'impossibilità di disporre di liquidità attraverso una nuova anticipazione di tesoreria a causa di una anticipazione accordata nel 2010 pari a 419.679,33 euro (calcolata erroneamente sulla sommatoria degli accertamenti in competenza e residuo dei primi tre titoli dell'entrate del consuntivo 2008) ed utilizzata per 376.088,68 euro a fronte di un'anticipazione accordabile per l'anno 2011 pari a 236.427,24 euro". Un buco reso ancora più spaventoso dalla "indisponibilità al 1 gennaio di liquidità" e dalla necessità di "rientrare prima dell'eccedenza di credito accordato dalla Banca di Credito Popolare.
ep

Ruviano. Il Partito Democratico appoggia il candidato sindaco Giovanni Urbano.

Riunione dei Circoli del Pd del circondario. Si è deciso che il partito darà sostegno alle Amministrative del prossimo 15 e 16 maggio al funzionario del Tribunale di Santa Maria C.V.
Incassa anche l'appoggio del Pd il candidato sindaco Giovanni Urbano . In prossimità della presentazione delle liste che dovrà avvenire entro sabato 16 aprile, il circolo cittadino del partito di Bersani ha ufficializzato il sostegno al progetto civico capeggiato da Urbano che punta alla conquista del governo cittadino per i prossimi 5 anni. Il via libera all'alleanza con il funzionario del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere è arrivato nel corso dell'assemblea svoltasi lunedì sera in paese e convocata appositamente dal segretario Marcella Fazzone per parlare di federalismo municipale. Alla presenza del deputato democratico Stefano Graziano, componente della sesta commissione della Camera dei deputati, gli iscritti ed i simpatizzanti del Pd ruvianese hanno discusso appassionatamente della riforma varata nei giorni scorsi dal parlamento, con Graziano che ha apportato un serio contributo di conoscenze sulla nuova dottrina economica imposta dal governo e sull'impatto non felice che avrà sulle piccole comunità. Il dibattuto, cui hanno partecipato anche i rappresentanti dei circoli dei comuni limitrofi di Caiazzo, Alvignano, Castel Campagnano e Amorosi, è scivolato poi inevitabilmente sul tema delle prossime comunali, complice anche la presenza di Giovanni Urbano invitato dalla leader democratica Fazzone che ha rimarcato la necessità "nella programmazione futura a livello comunali, di tener conto di quella famigerata cifra del 53,88% che sta a significare il dimezzarsi delle risorse a disposizione del comune di Ruviano scaturente dalla differenza dei trasferimenti statali nel 2010 e il totale delle imposte devolute al comune dal federalismo".
ep

mercoledì 30 marzo 2011

Caiazzo. Fermato a Scampia mentre ritirava sostanze stupefacenti. Nei guai un 30enne del posto

Il giovane è sfuggito all'arresto per aver prodotto documentazione medica che compravava un forte stress e che la droga era per uso personale
Un 30enne di Caiazzo, insieme ad un coetaneo di Caserta è stato fermato nei pressi del cosiddetto “Terzo Mondo” di Scampia, dopo aver acquistato una quindicina di dosi di sostanze stupefacenti, tra cocaina ed hashish. Il caiatino I.D.A. è stato fermato ieri mattina all’alba da una pattuglia della Guardia di Finanza che aveva seguito tutti i suoi movimenti ed aveva addirittura filmato nell’ambito di una operazione di servizio a vasto raggio, finanche il posto dove aveva nascosto la droga, ovvero in un vano del parafango della ruota posteriore. Al momento dell’alt I.D.A. è apparso abbastanza tranquillo, non immaginando che le fiamme gialle già sapevano dove cercare, ma anche il suo amico non aveva fatto i conti sul fatto che anche egli era stato ripreso mentre intascava una dose di hashish per uso personale. Quindi nel momento in cui i finanzieri reperivano dapprima la dose al passeggero, sequestrandogliela, poi passavano al caiatino proprietario della vettura, aprendo il vano del parafango sulla ruota e, li, rinvenivano circa cento grammi di cocaina e cento di hashish per i quali scattava l’immediata denuncia per uso e detenzione di sostanza stupefacente. Il caiatino si giustificava, affermando che era per uso personale e che stava vivendo una crisi personale abbastanza seria. Caso singolare produceva il certificato di un professionista privato caiatino, uno psicologo che affermava e confortava ciò che aveva dichiarato, ovviamente tra le misure terapeutiche il medico non aveva certamente indicato l’uso di sostanze stupefacenti, ma quel certificato così prodotto e l’intervento dell’avvocato Ferro del foro di Napoli facevano si che non scattassero le manette per il 30enne che invece veniva si denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, ma solo per il possesso ad uso personale della “non modica” quantità a lui rinvenuta di cocaina e hashish.

