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sabato 24 dicembre 2011

Viespoli: "Il centrodestra non tornerà a vincere grazie ai congressi al Palasannio"


Tradizionale conferenza stampa di fine anno del senatore Viespoli che con la sua proverbiale verve ironica, dosata con sapiente maestria, ha inteso lanciare qualche messaggio qua e là ai sostenitori, agli alleati e certamente agli avversari.
“Conciliazione” un termine adeguato al periodo natalizio è anche quello utilizzato da Viespoli per avviare il suo discorso sulla linea dell’armonizzazione dei rapporti tra cittadini e politica in una fase di delegittimazione: “La situazione attuale esige maggiore capacità di confrontarci con le questioni che abbiamo di fronte per comprendere meglio lo spessore di una crisi dalla quale difficilmente usciremo così come siamo entrati. Se qualcuno pensa di leggere questo momento con gli occhiali che ha usato finora si sbaglia di grosso”. Uno scenario irrituale, dunque, che richiede un approccio non convenzionale, anche se resta il punto interrogativo del luogo di approdo di questa navigazione piena di ostacoli: “Difficile immaginare dove si arriverà – secondo l’esponente sannita di Coesione Nazionale. I disagi, le distanze, le difficoltà sono tante, ma non necessariamente devono spingerci ad essere pessimisti verso il futuro”. E come si fa? “Con la consapevolezza di lasciarsi alle spalle molte delle vecchie abitudini e abbandonando il tempo dell’irrealismo di cui molti hanno fatto parte. È il tempo di adoperare il linguaggio della verità”. Il riferimento è a qualche politico che anche sulle questioni locali, quelle che riguardano le vertenze lavorative in primis, “continua a fare da intermediario come se fosse alla continua ricerca di una preferenza che non c’è. È una corsa a chi intermedia prima”. Sul capitolo delle preferenze, appunto, Viespoli ha dichiarato apertamente che non avrebbe alcun senso andare a votazioni anticipate con l’attuale legge elettorale. In molti, secondo lui, non saprebbero che cosa dire al proprio elettorato, acutizzando ancor di più l’insoddisfazione della gente verso una certa classe politica, “quella di chi non ha una storia dietro di sé”. La crisi della politica, poi, per Viespoli si ripercuote anche nel Sannio: “Non c’è governo della crisi, ma solo fattori che amplificano le difficoltà esterne. Inoltre, non c’è dibattito, mentre, per il sindaco Pepe sembra che in città succeda ogni giorno qualcosa di nuovo”. Emblematica la questione dei lavoratori dei disciolti consorzi rifiuti: “Siamo al teatro dell’assurdo. Pirandello, Kafka, Beckett, non so chi citare per descrivere questa vicenda”. Sempre sul piano locale, alla domanda su che cosa ne pensasse dell’avvio di un patto federativo tra Nardone e Bello, Viespoli ha risposto che l’iniziativa “è legittima dal punto di vista del posizionamento politico, ma non lo è dal punto di vista dell’impegno amministrativo e non lo è se agisce a scapito di quel progetto. Credo in questo senso di potermi esprimere anche a nome delle altre componenti del Pit. Dopotutto, ad avversare più degli altri Nardone sono stati proprio Rutelli e Bello, che conseguentemente hanno determinato la vittoria elettorale di Pepe”. Ma, nonostante tutto, il progetto va avanti: “Era ed è – chiarisce Viespoli – un tentativo per elaborare una risposta all’altezza dei problemi. Così come il Governo Monti che è una conseguenza della crisi dei partiti e della politica”. Tornando al Pit, il dovere è quello di “continuare finché persisterà il rapporto che lo ha determinato”. Ma dove andrà in futuro Pasquale Viespoli? “Andrò con chi ci sarà e non con chi già c’è. Ma una cosa è certa: non tornerai mai con qualcuno di An del quale non vedevo l’ora di liberarmi e soprattutto non andrò in un posto che non c’è”. Intanto, il governo Monti, che per il senatore sannita non è tecnico ma politico per sua stessa ammissione, non ha provocato alcuna interruzione della democrazia: “C’è tutto lo spazio necessario perché i partiti possano pensare alle riforme e sciogliere i nodi di una crisi che ci costringe a scelte difficili”. Il contributo della destra politica italiana, secondo Viespoli, “sarà indispensabile anche in questa fase e nel futuro per tornare a vincere. Cosa che non si verificherà di certo con i congressi al Palasannio”.
Laura De Figlio

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