I ragazzi sono scossi, terrorizzati ma sono assistiti da uno psicologo. Il Gip Giuliana Taglialatela: "I ragazzi hanno riferito i fatti con coerenza, costanza e pacatezza""Senso di soffocamento, ansia e sudorazione, sentirsi morire". Sono gli stati emotivi che la psicologa nominata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere ha riscontrato nei ragazzi che hanno raccontato cio' che accadeva tra le mura della Fondazione "Villaggio dei Ragazzi" di Maddaloni, gestito dell'ordine religioso Legionari di Cristo. Stando all'ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei quattro istitutori e dell'insegnante, firmata dal gip Giuliana Taglialatela, "i ragazzi hanno riferito i fatti con coerenza, costanza, pacatezza". I ragazzi ospiti della struttura che hanno smentito i racconti degli altri hanno pero' aggiunto: "Mi sono sempre fatto i fatti miei e non ho mai dato fastidio a nessuno". Stando alle indagini svolte dalla Squadra mobile di Caserta e dai pm Ilaria Sasso Del Verme e Giovanni Cilenti, gli istitutori costringevano i ragazzi a stare in piedi per ore senza poggiarsi alla parete, a stare in fila nudi per recarsi alle docce, stare fermi mentre guardavano la televisione. Poi c'e' l'episodio della presunta violenza sessuale commessa dall'insegnante Maria Iesu, venuta a conoscenza di una mamma dei ragazzi. Maria Iesu -il suo nome e' balzato alle cronache locali tre anni fa per essere stata ferita a colpi d'arma da fuoco nel 2008 dal padre, poi arrestato- avrebbe simulato un rapporto sessuale con due ragazzi alzandosi la gonna e muovendosi in maniera ondulatoria sui genitali degli alunni. Prima ancora, secondo la narrazione dei minori, aveva sbattuto contro il muro un ragazzino bloccandolo con il ginocchio tra le gambe. Quando gli ospiti, poco piu' che bambini, sono stati invitati a raccontare al pm che cosa accadeva con l'insegnante, alcuni hanno preferito scrivere su un foglio di carta il loro racconto perche' "imbarazzati". Su uno di questi fogli, messo agli atti dal gip Giuliana Taglialatela, un ragazzo aveva scritto parlando della Iesu: "Ogni volta faceva sempre cose sporche vicino a noi bambini e ci parlava sempre della sua vita privata che a noi non importava niente. Diceva che quando stava in treno un signore ando' vicino a lei e gli disse se voleva andare a letto con lei e poi non ci ha detto piu' niente".
Le indagini hanno fatto emergere una serie di episodi violenti ai danni dei piccoli ospiti della struttura sorta per volere di Don Salvatore D'Angelo. Uno delle vittime, ad esempio, ha raccontato di essere stato picchiato con una cintura di pantaloni. Un altro ancora racconta (sempre nel linguaggio di un verbale): "Un mese fa, a maggio, ricordo che era di giovedi', e avevo chiesto al coordinatore del gruppo di professori di andare a giocare a pallone nella palestra del Villaggio dei Ragazzi unitamente ai ragazzi esterni. Dopo aver giocato, verso le 16 e 15 circa, salii nella mia cameretta e li' incontrai il professor Domenico Bellucci il quale, con tono arrabbiato, mi chiese dove ero stato e io gli raccontai che, dopo aver chiesto il permesso al coordinatore, ero stato in palestra. A tale mia risposta Bellucci stringendomi il collo con la mano mi condusse nell'ufficio del coordinatore e mi lascio' li'. Quando torno' era con un altro professore al quale Bellucci disse: 'Io a questo porco handicappato lo picchio'. Poi l'altro professore chiese a Bellucci di salire, ma quest'ultimo, senza dire niente e alla presenza del mio amico e dell'altro professore, con la mano mi colpi' fortemente sulla fronte facendomi sbattere con la nuca sull'angolo di un armadietto in ferro. Il colpo fu cosi' forte che mi usci' molto sangue dalla testa che ricordo mi colava dietro la schiena e ricordo che c'era il sangue per terra e sullo spigolo dell'armadio. Dopo avermi colpito Bellucci ando' via mentre l'altro professore mi accompagno' al pronto soccorso dell'ospedale di Maddaloni". Il ragazzo, stando alla narrazione, fu poi invitato a dire una bugia ai medici sulla causa della ferita. Altri ospiti del convitto, poi, hanno confermato: "Era una prassi consolidata quella di picchiare noi ragazzi da parte di Bellucci tanto che noi tale comportamento lo ritenevamo un suo hobby. Capita sempre che gli istitutori ci picchiano quando noi ragazzi, ad esempio, guardiamo la televisione e se qualcuno chiede di andare al bagno per due volte l'istitutore gli dice di non andarci e di stare seduto e se il ragazzo chiede se puo' andare, l'istitutore lo picchia prendendolo a schiaffi". Ora, gli istitutori, sono tutti agli arresti domiciliari. Verranno interrogati dal gip tra due giorni. I ragazzi vittime della violenza sono stati affidati a uno psicologo.
Le indagini hanno fatto emergere una serie di episodi violenti ai danni dei piccoli ospiti della struttura sorta per volere di Don Salvatore D'Angelo. Uno delle vittime, ad esempio, ha raccontato di essere stato picchiato con una cintura di pantaloni. Un altro ancora racconta (sempre nel linguaggio di un verbale): "Un mese fa, a maggio, ricordo che era di giovedi', e avevo chiesto al coordinatore del gruppo di professori di andare a giocare a pallone nella palestra del Villaggio dei Ragazzi unitamente ai ragazzi esterni. Dopo aver giocato, verso le 16 e 15 circa, salii nella mia cameretta e li' incontrai il professor Domenico Bellucci il quale, con tono arrabbiato, mi chiese dove ero stato e io gli raccontai che, dopo aver chiesto il permesso al coordinatore, ero stato in palestra. A tale mia risposta Bellucci stringendomi il collo con la mano mi condusse nell'ufficio del coordinatore e mi lascio' li'. Quando torno' era con un altro professore al quale Bellucci disse: 'Io a questo porco handicappato lo picchio'. Poi l'altro professore chiese a Bellucci di salire, ma quest'ultimo, senza dire niente e alla presenza del mio amico e dell'altro professore, con la mano mi colpi' fortemente sulla fronte facendomi sbattere con la nuca sull'angolo di un armadietto in ferro. Il colpo fu cosi' forte che mi usci' molto sangue dalla testa che ricordo mi colava dietro la schiena e ricordo che c'era il sangue per terra e sullo spigolo dell'armadio. Dopo avermi colpito Bellucci ando' via mentre l'altro professore mi accompagno' al pronto soccorso dell'ospedale di Maddaloni". Il ragazzo, stando alla narrazione, fu poi invitato a dire una bugia ai medici sulla causa della ferita. Altri ospiti del convitto, poi, hanno confermato: "Era una prassi consolidata quella di picchiare noi ragazzi da parte di Bellucci tanto che noi tale comportamento lo ritenevamo un suo hobby. Capita sempre che gli istitutori ci picchiano quando noi ragazzi, ad esempio, guardiamo la televisione e se qualcuno chiede di andare al bagno per due volte l'istitutore gli dice di non andarci e di stare seduto e se il ragazzo chiede se puo' andare, l'istitutore lo picchia prendendolo a schiaffi". Ora, gli istitutori, sono tutti agli arresti domiciliari. Verranno interrogati dal gip tra due giorni. I ragazzi vittime della violenza sono stati affidati a uno psicologo.