Vairano Scalo – Protocollo d’intesa tra l’ISISS “G. Marconi” e l’ITCP “G. Garibaldi” sul processo migratorio

I due dirigenti scolastici, Vincenzo Martino e Ignazio Del Vecchio, hanno sottoscritto un protocollo che regolerà i rapporti nell'ambito del progetto "Aree a forte processo migratorio"
Aiutare le famiglie degli immigrati, migliorare la loro integrazione e soprattutto quella dei loro componenti in età scolare, attraverso attività scolastiche ed extrascolastiche, attività quindi condotte durante le normali ore di lezione ma anche in orari pomeridiani: queste, in sintesi, le finalità del protocollo d’intesa siglato tra l’I.S.I.S.S. “Guglielmo Marconi”, Istituto scolastico di istruzione secondaria superiore di Vairano Patenora, e l’Istituto Tecnico Commerciale P. “G. Garibaldi” di Vairano Scalo. Il protocollo, sottoscritto dai rispettivi dirigenti scolastici, il prof. Ignazio Del Vecchio di Pignataro Maggiore ed il prof. Vincenzo Martino di Alife, regolerà i rapporti per il progetto “Aree a forte processo immigratorio” per l’anno scolastico 2010/2011, denominato: “Disagio giovanile e condotte autodistruttive”, previsto dall’Ufficio Scolastico regionale campano del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Il protocollo definisce il ruolo di ciascun soggetto nella prestazione dei servizi di assistenza e consulenza tecnica e manageriale, come pure le modalità di interazione tra i partner ai fini dell’organizzazione sul territorio dei predetti servizi. Saranno progettate ed organizzate le attività formative connesse al progetto, predisposti i rapporti di monitoraggio, le relazioni finali e le rendicontazioni delle attività finanziate svolte, conformemente alle norme stabilite dall’USR della Campania. Saranno previsti, altresì, per le famiglie degli immigrati, approfondimenti storici del nostro paese e confronti con le condizioni del loro paese di provenienza.
Nella foto il prof. Martino e nel riquadro il prof. Del Vecchio

Incredibile! Muore il sindaco di Cervino Carlino Piscitelli. Era il successore dell'altro sindaco ucciso barbaramente. La città sgomenta

Il sindaco si trovava in via Roma quando è stato colpito da un infarto. Era il successore del sindaco Giovanni Piscitelli ucciso tre anni fa...
Si trovava a bordo della sua auto in una delle vie del centro di Caserta, quando è stato colto da arresto cardiaco e per lui è stata, purtroppo, inutile la corsa in ospedale. Se n’è andato così il sindaco di Cervino Carlo Piscitelli, consigliere provinciale del Partito democratico. Appena saputo l’accaduto, il presidente della Provincia Domenico Zinzi ha espresso il suo cordoglio. “Sono profondamente addolorato per la scomparsa del consigliere provinciale Carlo Piscitelli. Alla famiglia va il mio cordoglio, unitamente a quello della Giunta e dell’intero Consiglio Provinciale”. “Con la sua passione e la sua energia – ha aggiunto Zinzi – Carlo Piscitelli è stato un protagonista di rilievo della vita politica della nostra provincia. Ha sempre amato l’attività di pubblico amministratore, svolgendola quotidianamente con impegno e serietà. Tutti noi sentiremo molto la sua mancanza”.
La vettura, una Y10, ormai priva di guida ha leggermente urtato un piccolo albero che costeggia la carreggiata. Nonostante il tempestivo soccorso Piscitelli è morto in ospedale mentre i medici tentavano di rianimarlo.
Carlo Piscitelli fu eletto nel giugno del 2009 sindaco di Cervino, dove si tornò a votare a seguito della morte del predecessore, Giovanni Piscitelli, ucciso per motivi di interesse, riconducibili , secondo le risultanze delle indagini, alla sua attività di amministratore.
Al Comune succede il vicesindaco Di Nuzzo alla Provincia Francesco Lavanga, sono loro che prenderanno il posto al Comune di Cervino ed al Consiglio Provinciale di Carlo Piscitelli. Il vicesindaco sulla scorta di quanto occorso ad Alife lo scorso anno guiderà con la carica di facente funzione, mentre Lavanga (nella foto) subentra ipso facto in seno all'assise provinciale

Piedimonte Matese. Droga, alcol, sicurezza stradale, raffica di controlli, denunce e sequestri dei Carabinieri.

