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giovedì 1 dicembre 2011

Piedimonte Matese. Peculato, chiesto il giudizio per 24 medici. Iscritti nel registro degli indagati altri 51 professionisti.

Gli indagati non avrebbero versato le quote dovute all’Asl. Intanto per dieci medici è stata chiesta l'archiviazione dal Pm, mentre l'indagine si è allargata ad altri professionisti...
Il giudice per le indagini preliminari Meccariello presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta del pubblico ministero Francesca De Renzis ha disposto l’archiviazione dal reato di peculato i medici: Stefano Mennillo, Attilio Sgambato, Raffaele Di Robbio, Giacomo Russo, Antonio Pontieri, Giovambattista Forte, Vincenzo Selva, Vincenzo Messina, Dario D'Onofrio e Lanfranco Acampora. Per il resto degli indagati è stata emessa richiesta di rinvio a giudizio. Sono tutti indagati per il reato di peculato dalla Guardia di Finanza di Piedimonte Matese. A coordinare le indagini è il pm De Renzis alla quale furono segnalate dalle fiamme gialle, con informativa di reato, altre 51 posizioni di altrettanti medici che lavoravano in regime di intramoenia, uno strumento legislativo che permette appunto ai dottori ospedalieri di poter visitare anche presso i rispettivi studi, purchè una quota delle parcelle ottenute vengano poi destinate all'Asl. Dopo anni di accurate indagini, l'inchiesta è culminata nella richiesta di rinvio a giudizio per gli stessi medici, poiché in alcune occasioni, non avrebbero versato quanto dovuto all'Asl. La maggior parte di essi sono dell'alto casertano ed in particolar modo di Piedimonte Matese, Baia e Latina, Dragoni, Vairano Patenora, Caiazzo. Lavorano tra gli ospedali di Piedimonte, Maddaloni, Teano e Caserta, prestando attività professionale in forma anche privata. Quindi, medici che hanno deciso di adottare il sistema di "intramoenia". Un protocollo secondo cui il medico ospedaliero che decide di lavorare anche presso studi privati dovrebbe versare il 50% del proprio fatturato all'Asl. Il sistema dovrebbe - contemporaneamente - generare parcelle più contenute in favore dei pazienti e maggiori entrate nelle casse delle azienda sanitarie. Il blitz della Guardia di Finanza di Piedimonte Matese - scattato nel mese di marzo del 2009 - scosse e non poco l'Asl e la politica dell'Alto Casertano. Oltretutto nel contempo nei confronti degl indagati scattarono anche i controlli fiscali e indagini bancarie. Infatti è paventato, ma è ancora in fase di accertamento finale, un danno di qualche milione di euro ai danni dell'Erario a seguito dei mancati versamenti dovuti. Grazie alle ricette bianche delle prestazioni da questi fatte, si è giunti ai pazienti che interrogati in merito fornirono delucidazioni. Accolte per dieci indagati, le motivazioni degli avvocati Bernardino Lombardi, Accinni e Gabriele Amodio. E’ stato chiesto il rinvio a giudizio, invece, per Antimo Cappello, Luigi Bergamin, Luigi Bifulco, Arnaldo Brienza, Carlo Capuano, Giuseppe Casino, Angelantonio Caso, Fabio Cecconi, Agostino Cirillo, Anna Cristillo, Luigi Di Risi, Francesco Della Corte, Giovanni Di Tommaso, Fabrizio Ferraiolo, Giovanni Italiano, Roberto Landolfi, Alfonso Marra, Giuseppe Mastrobuono, Antonio Palermo, Guido Pane, Antonino Puorto, Michela Quarantiello, Ignazio Scaravilli e Armando Volpe. Ad avanzare la richiesta di rinvio a giudizio è stata la dottoressa Francesca De Renzis. Lavorano tutti presso gli ospedali di Piedimonte, Maddaloni, Teano e Caserta. Per gli altri dieci medici che risultavano indagati all’inizio dell’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza è stata invece disposta l’archiviazione dal reato di peculato.
Mariangela Piccolomo

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Scoprono l'acqua calda, tutti i medici lo fanno e se chiedi una ricevuta ti chiedono di pagare di piu la visita, es: Il primario dell'oculistica dell'ospedale di Caserta, in una visita fatta in Ospedale ti invita ad andare al suo studio e dopo la segretaria ti chiede 150 e fino a 200 euro e se chiedi la ricevuta ti senti dire ,,, no scusi ma se voleva la ricevuta doveva dirlo prima perchè poi c'è l'iva in piu da pagare ahhahahah ma la finanza quando ci va in borghese da questi tipi? e ci meravigliamo delle manovre del governo? siamo dei coglioni ( io per primo) dovremmo denunciare sempre, ma nel momento del bisogno magari pensiamo a torto se chiedo ricevuta o faccio casino non mi cura piu. che schifo mi vergogno di essere italiano.

Anonimo ha detto...

come mai forte e messina se la sono scampata??? mah!!!!

Anonimo ha detto...

Il fenomeno è diffusissimo:barbieri,pittori,falegnami...nessuno emette ricevuta fiscale,non solo i medici...Ma non capisco tutti questi problemi!Basta andare in qualsiasi negozio e da qualsiasi medico e richiedere la ricevuta fiscale.E basta con questa diffidenza!!Ci sono state indagini che sono terminate con richieste di archiviazioni e di rinvio a giudizio.Abbiate tutti fiducia nella giustizia!!

Anonimo ha detto...

Avete gioito tutti quando l'indagine è cominciata?E adesso zitti e accettate le decisioni prese.

Anonimo ha detto...

Anonimo dell'1.12 fai bene a vergognarti...ma per quello che dici!

Anonimo ha detto...

non sono tutti uguali.quante volte hanno visitato gratis!