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martedì 18 ottobre 2011

In Terra di Lavoro 177mila poveri Le famiglie in difficoltà sono aumentate dell’11%, sempre di più quelle monoreddito

In crescita anche la distribuzione quotidiana dei pasti nella struttura diocesana del capoluogo. Il rapporto della Cei nella giornata mondiale della povertà...
La povertà colpisce i giovani, che sono in Italia otto milioni e 270mila pari al 13% della popolazione. Sono più a rischio le donne. Questo il risultato del rapporto della Conferenza Episcopale Italiana in occasione della Giornata mondiale del rifiuto della miseria. In provincia di Caserta il numero delle persone povere arriva a 177mila. Un numero che deve far riflettere non solo le istituzioni e le forze politiche, ma l’intera società. Senza crescita economica il dato è destinato ad aggravarsi. Dal 2009 al 2010 si è passati dal 13,1% della popolazione al 13,8%. “Ritengo, per esperienza diretta, che la realtà e anche ben lontana dal secco ed arido riferimento statistico – ha spiegato Don Antonello – . Le famiglie povere sono aumentate in percentuale nello stesso periodo dal 10,8 % all’11%. Basta poco per ribaltare la situazione, a volta una malattia, ma anche la perdita del posto di lavoro che diventa un dramma nelle famiglie monoreddito.” In effetti fano testo i dati dei pasti distribuiti dalla Caritas Caserta ogni giorno e che spesso non riguardano solo gli extracomunitari che sono oltre duecento. “La necessità fa si che molti per pudore vengono da noi per un pacco alimentare – ha continuato don Antonello - spesso dicono che è destinato ad una famiglia indigente conoscente, ma si nota subito che le cose non stanno così” Nelle biografie delle persone prese in carico dai Centri di Ascolto, il “problema casa” si sta connotando nei termini di vera e propria “emergenza abitativa”, aggravata dalla scarse risposte al problema messe in atto dalle amministrazioni centrali e locali. Tra tutti coloro che si rivolgono alle Caritas, uno su quattro ha gravi problemi abitativi. Nel corso degli ultimi 4 anni, i problemi abitativi sono aumentati del 23,6 per cento. Il 20 per cento delle persone che si rivolgono ai Centri di ascolto in Italia ha meno di 35 anni in soli cinque anni, dal 2005 al 2010, il numero di giovani è aumentato del 59,6 per cento. Il 76,1 per cento dei giovani che chiedono aiuto ai Centri di ascolto, non studia e non lavora (nel 2005, i giovani nella stessa condizione erano risultati pari al 70 per cento del totale). In media, il 70 per cento delle persone che si rivolgono ai Centri di Ascolto e’ straniero. La crisi economica ha colpito duramente gli immigrati, determinando gravi situazioni di impoverimento, di cambiamento/ripensamento dei progetti migratori, di rottura e separazione fisica dei nuclei, di crescente conflittualità familiare e intergenerazionale. Al primo gennaio 2010, erano presenti in Italia 449 mense socio-assistenziali. In totale hanno erogato nel corso del 2009 circa 6 milioni di pasti. La giornata contro la miseria è caduta quest’anno in un mese cruciale per la lotta contro malnutrizione e povertà. L’11 ottobre è stato presentato a Milano l’indice globale della fame 2011 e il 16 si è tenuta la Giornata mondiale dell’alimentazione, appuntamenti entrambi dedicati al problema del rincaro dei prodotti alimentari.
INTANTO DON ANTONELLO GIANNOTTI LASCIA LA CARITAS - Don Antonello Giannotti (nella foto) lascia la direzione della Caritas diocesana, il suo sostituto sarà nominato entro questa settimana dal vescovo di Caserta S.E. mons. Pietro Farina. Il parroco del Buon Pastore è alla guida della struttura diocesana dalla scomparsa di don Giorgio Quici. La notizia arriva proprio quando l’organismo pastorale della Cei (Conferenza Episcopale Italiana) per la promozione della carità, ha presentato ieri il suo rapporto, in occasione della giornata mondiale della povertà. Questa l’analisi dei dati: “Ci sono dei segnali forti che debbono fare riflettere – ha spiegato don Antonello Giannotti – la cronaca dimostra che è la questione è seria e si rischia una guerra tra i poveri. I segnali ci sono tutti e vanno individuati negli spostamenti migratori delle popolazioni, nella precarietà del lavoro giovanile. I dati sono sconfortanti. Nel corso degli ultimi 4-5 anni, sono fortemente aumentate le situazioni di povertà materiale. Il 75% dei problemi sono bisogni di carattere primario e strutturale (abitativi, alimentari, economici, sanitari.). Nel 2010 si raggiunge la quota dell’81,9%. Di tutto questo ne sono testimoni i parroci della nostra diocesi che si trovano ad affrontare emergenze di ogni sorta quotidianamente.”
Tommaso Bianchi

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