Il mese di marzo è stato molto proficuo per i militari dell'Arma, rientranti nell'ambito del capoluogo matesino. Tuttavia ancora molto resta da fare...
I Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese hanno attuato nelle ultime ore una vasta operazione finalizzata in particolare a contrastare il fenomeno dello spaccio e dell’uso di sostanze stupefacenti e alcoliche tra i più giovani, nonché volta a tutelare la sicurezza stradale lungo le arterie principali che attraversano i vari comuni del comprensorio matesino. Con numerosi controlli e posti di blocco, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile e quelli delle Stazioni di Piedimonte, Alvignano, Alife, Ailano, Prata, Capriati e San Gregorio, hanno presidiato strade e piazze dei comuni ricadenti nelle rispettive giurisdizioni. A Piedimonte, due studenti di 19 e 17 anni del posto, sono stati trovati in possesso di circa 15 grammi tra “marijuana” e “hashish”, per questo motivo sono stati denunciati rispettivamente alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e al Tribunale dei Minori di Napoli. Le sostanze stupefacenti sono finite sotto sequestro, mentre le indagini continuano per accertare se la droga rinvenuta era per uso personale o se destinata all’attività di spaccio presso gli istituti scolastici della zona. Un altro studente, 20enne sempre di Piedimonte, è finito nei guai, in quanto è stato sorpreso dai Carabinieri, alla guida dell’auto dei suoi genitori, in evidente stato di ebbrezza alcolica, mettendo così in grave pericolo la sua incolumità e quella degli altri utenti della strada. Il giovane è stato così deferito alla competente Autorità Giudiziaria, la patente di guida ritirata e l’auto sottoposta a sequestro. Un 29enne di Alvignano, si è invece reso responsabile di violazione dei doveri inerenti la custodia di cose sottoposte a sequestro. In pratica è stato sorpreso mentre circolava alla guida della sua autovettura, nonostante la stessa fosse già stata precedentemente sottoposta a sequestro amministrativo e affidatagli in custodia giudiziaria. Anche per lui è scattata una denuncia a piede libero e il sequestro penale del veicolo. Nel corso delle attività sono stati inoltre sottoposti a controllo 120 veicoli in transito e identificate 145 persone, contestate 30 violazioni alle norme del Codice della Strada, per un importo totale di oltre 4.500,00 euro e il conseguente decurtamento di punti sulle patenti di guida. Tra le infrazioni più frequenti risultano quelle per il mancato rispetto dei limiti di velocità e della segnaletica stradale, il mancato possesso dei documenti di guida o di circolazione, la mancata revisione del veicolo, il mancato uso delle cinture di sicurezza e l’utilizzo del telefonino cellulare durate la guida. Ritirati anche 5 tra documenti di circolazione e di guida, sottoposti a sequestro 4 veicoli privi di copertura assicurativa e 2 ciclomotori perché condotti da minorenni sprovvisti del casco protettivo.

Piedimonte Matese. La lista "La Riscossa" si dichiara moralmente vincitrice e invita la Regione Campania ad effettuare i controlli del caso

Con un accorato comunicato stampa i componenti della lista "La Riscossa" spiegano perchè, con i numeri alla mano, sono risultati vincenti nella competizioni per eleggere il nuovo Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Bonifica...
Le nostre liste hanno totalizzato n°2.240 voti, mentre, le liste avversarie, “Campagna Amica per la Bonifica Sannio Alifano – Valle Telesina” hanno ottenuto solo n°1.806 voti per il vigente statuto del consorzio di bonifica abbiamo ottenuto n° 11 seggi e gli avversari n°14, ossia n° 3 seggi in meno con la conseguente non elezione di nostri candidati. Ringraziamo tutti gli elettori e chiediamo scusa per le note condizioni disumane che hanno dovuto sopportare per poter votare ringraziamo anche tutti coloro che non sono riusciti a votare perchè non hanno retto fisicamente alle due e fino a quattro ore di fila e alle votazioni notturne, fino alle ore tre circa del mattino di lunedì. Di tutto questo e di quanto verificatosi, i responsabili del Consorzio di Bonifica, dovrebbero vergognarsi, chiedere scusa e adottare idonee decisioni che il caso richiede. Siamo certi che la Regione Campania, nella qualità di organo di controllo, saprà ascoltare le proteste dei votanti, dei sindaci, delle forze politiche sindacali e professionali e certamente saprà anche adottare opportuni e idonei provvedimenti di competenza.

