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giovedì 15 dicembre 2011

Caiazzo. Stefano Giaquinto, lezione di dignità a tanti voltagabbana: "Sono stato eletto nel Pdl e resto nel partito. No all'assessorato provinciale!"

Il sindaco caiatino lascia capire a chiari lettere che se il prezzo da pagare per diventare assessore provinciale è quallo di abbandonare il Pdl, non accetta nessuna delega. "C'è anche la questione del termovalorizzatore di Capua da approfondire..." Così Giaquinto chiude la porta in faccia alle avances di Zinzi...
Le dimissioni di Pasquale Malangone e Luigi Maffei dall'esecutivo di corso Trieste, preannunciate dal Corriere del Mezzogiorno, potrebbero arrivare anche prima del previsto. Ieri, 14 dicembre, infatti, era stato lo stesso Malangone a dichiarare che «l'appuntamento del prossimo consiglio potrebbe essere quello giusto per accomiatarci», chiarendo le motivazioni alla base del gesto («Era stabilito fin dall'inizio che il nostro sarebbe stato un impegno a termine, e credo che a questo punto non vi siano più le condizioni per proseguire. Avevamo accettato l'incarico per spirito di servizio: per offrire un contributo al territorio e rafforzare il legame con la Sun. Ma né io, né il collega Maffei, intendiamo assumere il ruolo di parte in causa o addirittura di ago della bilancia in uno scontro tra partiti che ci vede del tutto estranei»). E nelle ultime ore i capigruppo hanno deciso di tenere l'assise non più lunedì prossimo, nella seduta di seconda convocazione, bensì domani.
A questo punto, l'evoluzione della vicenda potrebbe subire una brusca accelerazione. Perché la defezione dei due professori dalla Sun - che fa seguito alle dimissioni rassegnate dai quattro assessori del Pdl un paio di settimane fa, all'atto della formalizzazione della crisi per il termovalorizzatore di Capua - sancisce il blocco dei lavori della giunta, cui viene a mancare il cosiddetto numero legale (la metà più uno dei componenti). E il presidente della Provincia fino ad oggi ha sempre reagito ai momenti di crisi nel rapporto col suo principale alleato ostentando la prosecuzione dell'attività della giunta rispetto allo stallo subìto in consiglio. E' molto probabile, quindi, che provveda all'immediata sostituzione di Malangone e Maffei, nominando due tecnici di fiducia.
Anche se ciò comporterà inevitabilmente l'inasprimento dei contrasti col Pdl. Nel contempo, Zinzi starebbe provando a lavorare sotto traccia sulle sacche di malessere gruppo consiliare degli azzurri. Nei giorni scorsi, erano circolati anche i nomi degli «obiettivi»: Nicola Garofalo (notoriamente in rotta con i vertici del partito), il presidente del consiglio Giancarlo Della Cioppa, Vincenzo Magliulo, Francesco Zaccariello e Stefano Giaquinto. Ma quest'ultimo si dichiara indisponibile: «Io sono stato candidato ed eletto sotto il simbolo del Pdl, e non sono disposto a cambiare. Oltretutto, sono piuttosto perplesso sulle scelte dell'amministrazione a proposito del termovalorizzatore in quanto andrebbero a configgere col piano regionale e persino con quello provinciale. L'ideale sarebbe sedersi a un tavolo e ritrovare le ragioni per un percorso comune».
Ma il gruppo del Pdl sembra destinato a ricompattarsi sulla base della piena autonomia ai consiglieri sulle scelte riguardanti la Provincia che i vertici sono disposti ad accordare. E stamani è in programma una riunione dovrebbe ratificare la ritrovata unità. Intanto l'Udc risponde puntando al rafforzamento del terzo polo: oggi pomeriggio è in programma al Vanvitelli un incontro tra i leader regionali e provinciali dell'alleanza, per arrivare alla costituzione di gruppi unici nelle amministrazioni locali.
Pietro Falco

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Bravo Sindaco, questo è mostrare le PALLE...

Anonimo ha detto...

Hatte' oooh..ielaccihhh

Anonimo ha detto...

vuoi vedè che ste blocca il termovalorizzatore li... e quelli c'è lo pianno qua!