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venerdì 16 dicembre 2011

Ailano. Il Tribunale del Riesame respinge l'istanza di Giovanni Malinconico ed Enrico Fabozzi. Restano in carcere

Resta valido l'impianto accusatorio. Malinconico, secondo un pentito, si era aggiudicato un appalto di venti milioni di euro e un esponente di Antonio Iovine detto "O' Ninn'" invitò il clan rivale a non bloccargli i lavori...
Il tribunale del Riesame conferma le accuse anche per la seconda ordinanza per l'ex sindaco di Villa Literno Enrico Fabozzi e per l'imprenditore Giovanni Malinconico di Ailano. In particolare il giudice ha confermato le accuse per l'irregolarità delle gare di appalto. Rimane intatto il castello accusatorio dei pm della Dda Antonello Ardituro, Catello Maresca e Marco Del Gaudio per questa ordinanza che ha destato scalpore in tutta la provincia proprio per i nomi di personaggi importanti che vede coinvolti. Gli arrestati e indagati sono tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso esterno in associazione camorristica, estorsione, turbativa delle operazioni di voto mediante violenza e minaccia, corruzione, impiego di denaro di provenienza illecita e ricettazione. Fabozzi avrebbe stretto un accordo con il gruppo capeggiato dal boss Francesco Bidognetti per procurarsi appoggi elettorali in cambio di appalti. L'ex sindaco sedeva anche nella commissione consiliare d'inchiesta denominata "anticamorra" e istituita "per la vigilanza e la difesa contro la criminalità organizzata" in Regione. Fabozzi è assistito dall'avvocato Mario Griffo, mentre l'imprenditore Malinconico è difeso dall'avvocato Giuseppe Stellato. Come è stato indicato dai magistrati della Distrettuale l'accordo riguarda l'anno 2003, quando Fabozzi, a cavallo delle elezioni comunali, incontrò Luigi Guida, esponente di spicco dei Bidognetti, e Nicola Ferraro, nell'abitazione di quest'ultimo. E' il collaboratore Guida a parlarne. Dalle indagini inoltre è emerso che l'interesse prevalente dell'ex sindaco siano stati gli affari connessi all'esercizio della carica pubblica. Fabozzi deve rispondere anche dei reati di corruzione elettorale, insieme a Nicola e Vincenzo Caiazzo, e, insieme a Malinconico, di corruzione per le utilità versate dall'imprenditore al sindaco dopo l'attribuzione a suo favore dell'appalto della rete fognaria. Un contratto per ampliamento di questa rete, gara che fu vinta da Malinconico. Ecco cosa riferisce il pentito Luigi Tartarone a proposito dell'appalto delle fogne: “Si tratta di lavori compresi in un'unica gara di appalto per un ammontare di 20 milioni di euro bandita dall'allora sindaco di Villa Literno Enrico Fabozzi. Si trattava di strade, di fogne, di piazze ed altro di cui non ricordo. Venimmo a sapere noi Bidognetti di questi importanti lavori allorquando Ernesto De Luca detto "o Mastrone" legato ad Antonio Iovine detto "o' Ninno" venne a casa di Alfiero Massimo, allora reggente del clan e ci invitò a non bloccare i lavori della ditta Malinconico riconoscibili attraverso la lettura della denominazione sui cartelloni installati presso i relativi cantieri”.
Tina Palomba

1 commenti:

MARIA ha detto...

Ancora una volta rimango senza parole e sbigottita;l'unica cosa che continuero' a dire , a sostenere , a urlare se sara' necessario sara'FORZA GIOVANNI, IO SONO CON TE E TI DIFENDERO' FINO ALLA FINE,DENTRO E FUORI DAL CARCERE,seppur con le mie poche armi ma di sicuro a dentri stretti, con coraggio ed orgoglio per la persona che sei stata e che continuerai ad esssere.