Sgominata nel casertano una banda di albanesi con complice italiano dedita ai furti e cavalli di ritorno

Operazione di servizio della Polizia di Stato di Sessa Aurunca. In galera sei albanesi e ai domiciliari un napoletano. Erano specializzati in furti su commissione
Sei albanesi e un napoletano sono stati arrestati dalla polizia nel Casertano con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di furti di veicoli commerciali con successiva richiesta estorsiva ai danni delle vittime. Alcuni degli arrestati era dedito allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione di ragazze romene nella zona del Giuglianese. L'inchiesta condotta dal commissaraito di Sessa Aurunca e' stata coordinata dai pm della Procura di Santa Maria Capua Vetere, sezione reati predatori. Agli indagati e' stata consegnata un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice delle indagini preliminari pressi il tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Sei dei sette indagati sono stati rinchiusi in carcere il settimo e' stato condotto agli arresti domiciliari. Le indagini della polizia avrebbero svelato attraverso un'attivita' di intercettazione telefonica, pedinamenti e servizi di appostamento tutta una serie di furti su commissione. In particolar modo gli investigatori citano il caso del furto di un autocarro alla cui vittima fu poi proposto la restituzione in cambiio del pagamento di una somma di 15mila euro. Altro caso, il furto di tre veicoli commerciali rubati nel Giuglianese e la successiva richiesta del pagamento di 7mila euro per la restituzione.
Importante contributo alle indagini lo hanno dato le vittime che hanno collaborato con gli investigatori. Dopo la denuncia sono state poste sotto controllo le utenze telefoniche dei malviventi. In tal modo gli inquirenti sono riusciti a individuare il gruppo di albanesi dediti alla commissione di furti ed estorsioni. In sostanza dopo la commissione dei furti dei veicoli commerciali gli indagati lasciavano un bigliettino scritto a mano con cui si diceva alla vittima di turno di contattarli telefonicamente su un'utenza il cui numero era indicato sullo stesso biglietto. Una volta contattati i banditi la vittima riceveva le disposizioni su come riavere il proprio mezzo dietro il pagamento di una somma di denaro. Era un albanese a fungere da intermediario tra la vittima e la banda. Una volta pagato la vittima rientrava in possesso del mezzo. L'unico italiano coinvolto nelle indagini avrebbe avuto, secondo gli inquirenti un ruolo determinante "nella fase dell'esecuzione dei furti dei veicoli", spiegano alla Procura di Santa Maria Capua Vetere.
L'attivita' di indagine avrebbe anche evidenziato un dato definito "inquietante" dai pm "rappresentato dalla tacita e desolante connivenza -spiega il procuratore aggiunto Luigi Gay- di alcune vittime che pur di ottenere in tempi rapidi la restituzione del velicolo loro sottratto preferivano non denunciarne il furto alle forze di polizia". Fanno notare gli investigatori che molteplici furti, che avvenivano quasi quotidianamente non erano denunciati da parte delle vittime. Monitorando l'utenza di uno dei principali indagati, attualmente in Albania, si assisteva in diretta all'omicidio di Rrhaman Sula avvenuto a Caivano, nel Napoletano il 4 agosto del 2010 ad opera di Altin Stralaj capo dell'organizzazione avversaria. Da questo episodio delittuoso di cui si e' occupata la Procura di Napoli scaturivano due successivi e quasi contestuali eventi delittuosi accaduto lo stesso giorno a Frignano, nel Casertano.
Dalle intercettazioni telefoniche e dall'attivita' investigativa svolta dai carabinieri casertani e' stato possibile ricostruire nei minimi particolari gli avvenimenti avvenuti quel giorno e l'identificazione degli autori dei delitti. Si ebbe cosi' la certezza dell'esistenza in Italia di un'altra organizzazione criminale composta da albanesi. L'interferenza continua tra i due gruppi criminali albanesi nel tempo aveva provocato una profonda lacerazione tra le due bande fino a sfociare nei tre regolamenti di conti. Nel corso dell'attivita' investigativa e' emerso che alcuni componenti di una delle due bande operavano anche nel campo dello sfruttamento della prostituzione di ragazze romene. Il capo dell'organizzazione avvalendosi dei contatti con gli ambienti criminali albanesi riusciva a fare arrivare in Italia ragazze destinate alla prostituzione che nel loro gergo venivano chiamate 'mucche'. Gli inquirenti descrivono la spietatezza di questi personaggi senza regole e senza remore. In un caso una donna fu costretta e prostituirsi nonostante avesse abortito pochi giorni prima. A tutte le ragazze venivano sequestrati i documenti di identita' allo scopo di scoraggiarle da eventuali tentativi di fuga.