Il 28 gennaio scorso furono scoperti dai giudici i malaffari nella gestione delle discariche e i brogli sul percolato. I giudici hanno avvisato gli indagati...
Nell'inchiesta sulle irregolarita' nello sversamento di percolato degli ex impianti di combustibile da rifiuti campani, nell'ambito della quale i pm Paolo Sirleo e Noviello hanno fatto notificare 41 avvisi di garanzia, ci sono quattro nuovi indagati rispetto quelli che erano gia' stati individuati quando il 28 gennaio scorso furono eseguite 8 misure cautelari in carcere e 6 con il beneficio dei domiciliari. Si tratta di Guido Bertolaso, ex commissario straordinario all'emergenza rifiuti; Armando Cattaneo, ex amministratore delegato della Fibe, societa' che dal 1998 al 2005 ha gestito il ciclo dei rifiuti in regione; Carlo Alfiero, ex subcommissario regionale delle bonifiche; Massimo Malvagna, amministratore delegato della Fibe; e Alessandro Pansa, ex prefetto di Napoli ed ex commissario. Escono invece dall'indagine gli imprenditori Mario Allegretti e Wolf Chitis. Contro gli indagati, che adesso hanno 20 giorni di tempo per chiedere di essere ascoltati dai pm o fornire memorie difensive, ci sono esplicite intercettazioni telefoniche autorizzate dal gip nel pieno dell'emergenza rifiuti. Secondo l'accusa, ci sarebbe stato un accordo illecito tra pubblici funzionari e gestori degli impianti cdr e di depurazioen in base al quale e' stato sversato percolato non trattato per anni illecitamente in un tratto di costa tra Napoli e Caserta. A gennaio i pm presentarono 18 richieste di arresto al gip che ne concesse 14; altre 38 persone erano indagate. L'inchiesta parti' dalla foto scattata da un carabiniere all'interno della discarica di Villaricca, immortalando una sorta di geiser di percolato che fuoriusciva da una vasca satura.
Anche Corrado Catenacci ex Prefetto di Caserta coinvolto. Corrado Catenacci e Marta Di Gennaro vice di Bertolaso, furono tra le 14 persone arrestate nel gennaio scorso nell'ambito dell'inchiesta. Tra gli indagati figurano poi gli ex assessori regionali Luigi Nocera e Gianfranco Nappi nonchè i responsabili dei depuratori ed ex dirigenti del commissariato straordinario per i rifiuti già coinvolti in altre inchieste giudiziarie e sotto processo assieme a Bassolino per i presunti illeciti nella gestione del ciclo dei rifiuti in Campania. I reati ipotizzati dai pm Giuseppe Noviello, Paolo Sirleo e Pasquale Ucci sono associazione per delinquere, falso e illeciti ambientali. In particolare, scrivono i pm nell'avviso, alcuni degli indagati, tra cui Catenacci, Di Gennaro, Pansa e Bertolaso "agevolavano attivamente nonchè‚ istigavano gli altri concorrenti nel reato nel porre in essere artifizi e raggiri per occultare e dissimulare la pessima gestione degli impianti di depurazione, comprensivo dell'illecito conferimento del percolato". Tra gli artifizi e i raggiri attuati, tra gli altri, da Bassolino e Nappi, i pm individuano "l'omessa segnalazione e contestazione della cattiva gestione dei depuratori". Contestano inoltre la redazione ''con la piena conoscenza della pessima gestione dei depuratori'', di autorizzazioni al conferimento del percolato, con la falsa attestazione ''di una capacità depurativa residua in realtà inesistente". I magistrati rilevano poi le omissioni, relative al persistere della pessima attività di depurazione, di ''comunicazioni, note, analisi, notizie, rigetti di autorizzazioni allo scarico finale, ovvero conferme di precedenti rigetti, tutte convergenti nel senso del cattivo processo di depurazione in corso, del superamento dei limiti tabellari di scarico e dell'incidenza sul medesimo anche del conferimento del percolato". Altro addebito riguarda l'aver disposto all'indomani della diffida del settembre 2007 operata nei confronti di Hydrogest (la società che gestiva i depuratori, ndr) ''attività di vigilanza sui depuratori affidati ad Hydrogest, occultando la circostanza per cui la stessa vigilanza era stata in realtà già disposta e mai effettuata". L'avviso di conclusione delle indagini preliminari è firmato, oltre che dai tre sostituti, dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara e dal procuratore Giovandomenico Lepore, in pensione da pochi giorni. Gli indagati hanno ora 20 giorni di tempo per depositare memorie difensive o chiedere di essere interrogati; a quel punto, i pm potranno chiedere il rinvio a giudizio o, meno probabilmente, l'archiviazione.
Anche Corrado Catenacci ex Prefetto di Caserta coinvolto. Corrado Catenacci e Marta Di Gennaro vice di Bertolaso, furono tra le 14 persone arrestate nel gennaio scorso nell'ambito dell'inchiesta. Tra gli indagati figurano poi gli ex assessori regionali Luigi Nocera e Gianfranco Nappi nonchè i responsabili dei depuratori ed ex dirigenti del commissariato straordinario per i rifiuti già coinvolti in altre inchieste giudiziarie e sotto processo assieme a Bassolino per i presunti illeciti nella gestione del ciclo dei rifiuti in Campania. I reati ipotizzati dai pm Giuseppe Noviello, Paolo Sirleo e Pasquale Ucci sono associazione per delinquere, falso e illeciti ambientali. In particolare, scrivono i pm nell'avviso, alcuni degli indagati, tra cui Catenacci, Di Gennaro, Pansa e Bertolaso "agevolavano attivamente nonchè‚ istigavano gli altri concorrenti nel reato nel porre in essere artifizi e raggiri per occultare e dissimulare la pessima gestione degli impianti di depurazione, comprensivo dell'illecito conferimento del percolato". Tra gli artifizi e i raggiri attuati, tra gli altri, da Bassolino e Nappi, i pm individuano "l'omessa segnalazione e contestazione della cattiva gestione dei depuratori". Contestano inoltre la redazione ''con la piena conoscenza della pessima gestione dei depuratori'', di autorizzazioni al conferimento del percolato, con la falsa attestazione ''di una capacità depurativa residua in realtà inesistente". I magistrati rilevano poi le omissioni, relative al persistere della pessima attività di depurazione, di ''comunicazioni, note, analisi, notizie, rigetti di autorizzazioni allo scarico finale, ovvero conferme di precedenti rigetti, tutte convergenti nel senso del cattivo processo di depurazione in corso, del superamento dei limiti tabellari di scarico e dell'incidenza sul medesimo anche del conferimento del percolato". Altro addebito riguarda l'aver disposto all'indomani della diffida del settembre 2007 operata nei confronti di Hydrogest (la società che gestiva i depuratori, ndr) ''attività di vigilanza sui depuratori affidati ad Hydrogest, occultando la circostanza per cui la stessa vigilanza era stata in realtà già disposta e mai effettuata". L'avviso di conclusione delle indagini preliminari è firmato, oltre che dai tre sostituti, dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara e dal procuratore Giovandomenico Lepore, in pensione da pochi giorni. Gli indagati hanno ora 20 giorni di tempo per depositare memorie difensive o chiedere di essere interrogati; a quel punto, i pm potranno chiedere il rinvio a giudizio o, meno probabilmente, l'archiviazione.

27.12.11








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