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giovedì 15 dicembre 2011

I carabinieri: per Natale vorremmo più denunce. Nardone: arrestati i capiclan, ma anche i colletti bianchi che portano la camorra in politica

Intervenuti all’incontro di ieri mattina con il colonnello Nardone comandante provinciale dell'Arma in via Laviano, tutti i comandanti di Compagnia della provincia...
“Sotto l’albero di Natale vorrei un numero maggiore di denunce”. Questo l’auspicio del comandante del comando provinciale dei carabinieri di Caserta, il colonnello Crescenzio Nardone. L’ufficiale, ormai da due anni all’opera in Terra di Lavoro, ha approfittato del tradizionale appuntamento per lo scambio di auguri per esprimere ciò che ha dentro, per spronare la popolazione, per chiarire quelli che sono i suoi obiettivi per il 2012 ormai alle porte. “Non ho mai fatto proclami in questi due anni - chiarisce il colonnello - e certo non lo farò ora”. Con la solita voglia di non apparire che lo contraddistingue ma con dentro quell’indomabile fuoco che da militare lo porta a combattere ogni giorno i criminali, Nardone ha voluto mettere a fuoco alcuni punti salienti del suo programma. E lo ha fatto anche approfittando della presenza di tutti i comandanti di compagnia che sono intervenuti ieri nella caserma di via Laviano a Caserta. All’appello non mancava nessuno. Oltre agli ormai di casa vertici del nucleo investigativo, il maggiore Alfonso Pannone, e (fresco di grado) il maggiore Carmine Rosciano, hanno preso parte alla riunione il maggiore Giovanni Capone, il tenente colonnello Gianluca Vitagliano, il tenente Giuseppe Fedele, il tenente Giuseppe Sacco (in rappresentanza del capitano Andrea Corinaldesi), i capitani Giovanni De Risi, Giuseppe Nardò, Lorenzo Iacobone, Salvatore Vitiello, Mattia Mulloni e Vincenzo Carpino. “Chiudiamo l’anno con risultati di grande spessore - ha aggiunto il colonnello - che sommati a quelli degli anni scorsi aprono nuovi orizzonti al nostro lavoro”. La speranza resta comunque quella di migliorarsi: “Speriamo di riuscire il prossimo anno a migliorare la posizione della provincia di Caserta nella classifica nazionale della vivibilità” ma per farlo occorre lavorare e non adagiarsi su quanto si è fatto finora. “Continueremo le nostre operazioni finalizzate alla cattura di esponenti di spicco della camorra, quelle contro la criminalità organizzata, ma anche quelle contro la microcriminalità ed i reati che colpiscono la cittadinanza”. Il riferimento è all’ultima operazione, denominata Oro rosso, che ha portato a sgominare un’organizzazione che a suon di furti di rame ha lasciato per 140 giorni l’aeroporto di Grazzanise senza telefono. Ma l’impegno che si sono prefissi i carabinieri è a trecentosessanta gradi e lo stesso colonnello rimarca con forza come i militari dell’Arma intendono combattere ogni forma di illegalità: “Continueremo - spiega - ad ispezionare gli studi dentistici ed a chiudere quelli non a norma o portati avanti da falsi medici perchè questa è una piaga che va ad incidere sulla salute dei cittadini. Lo stesso impegno - continua il colonnello - lo metteremo nei servizi di tutela del lavoro in un periodo di crisi nel quale molte aziende continuano a basarsi sulle prestazioni di operai a nero e che lavorano in condizioni di scarsa sicurezza”. Infine i buoni auspici. Il colonnello ha voluto rimarcare come si continuerà a cercare di tenere le stazioni presenti sui territori aperte quanto più a lungo possibile per dare un punto di riferimento a chi vuole denunciare. Ed è proprio sulle denunce che il colonnello Nardone pone l’accento perchè “sono le denunce che ci portano ad ottenere risultati. Vorrei avere qualche denuncia in più sotto l’albero anche perchè adesso gli alibi incominciano a scarseggiare visto che sono stati arrestati latitanti e capiclan, ma anche individuati colletti bianchi che portano la camorra in politica. Senza le denunce - conclude l’ufficiale - continuano l’usura, le estorsioni e lo sversamento incondizionato di rifiuti pericolosi per la salute”. Ma è l’ultima battuta prima degli auguri a chiarire il senso del lavoro e la voglia di fare del comandante: “L’ attività repressiva dello Stato è stata ampiamente dimostrata, noi puntiamo a migliorare la qualità della vita dei cittadini dei vari territori compresi in Terra di Lavoro”.
Vittorio Petraroli

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