Trattative con il gruppo consiliare del Pdl per portare nell’esecutivo rappresentanti che facciano riferimento ai consiglieri provinciali...
I due assessori provinciali Luigi Maffei e Pasquale Malangone hanno lasciato l’incarico. Come previsto già da giorni i due professori universitari, indicati dal Pdl quali componenti tecnici dell’esecutivo guidato da Domenico Zinzi, ieri mattina hanno rassegnato le dimissioni. E così la crisi aperta dal partito dei berlusconiani è diventata una voragine. Ora non solo manca alla giunta provinciale l’apporto di un partito di maggioranza, ma anche i numeri per ‘sopravvivere’ e svolgere l’ordinaria amministrazione. Che fosse arrivato questo momento Zinzi lo sapeva molto bene già nei giorni scorsi quando ha parlato con Maffei e Malangone apprendendo da loro stessi l’intenzione di andare via. Per questo ha deciso di non aspettare che la liturgia della politica facesse il suo corso. Questa volta no, ha già organizzato lo schema delle sostituzioni. Zinzi potrebbe essere seriamente intenzionato a fare da solo. La prima mossa da mettere a segno per garantire alla giunta provinciale di funzionare con regolarità è quella di nominare altri due tecnici. In questo modo il presidente della Provincia si assicurerebbe la tenuta della giunta e la possibilità di continuare ad amministrare senza i lacci della politica. La seconda mossa, quella probabilmente più difficile, sarà quella di individuare la strada da intraprendere per sostituire i 4 assessori del Pdl. Questo vorrebbe dire fare concretamente un rimpasto. Con o senza i partiti, è questo il problema? Aprire il dialogo che fino ad ora è stato chiuso con il partito provinciale oppure affidarsi solo ed esclusivamente al gruppo consiliare con il quale Zinzi ha un ottimo rapporto? Delle due l’una. Il presidente, ora come ora, sarebbe intenzionato a percorrere questa seconda strada. Del resto, poche ore dopo il consiglio provinciale di lunedì ha incontrato cinque consiglieri del Pdl (il capogruppo Schiappa, il presidente del Consiglio Della Cioppa, i consiglieri Zaccariello, Magliulo Garofalo) dai quali ha avuto conferme circa la loro volontà a continuare a lavorare per l’amministrazione provinciale, segno evidente che qualche crepa si sta aprendo anche tra il gruppo consiliare e il partito provinciale che invece è di tutt’altra opinione. Zinzi avrebbe quindi incassato la fiducia incondizionata dei consiglieri berlusconiani dai quali, a questo punto, aspetta dichiarazioni pubbliche di ritrovata intesa. Nel frattempo aspetta da loro una risposta alla sua domanda: volete indicare voi gli assessori provinciali? Questo il quesito affidato loro che è rimasto ancora senza risposta. I più tenaci del gruppo stanno già mettendo nero su bianco alcune ipotesi: fare entrare solo alcuni degli uscenti (al massimo due) e poi nominare altri due nuovi assessori; tra questi due potrebbero esserci anche due dei consiglieri stessi. Insomma, mentre Gennaro Coronella e Pasquale Giuliano continuano a mantenere la distanza con il presidente Zinzi aspettando da lui un passo avanti, i consiglieri di loro riferimento sono rimasti fedeli alla corte di corso Trieste e ora pare siano anche disposti a trattare sui nomi. La crisi in veloce evoluzione potrebbe comunque risolversi presto. Il capo dell’esecutivo provinciale potrebbe fare le prime due nomine prima di Natale. Forse anche oggi. La risposta del gruppo consiliare del Pdl, da questo punto di vista, potrebbe essere poco influente.
Iolanda Chiuchiolo
Iolanda Chiuchiolo

21.12.11








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